Economia

Zona economica speciale sul confine

lombardia_svizzeraMaroni ribadisce l’intenzione di creare la nuova zona speciale e spera poi di estenderla a tutta la Lombardia.

 

«La Zona economica speciale (Zes) per le aree di confine è un esperimento che inizieremo in quelle aree e poi, nel caso funzioni, proveremo ad estendere a tutta la Lombardia – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni intervenendo martedì 11 marzo alla tavola rotonda, La sfida dell’innovazione: la Lombardia nella nuova Europa delle Regioni, organizzata dal Club Ambrosetti –. Io sono contrario alle misure a taglia unica che adotta il Governo, perché le misure che possono servire per la Lombardia non sono le stesse che possono servire per la Calabria o la Sicilia. E lo stesso discorso vale per la nostra Regione, perché ciò che magari funziona per un’area non è detto che funzioni per un’altra anche in Lombardia, perché la Valtellina ha esigenze diverse dalla metropoli di Milano o dalla realtà della ‘bassa’».

«Il mio metodo è quello di fare un esperimento: vediamo se funziona lì, nelle aree di confine e poi potremo estendere questa best practice adattandola ad altre realtà lombarde – ha aggiunto il presidente lombardo –. Adesso stiamo studiando questa misura specifica per le zone di confine perché lì ci sono delle particolarità, come la vicinanza con il Canton Ticino, che in altre realtà della Lombardia, per esempio a Pavia, non ci sono. Lì nelle aree di confine abbiamo già sperimentato la carta sconto benzina che sta funzionando e sta consentendo ai gestori di distributori di carburante di sopravvivere. E adesso vogliamo sperimentare la zona a burocrazia zero e, se funzionerà, certamente la estenderemo agli altri territori della Lombardia». [md, ecoinformazioni]

11 marzo/ Fili d’erba, fili di ripresa

fili d'erba fili di ripresaPresentazione del XVIII Rapporto sull’economia globale e l’Italia, martedì 11 marzo a Unindustria Como, in via Raimondi 1, Alle 17, indirizzo di saluto di Osvaldo Ranica, direttore generate – Banca popolare di Bergamo, alle 17.15, introduzione, Alessandro Besana, consigliere delegato per l’Internazionalizzazione – Unindustria Como, alle 17.30, presentazione di Giorgio Arfaras, coautore XVIII Rapporto sull’economia globale e l’Italia, alle 18.30, dibattito e domande con Gianfranco Fabi, editorialista de Il sole 24 ore (la presentazione).

28 febbraio/ Nel paese delle disuguaglianze

AresL’Ares invita, venerdì 28 febbraio alle 21 nel Salone di Confcooperative in via M. Anzi 8 a Como, all’incontro con Chiara Saraceno Nel paese delle disuguaglianze. Chiara Saraceno è stata ordinaria di Sociologia della famiglia all’università di Torino e professora di ricerca a Berlino. È stata ospite diverse volte alla trasmissione televisiva Ballarò ed è editorialista di Repubblica. Nel 2012 ha pubblicato, per Rizzoli, Cittadini a metà. Info: www.associazioneares.it. [Presto on line su ecoinformazioni]

Video/ Generazione stabilmente precaria

atbilmentepracariaUn affollato foyer dello Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù ha accolto il 25 febbraio la tavola rotonda sul precariato a Como organizzata da Nidil Cgil e Camera del Lavoro lariana. Durante l’incontro, moderato dal giornalista de La Provincia di Como, Alberto Gaffuri, sono intervenuti Ivan Talloru (coordinatore provinciale Nidil Cgil), Massimiliano Lepratti (giornalista della rivista Valori), Luca Fonsdituri (Cgilfrontalieri), Luca Lucarelli (consulente di diritto del lavoro). Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video di Valentina Rosso.

Zone economiche speciali

lombardia_svizzeraLa Lombardia imita la Calabria e la Giunta regionale manda al Parlamento un progetto di legge.

 

«Prendendo spunto dal progetto di legge del Consiglio regionale della Calabria che riguarda l’istituzione di una Zona economica speciale nel distretto logistico-industriale della piana di Gioia Tauro, che ha già riscosso pareri favorevoli in Commissione attività produttive, vogliamo fare una legge analoga per Regione Lombardia – ha detto il presidente regionale lombardo Roberto Maroni annunciando un progetto di legge, approvato in Giunta in attesa dell’approvazione del Consiglio, inviato al Parlamento –. La nostra proposta di legge riguarda le circa 76mila imprese che sono attive nella zona che già oggi prevede la Carta sconto benzina, perché lì c’è la massima pressione competitiva da parte del Cantone Ticino e c’è il problema dei frontalieri, cioè i 60mila lavoratori che rischiano adesso di vedere la propria attività compromessa dal referendum svizzero e dalla rinegoziazione dell’accordo sulla doppia imposizione e i ristorni. Sono cose che temo si realizzeranno nei prossimi mesi, per cui serve un intervento urgente».

«Abbiamo preso a modello la legge della Calabria – conclude Maroni – perché è già in discussione in Parlamento e perché, se si fa una cosa del genere per la zona di Goia Tauro, non si può non fare per la Lombardia, che è la locomotiva d’Italia». [md, ecoinformazioni]

Prosegue la protesta contro la Ztl

24 febIl Comitato Como di tutti promette di continuare la protesta e di tornare in Consiglio comunale lunedì 24 febbraio, appuntamento nel cortile antico prima dell’inizio dell’assemblea, e in piazza Roma che verrà illuminata «con lumini funebri di cera a voler rimarcare il fatto che le scellerate azioni di Lucini & Gerosa stanno uccidendo il centro città».

I commercianti, che si lamentano della mancanza di ascolto del sindaco, continueranno a tenere spente le luci delle vetrine dei negozi fuori dagli orari di lavoro, mentre i membri del comitato stanno raccogliendo fondi per sostenere un ricorso al Tar contro il provvedimento. [md, ecoinformazioni]

Prelievo del 20 per cento/ Il ministero blocca

como a 5 stellePer il M5s i frontalieri: «In Svizzera chiamati “topi”, in Italia trattati come polli da spennare». Ma il Ministero dell’economia chiarisce con una nota che il prelievo è bloccato. 

«È entrato in vigore il primo febbraio il provvedimento che prevede il prelievo del 20 per cento dai bonifici provenienti dall’estero ed indirizzati a conti correnti italiani – ricorda il Movimento 5 stelle comasco –.
Adusbef e Federconsumatori insorgono contro questa misura – legge 97/2013, un regalo del governo Letta – applicabile anche ad esempio a donazioni (il parente all’estero che aiuta la famiglia) o restituzione di prestiti! Escluso da questa trattenuta è il reddito da lavoro e quindi ci si potrebbe aspettare che questa norma non vada a colpire i frontalieri.
Ma ecco la prima stortura: spetta al frontaliere l’onere di comunicare alla banca che i bonifici in entrata sul proprio conto corrente sono derivanti da lavoro estero… come a dire “sei colpevole fino a quando non dimostri il contrario”.
La seconda stortura è data dalla tempistica all’italiana: le banche sono obbligate dal primo febbraio ad effettuare questa trattenuta, ma non sono ancora preparate a ricevere e valutare le autocertificazioni dei frontalieri che vengono richieste su moduli forniti dalla banca stessa ma non ancora disponibili!»

«Nel frattempo il prelievo va in ogni caso effettuato ed il contribuente dovrà poi richiedere la restituzione dell’imposta non dovuta – denunciano –.
Il frontaliere che lavora all’estero ma vive, consuma in Italia e partecipa attivamente all’economia italiana si trova quindi a percepire una parte di stipendio in liquidità ed un’altra parte in crediti dallo Stato… e tanti auguri!»

Una situazione segnalata in Regione e in Parlamento dai pentastellati per: «Un problema urgente che può costituire un vero e proprio furto ai danni dei frontalieri con conseguenze non irrilevanti all’economia locale». [md, ecoinformazioni]

«Garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino»

regionelombardia2Questo l’obiettivo di Maroni dopo un incontro con il presidente del Cantone Beltraminelli: «Partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Quello con il presidente ticinese Beltraminelli è stato un incontro molto utile e peraltro già programmato da tempo – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sull’incontro avuto a Varese con il presidente del Consiglio di stato della Repubblica e Cantone del Ticino Paolo Beltraminelli in una conversazione con i giornalisti all’inaugurazione del Milan Club “LombarDiablo” al 19° piano di Palazzo Pirelli martedì 18 febbraio –: è stata un’occasione per discutere, scambiarci delle opinioni su quanto successo e sulle iniziative da prendere per garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino, partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Insieme al Canton Ticino vogliamo sviluppare un’iniziativa comune – ha proseguito Maroni –. Per quanto ci riguarda, a tutela dei frontalieri e dei Comuni di confine che ricevono i ristorni; mentre il Canton Ticino deve dare soddisfazione alle richieste che arrivano dai cittadini ticinesi. Sembrano posizioni in contrasto le une con le altre ma il nostro compito è quello di trovare una soluzione che sia utile e soddisfacente sia per noi che per loro. Non è facile ma ci vogliamo riuscire». [md, ecoinformazioni]

Non cambia nulla per il mercato del lavoro ticinese

canton ticinoDopo il referendum di domenica 9 febbraio il Canton Ticino precisa «le misure collaterali alla libera circolazione delle persone rimangono per ora l’unico strumento a tutela del mercato del lavoro ticinese», almeno fino al 2016.

«A seguito del risultato della votazione federale riguardante l’iniziativa popolare Contro l’immigrazione di massa, il Consiglio di stato ha preso atto della volontà del Consiglio federale di elaborare uno schema d’attuazione delle nuove disposizioni costituzionali entro la fine di giugno e di proporre un progetto di legge entro la fine dell’anno – spiega un comunicato del Consiglio di stato, il Governo, del Canton Ticino –. Quest’ultimo dovrà essere approvato dalle Camere federali e sottostarà ad un referendum facoltativo; pertanto, potrà difficilmente entrare in vigore prima del 2016».

«Il Consiglio di stato attende con interesse l’evolversi dei colloqui esplorativi che il Consiglio federale [il Governo svizzero] avvierà a breve con l’Unione europea in vista dei negoziati sull’Accordo di libera circolazione delle persone (Alcp) – prosegue lo scritto –. Ricorda che, se quest’ultimo dovesse cadere, anche la base legale per le misure collaterali alla libera circolazione verrebbe a mancare (in base all’articolo 15 della legge federale concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti normali di lavoro – LDist)».

«Allo stato attuale l’Alcp rimane in vigore e quindi le misure collaterali mantengono tutta la loro importanza – assicura la nota –. In attesa di nuovi sviluppi, il Dfe rinnova il suo impegno a tutela del mercato del lavoro ticinese. Da un lato, tramite la Commissione tripartita, esso continua il monitoraggio del mercato del lavoro, individuando gli abusi e adottando misure d’intervento mirate. Il Tribunale federale, con la propria sentenza del 20 novembre 2013 sui contratti normali di lavoro (Cnl) nell’industria, ha confermato e avvalorato il modello di valutazione del dumping scelto dalla Commissione tripartita. D’altro canto, il Dfe intende portare avanti con forza il suo impegno a livello federale, volto a colmare le lacune normative e a rafforzare le misure collaterali. Il Consiglio di Stato ha trasmesso da tempo le misure di competenza federale contenute nel rapporto Lavoratori frontalieri, fornitori di prestazioni indipendenti esteri e lavoratori distaccati in Ticino al Gruppo di lavoro per le misure collaterali, presieduto dalla Segretaria di stato dell’economia Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch».

«Il Consiglio di stato ha inviato oggi una lettera alla Segreteria di stato dell’economia (Seco) con due proposte aggiuntive – termina il comunicato –. La prima chiede di estendere a tutti i settori il principio della responsabilità solidale nel contesto dei subappalti, mentre la seconda è volta alla creazione di una base legale che permetta di sanzionare il mancato rispetto dell’obbligo d’informazione e di consultazione dei documenti da parte delle Commissione tripartita (di cui all’art 360b, cpv. 5, CO). Il Consiglio di Stato auspica inoltre che il Consiglio federale sostenga la mozione Regazzi 13.4149 volta ad assicurare una più equa partecipazione della Confederazione ai costi della sorveglianza del mercato del lavoro e dei ripetuti interventi della mano pubblica tramite gli strumenti delle misure collaterali». [md, ecoinformazioni]

Raddoppiano le adesioni alla serrata

locandina serrataPer la manifestazione di protesta di martedì 18 febbraio si sono duplicate le adesioni raggiungendo quota 61. «I negozi chiusi con manifesti saranno certamente di più – dichiara il portavoce del Comitato Como di tutti, il consigliere comunale di Adesso Como Alessandro Rapinese –, ma questi sono quelli che si sono accreditati come da procedura». «Non si contano invece i commercianti che spegneranno le luci» aggiunge riferendosi all’altra forma di protesta, lo spegnimento delle vetrine la sera (l’elenco degli aderenti).

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