Emergenza umanitaria/ Grazie alla Cgil e a Il gabbiano parte in stazione la consulenza del Comune sui diritti
Importante incontro il 17 agosto in mattinata nella sala Stemmi in Comune con l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti e diversi esponenti dell’associazionismo e dell’attivismo sociale impegnati per i diritti dei profughi. C’è una buona notizia: è confermato che grazie all’intesa con Filt-Cgil che mette a disposizione un suo spazio in stazione e l’associazione Il gabbiano in collaborazione con latri soggetti sarà attivato uno spazio di informazioni su norme e diritti dei migranti. Un servizio essenziale anche perché, nonostante l’impegno di Asgi e altri qualificati legali, spesso a dare informazioni ai migranti accampati sono persone di buona volontà, ma prive della necessaria competenza. L’assessore ha ribadito che a suo avviso l’emergenza deve essere affrontata inevitabilmente con l’intervento dello stato. Magatti ha chiesto anche che si intensifichi l’informazione verso i minori che non devono temere l’ospedale come se fosse un carcere, ma affidarsi alle cure del personale. Preoccupante la segnalazione di Save the children che i minori – come accade anche in tutt’Italia – tendano a scappare dalle strutture dove con l’intervento del Comune vengono ospitati. [Luciana Carnevale, ecoinformazioni]
Nella serata di Ferragosto si è tenuto nel prato sotto gli alberi del piccolo parco davanti alla stazione lo “sconcerto” per e con i profughi che lì sostano e passano le notti all’aperto in questo mese d’agosto. Un mese spesso piovoso a Como,ma, fortunatamente il tempo finora è stato clemente verso chi ancora non ha un tetto e ha reso possibile anche un momento di festa.
Il Prc provinciale comasco e i Giovani comunisti, in piena adesione con quanto indicato dalla rete Como senza frontiere, colgono con una nota ufficiale le tre principali questioni riguardanti l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni: incalzare le istituzioni; evitare lo sgombero dei profughi; contrastare le velleitarie proposte di contromanifestazioni. Si tratta di un documento che pur nella sua brevità coglie i punti fondamentali della questione e esprime la necessità, largamente sentita dagli attivisti e dai volontari che si stanno prodigando per i diritti dei migranti in città, di non essere forzati a compiere che inevitabilmente li danneggerebbero. Leggi nel seguito il testo integrale del documento.
Quando ci sono centinaia di disperati all’addiaccio sapete noi che facciamo? Semplice, noi ci mettiamo lì e valutiamo. Possiamo resistere per mesi, a valutare. Eh, valutare non è facile. Si devono fare le telefonate, alcune anche lunghe. Faticose. Poi è anche estate, caldo. I posti dove mettere i disperati ci sono, questo sì, una decina almeno. Anche i container, con calma, ci sono. Ma si deve scegliere dove collocarli, capite? Telefonate. Almeno due a settimana. Tempi lunghi. E quelli di Roma a godersi le ferie. Mentre noi qui stiamo valutando se tocca a noi valutare. Non c’è fretta, del resto. Dico, se fosse un terremoto, sfollati, protezione civile, finanziamenti, decreti (e appalti). E subito. Ma questi qui sono forse sfollati? No, questi sono, stiamo valutando, africani all’aperto. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]
Claudio Fontana ci regala ancora un reportage fotografico. Ecco le immagini dell’ultima settimana di emergenza umanitaria a Como San Giovanni con la visita dei e delle parlamentari svizzeri, l’impegno di Firdaus e di tante e tanti altre/i, l’ugualmente corale attivismo alla mensa solidale di Sant’Eusebio e l’arrivo dell’acqua fornita dalla Cri. 

C’è chi dice che ci sono persone venute a piedi dal Corno d’Africa a Como per partecipare al “Non concerto” delle 21 del 15 agosto alla Stazione San Giovanni. C’è chi dice che la stazione di Firenze, consueto scenario del concerto di fine anno, tema già di essere surclassata. Inutile cercare di prenotare su Ticket one il biglietto: la suonata di Ferragosto è gratuita, anzi estranea al mercato, come la solidarietà e l’umanità operosa della mensa di Sant’Eusebio che la promuove, come l’attivismo solidale di tutte e tutti coloro che danno vita alla bella Como che accoglie e cerca di tamponare i disastri fatti dalla cattiva politica che libera le merci e opprime le persone. Con Filippo Andreani un'”orchestra” di musicisti: Musica spiccia, Potage, Fleurs des Maldives, Andrea Parodi, Lele complici, 3wheels,Walking peregins, D’altro canto e sicuramente tante e tanti altri per una serata straordinaria. [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]
Ricordate l’inizio (sui media ufficiali) della questione profughi alla stazione, un mese fa? L’allarme scattò quando giornali inglesi scrissero che San Giovanni era un luogo di bivacco di migranti in transito. Erano notizie imprecise e scandalistiche, ma la reazione a esse fu peggiore del male. Ignorando ogni umanità e senza paura del ridicolo ci fu chi spergiurò che non era vero, che Como certe “brutture” non le aveva.
Il lavoro di intervista ai migranti per verificare e accrescere la probabilità di accoglienza in Svizzera si è modificato, limitandosi esclusivamente a coloro che hanno parenti nella confederazione. I dati registrati il 13 agosto sono pertanto assai minori di quelli dell’11 quando erano stati intervistati tutti gli arrivati indipendentemente dalla loro destinazione. Sono stati così censiti 7 eritrei, tra cui 4 minori, ed un etiope.
Il 10 agosto, tra alcuni volontari e persone solidali con i migranti presenti in stazione, si è sentita la necessità di radunare le varie persone bloccate dalla frontiera: frustrazione crescente, tensioni, litigi, hanno suggerito di tentare un superamento delle differenze etniche, linguistiche, culturali, di genere e di età, cercando di comprendere che i problemi dei singoli sono problemi di tutti e che quindi non ha molto senso pensare a provare di risolverli da soli o in piccoli gruppi. Si sono tenuti due incontri, ai quali hanno partecipato un centinaio di migranti e una trentina di europei (soprattutto da Como e dalla Svizzera). Gli incontri sono stati tenuti in inglese/francese, con traduzione simultanea in arabo, oromo, tigrino e amarico. In apertura ci si è soffermati sulla situazione di stallo che al momento contraddistingue la stazione di Como San Giovanni, così come altre località italiane situate in zone di confine. Quello che si è generata è una stata una profonda discussione tra i migranti, che hanno deciso di scrivere una lettera di presentazione alla città di Como: le persone presenti in supporto hanno poi aiutato a trascriverla e tradurla in italiano. Nel seguito la traduzione in italiano della lettera aperta alla città di Como. 
