sanità

Migranti e diritto alla salute

«Il 7 aprile è stata la Giornata mondiale per il diritto alla salute, il 10 è la Giornata contro la mercificazione della salute. Lo scopo di queste “ricorrenze” è richiamare i cittadini, le istituzioni e le forze politiche e sociali a non dimenticare questo diritto a favore di tutti gli individui del pianeta.

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7 aprile/ La Lombardia contro i superstiti

La comunicazione che riportiamo integralmente viene dalla Asst Lariana non ha bisogno di essere commentata. Aggiungiamo solo che appare oltre i limiti dell’indecenza la scelta di cominciare il 7 aprile, Giornata mondiale per il diritto alla salute, una nuova vessazione degli anziani superstiti, costretti dalla criminale incapacità politica e organizativa delle destra al governo a presentarsi senza appuntamento, alla disperata, votati a attese ingiustificabili e a difficoltà prevedibilissime che potrebbero avere conseguenze drammatiche per la loro vita. Senza vergogna si chiede alle vittime del disservizio «la massima collaborazione» invece di offrire loro almeno un briciolo di umanità.

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Giornata mondiale per il diritto alla salute

Il Comitato Cittadella della salute di Como ricorda che il 7 aprile è  la giornata mondiale per il diritto alla salute. Indetta ogni anno dall’OMS, ha lo scopo di richiamare i cittadini, le istituzioni, le forze politiche e sociali a non dimenticare questo diritto a favore di tutti gli individui del pianeta. A livello europeo, è stata  indicata come la Giornata europea di azione contro la commercializzazione della salute. La nostra rete ha spesso denunciato che non tutte le persone possono o riescono a curarsi quando ne hanno bisogno  a causa dei molti tagli alla sanità e di un’espansione senza precedenti dell’offerta privata di servizi o di coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche, soprattutto in Lombardia. La pandemia ha reso ancora più evidenti i disservizi determinati dalle varie Riforme Sanitarie lombarde. Nel nostro territorio queste inefficienze sono state ancora più palesi.

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7 Aprile / Click day per liberare i brevetti dei vaccini da BigPharma

Decine di artisti e personalità, fra i più amati e popolari dello spettacolo e della cultura, per il 7 aprile, Giornata Mondiale della Salute, in diretta Facebook dalle 18 alle 19,30: un click per “liberare” i brevetti dei vaccini da BigPharma con un milione di firme, una necessità urgente e indilazionabile.

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Ats/ Vaccinazioni promesse

Covid: fase di stabilità sull’andamento del virus nelle provincie di Como e Varese.
L’obiettivo è quello di terminare le somministrazioni del vaccino per gli over 80 entro la metà di aprile, poi, entrare nel vivo per quanto riguarda l’attesa “fase 2”, quella massiva.

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Emilio Molinari/ La strage lombarda

Mentre si susseguono farneticazioni su riaperture per permettere a quei pochi che lucrano sulla pandemia di continuare a farlo si spegne un’intera generazione. In Lombardia, dove la Regione si rifiuta di vaccinare persino i più anziani, la situazione sarà tramandata dalla storia come la strage degli ultra ottantenni perpetrata dalle destre lombarde e non contrastata dal governo Draghi. Riprendiamo la denuncia della situazione scritta da Emilio Molinari, compagno di tutte le lotte per la libertà e i diritti degli ultimi 60 anni, ora, negandogli la vaccinazione, condannato al contagio dalla Giunta Fontana.

«Vaccini e ultraottantenni.
Ho 81 anni, sono invalido al 100% ho patologie cardiovascolari molto gravi e pure oncologiche, tanto per non farmi mancare nulla. Non mi hanno ancora vaccinato e non mi hanno mai contattato. Non sono estraneo alla politica e ai media e quindi mi sono trattenuto da proteste. Mi sembrava di cercare una soluzione per me.Inoltre non sono nei social. Aspetto.Aspetto cosa? Aspetto il vaccino o aspetto il Covid? Chi arriva primo?

Due giorni fa è morto un caro amico di 88 anni Carlo Rossi, una persona amata da molti a Milano. Un poliziotto pistolero gli uccise il figlio e lui con la moglie Adele non hanno mai smesso l’impegno civile. Carlo aspettava il vaccino.  È arrivato prima il Covid e la morte. Quanti morti per ogni ritardo e silenzio della Regione Lombardia? Di queste morti non c’è un conto e non c’è rendiconto di responsabilità.

Solo oggi è arrivata un po’ di indignazione dei media. Gli amici mi dicono: vai al primo pomeriggio al vecchio ospedale militare di via Forze Armate, ti metti in fila, diventi un“riservista” e se avanzano dei vaccini te lo fanno.Normale? No non è normale che degli ultraottantenni malandati si mettano in fila, in piedi, al freddo, per accedere agli “avanzi”, come all’ortomercato per la frutta avanzata. Non è accettabile.

Come chiamiamo questi morti ?  È dall’inizio della pandemia che aleggia nell’aria una parola e una cultura impronunciabile: eugenetica.Gira nell’aria e la Moratti la sfiora con  l’idea che la priorità deve  essere data a chi è produttivo, a chi contribuisce al PIL.E un ultraottantenne è solo un costo. Ora accedere agli avanzi è diventato ufficiale: c’è una nuova lista e un nuovo termine: riservisti. Lo hanno detto oggi alla TV,  Fai un’altra richiesta, ti iscrivono alla lista dei riservisti e speri di essere chiamato? E come si fa a iscriversi a questa lista? E chi mi chiamerà prima? La lista del diritto o quella riservista? Intanto ogni morto è un risparmio in pensioni e sanità e una generazione se ne va. Prima nelle RSA e adesso con i ritardi. Come lo chiamiamo? È tutta colpa della Regione?

È colpa della Regione, certo. Ma il sindaco dove è? Il sindaco, nessuno lo ricorda, è la massima autorità sanitaria cittadina. E’ possibile che in un anno di pandemia, non abbia organizzato un Registro degli ultraottantenni, delle loro patologie e il registro dei soggetti a rischi per patologie gravi.Impossibile? Difficile?Un semplice registro chiedendo supporto ai medici di famiglia. Non c’è. Non so se altre città lo hanno fatto.

Di certo che il sindaco di Milano non si è né visto o sentito in un anno di questa pandemia. Pensava ad altro il sindaco verde. Pensava dove coprire di cemento e vetro ogni angolo libero della città. Nemmeno con una telefonata ai suoi vecchi. Non ridete, ma io e mia moglie, che non abbiamo figli e nipoti aspettavamo almeno questa. Ci contavamo. Aspettiamo il vaccino, ma non sarò un riservista». [Emilio Molinari, ex consigliere comunale, ex consigliere regionale, ex parlamentare]

27 marzo/ Lenzuolata Commissariate la Lombardia

Sabato 27 marzo dalle 14 alle 24. Un lenzuolo ai balconi e alle finestre per chiedere ai vertici della Regione di andarsene. Oppure un cartello, uno striscione, qualsiasi cosa dica ai fallimentari dirigenti della Lombardia che devono andarsene. Buongiorno, siamo un gruppo di cittadine e cittadini lombardi e vogliamo segnalare il disagio, l’indignazione e, perché no, la rabbia e il dolore di fronte a quello che succede ancora una volta in Regione Lombardia. Moratti (che tutti ricordiamo come un sindaco che ha perseguito interessi personali e ha favorito il privato) e Bertolaso (che pare si serva del suo ruolo solo per promuovere se stesso) si stanno rivelando peggio di Fontana e Gallera: più sprezzanti, più determinati, più mistificatori, e quindi più pericolosi.

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Cgil/ No passerelle, si vaccinazioni

Matteo Mandressi della segreteria della Cgil di Como commenta le dichiarazioni di Guido Bertolaso in merito all’hub vaccinale che doveva essere allestito a Muggiò ma poi, per ragioni estetiche Bertolaso vuole spostare a Villa Erba, ritardando così la predisposizione di un luogo indispensabile per la salvezza di chi vive nel territorio comasco.

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Orsenigo, Guarisco, Lissi/ Vaccino: più efficienza, meno bellezza

Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, insieme a Gabriele Guarisco e Patrizia Lissi, consiglieri Dem in Comune a Como, critica la lentezza nell’allestimento dell’hub vaccinale a Villa Erba, dopo che è stata scartata l’ipotesi di allestirlo a Muggiò da parte della task-force di Regione Lombardia a guida Bertolaso.

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La giunta Fontana contro la Lombardia

Ancora ritardi e disguidi inaccettabile per una regione allo sbando dove si è morto di più, si muore di più e si morirà di più. Con percentuali di contagio e morti con la quale solo il Brasile di Bolsonaro può competere alle scelte politiche mortifere si aggiunge una cialtroneria frutto dell’affidamento a privati incapaci, in modo onerosissimo per i cittadini, dei gangli dell’amministrazione sanitaria. Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd denuncia l’insostenibilità della situazione

«Quanto successo il 21 marzo al Sant’Anna [700 dosi per la vaccinazione ma non c’erano persone in fila perché non erano partiti gli sms di convocazione] è uno schiaffo in faccia ad anziani e fragili che attendono il vaccino. Fontana, Moratti e Bertolaso prendano atto del disastro. Ora basta, non è possibile che si verifichino questi disagi, soprattutto in Lombardia, che dovrebbe essere una Regione modello! Il piano vaccinale della Regione non funziona, non funziona il sistema di invio di sms e di prenotazione gestito da Aria spa, che è una società regionale, e ogni giorno rischiamo di buttare dosi di vaccino che è un bene preziosissimo. Quanto è successo oggi al Sant’Anna di Como, e non solo, anche a Monza e a Cremona, è uno schiaffo in faccia a quegli anziani e a quelle persone fragili che aspettano il vaccino per tornare a sperare in una vita normale, senza l’incubo del virus. Ma è uno schiaffo anche a quei medici e a quegli infermieri che stanno facendo da un anno sacrifici e oggi sono in prima linea a vaccinare, ma devono fare i conti con un sistema regionale inefficiente e pieno di lacune. Che cosa ne pensa l’assessore Alessandra Locatelli, che prometteva attenzione ai soggetti fragili e ai loro care-giver? È questo il modo? Fontana, Moratti e Bertolaso devono prendere atto di questo disastro!» [Angelo Orsenigo, Pd] 

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