Jlenia

8 novembre/ Down Verso al Gloria

ImmagineL’associazione Down Verso – famiglie e persone con sindrome di Down, invita in occasione del quindicesimo anno dalla fondazione dell’Associaizone e della giornata sulla sindrome di Down, sabato 8 novembre allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como per una giornata che farà emozionare e riflettere. Alle 16 proiezione del film L’ottavo giorno di Jaco Van Dormael, in concorso al 49° Festival di Cannes presentato da Alberto Cano. A seguire aperitivo. Ingresso 7 euro. Info www.downverso.it, info@downverso.it.

6 novembre/ Parco del Lura, un patrimonio a due passi da casa

pdIl circolo di Bulgarograsso del Partito Democratico, invita a partecipare ad una serata di confronto e conoscenza sul Parco del Lura, “un patrimonio a due passi casa“, giovedì 6 novembre alle 21 presso la sede di via C. Battisti 21. Interverranno: Flora Carnio (sindaca di Guanzate), Elena Daddi (sindaca di Bregnano), Renato Brenna (sindaco di Rovellasca), Francesco Meliti (rappresentante Parco del Lura del comune di Lomazzo), Ferruccio Cotto (consigliere provinciale).

La solidarietà dell’Arci alla famiglia Cucchi nella sua coraggiosa ricerca di verità

cucchi2Uno stato democratico non può consentire impunità. L’Arci è solidale e vicina alla coraggiosa famiglia di Stefano Cucchi, che ha deciso di continuare la sua battaglia per la verità. «Non si può morire così nelle mani dello Stato. E uno stato democratico non può consentire impunità Le perizie parlano chiaro. Stefano è stato pestato e poi lasciato morire senza cure: esponenti delle forze dell’ordine e medici ne sono dunque responsabili.  A meno di non credere che il giovane si sia suicidato adottando uno insolito modo per farlo, procurandosi da solo evidenti segni di percosse che l’hanno sfigurato. Una vicenda, quella di Stefano, che tra l’altro dimostra una volta di più quanto sarebbe urgente introdurre nel nostro ordinamento il reato di tortura. Le dichiarazioni dell’Onorevole Giovanardi e del rappresentante del Sap che affermano che “epilettici o  tossicodipendenti non hanno diritto al rispetto e alla vita”, dimostrano quanto  degrado si annidi all’interno delle nostre  istituzioni e nei loro rappresentanti». [Arci Nazionale]

Ninetto Davoli al Gloria: una stagione di vita con Pasolini

davoli pasoliniPiù di un centinaio di persone ha partecipato all’ultima serata della rassegna Una disperata vitalità dedicata da Arci Xanadù a Pier Paolo Pasolini. Giovedì 30 ottobre, allo Spazio Gloria, ospite d’onore è stato Ninetto Davoli, attore, grande amico di Pasolini, che ha incantato il pubblico con ricordi e momenti di vita legati al regista. «Per me ricordare Pier Paolo è un onore oltre che un piacere» così Ninetto ha aperto i quarentacinque minuti di racconti che hanno ammaliato il pubblico presente in sala prima della proiezione di Uccellacci e Uccellini, film del 1966 interpretato oltre che Davoli stesso, da uno straordinario Totò che per questa pellicola fu premiato a Cannes.

Alla bellezza del film, che non ha perso nulla del suo smalto originario, si sono così aggiunti i racconti di Ninetto. Dal primo incontro  con Pier Paolo, sul set del film La ricotta, incontro propiziato dal fratello maggiore di Ninetto, che in quel film lavorava come falegname, alla “comparsata”, di straordinaria intensità, in Il vangelo secondo Matteo, fino al debutto vero e proprio con, appunto, Uccellacci e uccellini. La partecipazione al film causò a Ninetto molti tentennamenti, risolti alla fine solo dopo aver saputo che lui, ragazzo di borgata, sarebbe stato pagato come un attore vero. Il ricordo forse più vivo, e più esilarante, è stato però dedicato a Totò, ovvero al primo incontro con lui, nella sua principesca casa davanti a una principesca cena (del resto Totò era davvero il principe De Curtis).

Ninetto ha ripercorso «una stagione lunga e bellissima della mia vita» e sulla pellicola che sarebbe stata proiettata subito dopo il suo intervento ha dichiarato: «Uccellacci e uccellini è un film di più di quarant’anni fa che sembra girato ieri». Resta al pubblico il ruolo di leggerlo anche in prospettiva storica, poiché per Pier Paolo Pasolini quel film era sì una fiaba, ma una fiaba filosofico-politica, sul ruolo degli intellettuali, sul presente e sul futuro del marxismo, sul destino della società.

Si chiude così la lunga retrospettiva che l’Arci a Como ha voluto dedicare a una straordinaria figura della cultura italiana, Pasolini, personaggio scomodo e controcorrente che seppe mettere in luce con Disperata vitalità le contraddizioni e i conflitti del suo tempo – che è anche, ancora, il nostro tempo – e che seppe descrivere e interpretare le bellezze e gli orrori di un’Italia in trasformazione.

[Jlenia Luraschi, Fabio Cani, ecoinformazioni]

La solidarietà di Arci nazionale e Arci Terni ai lavoratori e sindacalisti della Ast

arciL’Arci Nazionale e l’Arci di Terni, con un comunicato stampa unitario, esprimono la solidarietà dell’associazione ai lavoratori e sindacalisti attaccati durante il pacifico corteo di Roma.
«Oggi a Roma il corteo degli operai dell’Ast di Terni, in lotta per impedire centinaia di licenziamenti e la continuità della produzione nello storico stabilimento umbro, ha subito dure cariche della polizia. Colpisce la totale assenza di qualunque motivo che potesse giustificare un simile intervento delle forze dell’ordine. Gli operai volevano semplicemente raggiungere il ministero dello Sviluppo economico dopo avere sostato davanti all’Ambasciata tedesca, vista la nazionalità degli attuali padroni dell’Ast. La polizia ha deciso di caricare, picchiando lavoratori e anche dirigenti sindacali, con una scelta che è difficile immaginare come casuale. Le cariche si sono svolte con una aggressività e una violenza che da anni non vedevamo contro un pacifico corteo operaio. Evidentemente le parole svalutanti sul ruolo del sindacato, i pesanti attacchi al diritto al mantenimento del posto di lavoro (garantito dall’Articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori) e allo stesso diritto di sciopero che si sono udite nella kermesse della Leopolda, hanno prodotto i loro effetti. E che effetti!
Il governo deve chiarire subito in Parlamento e nel paese come intende garantire il diritto a manifestare, evitando che simili fatti si ripetano, soprattutto in vista di una stagione in cui, per contrastare tagli e provvedimenti che ledono il diritto al e nel lavoro,  scioperi e manifestazioni andranno intensificandosi.» [Arci Nazionale e Arci Terni]

31 ottobre /Tim Burton al Sociale con la Spleen Orchestra

Spleen_OrchestraUn circo freak all’insegna dell’immaginario Timburtonesco. Atmosfere gotico fiabesche e brani tratti dai più celebri film di Tim Burton eseguiti dal vivo. Una band di otto elementi. Un allestimento scenico imponente. Trucchi, costumi, scenografie ed effetti speciali in un viaggio attraverso il mondo visionario del geniale regista. Uno spettacolo musicale e visivo di grande impatto emotivo e straordinaria ricchezza scenica sulle note del compositore Danny Elfman. Tutto questo è la Spleen Orchestra che venerdì 31 ottobre alle 20.30 porterà sul palco del Teatro Sociale di Como il fantastico mondo del regista americano Timothy William Burton. Info e biglietti www.teatrosocialecomo.it

 

30 ottobre/ Con Davoli e Uccellacci e uccellini chiude Una disperata vitalità

UCCELLACCI_webLa rassegna Una disperata vitalità, sulle tracce di Pier Paolo Pasolini tra cinema, musica e poesia giunge all’ultimo appuntamento giovedì 30 ottobre alle 21 allo Spazio Gloria di via varesina 72 a Como.

In proiezione Uccellacci e uccellini (copia in pellicola proveniente dal Csc – cineteca nazionale). Il film racconta la storia di Totò e Ninetto che si recano a sfrattare della povera gente da una cascina della periferia romana. Strada facendo, si affianca loro un corvo, intellettuale veteromarxista, che racconta di come frate Ciccillo e frate Ninetto cercarono invano di convincere passerotti e falchi a fare amicizia. Dopo aver, tra l’altro, incrociato i funerali di Togliatti e fatto l’amore con una prostituta, i due hanno fame. Il corvo finisce divorato. Una favola filosofica in cui Pasolini parla del suo tempo dal punto di vista di un intellettuale in crisi. Leggero, profondo e innovativo. Totò per questa pellicola fu premiato a Cannes.

davoli pasoliniLa serata allo Spazio Gloria vedrà inoltre la straordinaria partecipazione di Ninetto Davoli, attore, grande amico di Pasolini e meraviglioso interprete di molti suoi film, tra i quali proprio Uccellacci e uccellini.

La rassegna Una disperata vitalità è stata realizzata da Arci Xanadù con il patrocinio ed il contributo del comune di Como, il patrocinio dei comuni di Roma e Bologna ed il contributo di Regione Lombardia per il progetto L’Albero del cinema.

Un milione a Roma per diritti e lavoro

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Un milione di persone a Roma con la Cgil per i diritti  e il lavoro contro le politiche del governo Renzi. La segretaria della Cgil, Susanna Camusso ha dichiarato: «pronti allo sciopero generale». In piazza anche una parte del Pd. Da una parte la Leopolda, dall’altra la gente. Nel giorno della kermesse renziana a Roma in una piazza San Giovanni gremita e colorata di rosso ha risposto al premier respingendo al mittente il jobs act e la demolizione dell’articolo 18. In attesa dello sciopero generale, annunciato – senza data – da Susanna Camusso. 

Si dice che la Cgil abbia dovuto procurarsi pullman anche oltre confine per accogliere e portare a Roma tutte le persone che hanno partecipato sabato 25 ottobre alla manifestazione. E che il numero dei bus utilizzati fosse oltre la metà di quello dell’altra manifestazione passata alla storia, quella della Cgil di Cofferati del 23 marzo 2002, con oltre tre milioni di partecipanti. Al di là del balletto dei numeri, comunque, il corteo e la piazza hanno dato un segnale forte e chiaro a Renzi e al suo governo: il jobs act è irricevibile, servono altre politiche per il lavoro.

L’attenzione dei giornalisti era tutta sugli esponenti del Pd scesi in piazza a fianco della Cgil, in contrapposizione con l’appuntamento di Firenze delle stesse ore: Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Stefano Fassina, Guglielmo Epifani, Cesare Damiano e Sergio Cofferati.

Presenti tutte le regioni e le categorie sindacali, foltissimo come sempre il gruppo dei pensionati dello Spi, e poi studenti di varie sigle e movimenti, associazioni, a partire dall’Arci, partiti ( L’altra Europa con Tsipras, Rifondazione comunista, Sinistra ecologia libertà) e moltissime delegazioni di lavoratori in lotta in diverse vertenze territoriali.

I più “antagonisti”  avevano già sfilato il giorno prima, a Roma, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base. E a proposito di sciopero, nel corso del suo intervento, la segretaria generale del principale sindacato italiano ha chiesto al governo di  estendere «le tutele a tutti piuttosto che toglierle ad alcuni. Il passaggio successivo per la protesta, – ha continuato Camusso – se non si otterranno modifiche alla delega sul lavoro e sul ddl di stabilità in direzione di una maggiore giustizia fiscale, saranno quindi gli scioperi articolati sul territorio e infine lo sciopero generale».  L’autunno di lotta è appena cominciato. [BB, ecoinformazioni]

 


 

Con il pareggio ci perdi/ partita la raccolta firme

col-pareggio-ci-perdiCon la prima raccolta di firme tenutasi a piazza del Pantheon a Roma il 15 ottobre, è partita ufficialmente la campagna Con il pareggio ci perdi a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare di revisione costituzionale per cancellare l’introduzione del principio di pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, attraverso la modifica di alcuni articoli fra cui l’art.81. Tra le prime firme anche Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, che quindi sosterrà l’iniziativa.

Il Parlamento assunse questa decisione nel 2012, sotto il governo Monti, raccogliendo una proposta del precedente governo Berlusconi. I fautori di tale modifica si appellarono alla volontà dell’Europa. Ma la Ue non ha mai imposto ai paesi membri di mettere in Costituzione il pareggio di bilancio, tanto è vero che altri paesi non lo hanno fatto. In questo modo il nostro paese si è invece privato della possibilità di aumentare la spesa sociale, anche in deficit, per creare le condizioni di un incremento del Pil e di produrre una crescita secondo modelli ambientalmente e socialmente compatibili. E infatti le politiche di rigore e di austerità in atto in  Italia e in Europa, basandosi sul taglio della spesa sociale, impoveriscono i paesi, riducono i diritti, aumentano la disoccupazione. È esattamente la fotografia attuale dell’Europa e dei paesi mediterranei in particolare, fra cui il nostro. Che l’obbligo di pareggio in Costituzione non stia in piedi, lo dimostra anche il fatto che lo stesso governo Renzi, alla sua prima applicazione, ha chiesto alla Ue di potere scivolare di un anno, per fare fronte alle urgenze della crisi economica.

Nella proposta di legge di iniziativa popolare non si propone solo di tornare al testo precedente alla modifica dell’art. 81, ma si vuole introdurre un principio fondamentale che è presente nelle più avanzate e recenti costituzioni, come quelle di alcuni paesi latinoamericani. Al vincolo contabile si sostituisce quello della soddisfazione dei bisogni e dei diritti dei cittadini. E quindi le manovre di bilancio non possono avere come conseguenza il taglio di spese sociali che ledono quei diritti.
In questo modo la proposta di legge, pur non potendo influire direttamente sul Fiscal compact, che è un trattato europeo, rafforza gli argomenti per contrastarlo, dal momento che la logica del rientro forzato dal debito nel giro di venti anni comporta necessariamente una diminuzione della spesa sociale, che è proprio quanto la proposta di legge vuole venga vietato costituzionalmente. Il primato delle leggi contabili verrebbe così sostituito dal primato dei diritti.

L’obiettivo minimo  consiste nella raccolta di 50mila firme in sei mesi, ma il comitato promotore si propone obiettivi molto più ambiziosi.
Nei prossimi giorni verrà attivato il sito colpareggiociperdi.org dove verranno precisati tutti i dettagli della raccolta, inseriti materiali da scaricare, con risposte alle obiezioni più frequenti in modo da mettere in condizioni le organizzazioni locali di partecipare alla raccolta. I moduli verranno stampati centralmente per poi essere vidimati in loco.

Di seguito la composizione del comitato promotore, cui ne seguirà uno di sostegno composto da organizzazioni, associazioni  e sindacati,  per evidenziare l’ampio spettro di persone e forze sociali coinvolte nella iniziativa:
Stefano Rodotà (Presidente), don Vinicio Albanesi, Gaetano Azzariti, Giorgio Airaudo, Andrea Baranes, Leonardo Becchetti, Fausto Bertinotti, Alberto Campailla, Luciana Castellina, Francesca Chiavacci, Giorgio Cremaschi, Cecilia D’Elia, Monica Di Sisto, Vittorio Cogliati Dezza, Antonello Falomi, Roberta Fantozzi, Stefano Fassina, Luigi Ferrajoli, Nicola Fratoianni, Mauro Gallegati, Luciano Gallino, Alfonso Gianni, Patrizio Gonnella, Riccardo Laterza,  Danilo Lampis, Maurizio Landini, Giulio Marcon, Grazia Naletto, Mario Pianta, Felice  Roberto Pizzuti, Norma Rangeri, Marco Revelli, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Mario Sai, Riccardo Troisi, Francesco Vignarca, Alex Zanotelli, don Armando Zappolini.[Fonte sito Arci Nazionale]

25 ottobre/ L’Arci è per i diritti con la Cgil

25_ottobre_-_sitoSabato 25 ottobre l’Arci è in piazza a manifestare con la Cgil per i diritti, la dignità e l’uguaglianza. Con un comunicato stampa, la più grande associazione della sinistra italiana ha dichiarato che le ragioni della sua adesione all’iniziativa del sindacato.

«Più diritti e più democrazia, a partire dal mondo del lavoro, costituiscono  le vere ‘innovazioni’ che servono al nostro paese. La crisi di questi anni è frutto dello strapotere dei poteri finanziari e di rendite di posizione che hanno svilito dignità e lavoro, e ora si pensa di uscirne cancellando i diritti, con più precarietà e più ingiustizia sociale. La discussione sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è una discussione ‘tecnica’, è invece una questione che attiene al riconoscimento di un diritto fondamentale. Per questo pensiamo che l’impostazione con cui si è affrontato il dibattito sulla disciplina del mercato del lavoro sia profondamente sbagliata. E’ sbagliato partire dalla riduzione di tutele già previste dal nostro ordinamento indicandola come possibile soluzione della crisi. Si tratta peraltro di una ricetta che ha già fallito in tutti i paesi in cui è stata applicata. E’ del tutto strumentale usare la disciplina dei licenziamenti come una clava per definire i confini tra ciò che è vecchio e ciò che nuovo, tra immobilisti e innovatori. Siamo convinti del contrario: è attraverso l’uguaglianza e i diritti che si sviluppa lavoro, così come attraverso investimenti in cultura, welfare, ambiente. Un mercato del lavoro privo della cultura dei diritti fondamentali non potrà mai ‘innovare’ e rispondere al cambiamento richiesto da un nuovo e necessario modello di società e di sviluppo. A queste considerazioni, va aggiunta la grande preoccupazione per una legge di stabilità che, tagliando risorse alle Regioni, avrà ricadute che peggioreranno ulteriormente il sistema di protezione sociale e la vita dei cittadini. Il Jobs Act  è stato presentato come una riforma del sistema di ammortizzatori sociali, ma le risorse economiche previste per il nuovo ‘salario minimo’ sembrano ad oggi del tutto insufficienti. Non tocca un tema centrale per la modernità del nostro paese come la democrazia nei luoghi di lavoro. Noi non condividiamo l’operato del Governo su questo provvedimento non solo per i suoi contenuti. Crediamo che oggi a rischio non sia solo la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici ma la concezione stessa del nostro vivere democratico. L’iter del Jobs Act svela un’idea alla quale non vogliamo e non possiamo rassegnarci: le organizzazioni della rappresentanza sociale (in questo caso il sindacato), parte fondamentale del nostro sistema democratico, vengono percepiti  come fastidioso orpello, come il  residuo di un’epoca passata del quale c’è volontà di sbarazzarsi.

Francesca Chiavacci (presidente nazionale Arci) alla manifestazione della Cgil
Francesca Chiavacci (presidente nazionale Arci) alla manifestazione della Cgil

Noi pensiamo invece che le forme della rappresentanza sociale siano essenziali per la costruzione della democrazia nel nostro paese, agenti di sviluppo e non fattori di immobilismo. Anche a noi non sfugge la necessità di introdurre innovazioni nei rapporti tra forze sociali e istituzioni (in questo caso il Governo), ma questo non può significare il disconoscimento o peggio la delegittimazione del ruolo dei cosiddetti ‘corpi intermedi’ e quindi anche dei sindacati. E’ attraverso il confronto e il dialogo con le forme della partecipazione e di rappresentanza dei cittadini che è possibile costruire un nuovo modello per uscire dalla crisi. La nostra adesione alla manifestazione del 25 ottobre è quindi anche un appello alla riflessione per chiunque, ricoprendo responsabilità di governo (nazionale o locale), pensi che il confronto e il dialogo sui temi fondamentali del vivere comune possano essere derubricati a passerelle o sbrigativi teatrini. L’Arci, associazione che ha tra le ragioni fondative della sua esistenza lo sviluppo della partecipazione, crede invece che sia  giusto riconoscere l’apporto di chi il confronto lo pratica quotidianamente con milioni di cittadini. Per questo saremo in piazza con la Cgil il prossimo 25 ottobre e invitiamo i nostri soci e le nostre socie a manifestare per il lavoro, la dignità e l’uguaglianza.» [Arci nazionale]

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