Cultura

Settanta persone per il Cammino della libertà

Sabato 24 aprile ha sustitato grande interesse e la partecipazione di più di settanta persone Il cammino della libertà, un percorso nelle vicende della Liberazione a Como organizzato dall’Istituto Perretta con l’Anpi di Como e l’Associazione culturale Onguf.  La  visita della città tra storia e memoria, parte delle inizitive per la celebrazione del 25 aprile, è iniziata dall’area ex Ticosa di Como con un’introduzione al percorso di Antonia Barone e Fabio Cani, ha toccato diversi luoghi della Resistenza comasca per concludersi al Monumeto della Resistenza europea. In ciascuno di essi sono state offerte informazioni sull’importanza storica dei diversi siti  e i giovani attori dell’assocazione Onguf  hanno letto documenti che hanno fatto vivere ai partecipanti gli eventi che in quei luoghi avvennero. Guarda le foto

Premio giornalistico nazionale al giornale studentesco del classico Volta di Como

La redazione de La coda del diavolo, il giornale degli studenti del liceo classico statale A. Volta di Como, ha vinto il primo premio giornalistico promosso dal Ministero dell’istruzione Parole di Legalità – Rassegna Nazionale della stampa studentesca.

Premiata la qualità del lavoro redazionale e degli articoli dei giovani giornalisti del Classico che hanno saputo declinare nel loro giornale il tema della legalità che inevitabilmente passa per la libertà di stampa. Il giornale, diretto da Elisabetta Anzaldi, è fatto da una redazione di otto persone il cui lavoro è affiancato da una ventina di collaboratori. (altro…)

Progetto memoria e verità 2008-2010

Il terzo incontro del Progetto Memoria e Verità 2008-2010, dedicato alla Strage di Piazza Fontana e al caso Pinelli, organizzato dall’Università Popolare Auser di Como, dall’Associazione Memoria condivisa Bari di Como e da Nodo Libri, si è svolto il 21 aprile scorso al Liceo Classico Volta di Como.

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Liberi dalla mafia

Più di quattrocento persone, in prevalenza studenti, al convegno Liberi dalla mafia, noi protagonisti del cambiamento organizzato dall’I.T.C. Caio Plinio Secondo, che si è tenuto sabato 17 aprile al politecnico di Como. Numerosi i relatori, tra i quali anche Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia e la  proiezione di filmati sul viaggio in Sicilia dei ragazzi del Caio Plinio, sulla simulazione di un processo antimafia al tribunale di Como e la manifestazione del 22 marzo per le vie della città.

Contro la mafia a piccoli passi

«La presenza di organizzazioni mafiose in Lombardia si è molto intensificata negli ultimi venti anni e il primo passo per poterla combattere è lo sviluppo della cultura della legalità». Questo il messaggio di Massimo Brugnoli, della rivista Antimafia2000, ai presenti alla prima serata del percorso A piccoli passi a Cagno organizzato dal Coordinamento Comasco per la Pace e dal Csv di Como in collaborazione con gli assessori alla Cultura di Binago, Cagno e Uggiate Trevano giovedì 15 aprile. (altro…)

Coordinamento senza confini

Per iniziativa degli aderenti al coordinamento che aveva reso possibile la manifestazione antirazzista del 1 marzo a Cantù si è costituito domenica 18 aprile, nell’assemblea degli aderenti svolta nella sala Noseda della Camera del lavoro di Como, il Coordinamento senza confini. Festeggiata con i rappresentati comaschi dell’associazione la liberazione del personale di Emergency in Afghanistan.

L’assemblea ha deciso l’adesione al Comitato comasco acqua pubblica e alla manifestazione del 1 maggio mattina a Como organizzata dai sindacati. I rappresentanti delle associazioni, movimenti, sindacati, organizzazioni politiche presenti all’incontro (dall’Arci alla Cgil, dalla 3f a Emergency all’Associazione per la sinistra a tanti altri) hanno anche deciso di puntare al rafforzamento della cultura dell’antirazzismo sviluppando le iniziative sui diritti umani nelle scuole anche in collaborazione col Coordinamento comasco per la Pace. Pieno anche il sostegno all’iniziativa dell’Arci che ha proposto l’attivazione di un Osservatorio sul razzismo nella provincia di Como e uno sportello per la prima accoglienza informativa per permettere agli immigrati regolari e non di accedere pienamente ai servizi già esistenti nel territorio. Ecoinformazioni attiverà un blog per dare conto delle iniziative, delle proposte e del dibattito sul tema sviluppato dal Coordinamento senza confini.

Poetry Slam

Un successo la serata di Poetry Slam che si è svolta giovedì 18 marzo nella libreria di via Volta, dove si sono presentati diciotto concorrenti di tutte le età, dai 17 agli oltre 70 anni, che si sono  sfidati di fronte ai settanta presenti.

L’appuntamento fa parte della rassegna Poesia di voci – Invenzioni Letture Confronti Suoni organizzata da Università Popolare con La Casa della poesia di Como e NodoLibri. Lo slam-master Simone Savogin ha spiegato le regole ai partecipanti, ognuno dei quali aveva a disposizione tre minuti per leggere e recitare una o più poesie originali da lui composte, che venivano poi valutate da una giuria di cinque persone estratte a sorte dal pubblico.
Sono arrivati in finale Fabio Fusi, Maria Grazia Duval, Maddalena Frigerio, Alfonso Maria Petrosino e Marco Bin, giovane autore milanese che si è aggiudicato il premio della competizione. Il clima di gioia e rispetto che si è creato nelle tre ore di rime e versi ha davvero eletto la poesia come vera vincitrice della serata.

21 marzo Invasioni al Sociale con L’incredibile storia del cardellino dipinto

Teatro Sociale, Invasioni la poesia tra alfabeti e utopie.

Primo giorno di primavera, e rinascita simbolica della vita dopo i rigori dell’inverno, il 21 marzo è la Giornata Mondiale della Poesia istituita in tutto il mondo dall’Unesco fin dal 1999 per promuovere, divulgare e celebrare questa insostituibile forma di espressione.
Per l’occasione il Teatro Sociale, via Bellini 3 Como, verrà “abitato”  dalle 14 alle 22 da un happening multimediale, a più voci, per tutte le età e per tutti i gusti, all’insegna appunto della poesia nelle sue varie accezioni: parola, testo, suono, voce, ritmo, immagine, metafora.
Tra le proposte della serata L’incredibile storia del cardellino dipinto
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Mattia Palazzi presidente dell’Arci della Lombardia

 Al Congresso di Arci Lombardia sabato 13 marzo allo Spazio Gloria del’Arci Xanandù Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci ha affermato l’impegno «di un’associazione viva e vitale capace di agire e reagire alla situazione politica attuale». Eletto il Consiglio regionale nel quale il Comitato di Como è rappresentato da Enzo D’Antuono, Celeste Grossi e Laura Molinari. Scontata l’elezione, voluta  dai Comitati di tutte le province, di Mattia Palazzi, presidente dell’Arci di Mantova,  a presidente lombardo del sodalizio.

«Siamo qui consapevoli di fare un omaggio all’Arci di Como – ha detto Mongelli presidente regionale uscente Arci – in uno spazio che non è diventato un ipermercato o un parcheggio, ma uno spazio per il dibattito sociale e culturale cittadino». Un ruolo rivendicato dal presidente provinciale Arci Enzo D’Antuono che ha chiesto di sostenere queste realtà: «perché se in territori come questi arretriamo in futuro arretreremo anche in quelli in cui ci consideriamo solidi». «Per questo stiamo chiedendo anche alla città e se il Gloria chiudesse? È un problema di tutti e non solo dell’Arci».
Per una giornata i delegati della maggiore rete organizzativa provenienti da tutta la Lombardia hanno affrontato i temi del Congresso nazionale e nominato i propri rappresentanti regionali.
Nella mattinata insediatasi l’assemblea è intervenuto Diongue Mbaye, dell’Associazione 3 febbraio di Erba, per rappresentare il mondo dell’emigrazione. «Ci consideriamo nuovi cittadini, io sono in Italia da dieci anni, ora la nostra presenza è messa in questione non solo come migranti, ma cone essere umani». «La nostra situazione è sempre più dura in un clima in cui via Padova non è un fatto isolato» ha aggiunto Mbaye che ha lodato l’Arci «per il percorso storico di umanità che la contraddistingue».
Un tema ripreso anche nella tavola rotonda su Il modello di welfare lombardo – il ruolo dei corpi intermedi – l’iniziativa antirazzista, con Fulvia Colombini, Cgil Lombardia, Giambattista Armelloni, Acli Lombardia, Fabrizio Tagliabue, Forum del Terzo settore Lombardia, Sergio Veneziani, Auser Lombardia, Sergio Silvotti e Emanuele Patti, Arci Lombardia, Antonio Iannetta Uisp Lombardia, e i candidati al Consiglio regionale Mario Agostinelli, Arianna Cavicchioli e Luciano Muhlbauer.
Mongelli ha posto in risalto le “tre eccellenze lombarde”: «il welfare, dei voucher e non dei diritti, che porta ad una dismissione della sanità pubblica» a cui si aggiunge la «forma di corruzione organizzata», il binomio Comunione liberazione e Compagnia delle opere «un’organizzazione confessionale che occupa il potere in Regione Lombardia e dà lavoro ed appalti con una struttura da Confindustria confessionale». Ultimo punto di “pregio” lombardo la deriva razzista.
«Welfare non è solo sanità – ha esordito Silviotti – anche scuola e cultura contribuiscono allo stare bene delle persone», uno stato sociale che è mutato dalla salvaguardia di diritti a servizi e prestazioni «con un assistenzialismo al mercato grazie alla legge 3». La politica per il rappresentante di Arci Lombardia è arretrata rispetto alla realtà «si parla di inclusione, in una comunità di persone che stanno bene, adesso la precarietà è così diffusa che si deve parlare di coesione e gli interenti non sono orientati in quel senso». Per Silviotti la risposta della politica è la reclusione nelle Rsa, nelle Rsd o nella negazione del problema dell’immigrazione ridotto ad un problema di ordine pubblico.
«Un sistema che mette al centro la malattia e non la salute» per Muhlbauer interessato al business e che porta alle privatizzazioni, un sistema dopato a favore del privato come a Crema dove un polo scolastico privato è stato costruito con i fondi regionali per l’edilizia pubblica.
«O ragioniamo su un welfare statalista con risorse illimitate oppure dobbiamo fare un ragionamento diverso – ha dichiarato Veneziani – il welfare senza sussidiarietà, mutualismo o il protagonismo dei soggetti sociali, a parole garantisce tutto, nei fatti niente», anche se «non bisogna pensare alla sussidiarietà come cavallo di Troia per le privatizzazioni».
«Da vent’anni interi settori sociali stanno scivolando nella povertà – ha spiegato Armelloni – un ceto medio impoverito e rancoroso che fa si che il lavoro non crei più solidarietà che afferma: prima di me loro!». Per invertire la rotta  determinare un cambiamento «serve la partecipazione e dare peso e qualità alla dimensione territoriale rendendo visibili i problemi creando un legame fra le forze reali e quelle della politica».
Un rapporto compromesso per Cavicchioli, «siete tutti uguali voi politici, ci dicono «Hanno dovuto prolungare i termini per la presentazione delle domande per il bonus famiglia – ha denunciato Tagliabue – perché non ci sono richieste. Lo stesso è avvenuto con il contributo per le badanti. Fanno leggi slegate dalla realtà e dalle esigenze delle persone». Per il rappresentante del Terzo settore bisogna tornare a parlare di «diritti non solo di prestazioni, definire i criteri di partecipazione alla spesa dei cittadini e fare un’operazione culturale dal basso per cambiare la percezione dello stato sociale che non sia inteso come spesa sociale bensì un investimento, così com’è stato nel 1978 con l’introdzione del Sistema sanitario nazionale».
Per Colombini la cirsi non è fnita ed è entrata in una nuova fase quando finiranno gli ammortizzatori sociali e le aziende devono
«Una situazione di potere che si protrae da 15 anni – ha affermato Agostinelli – ha portato alla eliminazione di uno spazio pubblico di confronto con Cdo; Formigoni e Lega che hanno una matrice escludente. Per questo al contrario l’Arci è un punto di riferimento straordinario».
«Spero in una nuova intesa fra Arci e Uisp – ha dichiarato Iannetta – due associazioni che hanno già fatto un percorso in comune», un invito accolto favorevolmente da Mongelli, un lavoro di prevenzione e di coesione sociale che vede le due organizzazioni su delle linee contigue. Soprattutto sull’inclusione e l’antirazzismo. Un tema caro e fondamentale per l’Arci.
«Non si può più prescindere dal fatto che la Lombardia è una comunità plurale – ha chiarito Patti, dopo aver dichiarato la vicinanza ai famigliari del ragazzino morto nell’incendio del campo in via Novara a Milano – e nonostante l’allarmismo di gran parte della stampa, che spesso promuove modalità esplicite di esclusione i clandestini non sono criminali ma lavoratori che subiscono l’insicurezza nel e sul posto di lavoro». «Essere cittadini non dipende da dove sei nato ma dalla partecipazione alla vita sociale ed al suo arricchimento» ha concluso  di qui la lotta al razzismo, anche istituzionale, in Lombardia.

Nei lavori del pomeriggio con l’intervento di Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, è stata ribadita la funzione politica essenziale dell’associazione con l’invito a «recuperare la capacità di indignarsi  per la mortificazione del senso civico e della cultura civile che vine determinata dall’attuale azione del governo». Con l’intervento di Enzo D’Antuno è stata presentata la proposta di mettere al centro dell’azione dell’Arci la questione della lotta la razzismo.  Sono state approvate dai delegati la proposta di nuovo assetto organizzativo, una mozione sulla libertà di comunicazione su Internet e un documento del gruppo Politiche di genere.  Eletto il nuovo consiglio regionale nel quale sono stati eletti  tre i rappresentanti dell’Arci di Como. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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