arte

Oltre la visione

oltre la visioneMostra di Monica Scaglione allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como aperta fino al 30 marzo, da mercoledì a venerdì dalle 15.30 alle 18.30, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

 

«L’esposizione presenta quadri (tutti realizzati con la tecnica dell’olio su tela) che rappresentano il mondo in modo personale, attraverso l’uso di colori di forte impatto, non riconducibili a dati reali, in cui è evidente l’intenzione di rappresentare il visibile (che può essere una città piuttosto che un volto) e non – gli astratti – di interpretarlo – precisa la presentazione –. All’interno della mostra saranno esposti, anche, quadri riguardanti l’universo femminile. Sono giochi di colore e pennello, solitamente senza un netto confine tra astratto e figurativo, costituiti da larghe o piccole pennellate che descrivono a volte figure reali, a volte immaginarie».

«Ad esempio nei quadri riguardanti le città (alcune opere ritraggono vedute del lago di Como) si potrà notare che le case e gli edifici sono semplici pennellate o punti colorati sulla tela che nell’insieme danno l’idea dell’agglomerato edilizio ma presi separatamente sembrano pezzi di un quadro astratto – conclude la nota –. Lo stesso si può dire dei volti, formati da pennellate che giocano fra di loro, componendo la fisionomia di un viso che si scompone in semplici macchie astratte se ci si avvicina alla tela. Insomma, quadri che vanno “oltre la visione”». [md, ecoinformazioni]

Omaggio ad Alfonso Salardi

SalardiPer il centenario della nascita dell’artista alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Venosto Lucati, fino al 22 marzo.

 

«In occasione del centenario della nascita dell’insegnante e artista di origini modenesi verranno esposti i disegni e le opere della Raccolta grafica comasca contemporanea di proprietà della Biblioteca – spiega un comunicato –. La collezione è stata integrata con una nuova opera donata alla città dal figlio Romano Salardi, scomparso lo scorso mese di dicembre». [md, coinfomazioni]

Paesaggi dei sogni

collineDi Babaev Kamoljon allo Spazio Ratti, ex chiesa di S. Francesco in largo Spallino 1, aperta fino al 23 marzo, da martedì a venerdì dalle 15 alle 19,  sabato e domenica dalle 10 alle 19.

 

«Babaev Kamoljon artista, di origine uzbeka, è arrivato a Como nel lontano 1998, dopo aver superato con il massimo dei voti la selezione della Fondazione del presidente  della Repubblica dell’Uzbekistan – spiega una nota –. Dal 1998 al  2002 ha studiato all’Accademia di belle arti Aldo Galli a Como, diplomandosi in pittura con 110 lode. Terminati gli studi ha continuato a dipingere, a cercare la sua strada, il proprio percorso artistico. Ha realizzato numerose mostre in patria, nella sua città natale Tashkent, così come all’estero (Francia, Italia, Montecarlo, Kazakhstan)».

«La mostra presente a Como prevede l’esposizione di tele realizzate negli ultimi anni, tra Como e Tashkent – precisa la presentazione –; i lavori selezionati per questo evento sono caratteristici per i loro particolari formati, una delle molteplici declinazioni della cifra stilistica del pittore che, anche attraverso questo aspetto, comunica allo spettatore la sua personale visione dell’Arte e il suo percorso di ricerca. Oltre ai lavori di pittura, arricchiranno la mostra anche quattro pannelli di fotografie dedicate all’amata città di Como e sculture realizzate in ferro battuto, ad ulteriore testimonianza della poliedricità e dell’originalità di questo giovane talento uzbeko. L’artista, con questa esposizione vuole dare forma compiuta al suo percorso artistico; un lungo cammino con cui ha reso più vicini due Paesi, l’Italia e l’Uzbekistan, ricchi di storia e di bellezza». [md, ecoinformazioni]

Fino al 27 aprile/ Dai sentieri nascosti 1989-2013

paolucciMostra dell’artista ticinese Flavio Paolucci, a cura di Elio Schenini, al Museo cantonale d’arte di Lugano, in via Canova, fino al 27 aprile.

«Realizzata in occasione degli ottant’anni dell’artista, nato a Torre nel 1934, la mostra che si compone in gran parte di opere scultoree, dispiega sui tre piani del museo un percorso che illustra ampiamente gli sviluppi del suo lavoro dal 1989 ad oggi, rappresentando una prosecuzione ideale della mostra precedente. Senza avere ambizioni antologiche, l’esposizione, curata da Elio Schenini, si propone di offrire uno sguardo panoramico su un periodo estremamente vitale e ancora in corso, ricco di sviluppi formali ed estetici che vengono ad arricchire di nuove invenzioni e intuizioni spesso folgoranti un corpus già ampissimo, ma sempre estremamente coerente – spiega una nota –. Fin dal titolo, Sentieri nascosti, la mostra rimanda all’inestricabile rapporto arte-natura vissuto nell’intimità della propria dimensione esistenziale che, dalla metà degli anni Settanta, costituisce l’essenza dell’’pera di Paolucci».

«I materiali su cui l’artista esercita a propria manualità durante il processo creativo sono sempre quelli da quarant’anni a questa parte – conclude lo scritto –, ovvero legno, carta e colore. Tuttavia, come appare chiaro visitando la mostra, nell’ultimo decennio l’artista traspone spesso le sculture così realizzate nel bronzo, accoppiandovi altri materiali come il vetro e il marmo».

Per informazioni Internet www.museo-cantonale-arte.ch. [md, ecoinformazioni]

Visita a Palazzo Odescalchi

palazzo erba odescalchiSabato 22 febbraio alle 17 la sede della Biblioteca comunale, in piazzetta Venosto Lucati, sarà visitabile per una visita guidata (17.15) seguita da una conferenza (17.30/45) sulla storia dell’edificio con gli Andrea Bonavita e Marco Leoni, ultimo appuntamento per festeggiare i 350 di attività.

«Gli architetti Andrea Bonavita e Marco Leoni, che recentemente hanno pubblicato studi sulle residenze Odescalchi nella città e nella provincia di Como, condurranno una breve visita guidata nella Biblioteca comunale, alla ricerca delle tracce dell’antico palazzo appartenuto alla famiglia di papa Innocenzo XI – precisa una nota –. Seguirà una conferenza ospitata in uno degli antichi ambienti della Biblioteca, la sala studio al piano terra: con l’ausilio di proiezioni, verrà illustrata la storia del palazzo, con particolare riferimento alle vicende del XVII secolo, momento di massimo splendore. Lo scopo è ripercorrere la storia di questa importante istituzione culturale comasca, concentrandosi su alcuni snodi e temi principali, quali le preesistenze medievali, gli ampliamenti, la costruzione del portale su via Volta e la descrizione degli ambienti e degli arredi interni, tramandati dagli inventari dell’epoca» (per cenni sulla storia del palazzo clicca qui.

Per informazioni tel. 031.252850, e-mail biblioteca@comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

Twine – Numero Uno#

museodellasetaPrimo esperimento di video-installazione al Museo della seta, in via Castelnuovo 9 a Como, per Silk Reloaded – Como città per la moda, inaugurazione giovedì 20 febbraio alle 18.30, esposta fino al 27 febbraio.

 

«Per una settimana il museo vivrà una diversa vita, sarà rimaneggiato e “ri-vestito” di nuova pelle – spiega la presentazione dell’evento organizzato da l’Isis Setificio Paolo Carcano, Museo didattico della seta, Fondazione Setificio e Associazione ex allievi del Setificio di Como in collaborazione con Unindustria gruppo filiera tessile, Confartigianato imprese settore moda, Associazione italiana disegnatori tessili e il patrocinio di Comune e Camera di Commercio di Como –. Una vera ri-scoperta di luoghi e oggetti, una re-visione del mondo della seta, dei suoi colori, delle sue luci attraverso gli occhi e l’immaginazione di giovani creativi, gli studenti della scuola Dreamers coordinati dalla scenografa Bettina Colombo e con il coinvolgimento di un gruppo di studenti dell’Isis Setificio Paolo Carcano. Per una settimana – e per la prima volta in assoluto – disegni e tessuti inediti provenienti da nuove donazioni di aziende seriche al Museo della seta saranno esposte al pubblico. Uno spettacolo di colori ambientato su abiti di importanti sartorie… e all’interno degli oggetti e dei macchinari storici esposti al Museo». [md, ecoinformazioni]

Sulle orme degli eruditi neoclassici

pinacoteca civicaLa scultura alla luce delle torce, percorso guidato venerdì 21 febbraio dalle 18 alle 19 alla Pinacoteca civica di Como in via Diaz 84 per i Venerdì in Pinacoteca.

 

«La proposta della visita serale a luci spente nelle sale della sezione medievale della Pinacoteca, condotta per scoprire con i soli fasci luminosi delle torce il fascino delle sculture, vuole emulare la consuetudine di compiere visite archeologiche dopo il tramonto diffusasi tra gli artisti, gli eruditi, gli appassionati, nella Roma dalla fine del Settecento – spiegano dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como –. Esiste un filone letterario che documenta tale pratica, alla quale si era attenuto anche lo scultore Antonio Canova. Nelle Notti romane di Alessandro Verri, l’autore rende, nella rievocazione fantasiosa ma anche realistica della visita notturna al Mausoleo di Augusto, l’esperienza provata: “Quell’improvviso splendore (di una torcia) fece riapparire agli occhi miei quelle rispettate mura con aspetto vieppiù degno e maestoso perché la pallida fiamma tingeva di mesti colori quelle ruine, siccome fossero illuminate da lontano incendio…” Goethe, impressionato da questa consuetudine, ne riferisce nel Viaggio in Italia (1788) “…Per rispondere al desiderio di stranieri, artisti, intenditori e profani, decidemmo di compiere una visita ai Musei Vaticani e ai Musei Capitolini al lume delle fiaccole…” Gli scritti teorici dell’epoca consacrano l’importanza – anche nei suoi effetti benefici sulla cultura e sull’intelligenza – di tale percorso edificante attraverso gli splendidi resti dell’arte, del quale lo spirito conserva in buona parte il ricordo, come d’un sogno incantevole che vada cancellandosi a poco a poco. Goethe elenca i vantaggi di questo tipo di illuminazione: ogni pezzo può essere osservato di per sé, a esclusione degli altri, e il visitatore si può concentrare unicamente su quello; inoltre la sua straordinaria efficacia permette di rilevare assai meglio tutte le delicate sfumature del lavoro, elimina tutti i fastidiosi riflessi, rende più nette le ombre, fa apparire più chiare le parti illuminate. Un suo vantaggio innegabile è poi quello di rimettere nel loro giusto valore le opere collocate in posizione sfavorevole. L’esperienza coniuga lo spirito romantico del provare emozione di fronte alla rivelazione dell’antico, che riemerge dal buio della storia, al razionale desiderio neoclassico di conoscere ciò che il tempo di essa ha conservato. Tuttavia anche gli ateliers degli scultori costituivano una grande attrattiva per gli eruditi, per i quali era un obbligo sociale visitarli. A volte anche di notte alla luce delle torce, come racconta M.me de Staël in Corinne ou de l’Italie».

Per informazioni tel. 031.252550, e-mail musei.civici@comune.como.it, Internet http://museicivici.comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

Fuoco. Vita alla materia

fuoco vita alla materiaMostra archeologica al Museo Giovio di Como, piazza Medaglie d’oro 1, inaugurazione venerdì 14 febbraio, apertura fino al 27 aprile. Numerosi eventi collaterali e esposizione di cinque opere dell’artista tedesco Roland Tacke.

«Dalla scoperta del fuoco scaturirono numerose nuove opportunità per l’uomo preistorico, dall’adattamento dell’ambiente alle proprie esigenze, alla cottura dei cibi, alla possibilità di trasformare la materia attraverso progressive innovazioni tecnologiche – spiega la presentazione –. L’esposizione ha un taglio didattico/ divulgativo ed illustra le prime esperienze di conservazione ed accensione da parte di Homo erectus, i primi impieghi del fuoco, la sua valenza come stimolo alla socialità, gli antichi miti sulla scoperta. Affronta quindi ed illustra con reperti originali, appartenenti alle collezioni del Museo archeologico di Como, i tre principali campi in cui l’uomo più tardi iniziò a trasformare la materia grazie al fuoco: la ceramica, il metallo ed il vetro. Tutti gli aspetti sono trattati dal punto di vista archeologico e naturalistico e mediati con l’impiego di sistemi coinvolgenti ed interattivi adatti alla fruizione da parte di un pubblico ampio, anche tramite un’apposita app scaricabile su smartphone e tablet». Molti gli eventi collaterali previsti (l’elenco).

Per informazioni tel. 031.252550, Internet http://cultura.comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

11 White Lies al Tik Tak Ta2/ inaugurazione il 15 febbraio

tiktakIl circolo Arci Tik Tak Ta2 di via Ariberto 4/b a Cantù invita all’inaugrazione della mostra 11 White Lies – uno studio sui tarocchi  di Gigi Fagni, sabato 15 febbraio alle 19. La mostra resterà esposta fino al 15 marzo. Info: www.tiktakta2.com

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