ecoinformazioni

ecoinformazioni 643

Care lettrici, cari lettori, mentre a livello nazionale il dibattito sulle azioni di Carola Rackete assume toni sempre più sconcertanti, con esponenti politici che usano la figura di una donna che voleva solo salvare delle vite per portare acqua al proprio mulino spargendo odio e rabbia, in questo numero di ecoinformazioni parliamo di una assoluzione che arriva come aria pulita in un clima sempre più teso.

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ecoinformazioni 642

Eccovi il nostro settimanale 642. In primo piano troverete l’andamento della campagna di Arci Xanadù per salvare lo Spazio Gloria, la lettera ai media di Fridays For Future, la rete delle scuole di italiano per stranieri e tante notizie che caratterizzeranno l’estate comasca.

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ecoinformazioni 640/ Assemblea straordinaria

La Riforma del Terzo settore, necessaria per dare certezza di doveri e di diritti e impulso a volontariato, associazionismo, cooperazione si è rivelata in verità finalizzata a mettere in difficoltà, ostacolare e soprattutto omologare al modello unico aziendale cassando peculiarità e innovazione essenziali per chi in diversa forma si occupa di relazioni sociali. In questa fase il Terzo settore è sottoposto all’imposizione e alla tassa corrispondente alla revisione degli statuti.

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ecoinformazioni on air/ Spari in strada

Il servizio di Gianpaolo Rosso a Metroregione di Radio Popolare alle 19,45 del 31 maggio. Sono le 0,40 del 29 maggio Samir Bourobaa, 45 anni, da 15 a Como, esce dal tendone dove si prega per il Ramadan e trova in strada un uomo italiano non si sa se pazzo o razzista o entrambe le cose, che esplode tre colpi di pistola verso di lui.

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ecoinformazioni on air/ Lotta e sapone

Il servizio di Gianpaolo Rosso a Metroregione di Radio Popolare alle 19,45 del 30 maggio. Alla Bella Como non resta che la disobbedienza civile. Per questo il 30 maggio alle 6,30 i e le volontarie di Como accoglie si sono armati di ramazza e sapone e hanno bonificato  una delle zone dove trovano rifugio i senza dimora.

Foto Como accoglie

Il blitz solidale con la pulizia delle aree d’ingresso al mercato e dei portici di San Francesco ha avuto un grande valore simbolico per dare forza alla richiesta dell’indispensabile dormitorio e perché la strategia irresponsabile del Comune guidato dalla Lega finalmente cessi.

Nell’audizione delle organizzazioni impegnate nell’aiuto alla  grave marginalità il 29 maggio in Comune: il problema delle persone costrette a dormire in strada a Como è stato dichiarato drammatico, ma quantitativamente modesto. Solo 100 persone, che facilmente troverebbero riparo in una dette tante strutture inutilizzate se il Comune si decidesse a allestire un dormitorio come chiedono Como senza frontiere, le minoranze in Consiglio comunale, e autorevoli esponenti anche delle destre.[Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Foto Como accoglie

ecoinformazioni 639

Ci perdoneranno i lettori e le lettrici per non aver inserito nel primo numero del nostro settimanale, questo 639, grafici e tabelle per dare conto del disastro elettorale e civile che si è compiuto il 26 maggio. Ciò che dobbiamo contrastare, anche nel nostro piccolo di impresa giornalistica, è molto di più di una percentuale e forse attardarsi con il termometro per misurare il fenomeno mentre è in corso un’eruzione vulcanica è tanto giusto quanto inutile. Preferiamo dare conto, a partire dall’emblematica copertina con la foto di Andrea Rosso della bicicletta nel Cosia, dei tentativi in corso di ricomposizione del rapporto uomo natura che vedono una parte piccola della società (più piccola quando esce dal buonismo ambientale per entrare nell’ecologia politica) ma importante perché animata da nuove energie e speranze, quelle delle centinaia di persone che hanno sfilato anche a Como per il secondo sciopero globale ambientalista.

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ecoinformazioni 638

Parliamo di Sabir nel 638 di ecoinformazioni. Parliamo delle reti della solidarietà impegnate perché il Mediterraneo non sia più un cimitero marino e perché non siano ancora vie dell’orrore quelle che portano alle sue sponde. Parliamo di Sabir perché dimostra che la cultura può vincere la paura. E parliamo di disobbedienza civile e del Consiglio comunale di Como dove le destre si sfasciano e perdono foglie di fico che per anni ne hanno celato l’inumanità. Parliamo della Como che vorremmo dolce come il miele, e, nel video della settimana, di Palestina e dell’impegno dei circoli Arci perché anche a Gaza ci sia speranza di libertà. Sfoglia on line il numero 638 del settimanale ecoinformazioni.

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ecoinformazioni on air/ La dignità del Comune salvata da due donne

Il servizio di Gianpaolo Rosso a Snooze di Radio Popolare alle 6,40 del 14 maggio. È stata una serata tragicomica e oscena, triste e imbarazzante al Consiglio comunale di Como che salva la sua dignità grazie agli interventi di due donne di due destre diverse: Patrizia Maesani, già capogruppo di Fratelli d’Italia ora nel gruppo misto e Ada Mantovani esponente di punta di Rapinese sindaco, una lista da sempre impegnata contro i diritti dei migranti, persino più estrema della destra.

Maesani, prima firmataria di una mozione per un nuovo dormitorio, virale su fb, condivisa pubblicamente anche dal volontariato e dall’attivismo sociale comasco oltre che dalle forze del centrosinistra e della sinistra e da parte di Forza Italia, ma non dal direttore della Caritas comasca, timoroso che l’accoglienza aumenti i flussi verso la città, in aula ha fatto a pezzi il Regolamento della Giunta Landriscina dichiarandolo inadeguato, pieno di errori anche sintattici, inutile, illegittimo e sbagliato, finalizzato solo a colpire i senza dimora senza affrontare i veri problemi della sicurezza in città come quelli posti dalle sale per i giochi d’azzardo.

Mantovani, da sempre antitesi moderata all’estremismo xenofobo della Lista Rapinese, ha in aula, con un discorso accorato annunciato la sua uscita dal gruppo per poter condividere la mozione per il dormitorio e lottare per i diritti delle persone in città.

La discussione sul Nuovo regolamento della polizia municipale (il precedente era dal 1934) la cui necessità è per le destre comasche manifesta dal dicembre del 2017 quando per sgombrare il centro dai poveri nel periodo della Città dei Balocchi si vietò persino di dare da magiare ai senza dimora sollevando la riprovazione di tutte le forze democratiche e dell’opinione pubblica non solo italiana si è protratta a Palazzo Cernezzi fino alle 24 senza arrivare al voto.

Il regolamento, presentato al Consiglio comunale di Como, concentra un’inverosimile paradossale e per certi versi esilarante serie di divieti proprio contro chi è costretto a dormire e vivere in strada. Le norme si riferiscono alla legge Minniti che la maggioranza a trazione leghista della Lega al governo a Como rivendica come un’ottima legge, ma in più si evidenzia una velleità ancora più autoritaria e soprattutto si presenta come un testo che non chiarisce i comportamenti d sanzionare ma ne affida l’individuazione soggettivamente alla polizia locale. Sostanzialmente vietato, dormire, mangiare, vivere in strada ma anche essere vestiti in modo che soggettivamente sarà dichiarato inadeguato dai vigili, chiedere l’elemosina se definita dai vigili molesta, punita anche l’arte di strada con alcune soluzioni al limite della comicità come l’idea di stabilire turnazioni alle esibizioni con necessità dopo ogni trenta minuti di raggiungere un luogo diverso della città per ripeterla.

E soprattutto divieti e imposizioni per la zona rossa,il centro della città, la Como turistica e quella commerciale con l’intenzione evidente di deportare non solo i migranti, ma tutta la povertà, in periferia.

Troppo per Como senza frontiere che ha denunciato come il regolamento sia un accumulo di divieti che limitano inutilmente e pesantemente la libertà di “vivere la città”,  e ha presidiato il Consiglio comunale per dire no al Regolamento, troppo per le opposizioni che prima hanno tentato con Bruno Magatti (Civitas) di rinviare la discussione del Regolamento [Leggi il testo della richiesta di sospensiva bocciata in Consiglio] e poi hanno presentato un centinaio di emendamenti che renderanno necessarie molte riunioni del Consiglio per licenziare il provvedimento sempre che la Giunta sostenuta da Salvini, ma con le destre spaccate, regga e esista ancora dopo le elezioni europee. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

ecoinformazioni 636

Con i fascisti di Casa Pound cacciati dal Salone del libro di Torino la giornata è felice e la liberazione del Salone a cui l’Arci ha contribuito conferma che la mobilitazione civile e nonviolenta può vincere. Una spinta ulteriore al nostro lavoro di collegamento e di approfondimento dei temi che ci sembrano essenziali per restare umani. Per ecoinformazioni, circolo Arci a cui ricordiamo è necessario ed è possibile associarsi, questi mesi sono straordinari, caratterizzati da un grande incremento delle collaborazioni e delle attività che presto avrà effetti ancora più grandi sulla nostra produzione giornalistica. Intanto eccovi il nostro settimanale 636.

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