Cultura

18 mila persone a L’isola che c’è

isolalogoLa Fiera de L’isola che c’è si conferma come più seguito appuntamento provinciale dell’altra economia, quella della solidarietà e delle relazioni.

Dopo la giornata di sabato 19 dove pure, nonostante la pioggia, molti erano stati i visitatori, domenica 20 settembre il Parco comunale di Villa Guardia è stato animato da una folla superiore persino a quella delle precedenti edizioni. La stima fatta dagli organizzatori del numero complessivo dei visitatori  nelle due giornate, calcolato in base alle copie distribuite della Pagine arcobaleno, raggiunge quota 18 mila. Il primo bilancio dell’iniziativa che quest’anno ha evidenziato un’organizzazione meglio strutturata mette in luce la soddisfazione degli espositori, l’attenzione e la partecipazione dei visitatori alle molte occasioni offerte dal programma culturale, la rinnovata capacità del variegato insieme delle realtà presenti di tessere tra loro relazioni che anche al di là della Fiera potranno generare nuove collaborazioni e importanti attività comuni.

La lingua dell’isola

image002L’intervento di Antonia Barone e Gianpaolo Rosso che apre l’edizione 2009 de Le pagine arcobaleno.

Una delle caratteristiche che dà il segno della reale innovazione introdotta da L’isola che c’è nella cultura e nella politica lariana sta nell’evidente corto circuito tra due speranze apparentemente antitetiche che, invece, contemporaneamente segnano l’attività dell’associazione.
Da un lato la volontà di sviluppare un legame forte con la terra, con l’agricoltura locale per realizzare quella filiera corta capace di garantire il ripristino di un positivo e fecondo rapporto di amicizia e stima tra produttori e consumatori. Dall’altro la capacità di promuovere una filiera molto più lunga, in grado di metterci in relazione con persone e prodotti di ogni parte del mondo, quella del Commercio equo e solidale.
Così le zucchine prodotte in Brianza parlano la stessa lingua dei tappeti del Marocco. È la lingua della simpatia e della solidarietà nella quale ogni parola serve a comunicare, non rozzamente a esprimere semplicemente la propria identità presuntuosamente ritenuta migliore di altre.
Lo stesso linguaggio è quello che abbiamo parlato tutti insieme, ciascuno con la propria arricchente peculiarità, sabato 5 settembre a Cernobbio al forum di Sbilanciamoci! dal titolo significativo Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo. L’impresa di un’economia diversa, che si è svolto contemporaneamente al seminario Ambrosetti dove i grandi dell’economia, pur affondando nel pantano della crisi da loro creata, hanno continuato a ripetere le loro altisonanti e arroganti certezze.
Noi abbiamo scelto la lingua de L’isola con la quale cerchiamo di scrivere ogni anno le Pagine arcobaleno. In questa lingua, la stessa del Pensare globalmente, agire localmente, c’è anche il futuro.
Il tempo giusto per immaginare un pianeta Terra popolato ovunque da persone sobriamente felici.

No ai bavagli, sì alla Pace

colombaL’associazione PeaceLink di volontariato dell’informazione ( www.peacelink.it ) e il portale satirico “Mamma!” (www.mamma.am) hanno lanciato la campagna di mobilitazione spontanea “No ai bavagli, si’ alla pace”, invitando i cittadini a realizzare azioni nonviolente contro la disinformazione e le guerre.

“No ai bavagli, si’ alla pace” e’ una campagna per l’invito dei cittadini all’azione diretta contro la disinformazione e la propaganda che condizionano la vita delle persone, e spesso la espongono a gravi pericoli.
E’ una campagna che non ha un centro di organizzazione, e si propone unicamente di raccogliere e dare visibilità a tutte le iniziative di gruppi e singole persone che decideranno di attivarsi su questi temi, “manifestandosi” anche in assenza di un assembramento di piazza.
IL TESTO DELL’APPELLO
I bavagli non ci piacciono nemmeno quando sono tinti col nero del lutto, travestiti con una finta pieta’ che pretende il silenzio, mentre altre vite umane sono stroncate proprio dal silenzio sulle guerre, dalla propaganda che ha imbavagliato ogni dissenso, dall’informazione con l’elmetto ormai completamente “embedded” nei ranghi militari, funzionale alle strategie di pochi e non alla cultura di tutti.
E’ per questo che noi continueremo a manifestare e a manifestarci, anche senza raggruppare milioni di persone in piazza. Siamo cittadini liberi senza potere per guidare le folle, e anche se lo avessimo non vogliamo essere i leader di nessuno. 
Ci limitiamo a dire che sabato 19 settembre e’ importante fare qualcosa, qualsiasi cosa, per chiedere a gran voce un paese dove l’informazione sia talmente libera da prevenire le guerre future raccontando con onestà quali sono gli interessi nascosti dietro quelle passate e presenti.
Lanciamo un invito a tutte le persone che vogliono reagire: riunitevi nelle biblioteche di quartiere per declamare poesie contro la guerra, stendete bandiere di pace ai balconi, tappezzate le scuole con foto di guerra censurate dalla stampa perbenista, occupate i consigli comunali chiedendo ai vostri rappresentanti un dibattito pubblico sulla partecipazione italiana a guerre di aggressione, presentatevi nelle redazioni dei quotidiani e delle Tv locali con materiali pacifisti chiedendo che vengano trasmessi per rispetto di tutti i soldati vivi che potrebbero morire domani, portate le chitarre davanti alle sedi della Rai e suonate tutto il repertorio di Bob Dylan, armatevi di telecamere e fate domande su queste guerre ai politici di qualunque ordine e grado, suonate il campanello del vostro vicino guerrafondaio e regalategli un libro di Gandhi, insomma inventatevi qualcosa con creatività e libertà, anche se non ci sono leader o grandi organizzazioni a guidare la vostra protesta.
Oggi piu’ che mai, il destino di tante persone dipende dalla nostra capacità di reagire. Senza capi. Con fantasia. Con la forza nonviolenta della verità. Con l’impegno di tutti e il cuore di ciascuno.
E’ per questo che il prossimo 19 settembre, e anche nei giorni a venire, ci impegniamo pubblicamente per difendere con tutti i mezzi a nostra disposizione l’informazione libera che e’ il miglior antidoto a tutte le guerre.
Un gruppo di liberi cittadini e associazioni.
 
PER ADESIONI:
http://www.mamma.am/nobavagli

Rinviata la mobilitazione del 19 settembre

servenonservaIn accordo con la decisione della Federazione nazionale della stampa che ha rinviato la manifestazione di sabato 19 settembre a Roma, anche la mobilitazione programmata a Como è rinviata.

Il Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa, in accordo con la decisione presa dall’Fnsi di rimandare di qualche settimana la manifestazione di sabato 19 settembre per esprimere lutto e rispetto delle vittime dell’attentato a Kabul ed evitare strumentalizzazioni, comunica che l’iniziativa comasca La stampa serve, non serva è rimandata alla data che sarà scelta per la manifestazione nazionale.

Continua la raccolta di adesioni.
Per aderire a titolo personale o in rappresentanza di un’organizzazione vai sul sito http://www.ecoinformazioni.it o invia una e-mail a ecoinformazioni@tin.it
info: 338.6004019

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

Adesione di Battè e Berra del Cdr de La Provincia di Como

Aderiamo volentieri a una mobilitaservenonservazione per la difesa della libertà di stampa.

Un bene prezioso di cui ci si ricorda, giustamente,  in questi giorni, dopo che è stato messo a repentaglio dai pesanti attacchi di chi ricopre incarichi istituzionali,  ma che a nostro parere andrebbe maggiormente considerato, e difeso, nella quotidianità del lavoro delle redazioni, da tempo costrette a fare i conti con un depauperamento di risorse umane, e una precarizzazione dei contratti, che rischiano di rendere i giornalisti più deboli e potenzialmente più ricattabili. Temi, quelli legati ai mutamenti della professione giornalistica e alle loro ricadute sulla società, che meriterebbero un approfondimento anche a livello locale.

Pier Carlo Battè, Pietro Berra
del Cdr “La Provincia” di Como

Presidio a Porta Torre a Como alle 15,30 sabato 19 settembre

servenonservaLa stampa serve non serva. Questo lo slogan dell’iniziativa comasca alla quale hanno già aderito associazioni, sindacati, gruppi politici, movimenti, centinaia di cittadine e cittadini.  Sabato 19 settembre, in contemporanea con la manifestazione di Roma, appuntamento a Porta Torre alle 15,30.

Dalla mattina di sabato, alla Casa dei popoli dell’Arci alla Fiera de L’isola che c’è nel Parco comunale di Villa Guardia, autocostruzione di cappelli fatti con fogli di quotidiani simbolo dell’adesione alla mobilitazione.

Alla mobilitazione comasca insieme a cittadini e cittadine impegnati per la libertà di stampa hanno già aderito Acli, Aged, Anpi, Arci, Associazione per la sinistra, Auser, Cgil, Comitato per la difesa della Costituzione, Comunità cristiane di base Nord-Milano, ecoinformazioni, école, Emergency, Fondazione Avvenire, Geniodonna, Movimento per la decrescita felice, Paco, Pd, Prc, Rosa bianca, Verdi.

Libertà di stampa: il volantino del comitato

servenonservaIl Comitato promotore  della manifestazione a difesa della libertà di stampa ha preparato un volantino ed invita a  riprodurlo e distribuirlo in vista dell’appuntamento di sabato 19 settembre alle 15.30 a Porta Torre a Como.

Scarica il volantino libertà di stampa

Como il 19 per la Libertà di stampa c’è

servenonservaNella  riunione di mercoledì 9 settembre alla Camera del lavoro di Como il Comitato promotore della mobilitazione in difesa della libertà di stampa ha stilato l’elenco delle adesioni che sono numerosissime e comprendono singoli cittadini e cittadine, sindacati, partiti, movimenti, associazioni.

 Evidentemente l’appello proposto da Alessandro Tarpini, Bruno Saladino, Marcello Molteni perché anche a Como si manifesti il 19 settembre ha colto un’esigenza generale di tutti i democratici.
Nell’incontro di mercoledì sera si è deciso di incoraggiare la partecipazione alla manifestazione di Roma e di organizzarne la mobilitazione a Como.
Per la giornata del 19 sono quindi in programma:
– dalla mattina a Villa Guardia, con punto di riferimento alla Casa dei Popoli dell’Arci e presso gli stand degli altri aderenti all’iniziativa presenti alla Fiera de L’isola che c’è, la diffusione di materiali sulla libertà di stampa e l’autocostruzione di un simbolo di adesione all’iniziativa indetta dalla Fnsi
– nel pomeriggio a Como a Porta Torre un presidio dalle 15,30.
Per illustrare le ragioni e le modalità della mobilitazione a Como sarà indetto un incontro con la stampa mercoledì 16 settembre alle 11 nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi.

Le adesioni si raccolgono sul sito di ecoinformazioni: http://www.ecoinformazioni.it.

 

Avvocati per la libertà di stampa

pace«L’Associazione culturale e senza scopo di lucro di avvocati e operatori del settore denominata Giustizia e Democrazia (A.G.e D.) ritiene estremamente pericolosi i conflitti che da qualche anno investono il sistema dei media e che negli ultimi tempi sono diventati sempre più aspri fino a concretarsi nelle ultime settimane nella citazione in giudizio per diffamazione che il Presidente del Consiglio ha inviato a Repubblica, le querele all’Unità e le vicende che hanno coinvolto il direttore di Avvenire.

I recenti fatti mostrano chiaramente che l’Italia corre il serio rischio di non essere più completamente un paese libero e che la sua stampa come il suo sistema dei media risulti seriamente minacciato essendo divenuto il campo di battaglia nel quale il conflitto rischia di travolgere istituti fondamentali della democrazia.
Per questi motivi l’associazione Aged aderisce all’appello lanciato da tre grandi giuristi come Cordero, Zagrebelski e Rodotà e pure firmato da intellettuali, giuristi, amministratori ma soprattutto da numerosi cittadini, nonché all’appello e alla iniziativa indetta per il prossimo 19 settembre dalla Federazione Nazionale della Stampa a difesa di principi e valori irrinunciabili, primo tra tutti la libertà di informazione. AG e D aderisce altresì a Como alla iniziativa del costituito comitato avente la medesima finalità assicurando anche il proprio intervento alla riunione indetta mercoledì 9 settembre, alle ore 20,30, nella sala Noseda in via Italia Libera 23».
Per AGeD Marcello Iantorno, Giorgio Livio, Gianfranco Procopio.

L’Arci di Como alla Bjcem

virale-150x150Continua a Skopje la 14° edizione della Biennale dei Giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo che fino al 13 settembre vedrà esibirsi 700 artisti fra i 18 e i 35 anni provenienti da 46 paesi. Tra essi anche la delegazione dell’Arci di Como.

L’evento al quale in questi giorni stiamo assistendo è da sempre è al centro delle attenzioni dell’Arci, che, a partire dal 1984, con l’ideazione dell’evento da parte di Arci Kids ha contribuito al suo travolgente successo fino alla nascita dell’Associazione Bjcem.
La principale finalità della Bjcem è sostenere e promuovere la creatività giovanile, gli scambi internazionali e sviluppare pacifiche relazioni in Europa e nel Mediterraneo, superando frontiere politiche e geografiche.
Arci, che da sempre lavora sulla promozione dei giovani artisti, dei loro spazi e tessuto associativo, investe, sia economicamente che dal punto di vista delle risorse umane, nella Biennale mediante progetti, proposte ed azioni di cui questa 14^ edizione è particolarmente ricca.
“Virale:la creatività è un virus che contamina reale e virtuale”, il progetto realizzato da Arci Lombardia, Como, Lecco e Milano che ha coinvolto 60 giovani lombardi impegnati in tre Cantieri Creativi Territoriali ed un Workshop Regionale, è approdato a Skopje per dar vita all’installazione multimediale Cooking Skopije, attivare il social network virale.org, realizzare un workshop sull’open hardware tenuto da Massimo Banzi, cofondatore di Arduino.
Virale è stato presentato lunedì 7 settembre davanti ad un pubblico composto per la maggior parte da giovani e sta continuando a svilupparsi in questi giorni con la creazione di un video reportage.
Cooking Skopije, l’installazione multimediale inaugurata presso la Creativity House di Skopije è frutto del lavoro svolto da 13 creativi lombardi durante il Workshop Regionale ed è una proiezione di immagini animate interattive: una riflessione sul tema della città e sulle dinamiche di pianificazione urbana.
I visitatori della Biennale possono partecipare attivamente alla realizzazione di una città immaginaria aggiungendo, mediante l’utilizzo di utensìli da cucina collegati a Arduino, gli ingredienti che andranno a formare la propria città ideale mediante l’inserimento di diversi elementi architettonici (aree verdi, edifici storici, complessi industriali e abitazioni): come in cucina ingredienti diversi si fondono creando un’armonia di sapori, nella nostra città immaginaria gli elementi architettonici e funzionali si combinano fra loro dando vita a scenari sempre nuovi.
Dal 4 settembre è attivo virale.org, un social network che vuole essere spazio virtuale di incontro e contaminazione per la creatività europea e mediterranea, sono già disponibili racconti, foto e video dei protagonisti della Biennale.
Massimo Banzi oggi ha condotto per Arci Milano,un workshop sull’uso delle tecnologie open hardware, analizzando il caso Arduino, di cui è stato protagonista, conquistando notorietà mondiale.
Nello stesso giorno Arci Viterbo attraverso il progetto Cantieri d’Arte ha proposto il workshop “Public Invasion”, incentrato sull’esperienza di diversi artisti che sono stati invitati a realizzare progetti site specific per il contesto urbano. Dai progetti di Recetas Urbanas, studio spagnolo che promuove l’autocostruzione di spazi vivibili all’interno di luoghi abbandonati o inutilizzati, fino alle costruzioni effimere del collettivo francese Exyzt, la presentazione del workshop si è incentrata sull’analisi di differenti metodologie dell’intervento artistico nello spazio pubblico. Marco Trulli, curatore del progetto, ha illustrato gli interventi pubblici che hanno destato reazioni clamorose sulla stampa locale e tra i cittadini di Viterbo (Guggheneim collection, campagna pubblicitaria fittizia di Ozmo, Un edificio qualunque, targa commemorativa del duo bolognese Mattes e Whispers, un progetto audiovisuale per un sottopassaggio pedonale realizzato dal collettivo siciliano Laboratorio Saccardi). I partecipanti sono stati invitati a compiere una deriva nella città di Skopje, mappando con tutti i mezzi a disposizione le stratificazioni che sussistono all’interno della città macedone. La restituzione di questa mappatura collettiva verrà realizzata il 10 settembre in un luogo simbolo della città: la vecchia stazione abbandonata distrutta dal terremoto nel 1963. In questo spazio, simbolo dell’evento tragico che ha generato una seconda vita di Skopje, gli artisti partecipanti lavoreranno per due giorni producendo letture e visioni nuove della città.
In questi giorni Skopje è stata attraversata dalla vivacità della Apulia Caravan, progetto dell’arci Puglia, che ha trasformato il viaggio da Bari a Skopje degli artisti selezionati da semplice trasferimento ad esperienza creativa e formativa, con l’idea di costruire un ponte ideale tra la città di Bari e il sud-est del Mediterraneo, in omaggio all’idea di regione “strabica”. Gli artisti infatti hanno raggiunto Skopje in nave e autobus, arrivando alla Biennale al termine di un viaggio attraverso l’Adriatico e l’Albania, trasformano la criticità degli spostamenti in un’opportunità di crescita culturale.
Dell’Apulia Caravan fanno parte oltre alla delegazione ARCI Puglia e ai 16 artisti Pugliesi, anche due artisti africani adottati dall’ARCI Puglia che grazie al progetto Apulia Caravan hanno potuto partecipare alla Biennale di Skopje.
Gli scrittori dell’Apulia Caravan hanno organizzato domenica scorsa 6 setembre un reading informale in un Caffè del quartiere albanese della città al quale hanno partecipato molti artisti (scrittori e no) a Skopje per la biennale, ma anche tantissimi ragazzi, poeti e scrittori del posto. Un bellissimo momento di coinvolgimento informale della città terminato oltre le due di notte con un furibondo giro di pizzica. Il viaggio dell’Apulia Caravan diventerà nei prossimi mesi un documentario firmato da Andrea Clauser e rossella Piccinno.
Nel bellissimo scenario del Kshumli An, Barbara Cupisti ha proiettato “Forbidden Childhood”, prodotto da Rai Film e distribuito da Ucca e Arci, filmato documentario sulla condizione dei giovani palestinesi: un momento di critica ed attualità che bene si è inserito nel contesto creativo tipico dell’evento Bjcem. [Laura molinari per ecoinformazioni]

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