Foto/ Claudio Fontana: La bella Como tra San Giovanni e Sant’Eusebio
Claudio Fontana ci regala ancora un reportage fotografico. Ecco le immagini dell’ultima settimana di emergenza umanitaria a Como San Giovanni con la visita dei e delle parlamentari svizzeri, l’impegno di Firdaus e di tante e tanti altre/i, l’ugualmente corale attivismo alla mensa solidale di Sant’Eusebio e l’arrivo dell’acqua fornita dalla Cri. Guarda la galleria delle foto.


C’è chi dice che ci sono persone venute a piedi dal Corno d’Africa a Como per partecipare al “Non concerto” delle 21 del 15 agosto alla Stazione San Giovanni. C’è chi dice che la stazione di Firenze, consueto scenario del concerto di fine anno, tema già di essere surclassata. Inutile cercare di prenotare su Ticket one il biglietto: la suonata di Ferragosto è gratuita, anzi estranea al mercato, come la solidarietà e l’umanità operosa della mensa di Sant’Eusebio che la promuove, come l’attivismo solidale di tutte e tutti coloro che danno vita alla bella Como che accoglie e cerca di tamponare i disastri fatti dalla cattiva politica che libera le merci e opprime le persone. Con Filippo Andreani un'”orchestra” di musicisti: Musica spiccia, Potage, Fleurs des Maldives, Andrea Parodi, Lele complici, 3wheels,Walking peregins, D’altro canto e sicuramente tante e tanti altri per una serata straordinaria. [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]
Ricordate l’inizio (sui media ufficiali) della questione profughi alla stazione, un mese fa? L’allarme scattò quando giornali inglesi scrissero che San Giovanni era un luogo di bivacco di migranti in transito. Erano notizie imprecise e scandalistiche, ma la reazione a esse fu peggiore del male. Ignorando ogni umanità e senza paura del ridicolo ci fu chi spergiurò che non era vero, che Como certe “brutture” non le aveva.
Il lavoro di intervista ai migranti per verificare e accrescere la probabilità di accoglienza in Svizzera si è modificato, limitandosi esclusivamente a coloro che hanno parenti nella confederazione. I dati registrati il 13 agosto sono pertanto assai minori di quelli dell’11 quando erano stati intervistati tutti gli arrivati indipendentemente dalla loro destinazione. Sono stati così censiti 7 eritrei, tra cui 4 minori, ed un etiope.
Il 10 agosto, tra alcuni volontari e persone solidali con i migranti presenti in stazione, si è sentita la necessità di radunare le varie persone bloccate dalla frontiera: frustrazione crescente, tensioni, litigi, hanno suggerito di tentare un superamento delle differenze etniche, linguistiche, culturali, di genere e di età, cercando di comprendere che i problemi dei singoli sono problemi di tutti e che quindi non ha molto senso pensare a provare di risolverli da soli o in piccoli gruppi. Si sono tenuti due incontri, ai quali hanno partecipato un centinaio di migranti e una trentina di europei (soprattutto da Como e dalla Svizzera). Gli incontri sono stati tenuti in inglese/francese, con traduzione simultanea in arabo, oromo, tigrino e amarico. In apertura ci si è soffermati sulla situazione di stallo che al momento contraddistingue la stazione di Como San Giovanni, così come altre località italiane situate in zone di confine. Quello che si è generata è una stata una profonda discussione tra i migranti, che hanno deciso di scrivere una lettera di presentazione alla città di Como: le persone presenti in supporto hanno poi aiutato a trascriverla e tradurla in italiano. Nel seguito la traduzione in italiano della lettera aperta alla città di Como.
Nella giornata del 12 agosto, due avvenimenti importanti in una stazione assediata da cronisti e fotoreporter (tanto da sollevare qualche protesta da parte dei migranti).





