Jlenia

16 febbraio/ Il sentiero della felicità al Gloria

awake_main_imageMartedì 16 febbraio alle 21, lo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como, invita ad un appuntamento unico: la proiezione del film Il sentiero della felicità. Awake: The Life of Yogananda di Paola Di Florio e Lisa Leeman. Il film è la biografia dello swami indiano che negli anni ’20 ha fatto conoscere lo yoga e la meditazione al mondo occidentale. Questo film-documentario parla della vita e degli insegnamenti di Paramahansa Yogananda, autore di Autobiografia di uno Yogi [prima edizione 1946, Philosophical Library], un classico della letteratura spirituale che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e che ancora oggi costituisce un riferimento essenziale per ricercatori spirituali, filosofi e cultori dello yoga. La serata sarà introdotta da Vincenzo Bosco della Sathya Ananda Yoga di Bulgarograsso (Co). Ingresso riservato ai soci Arci 7 euro, ridotto 5 euro. Info http://www.spaziogloria.it

 

L’Anpi ricorda Perugino Perugini

Perugino2016-02A pochi giorni dalla ricorrenza esatta del settimo annivarsario dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 febbraio 2009, la sezione Anpi di Como ricorda la figura di Perugino Perugini (a cui la sezione è dedicata) con una commemorazione laica al cimitero di Como-Albate, dove il Partigiano giace con la moglie Giordana che ci ha lasciato qualche Perugino2016-01mese fa. Alla presenza di una trentina di partecipanti, tra cui l’assessore Marcello Iantorno, il vicepresidente del Consiglio comunale e presidente del Coordinamento comasco per la Pace Mario Forlano, i consiglieri Luigi Nessi e Patrizia Lissi, oltre a rappresentanze di partiti e associazioni, il presidente della sezione Nicola Tirapelle ha aperto il ricordo con un breve intervento che riportava alla luce l’attivismo e la dedizione nei valori dell’antifascimo e della democrazia che hanno riempito la vita di Perugino e di sua moglie Giordana (leggi qui l’intervento). A seguire, l’on. Renzo Pigni, fraterno amico dei Perugini ha omaggiato la coppia con un’orazione a ricordo del loro importante impegno sociale e politico per la città di Como. Marcello Iantorno ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando quanto la salvaguardia dei diritti e della Costituzione debbano essere una priorità, lasciando poi concludere Laura Perugini, la quale ha ringraziato affettuosamente tutti gli intervenuti e la sezione Anpi di Como, che come già detto, porta il nome di suo padre. [jl, ecoinformazioni – foto Fabio Cani]

14 febbraio/ One Billion Rising

one billionAnche l’Arci aderisce e sostiene One Billion Rising , la campagna del movimento globale contro la violenza sulle donne che il 14 febbraio porterà nelle piazze di tutto il mondo migliaia di persone. Insieme all’Italia, infatti,  207 paesi nel mondo hanno raccolto l’invito a manifestare con la danza la volontà di cambiamento, scegliendo l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione.  Il 14 febbraio, giorno di San Valentino tradizionalmente dedicato agli innamorati, diventa l’occasione per testimoniare l’impegno e la volontà di fermare con ogni mezzo culturale, legale e civile la violenza sulle donne e sulle bambine. Vogliamo che questa giornata diventi una testimonianza d’amore verso tutte quelle donne maltrattate, abusate, sempre più spesso costrette a subire violenze in silenzio. Il tema scelto per questa edizione è la Rivoluzione: in Italia l’attenzione si concentrerà sulle donne che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che costrette ad abbandonare il loro paese per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti. La danza sarà il mezzo per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino. Balleremo in tutto il mondo, per le donne in fuga dalle guerre e dalla violenza, per i diritti, dalla parte di tutte!

A Como l’appuntamento è alle 15.30 in Piazza Verdi, davanti al Teatro Sociale. La Scuola di danza contemporanea del Teatro Sociale di Como, con l’insegnante e coreografa Arianna Bracciali, scenderà in piazza e chiede a tutte le altre scuole comasche, a tutte le ragazze e donne di ballare insieme. Chiunque voglia partecipare è invitato ad indossare vestiti coi colori della manifestazione (bianco, rosso, rosa) e ad imparare la coreografia “Break the Chain” (link https://www.youtube.com/watch?v=mRU1xmBwUeAi ) che verrà ballata in tutte le città aderenti all’iniziativa. La referente dell’iniziativa Arianna Bracciali è a disposizione di chiunque voglia informazioni o delucidazioni sulla coreografia e sarà presente in piazza già dalle ore 15 per un “ripasso”.

13 febbraio/ Italia Cuba/ Incontro con Geraldina Colotti

italia cuba comoIl circolo di Como Vilma Espin dell’Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba, promuove sabato 13 febbraio alle 15.30 al salone Anselmo Bertolio di via Lissi 6 a Como-Rebbio, un incontro per parlare del futuro del Venezuela con Gerldina Colotti,  giornalista de Il manifesto e direttrice dell’edizione italiana di Le monde diplomatique. Geraldina Colotti è inoltre autrice del libro Talpe a Caracas. Cose viste in Venezuela [2012, ed. Jaca Book], un reportage in tredici tappe dal Venezuela. Quartieri autogestiti, fabbriche recuperate, consigli operai, donne al centro della scena. Racconta le cose viste in Venezuela in tredici reportage sul paese bolivariano. Rapper bolscevichi e maestri di strada, casalinghe col fucile e cuoche al potere, preti d’assalto e porporati golpisti, e maiali che scorrazzano insieme ai detenuti. Dove ripassa la storia, la luna corre per strada. Giovani talpe riprendono a scavare. Ingresso libero.

12 febbraio/ Catozzella con Il grande futuro alla Feltrinelli

il grande futuro_catozzella_copertinaVenerdì 12 febbraio alle 18 alla libreria Feltrinelli di Como Giuseppe Catozzella presenterà il suo ultimo libro Il grande futuro [Feltrinelli, 2016]. Durante l’incontro, organizzato dalla libreria in collaborazione con Parolario – festival letterario che si terrà a Como dal 16 al 25 giugno – l’autore dialogherà con Michele Luppi, giornalista de Il Settimanale della Diocesi di Como.

Arci/ Piena verità sulla morte di Giulio Regeni

sito_x_Giulio«Proviamo orrore e profonda indignazione per l’assassinio di Giulio Regeni. Orrore per il modo atroce in cui è stato ucciso. L’autopsia porterà ulteriori chiarimenti. Ma è già chiaro fin d’ora che la morte di Giulio è dovuta a lunghe e terribili torture. Indignazione per il comportamento delle autorità egiziane di fronte a questo assassinio. La contradditorietà delle versioni fornite, gli arresti improvvisati e poi i rilasci, il cupo silenzio che avvolge tutta la vicenda, dimostrano che la richiesta di verità e giustizia verrà ostacolata in ogni modo. Purtroppo quanto è successo a Giulio è già accaduto a molti altri, colpevoli di opporsi alla dittatura militare di Al Sisi. Sparizione di persone, arresti arbitrari, uso sistematico della tortura e dell’assassinio sono la prassi di un regime violento che non sopporta la minima opposizione. Eppure il governo italiano è stato tra i primi a dare credito al regime di Al Sisi. Sappiamo bene che il nostro paese ha forti interessi in Egitto. Ma per ottenere verità non basta chiederla, bisogna mettere in atto comportamenti coerenti.

Non è più accettabile che   per interessi economici o strategici  si stringano accordi e alleanze con regimi che non rispettano diritti umani, praticano persecuzioni, torture e assassinii.

L’Italia si muova in tutte le sedi internazionali, dalla Ue all’Onu, affinché venga imposto al regime egiziano la fine delle violenze, degli assassini, delle sparizioni degli oppositori e vengano ristabiliti i principi essenziali di uno stato di diritto. Lo dobbiamo a Giulio, al suo coraggio, alla sua passione civile. Lo dobbiamo ai tanti come lui.» [Arci nazionale]

L’Arci ha inoltre aderito all’iniziativa promossa da Articolo 21 di listare a lutto sito e profili Fb e Twitter per chiedere a voce alta alle autorità egiziane verità e giustizia per Giulio Regeni.

Mozard al Sociale cerca giovani

teatro socialeL’opera di Mozart Così fan tutte, ovvero la Scuola degli amanti sarà il titolo che inaugurerà il 6 ottobre la nuova stagione notte 2016/2017 del Teatro Sociale di Como. Il regista Francesco Micheli ha deciso di creare uno spettacolo fresco, giovane, ovviamente centrato tutto sull’amore e le sue sfaccettature, con l’idea di mettere in scena una produzione che sia una Scuola di teatro e di vita. Per questo motivo il Teatro cerca quaranta ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni che abbiano voglia di mettersi in gioco, seguire dei laboratori e debuttare poi con gli artisti professionisti sul palco del Sociale. Un’occasione per non stare più solo a guardare, ma per essere parte di un grande spettacolo e scoprire da vicino cosa c’è dietro alla produzione di un’opera. L’incontro informativo, dove sarà già possibile candidarsi è previsto per mercoledì 10 febbraio alle 18. Qui maggiori informazioni.

13 febbraio/ Commemoriazione di Perugino Perugini

peruginoLa sezione Anpi di Como, invita sabato 13 febbraio alle 14.30, al cimitero del quartiere di Albate a Como, per la commemorazione del partigiano Perugino Perugini a cui la sezione è dedicata. Sarà l’occasione per ricordare lui ed il suo instancabile impegno nell’attività politica e associativa di Como.

Adelmo Cervi a Cantù/ Intervista

adelmo1Una serata per parlare di antifascismo e ricordare uno degli eventi più sanguinosi della storia di Liberazione del nostro paese. Venerdì 5 febbraio alle 20.45, alla sala consiliare del comune di Cantù in piazza Marconi, si terrà la presentazione del libro Io che conosco il tuo cuore. Storia di un padre partigiano raccontata da un figlio di Adelmo Cervi e Giovanni Zucca [2014, ed. Piemme, 433p., 16,90 euro], organizzata dal Comitato Cantù Antifascista. L’autore dialogherà con Eliana Gatti dell’Anpi provinciale di Como. Alla serata parteciperanno anche Mirco Rota segretario regionale della Fiom Lombardia e Alice Rossi coordinatrice provinciale dell’Unione degli studenti di Como.

Adelmo Cervi è figlio di Aldo, uno dei sette fratelli antifascisti torturati ed uccisi nel dicembre del 1943; una famiglia di contadini che credeva nella possibilità di costruire un mondo migliore e che ha pagato con la vita la scelta di opporsi ai fascisti. «Mio padre e i miei zii – spiga Adelmo Cervi – hanno fatto una scelta ben precisa, una scelta di giustizia. Ma non sono eroi. Faccio fatica ad accettare che la gente parli dei fratelli Cervi come un esempio o un mito, hanno solo lottato come avrebbero dovuto fare tutti gli altri». La militanza antifascista della famiglia Cervi comincia quando Aldo, 29 anni, va a militare e finisce in galera; qui scopre la rivoluzione d’ottobre, conosce gli esponenti comunisti e ne abbraccia la filosofia. Il carcere diventa la sua università politica e da segretario dei giovani cattolici di Campegine si trasforma in fervente comunista.

«Mio padre – continua Adelmo – ha unito gli ideali del vangelo a quelli di fratellanza e solidarietà espressi dal comunismo e ha trasformato quella che era una semplice famiglia di contadini antifascisti, senza alcuna ideologia socialista, in una famiglia militante, convinta che il mondo può essere cambiato in meglio e governato dalla classe operaia ne contadina». Accanto ad Aldo, il più attivo è il primogenito Gelindo: le loro parole d’ordine sono impegno, rischio e dedizione. Una lotta fatta di passione, che i sette fratelli Cervi hanno pagato con la vita. E se il loro sacrificio, spiega Adelmo, non deve essere stigmatizzato come eroico, deve però essere di esempio. «Il ricordo sterile non serve a niente – racconta – bisogna impegnarsi nel quotidiano, sono le piccole cose che fanno la differenza. Essere antifascisti oggi non vuol dire né fare a botte con Forza Nuova o Casapound, né ricordare il 25 aprile andando a mettere i fiori sulle tombe di coloro che hanno dato la vita per la libertà di questo paese». Piuttosto bisogna ribellarsi alle ingiustizie del quotidiano, esercitando fino in fondo i mezzi che ci ha dato la democrazia conquistata con il sangue. «Dobbiamo valorizzare coloro che hanno dato la vita per questo paese e per il nostro futuro – aggiunge –  non è con la forza e le grandi azioni che si crea un mondo migliore, bisogna invece avere il coraggio di opporsi a ciò che non piace. Non è il fucile che crea le coscienze ma gli ideali di giustizia».

Quello di Adelmo non è solo un racconto della storia della sua famiglia. «Il mio compito – conclude – è quello di dire ciò che oggi direbbero coloro che hanno dato la vita per cambiare questo mondo; il tempo arriva se siamo capaci di creare qualcosa, quindi non facciamo gli interessi di chi ci vuole schiavi, usiamo fino in fondo le armi della democrazia. Ad esempio, andate a votare».

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