immigrazione

Emergenza umanitaria/ Presidio sanitario mobile alla stazione San Giovanni

Featured Image -- 51987Dal Comunicato della Prefettura di Como: «Presidio sanitario mobile presso la stazione di S. Giovanni, con la presenza, dalle ore 20.30 alle 22.30, di un medico volontario, il quale effettuerà  visite mediche, su richiesta degli interessati o su segnalazione del personale sanitario dell’Ats  e/o dei volontari della Cri, ai fini dell’individuazione di eventuali problematiche e dell’invio degli interessati alla struttura ospedaliera per gli interventi diagnostici e terapeutici del caso; la messa a disposizione di un operatore  sanitario (infermieristico o medico) da parte di Ats, che ogni giorno, tra le 8.00 e le 10.00 del mattino, in concomitanza con la presenza dei volontari,  effettuerà la sorveglianza sindromica mirata ad individuare eventuali sintomi di malattia acuta/infettiva meritevoli di approfondimento diagnostico urgente; l’attribuzione ai volontari del compito di attuare il primo approccio con i migranti,  individuando coloro che  richiedono assistenza o informazioni di tipo sanitario e segnalando agli operatori sanitari Ats eventuali casi che necessitino di interventi/approfondimenti; l’attribuzione agli operatori Ats del compito di valutare, su un mezzo mobile presente in loco e fornito dalla Cri, i soggetti segnalati, individuando il percorso sanitario più appropriato ovvero inviando immediatamente questi ultimi ai vari nosocomi presenti sul territorio; la messa a disposizione, da parte di Ats, di un’utenza telefonica dedicata, facente capo ad un medico del Dpm; l’organizzazione, a cura di Asst, in collaborazione con Ats, di moduli formativi rivolti ai volontari Cri e delle Associazioni, al fine di trasmettere loro le competenze di base per supportare  proficuamente gli operatori sanitari nelle attività di sorveglianza sanitaria; la messa a disposizione di tutti gli operatori, da parte di Ats, di materiale informativo multilingue per un approccio facilitato con i migranti; l’attribuzione alla Cri di un ruolo di coordinamento delle associazioni di volontariato, anche nei confronti del  Comune; la messa a disposizione, da parte dell’Ordine dei Medici, di professionisti sanitari, i quali supporteranno, su base volontaria, il presidio sanitario di cui si è detto, garantendo specifici turni di presenza presso la stazione di Como S. Giovanni; la messa a disposizione, da parte di Federfarma, tramite la rete delle farmacie presenti sul territorio, di farmaci e altro materiale sanitario necessario per l’assistenza in loco. Le misure suindicate costituiranno oggetto di costante monitoraggio, allo scopo di verificarne l’efficacia, sì da procedere alla loro implementazione, in caso di necessità».

Emergenza umanitaria/ Crolla la tenda/ Il volontariato non ferma il vento

tendacrollataecamionLe raffiche di vento di stamattina hanno fatto crollare la tenda profughi della Croce Rossa in viale Innocenzo a Como. Sarà ripristinata, ma l’episodio dimostra la vulnerabilità estrema del meccanismo di accoglienza, affidato alla generosità dei volontari e praticamente non gestito dalle istituzioni. Un pessimo presagio. Che succederà quando, tra poche settimane, pioggia e freddo faranno sul serio? [Andrea Rosso, ecoinformazioni]
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Emergenza umanitaria/ Colletta alimentare straordinaria per sfamare i profughi

coletta alimentare straordinariacoopMentre il governo non si accorge dell’emergenza umanitaria di Como e preferisce, tradendo la Costituzione,  partecipare alla nuova guerra in Libia, a Como non si sa più cosa inventare per evitare il disastro e per scongiurare il pericolo che  ci siano i primi morti. Anche il Comitato soci Lega Coop in collaborazione con l’associazione Incroci  fa la sua parte e organizza sabato 6 e domenica 7 un’edizione straordinaria della Colletta alimentare al Supermercato Coop di via Giussani a Como per dare alimenti alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio che si avvia a dover garantire 500 pasti a sera. 

Qual è la legge della frontiera?

ComoSenzaFrontiere-PiazzaDuomo-07A fondamento del concetto stesso di legalità democratica c’è la conoscenza delle norme in vigore, per questo l’associazione Firdaus,  la rete Como senza frontiere, la parlamentare socialista ticinese Lisa Bosia Mirra, Luigi Nessi e Celeste Grossi (consiglieri comunali di Paco-Sel a Como) interrogano il prefetto di Como e le autorità di governo del Ticino per conoscere quali siano le norme in vigore alle frontiera italo-svizzera. Leggi il testo della lettera

Intanto, in fondo al mare…

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Dead Migrants4.027 migranti o profughi sono morti finora nel 2016, dei quali almeno 3.120 scomparsi in fondo al Mediterraneo (dati aggiornati ad agosto 2016 diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Iom/Oim). Rispetto al 2015, un aumento del 26 per cento. Nel pianeta, oltre il 65 per cento delle morti tra i migranti avvengono nel Mediterraneo.

Emergenza umanitaria/ L’Arci: intervenga lo Stato

arcicomoL’Arci di Como chiede l’intervento del governo per l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni. La solidarietà non può essere lasciata sola. La straordinaria dimostrazione di solidarietà dell’associazionismo, dell’attivismo politico dal basso e del volontariato comasco non può essere utilizzato dal governo per sfuggire alle responsabilità della gestione della gravissima crisi umanitaria in corso a Como con l’arrivo di migliaia di profughi in fuga da guerre, violenza e povertà. Ora anche il governo deve fare la sua parte. Como non può essere lasciata sola.

Il Comune ha fino ad ora coordinato gli interventi della Caritas, della Croce rossa, della Parrocchia di Rebbio, della Rete Como senza frontiere e degli innumerevoli altri e altre che generosamente si sono attivati organizzando ogni forma di azione positiva, mettendo a disposizione generi di prima necessità, attivando mense come quella della parrocchia di Sant’Eusebio che fornisce già più di 200 pasti alla sera o proponendo ai migranti occasioni di solidarietà culturale come con l’iniziativa animata da Filippo Andreani e da molti altri artisti con l’Arci e la rete Como senza frontiere alla Stazione San Giovanni il 27 luglio e il concerto di Fatoumata Diawara dell’1 agosto alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio. Persino dalla vicina Svizzera, il cui governo è responsabile della ulteriore chiusura delle frontiere in dispregio persino delle Convenzione di Ginevra, è venuto un essenziale contributo con l’associazione Firdaus che assicura quotidianamente un pasto ai migranti mentre anche da altre regioni italiane si è messa all’opera la rete della solidarietà.

L’Arci ha dato il suo pieno sostegno a tutte queste iniziative e alla più ampia informazione sull’emergenza umanitaria comasca e ora, proprio perché è parte di quel tessuto di società civile che fino ad ora ha evitato il disastro e ha dato della nostra città l’immagine positiva che merita, chiede che il governo finalmente si attivi e che venga affrontata la situazione con i mezzi e le professionalità che la crisi peraltro crescente in numero e necessità, richiede. Con lo stesso spiegamento di professionalità, competenza e umanità con cui il prefetto e il questore di Como hanno assicurato la sicurezza alla Stazione San Giovanni con il necessario impegno di uomini e mezzi e con l’ammirevole capacità di gestione di situazioni certo non facili dimostrato dalle forze dell’ordine ora è necessario che il governo rompa gli indugi e prenda atto della gravità della situazione disponendo l’intervento della Protezione civile nazionale. Infatti solo con un’adeguata assunzione di responsabilità del governo, che determinerà risorse e mezzi sufficienti a gestire la situazione, si potrà evitare che con il susseguirsi di arrivi si verifichino problemi sanitari e sociali e si assicureranno pienamente i diritti delle persone transitanti costrette da leggi europee sbagliate a soggiornare in bivacchi attorno alla stazione in cerca di vie di fuga verso il Nord Europa. Lo sviluppo dell’azione governativa non determinerà naturalmente il disimpegno della società civile lariana lasciandole però compiti più idonei di collaborazione, di supporto e di offerta di opportunità aggiuntive e innovative che realizzino pienamente l’accoglienza. I diritti primari chiediamo vengano assunti doverosamente dallo Stato. [Arci provinciale Como]

 

Il cibo, la musica, la città

Alle 18.30 alla stazione e sul prato del piccolo giardino antistante è tutto tranquillo. Le persone arrivate da lontano per cercare di varcare la frontiera e ultimare il proprio viaggio fino in Germania sono molte, di più degli ultimi giorni, e si capisce che sono di più quelle che ci sono rispetto a quelle che si vedono.

Sono quasi tutte molto giovani. I ragazzi giocano: qualcuno tira un paio di calci al pallone, gli altri giocano a pallavolo (o qualcosa di simile); le ragazze sono per lo più sedute sul prato a chiacchierare, a riposarsi, a mettere in ordine le poche, pochissime cose che hanno.

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In molti, semplicemente, aspettano.

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Roberto Maggioni di Radiopopolare intervista i volontari, racconta la situazione in diretta, prepara il pezzo per il giornale della sera.

Nel frattempo alla mensa di S. Eusebio, in via Volta, a poche centinaia di metri, si prepara la cena. Ieri sera sono stati quasi 250 i pasti distribuiti, questa sera probabilmente di più.

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Alle 19 è quasi tutto pronto. A piccoli gruppi, arriva chi ha bisogno di un pasto. Ormai hanno imparato la strada – dicono. Ci mancherebbe altro: hanno fatto migliaia di chilometri per arrivare qui, senza perdersi, nonostante traversie drammatiche e blocchi di tutti i tipi… e si dovrebbero perdere per pochi centinaia di metri…

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Il clima generale è sereno. L’organizzazione quasi naturale. Non c’è efficientismo esagerato ma nemmeno approssimazione. Tutti hanno un ruolo, chi arriva al momento e non sa ancora cosa deve fare, chiede e ottiene risposta.

Il salone del “ritrovo giovanile” di S. Eusebio (così recita l’insegna) dove si mangia è in realtà una sorta di teatrino. Lì si sistema la maggior parte delle persone; al piano inferiore in una sala più piccola si raccolgono bambini e bambine con le madri.

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La sala si riempie in fretta e in fretta si crea la coda di attesa. Tutti sono ordinati, educati, pazienti. Le pentole vuote si sostituiscono, le brocche d’acqua si riempiono, i pezzi di pane continuamente ridistribuiti.

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Sul palco del teatrino una giovane donna con la chitarra elettrica suona e canta: è Fatoumata Diawara, star della musica maliana. Si ha l’impressione che la maggior parte dei presenti quasi non se ne accorga, l’esigenza di una cena calda è ben più impellente che quella di ascoltare della buona musica. Lei non sembra proprio offendersene: il suo sorriso è smagliante e la sua musica è convinta; è il sottofondo giusto per questa situazione singolare: un’assurda commistione di diritti negati, di umanità riaffermata, di esigenze materiali e di aspirazioni ideali, di ingiustizia e di serenità; non è una musica rasserenante, per i toni acidi della chitarra, eppure fa quasi da ninna-nanna per il ritmo ribattuto di questo blues delle origini.

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Intanto la coda aumenta, ma sempre senza nervosismo. Qualcuno trova modo di ingannare il tempo con una partita a calciobalilla.

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Tutte le persone e le realtà presenti, la Caritas, i volontari e le volontarie, stanno facendo quello che è giusto fare. La speranza è che questo impegno non venga inteso dalle istituzioni che dovrebbero fare la loro parte come un alibi per tardare ancora.

Questa parte di umanità non è qui per caso. Dovrebbe bastare un giro alla mensa di S. Eusebio (ma anche in altri posti) per capirlo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Guarda la galleria delle foto di Andrea Rosso, ecoinformazioni.

Como San Giovanni/ L’amico di Teresa ha un’auto veloce

tracyIn questi giorni Como sta vivendo una situazione straordinaria, data la presenza di numerosi migranti nei pressi della stazione san Giovanni, che sperano di passare tra le maglie di un’Europa blindata e raggiungere la Germania. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Sinistra italiana interroga Alfano

luiginobordocelesteDopo la visita a Como San Giovanni è stata  presentata da Franco Bordo e dal capogruppo Arturo Scotto, in rappresentanza di tutto il gruppo parlamentare di Sinistra italiana, l’interrogazione a risposta scritta al ministro degli Interni Angelino Alfano per  conoscere: «Quali interventi urgenti intenda mettere in atto il Ministero dell’Interno per risolvere la complessa situazione presente nella città di Como e in cui versano moltissime persone già in condizioni di grave disagio; Quali azioni intenda il Ministero dell’Interno attuare affinché la prefettura accetti di coordinare le azioni necessarie per l’accoglienza, l’assistenza e il ricovero dei profughi bloccati alla frontiera di Chiasso, azioni che non possono evidentemente ed in alcun modo pesare dal punto di vista organizzativo ed economico sul solo Comune di Como; Quali azioni intenda attivare il Ministero per gli Affari Esteri affinché la Repubblica Elvetica predisponga dei “corridoi umanitari” per i profughi che intendono attraversare il territorio svizzero». Leggi nel seguito per post il testo integrale dell’interrogazione. (altro…)

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