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Arte e Design

arte e design magInaugurazione della mostra di Karim Rashid e Philip Michael Wolfson venerdì 4 aprile alle 18.30 alla Mag in via Vitani 31 a Como.

 

«La poetica di Karim Rashid sostiene che il design non deve risolvere i problemi, ma creare un abbellimento rigoroso dei nostri ambienti costruiti. Artista presente sulla scena internazionale sin dal 1985, nasce a Il Cairo nel 1960 da padre egiziano e madre inglese. Cresciuto in Canada, ora gestisce il proprio studio sulla 54th St. di Manhattan, ma anche l’Italia gli è nel cuore, in quanto ha terminato gli studi e iniziato la professione proprio nel nostro paese, nel 1982/84 – spiega la presentazione –. Da ragazzo prodigio della metà degli anni ’80, la sua escalation si è sviluppata nel 1993 dopo aver aperto il suo studio a New York, lavorando con i più prestigiosi marchi del panorama mondiale. Da allora, più di 70 pezzi sono entrati a far parte delle collezioni permanenti dei maggiori musei mondiali e gli oltre 2mila pezzi realizzati annoverano Karim Rashid tra i protagonisti della storia del design contemporaneo. Premi, onorificenze e opere pubbliche sono un susseguirsi di eventi per tutta la sua carriera, ma la voglia di trasmettere agli altri il suo pensiero lo ha sempre contraddistinto. È stato infatti a lungo professore di importanti atenei negli Usa e in Canada e tutt’ora partecipa a conferenze, seminari e premi internazionali».

«La contemporaneità per Philip Michael Wolfson, si esprime riesaminando le forme e le idee dei primi movimenti del ‘900, il Futurismo e il Costruttivismo. Nasce a Philadelphia nel 1958, consegue gli studi tra la Cornell University di New York e la Architectural Association di Londra dove viene scoperto da Zaha Hadid, con la quale collaborerà per dieci anni, ricoprendo il ruolo di head of design fino al 2001 – prosegue lo scritto sull’altro artista esposto –. Dopo aver aperto il proprio studio, Philip Michael Wolfson incomincia la propria produzione sperimentale, le cui forme sono definite dalla dinamica delle fratture e delle frammentazioni; egli manipola i materiali, stratificandoli o contorcendoli, creando pezzi in cui la luce, le ombre e riflessi sono parte integrante della loro seduzione. L’uso dei materiali lo ha sempre stimolato, fino a spingerlo ad utilizzare la fibra di carbonio e altri materiali innovativi e proiettandolo nel futuro dell’ArtDesign, di cui lui è uno degli attori principali. Nella sua lunga carriera riceve innumerevoli premi e le sue opere sono esposte nei musei e nelle collezioni più importanti del mondo, dal Victoria and Albert Museum di Londra alla Fondazione Cartier di Parigi o il Price Tower Arts Center di Bartlesville in Usa».

«La mostra è pressoché divisa in due spazi, per garantire la propria privacy ad ogni opera. Nella prima sala le opere di Philip Michael Wolfson dialogano tra loro con le forme dinamiche e spigolose delle serie D-Line e French Curve con la loro scrivania, le consolle e la specchiera, prodotte in materiali tradizionali, quali il metallo ed il legno. In netto contrasto, verso il futuribile, con il D-Line Centerpiece ed il D-Line Tray, centrotavola-portafrutta e vassoio, entrambi realizzati in fibra di carbonio – precisa la nota –. Nella seconda private zone, le curve sensuali delle sedute di Karim Rashid, tra cui ritroviamo la LoveSeat prodotta in limited edition per Veuve Clicquot Ponsardin, rimbalzano tra una e l’altra, passando per il meraviglioso Opposite coffee table e la libreria Italia, prodotta in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il contrasto delle linee dei due designer principali viene accompagnato da singole opere di artisti e designer quali Marco Ambrosini e DoroLifeStyle».

Per informazioni Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

5 aprile/ Visite guidate gratuite alla Porta Pretoria

porta pretoria comoSabato 5 aprile e 3 maggio in tre turni alle 14.30, alle 15 e alle 15.30, visita guidata gratuita, biglietto d’ingresso 3 euro. «I reperti, che per le parti più antiche risalgono alla metà del I secolo a.C., sono conservati nei sotterranei delle Magistrali in via Cesare Cantù» ricorda una nota del Comune di Como. Per informazioni e prenotazioni tel. 031.252550.

Dolores Puthod

02-san-francesco-198x30080 anni di vita per l’arte in più luoghi comaschi, mostre allo spazio Ratti e nella chiesa di San Giacomo, incontri in Pinacoteca, film-documentario all’Arci Xanadù.

 

«Como è uno dei luoghi di riferimento nella storia di Dolores Puthod [artista e scenografa milanese]: qui ha esposto in più occasioni e qui ha voluto tornare per festeggiare i suoi 80 anni – precisa una nota –. Il lungo percorso di ricerca compiuto è ben illustrato dalla carrellata di opere che documentano lo sviluppo di una pittura, che si fonda sul segno tracciato con grande naturalezza per definire forme e spazi per poi esaltarsi nella poesia e nel canto del colore. L’artista ha raccontato i suoi personaggi – quelli che escono dalle quinte e dalle invenzioni del teatro, ma anche quelli ripresi dalla realtà – con una adesione intima che la rende partecipe dei movimenti, delle azioni, ma anche delle malinconie o delle felicità che li animano».

«L’intento di questa esposizione è provare a raccontare una storia fatta di sensazioni, una lettura esterna che analizzi il mondo onirico, le fantasie, le emozioni anche terrene, affrontate dalla Puthod nei vari scorci della sua vita –scrive la curatrice dell’evento Marialuisa Rudoni Angi –. Sono periodi che rappresentano di dieci in dieci anni, la sua febbrile attività pittorica. Una sorta di metronomo che scandisce il tempo che ha segnato e tuttora segna la sua formazione e la sua eclettica produzione. Ogni fase del suo percorso ha stesure e colori che lo identificano, segni visibili dei vari cambiamenti nell’intero arco del suo immane lavoro. Così, Puthod, prescelta dagli studiosi Volponi, Levi, Spike e Pepper e molti altri, come ambasciatrice dell’arte italiana nel mondo, vi accompagnerà nel suo viaggio attraverso il futuro,“all’altra verità della realtà”».

Inoltre «in occasione della mostra è stato istituito un concorso di disegno riservato alle ragazze e ai ragazzi e alle classi delle scuole primarie e secondarie» dal titolo Puthod a Como, 80 anni di vita per l’arte, l’altra verità della realtà, con l’obiettivo di «promuovere la cultura e l’interesse dei bambini e dei ragazzi verso la pittura, per sollecitare i giovanissimi, le famiglie e le scuole in un processo creativo di interpretazione, rielaborazione e riflessione». Per informaizoni e modalità di partecipazione Internet http://doloresputhod.it/pagina.php?cod=73.

 

I luoghi e gli incontri

 

«Chiesa di San Giacomo, piazza Grimoldi, esposizione Searching for God (esposizione presentata durante il giubileo del 2000 in Vaticano alla presenza di papa Giovanni Paolo II e di innumerevoli autorità dell’interreligiosità mondiale). Orari di apertura: feriali dalle 13 alle 19, festivi dalle 10 alle 19. Fino al 28 aprile.

Spazio Ratti, largo Spallino 1, esposizione antologica 80 anni di vita per l’arte, inaugurazione 29 Marzo ore 18 con performance di danza e musica alla presenza di importanti personalità del mondo del teatro e della danza. Orari di apertura: tutti i giorni, festivi compresi, dalle 10 alle 19. Fino al 28 aprile. Sono previsti alcuni open days con Dolores Puthod e le scuole durante il periodo espositivo.

Pinacoteca Civica, via Diaz 84, il 6 aprile alle 11 lezione concerto di David Boldrini con action painting dell’artista. Il 9 Aprile dalle 11 alle 17 Lectio magistralis di Dolores Puthod sulla storia delle arti e del teatro, dibattiti, performances e happenings con interventi di esponenti del mondo del teatro (Ferruccio Soleri Arlecchino del Piccolo Teatro di Milano e importanti personalità della Danza del Teatro alla Scala, Liliana Così, Valter Venditti, Roberto Fascilla, Anna Prina e gli scenografi e addetti teatrali della Scala, Roberto Lucidi, Chiodi, Notari, Cirillo). Ingresso libero.

Spazio Cinema Gloria, via Varesina 72, percorso bibliografico con esposizione di fotografie e litografie; gli orari seguono l’apertura del cinema. Il 17 Aprile alle ore 21 anteprima assoluta del film-documentario 29.200 Puthod – L’altra verità della realtà, lungometraggio sulla vita e le opere del maestro Puthod».

Per informazioni Internet www.doloresputhod.it. [md, ecoinformazioni]

Como e Netanya dieci anni di gemellaggio

netanyacomunecomoIl capoluogo lariano festeggia il rapporto con la città israeliana con scambi culturali, mascherate, musica, cibo e arte.

 

«Como festeggia quest’anno un importante anniversario, i dieci anni di gemellaggio con la città israeliana Netanya, un legame nato dalla volontà di intraprendere un rapporto di amicizia nell’area mediorientale, considerata anche la relazione avviata nel 1998 con Nablus in Palestina – precisano da Palazzo Cernezzi –. Per celebrare la ricorrenza, l’Ufficio relazioni internazionali del Comune di Como ha attivato una serie di progettualità per coinvolgere in maniera attiva e partecipe la cittadinanza, le istituzioni, le associazioni, le organizzazioni e gli istituti scolastici del territorio, creando occasioni di incontro e scambio con la città israeliana».

«La prima occasione è stata l’annuale sfilata in maschera [per la festività di Purim il “carnevale” ebraico] che si svolge a Netanya a metà marzo [a cui hanno partecipato anche altre rappresentanze di città gemellate] e alla quale hanno partecipato 15 rappresentanti della cittadina Parada Par Tϋcc (3 di loro hanno poi fatto tappa anche a Nablus) – prosegue la nota –. Lo scambio si ripeterà il 31 maggio in occasione dello svolgimento a Como della nuova edizione della Parada a cui parteciperà una delegazione della città gemella. Gli altri progetti in programma sono: Gemelliamo Gemini gemellaggio tra le classi delle Scuole secondarie di primo grado che partecipano al progetto Gemini 2013/2014 e alcune classi di coetanei israeliani; Intrecci di popoli festival delle culture, dei gemellaggi e della cooperazione internazionale dal 6 all’8 giugno a Como, con l’esibizione in piazza Cavour del gruppo musicale israeliano Briza; Guitar Gems International Classical Guitar Festival selezione attraverso un bando di un giovane chitarrista comasco che avrà la possibilità di partecipare alla settima edizione del Festival dedicato alla chitarra classica che annualmente si svolge a Netanya; A cena con Netanya nel prossimo mese di ottobre una serata dedicata alla cucina israeliana al Centro di formazione professionale Enaip (a pagamento con prenotazione obbligatoria); Co.Co.Co. special guest from Netanya dal 10 ottobre al 2 novembre ci sarà una sezione dedicata ad un artista contemporaneo proveniente dalla città gemella, all’interno della collettiva Como Contemporary Contest, mostra organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como. Nel corso dell’anno, inoltre, saranno proposti momenti dedicati a Israele, come proiezioni di film, incontri di riflessione, presentazioni di volumi, spazi musicali creando una rete virtuosa di conoscenza e amicizia basata sui valori condivisi della solidarietà e della pace». [md, ecoinformazioni]

Gea – Miniartextil 2014

gea miniartextil 2014Nuova edizione di Miniartextil dedicata alla terra, a cura di Luciano Caramel, a Villa Olmo, in via Cantoni 1 a Como e Villa Carlotta, in via Regina 2 a Tremezzo, inaugurazione sabato 5 aprile alle 17 a Villa Olmo, apertura fino a lunedì 2 giugno, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, giovedì dalle 11 alle 23 (ultimo ingresso alle 22), lunedì chiuso.

 

«Il tema scelto per Miniartextil 2014 è Gea. A pochi mesi da Expo 2015 a Milano, Arte&Arte ha voluto dedicare la 24° edizione della manifestazione alla Terra – spiega un comunicato –. Una visione positiva di valorizzazione dei suoi prodotti, delle sue ricchezze, delle diverse forme di vita che la abitano, poiché nessuna evoluzione è possibile se non si basa su un senso di connessione profonda con tutti gli esseri viventi e con il pianeta che ci ospita».

«L’Onu ha dichiarato il 2014 anno dell’agricoltura familiare – prosegue e spiega lo scritto –: lo consideriamo uno dei molteplici punti di partenza per un ritorno alle radici, anche metaforico, er un ritorno alle radici, anche metaforico, per raccogliere l’essenza della vita, della creatività e dell’arte. Un terreno fertile da proteggere e curare quale dono per il futuro nostro e delle prossime generazioni. Gea, dea primordiale, potenza divina della Terra, secondo la cosmogonia greca prima divinità sorta dal caos è madre terra (grande madre), elemento femminile fecondo, terra che concepisce e prolifera, da cui hanno origine il cielo, le montagne e i mari. Secondo la Teogonia di Esiodo la terra (Gaia) partorì tutti gli dei, i quali imitarono questa prima ierogamia, poi gli uomini e gli animali. Gea intesa come luogo dove si genera e si mantiene la vita grazie ai cicli delle stagioni, all’alternanza continua tra vita e morte, generazione e distruzione. Madre di tutti gli dei e degli uomini, substrato in cui il seme può mettere le sue radici e il germoglio può crescere. La terra rappresenta la funzione materna: Tellus Mater. Prostrandosi al suolo Giobbe esclama: “Nudo uscii dal ventre di mia madre e nudo là ritornerò”, assimilando la terra madre al grembo materno. Alcune tribù africane hanno l’uso di mangiare la Terra quale simbolo di identificazione. Il sacrificatore assaggia la terra, la donna incinta la mangia. Dalla terra mangiata nasce il fuoco: si dice quindi che “il ventre si accende”. In Giappone si crede che la Terra sia trasportata da un pesce enorme, in India da una tartaruga; presso gli Amerindi da un serpente, in Egitto da uno scarabeo; nel Sud-Est asiatico da un elefante. I terremoti si spiegano con i movimenti improvvisi di questi animali, che corrispondono a diverse fasi dell’evoluzione. Nell’arte classica Gea veniva rappresentata in due modi: nelle decorazioni vasali ateniesi veniva ritratta come una donna dall’aspetto matronale nell’atto di uscir fuori dall’elemento che essa stessa personificava, dalla terra: così la vediamo ritratta in un rilievo, che la raffigura nell’atto di consegnare ad Atena il piccolo Erittonio, da lei generato, e nella Gigantomachia dell’ara pergamena. Nei mosaici di epoca successiva appare come una donna che si sta stendendo a terra, circondata da un gruppo di Carpi, divinità infantili che simboleggiano i frutti della terra».

«Le Nazioni Unite celebrano ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile, la Giornata della Terra (Earth Day) – termina la presentazione –. La celebrazione coinvolge ad oggi 175 paesi».

A Villa Carlotta a Tremezzo sarà esposta una installazione nel parco botanico, e inoltre: «Miniartextil è un evento a 360° che propone una serie di appuntamenti collaterali alla mostra: cinema, musica, poesia, conferenze, laboratori didattici e visite guidate».

Ingresso 7 euro, 5 per over 65 anni e studenti fino alle superiori, gratis fino a 10 anni, visite guidate a Villa Olmo in italiano, inglese e francese, per i gruppi su prenotazione, 5 euro visita guidata singolo, 30 euro visita guidata gruppo (max 10 persone), 50 euro visita guidate in lingua straniera (max 10 persone).

Per informazioni Internet http://www.miniartextil.it. [md, ecoinformazioni]

29 marzo/ Meditazioni sul lago di Como

meditazioni sul lago di como«Mostra di opere (grafica e pittura) di artisti attivi sul nostro territorio ispirati alle poesie che il poeta belga Germain Droogenbroodt ha scritto sui paesaggi del lago di Como, raccolte nel libro Conosci il tuo paese? Meditazioni sul Lago di Como, sabato 29 marzo alle 18 al Palazzo del Borgo, in piazza Santa Teresa 5 a Como, letture bilingue di poesie a cura di Lura Garavaglia e Germain Droogenbroodt. Apertura fino al 9 aprile tutti i giorni dalle 15 alle 19. Per informazioni e-mail lacasadellapoesiadicomo@gmail.com.

29 marzo/ Gli affreschi dalla Chiesa di Sant’Eusebio in Bulgorello

affreschi bulgorelloPresentazione del lavoro di recupero e valorizzazione del ciclo di affreschi medievali, ora conservati presso la sede del Consorzio Parco del Lura sabato 29 marzo alle 10 alla chiesa di S. Anna a Caslino al Piano.

 

«Agli inizi degli anni ’90 del Novecento, Cesare Piovan e Oleg Zastrow scoprirono degli antichi frammenti di affreschi medievali nell’antica cappella dedicata a Sant’Eusebio compresa all’interno dell’ormai diroccata Cascina S. Angelo di Bulgorello, allorché l’edificio era ormai disabitato – ripercorre le vicissitudini degli affreschi un comunicato –. Nell’anno 2000, all’atto della cessione dell’immobile, i dipinti murali furono indebitamente staccati dalla proprietà e successivamente recuperati ad opera del Nucleo dei Carabinieri per la tutela dei beni culturali. Dopo il sequestro e la confisca da parte dell’Autorità giudiziaria, essi furono affidati in temporanea custodia al Museo civico di Como (2003)».

Immagine_santo«Su iniziativa del Consorzio Parco del Lura, nel corso del biennio 2012-2013 gli affreschi sono stati affidati per il restauro all’equipe dell’Accademia di belle Arti Aldo Galli di Como guidata da Vanda Maria Franceschetti. L’operazione di recupero ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Cariplo, il contributo della Fondazione provinciale della comunità comasca e il sostegno istituzionale e tecnico della Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio, della Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici di Milano e dei Civici musei di Como – prosegue lo scritto –. Il restauro ha consentito di rimuovere l’intonaco eccedente e di ricollocare gli affreschi su cinque pannelli alveolari della stessa altezza, ma di larghezza variabile, all’interno della nuova sede del Consorzio Parco del Lura, a Caslino al Piano. Si tratta di un’importante testimonianza di pittura romanica, assegnabile alla prima metà del secolo XI, che trova confronti con numerosi affreschi della zona, tra cui quelli di Galliano a Cantù, di Cucciago e di Castelseprio. I frammenti sono fra loro stilisticamente omogenei ed attribuibili alla stessa anonima mano d’artista. Purtroppo, a causa della lacunosità dei resti, non sono identificabili i quattro busti di santi (una figura femminile e tre maschili, due dei quali col capo tonsurato), né è possibile richiamare una delle figure all’intitolazione della chiesa. Anche la figura dell’aquila di San Giovanni Evangelista rimane isolata». [md, ecoinformazioni]

 

Programma

Alle 10: saluti delle autorità, Alfredo Nicolardi, parroco di Caslino al Piano e Bulgorello, Franco Pagani, sindaco di Cadorago, Giuseppe Cairoli, presidente del Consorzio Parco del Lura, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, Giacomo Castiglioni, Presidente della Fondazione provinciale della comunità comasca, Salvatore Amura, presidente dell’Accademia di belle Arti A. Galli;

Alle 10.30: interventi di: Alberto Artioli, Soprintendente ai beni architettonici e del paesaggio, Daniele Pescarmona, Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici, Cesare Piovan, presidente emerito della Società archeologica comense, Guido Calvi, presidente della Commissione diocesana per l’arte sacra, Alberto Rovi, Storico dell’arte;

Alle 12: visita agli antichi affreschi presso l’adiacente sede del Consorzio Parco del Lura.

Santi in Ticino / Una mostra illuminante

Si è inaugurata ieri 21 marzo 2014 al Museo d’Arte di Mendrisio l’esposizione La nube dei testimoni. Santi in Ticino: arte, fede, iconografia, dedicata a una ricognizione del patrimonio artistico del territorio in rapporto alle pratiche devozionali.

Quarto ideale capitolo di una ricerca aperta nel 1998 con Mater dolorosa (dedicata alle raffigurazioni della Vergine), proseguita poi nel 2000 con Manto di giubilo (sui paramenti sacri) e nel 2010 con Mysterium Crucis (sulle croci), la mostra è molto importante poiché fa conoscere molte opere di grande valore, spesso poco valorizzate proprio in quanto circondate da un alone di devozione. Molte statue di santi, per esempio, proprio in quanto oggetto di interesse religioso sono continuamente “rinnovate” (ridipinte o restaurate) senza troppa considerazione per la qualità intrinseca; la mostra però – con molta attenzione – non recide il fondamentale rapporto di queste opere con il loro contesto di significato: la quasi totalità di esse infatti sono nate non come oggetto estetico, ma proprio come oggetto devozionale, testimone della fede delle comunità, e quindi è quello l’elemento fondativo senza il quale tutte queste figure resterebbero mute (basti pensare a quanto è importante nell’attuale Cantone Ticino e diocesi di Lugano l’originaria appartenenza a due diocesi distinte – quella di Como e quella di Milano – con diversi “santorali”).

La mostra è molto importante anche perché è frutto di una capillare ricognizione sul territorio condotta per quattro anni da don Angelo Crivelli, parroco di Mendrisio, ed estesa fino ai più sperduti oratori delle vallate alpine. È grazie a questo lavoro di conoscenza che si è riusciti ad andare al di là delle affermazioni risapute, proponendo anche non pochi elementi di novità.

Tra le molte opere di grande interesse, spiccano su tutte gli altari lignei di importazione tedesca, giunti nelle valli ticinesi all’indomani della Riforma, quando le chiese a nord delle Alpi, avendo rinunciato alla devozione dei santi, si “disfavano” di questi oggetti rivendendoli alle parrocchie meridionali rimaste all’osservanza cattolica. Straordinario l’altare a sportelli di Biasca, solitamente esposto al Museo nazionale svizzero di Zurigo (e ricomposto nella sua interezza per la prima volta proprio in occasione di questa mostra), così come il gruppo degli Apostoli nell’Assunzione della Vergine di Malvaglia. Non mancano interessanti dipinti, tra cui la restaurata pala della chiesa di San Martino a Mendrisio. Un allestimento sobrio, ma vivace, ben distribuito per argomenti, invoglia all’apprezzamento dei vari livelli di lettura.

La mostra resta aperta fino al 22 giugno e c’è quindi tutto il tempo per gustarla.

Il gruppo di lavoro, raccolto attorno a don Angelo Crivelli, è costituito da un nutrito gruppo di studiose e studiosi, in buona parte giovani, e ha dato vita a un catalogo corposo, approfondito, e tutt’altro che noioso. E anche questo è un bell’esempio.

Resta solo da sottolineare che tutto ciò avviene a Mendrisio, cittadina della “ricca” Svizzera, certo, tuttavia assai più piccola di Parigi o New York. E se provassimo a imparare? [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Blog-AltareL’altare a sportelli di Biasca, fine XV inizio XVI secolo, realizzato a Ulm, nella bottega di Niklaus Weckmann per le sculture e da un maestro leventinese per i dipinti. Zurigo Museo nazionale svizzero.

 

Il viaggio dell’anima

Solari_Cristo in cemento biancoMostra antologica di Ernesto Solari con cento opere tra dipinti, pirografie e sculture dell’artista dal 22 marzo al 27 aprile al Broletto di Como, in piazza Duomo, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, lunedì chiuso.

«Si tratta di una rassegna che comprende la sintesi di cinquant’anni di attività dell’artista dedicati all’arte, alla pittura, alla scultura, senza dimenticare gli studi e gli omaggi interpretativi di opere d’arte di grandi maestri del Rinascimento, in particolare Leonardo, Dürer e Raffaello, né temi relativi a Leopardi, Federico II o quello sull’albero della vita (già sviluppato in un’ampia mostra a Villa Olmo-Como nel 1997) – spiega la presentazione –. L’anima, il sogno e l’eros saranno il mood della rassegna con i numerosi spunti di interesse culturale legati alle esperienze artistiche di Solari: un unico filo conduttore che trova riferimenti nella cultura rinascimentale e in quella di epoche più vicine a noi, da il Sogno di Polifilo (Hipnerotomachia Poliphili) di Francesco Colonna a Scuote l’anima mia eros di Eugenio Scalfari. E sono soprattutto questi i temi che hanno ispirato e contaminato l’ultima produzione dell’artista, in particolare le pirografie e le sculture in legno».

Solari_L'anima (olio su tela 50x70) 2013_2«Sono pittore alchimista e puntinista che usa il punto luce materico, questo grazie all’incontro tra la luce e la tela antica che io utilizzo – dichiara l’artista –. Sono tele dell’800 fatte con telai del ‘600 che forniscono un effetto quasi plastico e tridimensionale alle opere; lo stesso effetto cerco di ottenerlo nelle mie pirografie utilizzando le bruciature e le cavità del legno che ne derivano, quindi un effetto simile ma con una tecnica opposta che mi permette di raggiungere quell’unione degli opposti che ogni alchimista persegue».

«La mostra – che, nel suo complesso, verrà presentata dal critico Roberto Borghi – propone, oltre ad una sintesi dei momenti più significativi dell’esperienza artistica di Solari, un’assoluta novità – continua lo scritto –: i suoi lavori in scultura verranno presentati per la prima volta al Broletto, partendo dalle esperienze plastiche più giovanili fino ad arrivare alle ultime sculture in legno pirografate, ai totem, ai dolmen e ai labirinti, percorsi di verità».

Per informazioni Internet www.museosolari.net. [md, ecoinformazioni]

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