Anno: 2014

25 ottobre/ Turchi e turcherie in concerto a Cantù

Sabato 25 ottobre alle ore 21, al Teatro Comunale San Teodoro di Cantù, prende il via la stagione di concerti dell’Orchestra Sinfonica del Lario intitolata nell’anno dell’Expo, un po’ criticamente e un po’ cripticamente, “EXPAT 2015, la creatività in esilio”.

L’idea è quella di sondare le diverse declinazione dell’ “espatrio”, condizione spesso vissuta dalle persone impegnate nell’arte. Espatrio, emigrazione, esilio, ma anche viaggio, instabilità, indefinizione… in una parola “expat”, neologismo dal suono un po’ duro, ma in fin dei conti affettuoso.

Il primo concerto andrà in scena sabato e sarà dedicato a musiche di Mozart, Haydn e Schubert, sotto il titolo “Praga, Mozart, turchi e turcherie“, con una significativa convergenza tra una delle grandi capitali storiche d’Europa, un popolo spesso vissuto come nemico e alcuni dei massimi compositori della musica occidentale.

Così è introdotto il concerto:

La prima traduzione delle Mille e una notte (1704), uno dei massimi best-seller del Settecento, evidenziò un radicale cambiamento dei tempi: nella barriera fisica e mentale che l’Europa aveva sempre frapposto fra sé e il “turco” si stava aprendo un varco.   Da questo momento la passione per le “turcherie”, ossia per gli oggetti, i costumi, le maniere turche, divenne quasi una mania; le ambientazioni e i soggetti orientali invasero ogni genere di spettacolo teatrale. L’ambito nel quale questa influenza si fece sentire più intensamente fu quello musicale, inizialmente presso le bande militari, poi anche nella musica colta. Un modello di riferimento di questo stile era la banda dei Giannizzeri, il reparto di truppe scelte dell’Impero Ottomano, costituito da giovani cristiani convertiti. In alcune occasioni l’assimilazione di questo stile supera i contorni della citazione per generare un impianto sinfonico talora anche complesso: è il caso di alcuni movimenti delle sinfonie di Haydn e Schubert, che si trasformano in significative manifestazioni di eclettismo.   Il rapporto di Mozart con questa moda aveva già fatto capolino negli anni della sua adolescenza, con il soggetto della sua prima grande opera italiana, Mitridate, e troverà la sua massima espressione nel 1782 con Il ratto dal serraglio, nel quale Mozart tra l’altro porta in scena il colore esotico della banda turca attraverso l’impiego di strumenti ritenuti di sapore orientale come la grancassa, il triangolo e l’ottavino.   La Sinfonia Praga fu completata da Mozart nel 1786 e deve il suo nome alla città nella quale fu eseguita per la prima volta, il 19 gennaio dell’anno successivo. Mozart aveva trovato in Praga una sorta di patria adottiva; lì incontrò la considerazione e il successo di pubblico che non riusciva a ottenere a Vienna. La situazione di emarginazione che viveva a Vienna determinò, per reazione, una profondità di pensiero creativo sempre maggiore, che ben è evidenziata nella complessità e ricchezza compositiva delle ultime sinfonie. «La sua concezione del mondo si allontanò poco a poco da quanto lo circondava e la sua arte divenne sempre più soggettiva; il lato passionale,”demoniaco” della sua natura prese il sopravvento» (Hermann Abert).
Si proseguirà poi, fino a sabato 18 aprile 2015, con altri sette concerti sinfonici e da camera, colti e popolari: da Beethoven alla tradizione folklorica ligure, da Anna Bon a Igor Stravinskij.
[FC, ecoinformazioni]

Rinnovato il contratto per 1500 operai agricoli comaschi

spiga di granoÈ stato sottoscritto a Roma da Fai, Flai e Uila con Confagricoltura, Coldiretti e Cia il rinnovo del contratto degli operai agricoli e florovivaisti con decorrenza 1 gennaio 2014. Il rinnovo interessa un milione di lavoratori in Italia e 1500 in provincia.

«Si tratta di un risultato importante – commenta Patrizia Baitieri, segretaria Flai Cgil Como – ci sarà un aumento salariale pari al 3,9% per il biennio 2014-2015 in due tranche da 2,1% e 1,8%. Su una retribuzione media di 1.300 euro mensili si avrà a regime un aumento di circa 50 euro per quattordici mensilità. Inoltre è stata rafforzata l’esigibilità dei contratti provinciali di Lavoro. In tema di welfare contrattuale, è stato aumentato di un giorno il permesso per i padri in occasione della nascita e adozione dei figli. È stato anche ottenuto un periodo di aspettativa oltre il comporto per i lavoratori affetti da patologie oncologiche. Il rinnovo vede l’inclusione anche dei lavoratori della manutenzione del verde». «Gli addetti in provincia – conclude Baitieri – sono prevalentemente occupati nelle aziende florovivaistiche e di gestione del verde nonchè nei molti agriturismi aperti nella nostra provincia. Vi sono inoltre diversi lavoratori agricoli comaschi impiegati anche nel cantiere Expo». [aq, ecoinformazioni]

Mantovani/ Nulla contro Una disperata vitalità

UCCELLACCI_webÈ stata pronta la risposta di Ada Mantovani (Adesso Como) alla lettera del presidente dell’Arci Enzo D’Antuono sulla collaborazione del Comune di Como alla rassegna Una disperata vitalità dedicata a Pier Paolo Pasolini. La consigliera ha apprezzato l’invito dell’Arci alla chiusura dell’iniziativa il 30 ottobre allo Spazio Gloria con la proiezione di Uccellacci e uccellini dicendosi «dispiaciuta di non potere partecipare perché impegnata nei lavori del Consiglio comunale». Ha quindi chiarito che da parte sua non vi era alcun intento di sottovalutare o criticare l’azione per la cultura svolta dall’Arci di Como che al contrario apprezza e sostiene, ma solo «la richiesta all’amministrazione comunale di chiarimenti circa il contributo effettivamente erogato che sembrava relativo alla sola mostra del Broletto e non all’intera rassegna come invece effettivamente è». Per Ada Mantovani è «necessario venga presto adottato un Regolamento per i patrocini che eviti un’eccessiva discrezionalità e apra possibilità di una valorizzazione anche economica di luoghi prestigiosi come la Sala del Broletto».

ecoinformazioni on air/ Cantù dice addio al palazzetto

logo ecopopIl servizio del 23 ottobre di Andrea Quadroni per Radio popolare. Ascolta il servizio audio. Leggi il testo. Cantù dice addio al nuovo palazzetto.  Si è chiusa nei peggiori dei modi la vicenda che nella città brianzola sta tenendo banco da trent’anni. Il project financing che avrebbe dovuto veder realizzato il nuovo palasport in corso Europa è tramontato per sempre. La dead line originaria per la consegna dei lavori era fissata al 13 giugno 2013. Il Comune aveva però concesso una proroga di 300 giorni al gruppo di costruzioni bresciano Turra, messo in ginocchio dalla crisi economica. La situazione non è però migliorata e di operai a Corso Europa non se ne sono più visti. L’ultima speranza era affidata al subentro della Cmr Edile di Reggiolo, una cooperativa di oltre 400 persone con un fatturato di  100 milioni di euro ma gli emiliani hanno fatto un passo indietro.

Adesso si riparte da capo, e l’amministrazione si dà un periodo di sei-otto mesi per capire quali potranno essere le strade da percorrere per dare un palazzetto alla città. Inoltre, gli avvocati del Comune si stanno muovendo per capire in che parte e da chi la città dovrà essere risarcita dei danni subiti. È ìl secondo tentativo che va a vuoto. Il primo risale alla metà degli anni ottanta, quando il comune si avventurò senza risultato nella costruzione del Pala Babele.
Secondo il sindaco Claudio Bizzozero Il mancato coinvolgimento dei primi e diretti interessati, ovvero la Pallacanestro Cantù e la megalomania che ha caratterizzato entrambi i progetti naufragati sono stati il principale motivo di fallimento.
La casa dei tifosi biancoblù resterà quindi il caro, vecchio Pianella. E chissà per quanti anni ancora. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

25 ottobre/ Premio letterario Comoinrosa

comoinrosaPremiazione della terza edizione del premio sabato 25 ottobre alle 18 a Villa del Grumello, in via per Cernobbio 11 a Como, a margine della premiazione incursioni musicali di Klezmer e Gipsy swing e Marco Fusi Small Ensemble (Marco Fusi, Gianpietro Marazza, Maurizio Aliffi).

25 ottobre/ I tesori della Biblioteca dei Musei: manoscritti medioevali e rinascimentali

Messale-Ambrosiano-3-300x198Presentazione pubblica, a cura di Rachele Viscido, sabato 25 ottobre alle 15 alla Sala Barelli del Museo archeologico Paolo Giovio di Como, in piazza Medaglie d’oro 1, per il progetto nazionale di catalogazione e valorizzazione dei manoscritti Manusonline, curato dall’Istituto centrale per il catalogo unico: «Tra gli altri, sarà presentato il Messale Ambrosiano del 1380, inserito da Baroffio nei manoscritti liturgici italiani datati e un manoscritto inedito di Giulio Giovio del 1550».

Arci/ D’Antuono invita Mantovani il 30 ottobre a Uccellacci e uccellini

arcicomoIl presidente dell’Arci di Como e del circolo Xanadù risponde a Ada Mantovani (Adesso Como) che aveva espresso nel Consiglio comunale di Como del 13 ottobre dubbi circa la legittimità del contributo dato alla manifestazione su Pasolini Una disperata vitalità. Leggi il testo della lettera.

«Gentile signora Ada Mantovani, sono Enzo D’Antuono presidente dell’Arci di Como e del circolo Arci Xanadù che da 8 anni gestisce il cinema Gloria.

Le scrivo a proposito dell’interpellanza da lei presentata relativa al contributo del Comune alla manifestazione Una disperata vitalità.

Nella sua interpellanza lei contesta come eccessivo tale contributo per un’iniziativa che definisce di “nicchia”. Siamo grandemente sconcertati dalla superficialità con cui tratta la questione e dalle tante inesattezze che esprime.

La mostra L’Oriente di Pasolini è parte, di una più ampia manifestazione a cui abbiamo dato nome Una disperata vitalità, che oltre alla mostra prevede:

– proiezioni di pellicole originali di alcuni dei migliori film di Pasolini, accompagnate da ospiti importanti, personaggi come Carlo Di Carlo, aiuto regista di Pasolini, Ninetto Davoli, suo attore preferito oltre allo stesso Roberto Villa autore delle foto esposte;

– una proiezione lezione dedicata agli studenti delle scuole medie superiori;

– una serata con proiezione di un video omaggio di Mario Bianchi;

– un reading con Moni Ovadia per la  lettura degli Scritti Corsari di Pasolini.

Una manifestazione complessa e articolata che ha reso al meglio la figura di uno dei più grandi intellettuali del Novecento e che è tuttora in corso.

Come lei potrà immaginare tutto questo ha dei notevoli costi, il contributo è riferito dunque a tutta la manifestazione e se non ci fosse stato, insieme al contributo della Regione Lombardia, la manifestazione non sarebbe stata possibile oppure avremmo dovuto praticare prezzi di ingresso molto più elevati.

Per sua conoscenza le faccio presente che la mostra ha avuto diversi momenti ad ingresso gratuito: l’inaugurazione, che ha visto la partecipazione di circa 200 persone, la serata con Mario Bianchi durante la quale è stato proiettato il suo video omaggio a Pasolini, una mattinata di visita guidata per gli studenti.

Troviamo inoltre particolarmente sgradevole il suo stigmatizzare anche la concessione gratuita del Broletto, come se questi spazi non fossero della città e dei suoi cittadini e se non fosse naturale che i cittadini attraverso soggetti come la nostra associazione ne possano godere. Il suo ragionamento presuppone una logica di separatezza tra istituzioni e soggetti culturali che se così fosse renderebbe ancora più difficile realizzare qualsiasi evento.

Noi pensiamo invece che questo sia stato un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e privati che ha permesso di realizzare un evento che altrimenti Como non avrebbe mai vissuto e dal quale Como ne esce più arricchita.

Certo lei lo definisce di “nicchia” e questo le risolve tutto, ma non è così, e se anche lo fosse andrebbe valutato per il suo valore e significato culturale, e, da questo punto di vista,  i patrocini del Comune di Roma e del Comune  di Bologna alla manifestazione hanno un  significato.

La ringrazio per l’attenzione e  la invito a partecipare nostra ospite la sera del 30 ottobre per la serata di chiusura della rassegna, in quella occasione sarà proiettato il film Uccellacci e uccellini con la partecipazione dell’attore Ninetto Davoli, potrà essere occasione di ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti». [Enzo D’Antuono, presidente Arci provinciale e Xanadù]

Da Como 500 persone al corteo di Roma

tarpiniUn’adesione così non si registrava dal 2002. Allora, sempre per l’articolo 18, la Cgil di Cofferati portò al Circo Massimo tre milioni di persone. «Era un altro mondo», commenta il segretario comasco Alessandro Tarpini. Sta di fatto che venerdì notte  partiranno da Como circa 500 persone alla volta di Roma, per la manifestazione nazionale della Cgil sul lavoro. Come partecipare da Como.

«Non ci aspettavamo così tante richieste, sono almeno il doppio di quanto pronosticavamo». In particolare, hanno risposto all’appello soprattutto precari, studenti e lavoratori.
Non solo articolo 18. Secondo il sindacato provinciale quell’argomento è uno “strumento di distrazione di massa”. «Negli ultimi due anni – spiega Giacomo Licata, componente della segreteria provinciale – il nostro ufficio vertenze ha registrato sei reintegri per articolo 18». In più, aggiunge Tarpini: «A Como, nel 2014, ci sono stati 1332 licenziati da aziende con più di quindici dipendenti. È un po’ che sono in giro, e in questi anni nessun imprenditore mi dice che il problema è l’articolo 18. Mancano investimenti, non si può pensare di fare concorrenza sul costo del lavoro».
Per dare diritti alle persone non bisogna toglierli a chi li ha. Soprattutto in un periodo di crisi come questo: «Basta vedere quante persone sono rimaste a casa negli ultimi due anni – commenta Licata – nel 2013 erano intorno ai 1500 mentre nel 2012 si aggiravano sui seicento. Per molti, stanno finendo gli ammortizzatori sociali».
L’attuale legge delega sul lavoro non ha i contorni chiari: «Può essere tutto o niente», continua Tarpini. Ma pare si stia andando verso un ulteriore gerarchizzazione: «L’impresa diventa un dominus e tutto il resto sta sotto. È come dare in mano una pistola agli imprenditori. Molti di loro sono straordinari, alcuni sono bravi ma altri sono dei cialtroni e la situazione non è rassicurante».
Per la Cgil lariana, questa non è una battaglia di retroguardia o conservazione: «Parliamo invece dei 150 miliardi di evasione e i 190 derivanti dalla corruzione. Perché non utilizziamo la stessa veemenza su questi temi?». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

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