Cultura

Nomadi del presente, cittadini del futuro

Si svolgerà domenica 13 dalle 10 alle 13 allo Spazio Gloria in via VAresina 72 a Como per il Convegno In alto mare del CcP il seminario  Nomadi del presente, cittadini del futuro. Il contributo dell’educazione interculturale alla costruzione della cittadinanza planetaria. l’incontro, dedicato agli insegnanti e a coloro che operano nella formazione anche in associazioni, cooperative e altre organizzaioni, sarà curato da  Roberto Morselli di Cem Mondialità.

 Viviamo sempre più in una società complessa, multiculturale e multireligiosa, figlia dei processi estesi e pervasivi della globalizzazione. Le risposte, individuali e collettive, sociali e politiche, alle sollecitazioni al cambiamento sono ambivalenti: alcuni ritengono opportuno difendere le identità, ancorandole a un territorio, a una tradizione, a una lingua; altri tentano di dar vita a identità aperte, inclusive, plurali, nomadi. Alla cittadinanza di tipo nazionale, legata all’ethnos e allo jus sanguinis, si contrappone quella planetaria, agganciata alla persona, legata al demos e allo jus soli. Per vivere costruttivamente questa tensione e vincere le sfide poste dalla società multiculturale, serve un confronto alto sugli orientamenti di politica educativa, che non riguardi solo gli operatori della scuola ma tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’educazione oggi. Il laboratorio metterà a fuoco il contributo specifico offerto in tale direzione dall’educazione interculturale.

Giornata dei Diritti umani al Terragni

Il 10 dicembre 2009, Giornata internazionale dei Diritti umani, il Liceo scientifico Terragni di Olgiate Comasco ha dedicato l’intera attività didattica al tema dei Diritti umani. Le classi hanno seguito relazioni di testimoni ed esperti di associazioni impegnate nel territorio della scuola, in Italia e nel mondo. Le allieve della 3f della scuola hanno scritto dei sintetici resoconti e brevi abstract delle diverse attività svolte.

I resoconti fino ad ora arrivati. Il completamento del servizio è previsto entro sabato 12 dicembre alle 9.

10 dicembre Giornata dei Diritti umani

Si svolgerà dalle 8 alle 13 di giovedì 10 dicembre al liceo scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco la Giornata dei diritti umani. Le classi seguiranno una serie di conferenze animate da esponenti di associazioni di promozione sociale, di volontariato e da esperti che tratteranno un ampissimo numero di argomenti correlati tutti alla tematica dei diritti e allo sviluppo della cittadinanza attiva per renderli praticabili in ogni parte del globo.

Al tradizionale appuntamento di approfondimento del Terragni parteciperanno decine di associazioni grandi e piccole che daranno vita come ormai accade da anni a una giornata di studio e di acquisizione di consapevolezza con più di cinquanta conferenze che si svolgeranno nella scuola e interesseranno tutte le classi e tutti i docenti. Ma forse ancora più importante, con il contatto con chi nel territorio lariano è impegnato per i diritti, è la possibilità offerta ai ragazzi di verificare che molto può essere fatto per costruire un nuovo mondo possibile qui ed ora con vantaggio per tutti i popoli della Terra. Non mancheranno iniziative di solidarietà diretta con la distribuzione del calendario dedicato all’attività dell’Alveare di Olgiate e i tanti banchetti allestiti dai gruppi che aderiscono all’iniziativa resa possibile dalla scelta convinta del Collegio, gestita dalla Comissione Pace della scuola, coordinata da Teresa Gangemi. Novità di questa edizione è la scelta di una classe di seguire e raccontare quanto verrà detto nelle diverse conferenze. Gli scritti costituiranno il Giornale della Giornata dei diritti e saranno anche messi a disposizione di tutti on line.
La Giornata continuerà con il Convegno In alto mare organizzato dal Coordinamento comasco per la pace con l’adesione di tanti altri soggetti, tra i quali ovviamente anche il Liceo Terragni.

Giulietti in Biblioteca a Como per difendere la Costituzione

Più di ottanta persone, molti i giovani, giovedì 3 dicembre in Biblioteca hanno partecipato con interesse all’incontro, organizzato dal Comitato per la difesa della Costituzione, con Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. Applausi scroscianti in tutti passaggi nei quali il relatore ha invitato alla difesa dagli attacchi del governo dei principi fondanti stabiliti dalla Costituzione italiana.

Presentato da Aniello Rinaldi del Comitato per la difesa della Costituzione di Como e dal consigliere comunale Bruno Saladino, per il Comitato per la libertà di stampa comasco, Giuseppe Giulietti è intervenuto giovedì 3 dicembre alla Biblioteca comunale di Como. Sul palco anche Luciano Forni, esponente del Comitato e rappresentante come ex senatore di un ruolo delle istituzioni rispettoso dei principi fondativi della Repubblica.
Giulietti ha Un percorso nato per la difesa dell’articolo 21 da cui prende nome l’associazione rappresentata dal parlamentare democratico arrivato da un incontro partecipato con più di 80 persone di cui la metà giovani.
«Ci siamo messi in rete per la libertà di stampa – ha spiegato Saladino – e abbiamo subito avuto risposte positive. Ci sono grandi potenzialità inespresse che non riescono ad essere rappresentate dalle grandi organizzazioni forse un po’ anchilosate».
Saladino ha sottolineato anche la partecipazione della società comasca per la libertà di stampa: «alla manifestazione organizzata il 5 ottobre abbiamo raccolto 450 adesioni di singole persone e 24 di associazioni, partiti, sindacati».
Giulietti ha brillantemente ripercorso la nascita della propria associazione difendendola da chi la definisce di parte «il presidente nazionale è Federico Orlando, l’ex braccio destro di Montanelli, che non c’entra niente con la sinistra». «Infatti Montanelli ruppe con la destra con l’avanzare dell’idea autoritaria e illiberale» ha proseguito Giulietti.
Il relatore si è concentrato sul discorso pubblico e di come i media possano influenzarlo.
«Nessuno ha ripreso le affermazioni di Ciampi, intervitato da Repubblica, che si è detto preoccupato perché la Costituzione è snaturata dall’interno».
Anche la questione del fuori onda di Fini è emblematica per Giulietti: «il presidente non ha detto niente di eccezionale ha solo affermato che bisogna verificare la fondatezza delle accuse e che il consenso non dà l’impunità». Perché tanto scandalo?
Si è creata una democrazia populista molto lontana da quelli che sono gli standard europei.
Un mea culpa è stato fatto sul conflitto di interessi, raccogliendo gli applausi del pubblico.
L’Italia si è avvicinata a paesi semiliberi per la libertà di informazione in tutte le classifiche, da Freedom House a Réporters sans Frontière, a causa della concentrazione dei mezzi di informazione.
«Se si parla di sicurezza ci hanno fatto imparare a memoria ogni passaggio dei processi di Garlasco o di Perugia, ma chi sa dei 3.200 morti di amianto a Casale Monferrato? – ha deninciato Giulietti – i delitti collettivi, la scuola pubblica, la sanità, la povertà, non hanno visibilità».
Rispondendo alle domande dei ragazzi del liceo Classico intervenuti Giulietti ha chiarito la differenza fra privacy e diritto d’informazione in riferimento al Ddl Alfano: «Se ci fosse già stato con il crac Parmalat 50 mila persone non avrebbero saputo di avere perso tutto».
Se il decreto dovrebbe essere approvato ha annunciato un ricorso alla Corte di Strasburgo dei più eminenti costituzionalisti italiani tra cui Valerio Onida.
«Questa democrazia populista aumenta i consensi prendendo gli umori di pancia della gente che vengono seguiti e stimolati anche dalle aperture dei telegiornali».
«Non è privo di significato che si guardi ai modelli autoritari dell’ex Unione sovietica – ha detto il portavoce di Articolo 21 – come dimostrano il viaggio in Bielorussia e l’amicizia con Putin».
Positiva per Giulietti la mobilitazione di base, così come è avvenuta a Como, che ha auspicato un migliore utilizzo della rete, «bisogna fare corsi di alfabetizzazione informatica», per creare reti di informazione alternative, partecipate e dirette. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Giuseppe Giulietti a Como giovedì 3 dicembre

Giovedì 3 dicembre alle 18, in Biblioteca a Como, Libertà di informazione. Un diritto garantito dalla Costituzione, incontro con Giuseppe Giulietti, giornalista e coordinatore dell’associazione Art. 21. Il Comitato per la difesa della Costituzione di Como organizza, giovedì 3 dicembre 2009 alle 18 alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati 1, l’incontro Libertà di informazione. Un diritto garantito dalla Costituzione con Giuseppe Giulietti, giornalista e coordinatore dell’Associazione Art. 21. Per informazioni e-mail difesacostituzione@alice.it

Letteralmente femminista

Rivivere la storia delle donne per un futuro di diritti per tutti. È il messaggio lanciato in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne dalla giornalista Monica Lanfranco, che ha presentato in città il suo libro Letteralmente femminista. Perché è ancora necessario il movimento delle donne.

L’Italia occupa il 72esimo posto su 135 Paesi nel rapporto 2009 Global Gender Gap del World Economic Forum (agenzia specializzata delle Nazioni Unite), che misura la differenza tra uomini e donne per quanto riguarda la partecipazione e le opportunità nel mondo economico (salari, posti altamente qualificati e di responsabilità), l’educazione (di base e superiore), la partecipazione alla politica (rappresentanza in strutture amministrative e legislative) e la salute.
Un dato che deve fare riflettere e che deve servire da stimolo a non abbassare la guardia e a non smettere di rivendicare i diritti delle donne anche nel libero occidente se vogliamo poi riuscire a sostenere le lotte delle donne in altre parti del mondo dove il margine di libertà è spesso minimo o inesistente come sottolinea la scrittrice iraniana Azar Nafisi.
Non è stata quindi una celebrazione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne quella organizzata – una cinquantina le persone presenti – da Donne in nero e Ife (Iniziativa Femminista Europea) mercoledì 25 novembre alla libreria Punto Einaudi di Como bensì, come hanno sottolineato Celeste Grossi e Nicoletta Pirotta, il ripercorrere un pezzo di storia delle donne da condividere con le più giovani per immaginare e costruire insieme il futuro.
E il cammino è stato percorso da numerose comasche presenti all’iniziativa con Monica Lanfranco, giornalista, formatrice sui temi della differenza di genere e sul conflitto, direttora della rivista Marea, attraverso il suo ultimo libro Letteralmente femminista. Perché è ancora necessario il movimento delle donne [Edizioni Punto Rosso, Collana Il presente come storia, pagg. 154, 10 euro]. «Per me è la chiusura di un ciclo di venti anni iniziato con Parole per giovani donne. Diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi  – ha spiegato Monica Lanfranco – . È una lettera alle più giovani al centro della quale sta il racconto dell’unica rivoluzione nonviolenta del secolo breve, cioè il femminismo». Una specie di ponte generazionale che dalla maestra Lidia Menapace, partigiana, impegnata nei movimenti cattolici di base, insegnante, da sempre dalla parte della libertà delle donne passa alle ragazze più giovani perché, come si legge sulla quarta di copertina, «La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro».
Perché parlare di femminismo oggi?
«Ancora si fa fatica a considerare i diritti delle donne come universali e a fare entrare nelle quotidianità il tema della cittadinanza di genere – ha continuato la giornalista  – . Violenza di genere e guerra contro le donne è il titolo di un capitolo del mio libro. Le parole sono pesanti, ma descrivono puntualmente la realtà in cui il maggior numero di atti di violenza maschile sulle donne è compiuto nei luoghi degli affetti generando sangue e sofferenze psicologiche. L’unica via per combatterla è il riconoscimento della violenza, la consapevolezza da parte della donna che i rapporti tra generi possono essere diversi, l’emersione dalla autosvalutazione e dalla mancanza di stima in se stesse: se la violenza non viene riconosciuta è come se non esistesse. E una cultura di violenza genera altra violenza che si perpetua all’interno delle famiglie».
«Le donne cedono il potere perché non si rendono conto di averlo» ha scritto Alice Walker e in effetti «la parola potere nasce come verbo ausiliario – ha detto Lanfranco – , ma è diventata un assoluto, “il potere”, ed è per lo più maschile. Nel senso comune, anche alla luce degli avvenimenti più recenti, abbiamo smesso di pensare alla politica nel suo significato più alto. La politica non è quella dei partiti, bisogna invece ridare corpo alla politica intesa come partecipazione attiva, come relazioni, alimentandola con l’energia della propria differenza critica».
Le femministe di qualche anno fa hanno ottenuto conquiste che le più giovani oggi hanno a disposizione senza neppure conoscere la fatica che ci sta dietro, ma la libertà trovata non è priva di senso di responsabilità per Monica Lanfranco: le giovani donne di oggi non hanno più un destino predeterminato in quanto femmine, ma spesso usufruiscono di una falsa libertà che è quella del mercato, che impone i suoi meccanismi anche nelle relazioni sociali e personali. È la libertà apparente del denaro che diventa la misura di tutte le cose: senza limiti si arriva alla reificazione del corpo femminile fatta passare come scelta, una possibile strada aperta dal femminismo. Significativo a questo proposito il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo
«Io sono per il conflitto quando è necessario – ha continuato la direttora di Marea -, non si può essere neutrali su scelte negative delle donne come nel caso della guerra, di atteggiamenti di supremazia e sopraffazione o come l’arruolamento nell’esercito. Esiste anche un femminismo critico».
L’appello finale alle più giovani è chiaro: si può sempre tornate indietro (e i segnali non sono certo rassicuranti) se le conquiste non sono considerate preziose.
Una delle vie da praticare è la narrazione che con la sua forza di fascinazione arriva a sovrastare l’ipnotismo televisivo, l’altra è un lavoro profondo all’interno delle donne perché si arrivi ad espugnare la complicità assurda nei confronti della violenza maschile (indimenticabili le urla delle mamme degli stupratori in Processo per stupro e ma ancora diffusa anche tra le donne l’idea che le vittime di violenza in fondo se la sono cercata) e anche un invito ai maschi ai quali è richiesta una chiara presa di distanza dagli atteggiamenti di violenza all’interno del proprio genere.
In fondo, come sostiene Robin Morgan, amata e citata da Monica Lanfranco in tutti i suoi libri, «Non si tratta di una minoranza oppressa che si organizza su questioni valide ma pur sempre minori. Si tratta della metà del genere umano che afferma che ogni problema la riguarda, e chiede di prendere parola su tutto. Il femminismo è questo». [Antonia Barone, ecoinformazioni]

Invito a teatro: il 20 novembre al Le due corti “Equilibrio” per ecoinformazioni

unoVenerdì 20 novembre 2009 alle 21 al Le due corti in piazza Vittoria a Como “Equilibrio. L’amore al tempo della precarietà”, spettacolo teatrale con Matteo Barbé, Giulia Lombezzi, Alessio Mizzan, Alice Perusi, regia di Luca Tripeni Zanforlin, dal testo omonimo di Botho Strass. La serata è parte della Campagna a sostegno di ecoinformazioni, voce libera della stampa comasca. Ingresso libero.

Cosa succede agli amori e agli affetti quando tutto diventa incerto e precario? Come incide la mancanza di confini e punti di riferimento sulle nostre relazioni? Come le trasformazioni della città e del mondo intorno a noi trasformano l’amore e l’amicizia? Precarietà e disequilibrio sono la nostra condizione esistenziale e hanno cambiato il nostro modo di stare insieme. Gregor e Marianne sono due commercianti, il primo di fossili, l’altra di porcellane. Da anni hanno il loro negozietto nella strada. Ma ormai non possono più rimanere lì. La strada sta cambiando. In questa incertezza, i due cercano un po’ di stabilità iniziando una relazione affettiva. Una scelta duramente criticata dalla loro amica Lilly, che sta aspettando il marito, Christoph, di ritorno da un anno sabbatico in Australia. Ma non sono solo i negozietti a sparire dalla strada. Non c’è più posto neanche per l’Uomo della Striscia Verde, che si era organizzato la sua “casa”. Nuove spinte da Est e l’incontro con l’altro minacciano la sua tranquillità. La città è ormai un luogo inospitale per lui. I quattro personaggi cercano disperatamente di ristabilire nella loro vita il vecchio equilibrio, ma un avvenimento improvviso li porterà a sperimentarne uno del tutto nuovo.

Geniodonna e Ottavia Piccolo per Politkovskaja

PolitkovskajaGiovedì 29 ottobre 2009 alle 21 alla Biblioteca di Como in piazzetta Venosto Lucati  Geniodonna invita alla serata con Ottavia Piccolo che interpreterà brani tratti da “Il sangue e la neve” vita e morte della giornalista russa Anna Politkovskaja. Posti esauriti.

La stampa serve, non serva. Alla Cgil il 21 ottobre alle 21

servenonservaPer la libertà di stampa è sempre più necessaria anche a Como la mobilitazione. Riunione dei firmatari dell’appello per la Libertà di stampa, mercoledì 21 ottobre, alle ore 21, nella Sala Noseda della Camera del Lavoro in via Italia Libera 23 a Como.


Il successo della manifestazione di sabato 3 ottobre – con più di quattrocento persone in piazza a Como e quasi cinquecento firme raccolte a sostegno della libertà di stampa attaccata quotidianamente dal presidente del Consiglio – ha dato speranza ai tanti cittadini e cittadine comasche che intendono ribadire il valore fondante della Costituzione, garanzia per la libertà di tutti.
Per dare seguito alla mobilitazione e continuare insieme un percorso condiviso, i firmatari dell’Appello per la libertà di stampa si incontreranno mercoledì 21 ottobre, alle 21, nella Sala Noseda della Cgil, in via Italia Libera 23 a Como.
I temi sul tappeto relativi al mondo dei media, sia locale sia nazionale, sono molti ed è sempre più necessaria la mobilitazione di tutti coloro che ritengono un valore minacciato la libertà di stampa, anche al fine di garantite tutte le altre libertà costituzionali.
La mobilitazione, nata dalla proposta di pochi cittadini, ha ormai coinvolto una parte significativa della società lariana: oggi esiste la possibilità di dare alla città ulteriori opportunità di azione e di approfondimento sul tema. Perché la stampa serve, non serva.

È importante che i tanti gruppi, sigle e associazioni firmatarie dell’appello del 3 ottobre partecipino all’incontro almeno con un loro rappresentante.

Per aderire a titolo personale o in rappresentanza di un’organizzazione http://www.ecoinformazioni.it, ecoinformazioni@tin.it
Info: 338.6004019

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

Cortile 105

calemardLe tante persone intervenute all’inaugurazione sabato 17 ottobre hanno completamente riempito il Cortile 105. L’originale forma della galleria d’arte dentro uno studio di architettura segna il suo primo successo.

Uno spazio originale e interessante, un cortile, ambiente urbano normale con i suoi stendipanni sui balconicini e, contemporaneamente, il posto più adatto per la mostra delle artiste della Gallerie Arte chic. Centinaia le persone intervenute, attente all’elegante allestimento dell’ambiente, ai quadri – particolarmente belli i pesci di Aude Calemard -, alle lampade esposte e attratte dalle immagini che illustravano i lavori di architettura e arredamento realizzati da Giorgio Botta e Milena Ghielmetti.

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