immigrazione

Salvare vite non è reato/ Welcoming Europe Como c’è

“Noi siamo Welcoming Europe” questa la dichiarazione dell’ampio ventaglio di organizzazioni che hanno costituito il Comitato comasco della Campagna. «Vogliamo decriminalizzare la solidarietà perché salvare vite non è reato. Vogliamo essere liberi di accogliere richiedenti asilo e migranti. Vogliamo creare passaggi sicuri per sottrarre alla criminalità organizzata le vite di donne, uomini, bambine e bambini.  (altro…)

Condannati perché solidali

Il paradosso di una realtà nella quale i malfattori diventano autorità e le persone degne perseguite come criminali è ormai frequente nel nostro tempo nel quale ai soccorritori viene negato il diritto di svolgere la preziosa opera umanitaria nel Mediterraneo mentre alle mafie internazionali del traffico di essere umani e ai regimi dittatoriali assassini i governi europei (e italiano in particolare) garantiscono milioni di euro perché calpestino i diritti umani, stuprino, torturino, uccidano. Nonostante tale generale barbarie, non desta minore sconforto e preoccupazione per la libertà di tutte e tutti la vicenda, relativamente minore ma ugualmente grave, di alcuni ragazzi del “Presidio informativo” della stazione San Giovanni di Como nel 2016, prima colpiti dal provvedimento extragiudiziario del Foglio di via, poi addirittura condannati a 25 e 30 giorni di reclusione, convertiti in ammende da 1875 e 2250 euro per aver preso parte a un’assemblea pubblica all’interno di uno spazio culturale e l’essere stati visti in prossimità di un oratorio che dava ricovero ai migranti. Piena la solidarietà ai ragazzi ingiustamente sanzionati dell’Arci provinciale e di tante altre organizzazioni impegnate per la democrazia, la giustizia e i diritti umani. Si può sottoscrivere e contribuire alla copertura delle spese legali a difesa dei ragazzi colpiti andando sulla pagina Difendi la solidarietà del sito Buonacausa.org. Leggi nel seguito l’appello di Jacopo e Fabio. (altro…)

12 luglio/ Osnago/ Migranti politici o migranti economici? Diritto di cittadinanza o respingimenti?

volantino 12 luglio Loco

Giovedì 12 luglio al circolo Arci La Lo.Co. di Osnago (Lc), grazie a una collaborazione tra Liberi e Uguali – Lecco e Arci Lombardia, Lecco e Como si terrà una serata di approfondimento sul tema delle migrazioni, con Filippo Miraglia, della segreteria nazionale di Arci e promotore della campagna “Ero straniero”, e Raffaele Masto, scrittore e giornalista di Radio Popolare nonché esperto di Africa. (altro…)

Magliette rosse contro la barbarie

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Magliette rosse, tante magliette rosse, un centinaio quelle riunite in piazza Duomo a Como sabato 7 luglio a mezzogiorno, tante altre quelle indossate dalle persone in giro per la città, per l’Italia, per i social, in risposta all’appello lanciato da don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele, Francesco Viviano, giornalista, Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci e Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente e raccolto da tante realtà e soggetti per dare una volta di più un forte messaggio di contrarietà e di sdegno verso la sempre più devastante strage in atto nel Mediterraneo, perpetrata (se non proprio perversamente incoraggiata) da governi europei reticenti rispetto agli obblighi del diritto e della stessa morale umana, quelli apertamente razzisti e quelli che alle belle parole non fanno seguire altrettanto belle, ma soprattutto necessarie, concrete prese di responsabilità.

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7 luglio/ Como/piazza Duomo alle 12/ Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

36255736_10216224387901894_3451900314267942912_o (1).jpgUna maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità: sabato 7 luglio, indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. (altro…)

Un ostello a San Francesco

Negli stessi giorni in cui nel Mediterraneo i disperati muoiono atrocemente a centinaia, vediamo a Como comparire i manifesti di Casa Pound che se la prendono con i poveri di San Francesco. Troppo ben trattati, troppo aiutati, a discapito delle mostre sul design che si tengono all’interno del complesso. Colpisce il tono strafottente, goliardico, che ricorda in forma fossile l’ironia spavalda delle squadracce fasciste, ma anche la tranquillità impudente di chi si sente ormai protetto dalla repubblica Di Maio-Salvini. Dove ci porterà questo insulto ai morti e ai poveri, questa incapacità di valutare la proporzione e l’ordine di quel che accade nel mondo? Dove ci porterà quest’odio infantile e lugubre? (altro…)

Piazza della Pace/ Partono i bastimenti

Già attive, alle 6,30 del 27 giugno, nel mare verde di piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria) le barchette di Csf. La prima, battente bandiera civiltà europea, solidarietà, umanità, è arrivata all’alba, poco dopo l’hanno raggiunta altre due, quelle dell’otium opposto al negotium, quelle della cultura e della buona politica. Presto ne arriveranno molte altre per la mobilitazione  #EuropeanSolidarity di Como senza frontiere. Sono bandiere italiane e plaudono alla decisione della Guardia costiera di ignorare i diktat del governo e dare soccorso sempre e comunque ai naufraghi, ma non sono le barchette di chi considera criminali i soccorritori e carne da macello per fini elettorali chi chiede solo di vivere. Sono le navi che ci ricordano quando noi italiani – migranti economici – abbiamo percorso il mondo per costruirci un avvenire migliore, sono le navi delle ong eroicamente impegnate a diminuire gli effetti nefasti delle politiche dei governi che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero marino, sono le navi dei diritti umani. Sono le nostre navi. Salpano in piazza Vittoria a Como (Csf propone di portarne il più possibile nell’arco della giornata di fotografarle e di postarle sui social) e in migliaia di altri luoghi per costruire per i migranti e per noi un nuovo mondo possibile. Leggi contenuti e indicazioni sull’iniziativa.

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ecoinformazioni on air/ Barchette in piazza della Pace

Il servizio di Gianpaolo Rosso in onda alle 19,45 del 26 giugno a Metroregione di Radio Popolare.  «A Como c’è una piazza, si chiama piazza Vittoria, ma tanti la chiamano piazza della Pace perché è il luogo dove tante volte i pacifisti hanno  manifestato.  (altro…)

Teodoro Margherita/ Come credete io possa stare sapendo che Salvini è ministro degli interni?

L’intervento di Teodoro Margherita, strenuo amico con la Civiltà contadina della biodiversità rurale, collaboratore de Il manifesto, scrittore, insegnante, antirazzista, da sempre impegnato a sinistra e ora elettore del M5s. «Equivoci. Io sono un maledetto terrone. Sono salito quassù al nord Italia e, certamente, per sottrazione matematica, ho preso il posto di lavoro di un settentrionale, come, a decine di migliaia, facciamo noi meridionali.

Mi sono pure preso una donna di qui e ci ho fatto un figlio, meticcio, ovviamente.
Questo è il pensiero radicato nel profondo dei leghisti. Non te la perdoneranno mai. Sei un terrone, sei “uno di via” come si usa dire in Vallassina. Quando mi candidai alle elezioni comunali, un caro amico mi disse “Ti possono rispettare ed ammirare, anche, per il tuo lavoro, per l’apporto che rechi alla comunità, sanno che vuoi bene ai loro figli e te ne sono pure grati, ma non ti voteranno.”
So tutto questo. Lo so bene.Presso la base leghista profonda, quella che, negli anni cinquanta affiggeva i cartelli “non si affitta ai meridionali” io non sarò mai accettato, mai.
Come credete io possa stare sapendo che Salvini è ministro degli interni? Sono un militante di sinistra, sono antirazzista.
Ho una collezione di magliette, borsine in cotone, spilline, che indosso e continuerò ad indossare, che gridano il mio essere tutto da un’altra parte. Ho solo affermato che trovo specioso, surrettizio, falso, tutto il cancan sollevato contro questo governo. A Repubblica ed al Corriere non interessa il razzismo o la virata a destra, indubbia, della politica italiana, interessa solamente evitare che siano disturbati gli interessi veri, la politica economica e monetaria, hanno paura per i loro lerci investimenti.
Non gli importa nulla e mai gliene è importato degli immigrati.
Gli fa paura che manomettano la borsa, che spostino l’Italia nelle alleanze internazionali. Chi non capisce questo, è cieco. Non è nemmeno di sinistra. La sinistra pensa e ragiona. Riflette ed analizza. A freddo. Io, in piazza a difendere i mercati, a difendere la Merkel non scendo. A difendere la legge Fornero, che mi incatena al lavoro fino a tarda età,non scendo. Non difendo la Buona Scuola, linguaggio orwelliano: da insegnante: è il mercato nel tempio del sapere, di peggio non si poteva fare. Volevo dire questo. Chi mi conosce non ha frainteso. Gli altri, spero capiscano. Il M5S, non ha preso la maggioranza assoluta, purtroppo, e Di Maio è giovane. Ma un nuovo movimento è sorto.
Senza, avremmo avuto un Fronte Nazionale con Salvini premier al trenta per cento. La sinistra o quel che ne rimane, deve riflettere profondamente. Essere lucida. Io, ci sono. Non mi sottraggo. A chi, in privato o sulle mie pagine mi ha dato del leghista, non replico nemmeno.Sono ragli d’asino. Simpatie grilline?  Si, e come non averne? Nel vuoto desolante della politica italiana sono stati una boccata d’aria fresca. Quello che faranno in futuro dipende anche da noi. Abbiamo avuto Bossi-Fini-Berlusconi, ma di cosa avere ancora paura? Già, è che avevamo una Rifondazione all’otto per cento,all’opposizione e combattiva, non l’ho “suicidata” di certo io. Buona domenica». [Teodoro Margherita per ecoinformazioni]

 

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