Economia

Bando Incubatore d’impresa di ComoNEexT

ComoNexT_esternoQuinto anno consecutivo del bando della Camera di Commercio di Como per «aspiranti imprenditori e alle start up, per sostenere la creazione e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali innovative». Iscrizioni entro il 13 maggio.

 

«Scopo del bando è aiutare a trasformare una buona idea in una vera e propria attività imprenditoriale, attraverso un percorso assistito di tre anni all’interno del Parco scientifico tecnologico ComoNExT di Lomazzo, che comprende la condivisione di spazi e risorse, la fruizione di servizi specialistici e l’accesso a reti di conoscenze – spiega un comunicato –. Destinatari del bando sono gli aspiranti imprenditori e le microimprese o Pmi già attive da non oltre 18 mesi alla data di presentazione della domanda, che potranno partecipare con idee innovative che prevedono lo sviluppo di prodotti e/o servizi con caratteristiche di innovatività rispetto a prodotti e servizi già presenti sul mercato, che comportano un miglioramento di processi produttivi o introducono nuovi processi produttivi con caratteristiche migliorative rispetto all’esistente».

«Il Bando prevede la selezione complessiva di massimo 5 progetti, scelti secondo i criteri dell’idea maggiormente innovativa e delle fattibilità, destinati ad accedere all’Incubatore d’impresa usufruendo di un voucher del valore massimo di 50.000 euro» precisa la nota.

Tre le fasi della selezioni: «nella prima fase una Commissione di valutazione, composta da rappresentanti della Camera di commercio di Como, di ComoNExT, di ComoVenture/TTVenture e altri esperti (docenti universitari e imprenditori) selezionerà le 15 migliori idee da approfondire; nella seconda fase le 15 idee verranno valutate tramite colloqui individuali e indagini di mercato, tecnologiche e brevettuali per sondare la potenzialità di mercato del progetto, il suo contenuto tecnologico, la capacità di creare occupazione e sviluppo e la sostenibilità dell’iniziativa nel tempo. Verranno selezionate in questa fase un massimo di 5 idee; nella terza fase le idee verranno valutate sulla base di un business plan completo e sui seguenti criteri: fattibilità tecnica dell’idea, potenzialità di mercati, sostenibilità economica e finanziaria».

«Le idee selezionate potranno accedere all’Incubatore d’Impresa nei mesi successivi – conclude lo scritto –. Il sostegno si concretizzerà nell’aiuto alla stesura del business plan, nell’accesso a spazi lavorativi all’interno dell’Incubatore d’impresa ComoNExT, nell’aiuto ad individuare finanziamenti pubblici o privati per lo sviluppo della start up e nel supporto alla crescita dell’impresa attraverso consulenza, formazione, supporto commerciale e tutoring».

Per informazioni tel. 031.256368, e-mail incubatore@co.camcom.it, bando e modulistica sono disponibili sui siti Internet www.co.camcom.it e www.comonext.it, le domande potranno essere inviate all’e-mail camera.commercio@co.legalmail.camcom.it, firmate digitalmente, oppure consegnate a mano, o spedite tramite raccomandata, alla Camera di commercio di Como in Via Parini 16 entro il 13 maggio. [md, ecoinformazioni]

A Como Kinderheim per lo shopping

shopincomo«Sabato 12 e poi sabato 19 aprile, tra le 15 e le 18, piazza Martinelli si trasformerà in uno spazio dedicato ai bambini, con una serie di attività ricreative ed educative – spiega Palazzo Cernezzi –. Il servizio, gratuito, prevede l’iscrizione in loco ed è dedicato ai bambini tra i 3 e i 10 anni».

 

«Ad occuparsi di loro ci sarà una squadra mista di educatori professionali del Comune di Como e di volontari – prosegue la nota –. I genitori, nel frattempo, potranno dedicarsi allo shopping: l’iniziativa è stata, infatti, promossa da Shopincomo, il Distretto urbano del commercio di Como, nell’ambito della campagna promozionale promossa in Italia e in Canton Ticino e dedicata alla promozione del commercio cittadino». [md, ecoinformazioni]

Coldiretti: no all’abolizione delle Camere di commercio

coldirettiPer Coldiretti anche a Como e Lecco sono un punto di riferimento importante per le imprese».

 

«ll ruolo delle Camere di commercio di Como e Lecco è importante e strategico, visto anche con l’occhio delle imprese agricole – afferma una nota di Coldiretti Como Lecco –. Da qui la forte presa di posizione della Coldiretti provinciale, contrario alla ventilata soppressione – più o meno ‘virtuale’ – degli enti camerali, che si prevederebbe di accorpare a uffici di Comuni e Ministeri (con un richiamo al cosiddetto Def, Documento di Economia e Finanza)».

«A Como e Lecco le Camere di commercio funzionano e hanno un ruolo importante per la promozione dell’agroalimentare di qualità, supportando le imprese anche nelle azioni di promozione ed innovazione aziendale – dichiarano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e il direttore di Coldiretti –. Le nostre due province, peraltro, sono un punto di contatto ideale tra turismo, agroalimentare e apertura verso il mercato estero dei prodotti di qualità: e il ruolo delle loro Camere di commercio è, per questo, di importanza imprescindibile e strategica”.

«Anche a livello nazionale, la Coldiretti si è espressa con chiarezza dicendo “No” alla soppressione delle Camere di commercio che svolgono un importante ruolo per dare visibilità al sistema delle imprese, anche agricole, attraverso lo strumento telematico del registro delle imprese – prosegue la nota –. In riferimento al Def sottolinea che è necessario utilizzare le Camere di commercio con razionalizzazioni ed accorpamenti territoriali per incrementare la trasparenza e la concorrenza sul mercato valorizzando i laboratori tecnici deputati a garantire la sicurezza dei beni posti sul mercato e la tutela della territorialità mediante un progetto che consenta di associare scientificamente la provenienza di qualsiasi prodotto alimentare. Accanto al Registro delle imprese sia istituito un “Registro (pubblico) dei prodotti agricoli” in grado di consentire ai consumatori di conoscere l’effettiva provenienza del latte, della carne, della frutta che acquistano, valorizzando la sana concorrenza e la distintività dei prodotti».

«Le Camere di commercio di Como e Lecco si pongono come punto di riferimento forte e concreto a sostegno delle numerose esigenze di interesse generale delle decine di migliaia di imprese operanti sul territorio – conclude l’intervento di Coldiretti –.Nell’ordinamento italiano le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Cciaa), comunemente note come Camere di commercio, sono enti pubblici locali non territoriali dotati di autonomia funzionale. Ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 580, svolgono, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza e sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118 della Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell’ambito delle economie locali». [md, ecoinformazioni]

Contro la svendita del patrimonio comunale

exIn un articolo che riprendiamo da Democrazia economica, Luca Michelini contesta le scelte di alienazione del patrimonio comunale comasco e il mancato sostegno al progetto Campus San Martino. Il centrosinistra lariano per Michelini ha affidato all’assessore Iantorno il mandato per la «totale svendita del patrimonio pubblico della città o comunque un suo utilizzo a fini di bilancio». Leggi l’articolo nel seguito del post.

 

«Ex. Assessorato allo smantellamento del pubblico patrimonio.

Che cosa rimane, nei politici di oggi, delle idee di un tempo? Una certa refrattarietà alla democrazia. Governare vuol dire svendere il Paese, anche a livello locale

1. Marcello Iantorno è uomo capace e di cultura, di lunga e consolidata scuola politica. Lo puoi ritrovare a qualsivoglia congresso, incontro, riunione, tavola rotonda o ferroequina, dove si mostra attento, scrupoloso negli appunti, solido nei riferimenti (Resistenza, Costituzione, Legalità, Solidarietà, Trasparenza, Giustizia ecc.), affabile, premuroso ad ogni rivendicazione, disponibile all’ascolto. Un punto di riferimento.

2. Ottenuto l’assessorato al patrimonio, l’ingenuo elettore, di qualsivoglia appartenenza politica, si aspettava che tanta saggezza si sarebbe concretizzata in una razionalizzazione del patrimonio, nonché in un suo utilizzo strategico, volto a cambiare il volto della città nel contesto di un chiaro piano urbanistico, nonché di una idea, anche vaga, di ciò che la città è e di ciò che potrebbe diventare.

3. In altri termini, sarebbe stato e sarebbe vano cercare nei programmi delle forze politiche che si sono presentate come “innovatrici” e “progressiste” rispetto alla destra del sindaco Bruni, un qualsivoglia accenno alla totale svendita del patrimonio pubblico della città o comunque un suo utilizzo a fini di bilancio.

Eppure, è proprio questo il compito che gli “innovatori” hanno affidato all’assessore Iantorno: svendere, per salvare il bilancio del Comune di Como; svendere, a dispetto di qualsivoglia programma elettorale; svendere, rinunciando a indirizzare la crescita cittadina, ancora affidandosi al provvidenzialismo e automatismo del mercato.

4. Finchè si tratta di riscuotere gli affitti e vendere qualche locale commerciale si può, forse, ancora parlare di razionalizzazione. Quando, invece, si parla di vendita dell’ex-orfanatrofio di via Tommaso Grossi, cioè dell’ex scuola media Baden-Powell, allora, vista la dimensione dell’operazione (stimata in poco meno di 10 milioni di euro (si veda qui), un decimo del bilancio comunale) e la natura del complesso edilizio, è del tutto legittimo parlare di svendita. Perché quel pezzo di città può, e direi di più, deve, essere utilizzato per ridisegnare la città, facendo dell’azione pubblica il perno di qualsivoglia azione in proposito. Più precisamente: è tale la rilevanza urbanistica del sito, che qualsiasi intervento ridisegna, di fatto, la città.

5. Non è un caso, infatti, che, tempo fa, Bruni ancora imperando, non senza ragione si voleva creare in quel luogo una residenza universitaria(si veda qui). Oggi, come sappiamo, pare che l’Università sia passata in secondo piano: il Campus è fallito e in molti, anche nelle forze di governo cittandino, novelli espertissimi delle dinamiche universitarie e della scienza, pensano che il Politecnico sia “troppo piccolo” per dedicarvi investimenti.

C’è da chiedersi perché altrettanta sicumera non venga applicata, poniamo, alla dimensione dei negozi, delle imprese, delle ali degli aeroplani, delle sigarette. Ma si sa: quando si parla di scuola pubblica, dietro ogni “razionalizzazione” si nasconde, in effetti, un disegno di smantellamento. Inutile informarsi. Inutile fare paragoni: poniamo con la vicina Lecco. Mettere fuori il naso da casa è pericoloso, lo sappiamo, e l’altro ramo del lago di Como lo raggiungeremo solo a pedemontana terminata, o addirittura quando si inaugurerà la linea ferroviaria Lecco-Como. Meglio sempre e comunque il cemento e l’asfalto e qualche supermercato, che qualche coorte di ingegneri in più.

6. In Italia, purtroppo, la legislazione non tutela come dovrebbe il patrimonio pubblico. Cioè consente veri e propri colpi di mano nel passaggio ai privati di proprietà che sono di tutti e che spesso sono state il frutto di azioni generose, coraggiose e lungimiranti. Purtroppo gli amministratori, di qualsiasi partito siano e anche se costituiscono la “maggioranza” (ma non dimentichiamoci che i partiti oggi esistenti sono minuscoli rispetto al corpo elettorale), possono gestire a piacimento e svendere il patrimonio comune, senza avere, per altro, la più pallida idea del da farsi.

7. Naturalmente, non si tratta di avere una preclusione per il privato. Si tratta, invece, di cavare dal cappello qualche ideuzza, una volta ogni tanto. Alcuni parlavano di un Ostello, che si voleva addirittura a Camerlata (noto polo turistico… ), invece che regalare una piazza pubblica a Esselunga (che deve ai cittadini circa 7 milioni di euro), come pare purtroppo avverrà. Perché non farlo, appunto, nell’ex-orfanotrofio?

Ai tanti novelli “renziani” basterebbe fare un giretto per Firenze: p.es. alle “murate”, dove un ex-carcere è diventato, in centro, una residenza per giovani e giovani coppie, anche se disoccupate, oltre che un luogo di ritrovo e di convivialità (si veda qui).

Una volta messo il naso fino a Lecco, il giro turistico potrebbe continuare, per apprendere le tante e variopinte esperienze che contraddistinguono le nostre cento città.

Ma in materia aspettiamo, fiduciosi, l’ennesimo bando del Comune. Inutile perdere tempo in discussioni.

8. In una delle tavole rotonde cittadine prima o poi m’aspetto che qualche esponente del PD, magari lo stesso Iantorno, disquisisca della enorme disparità di ricchezza e di opportunità sociali che si è creata – da sola, ovviamente, come per volontà divina – nel Paese. Una disparità che, in un impeto di sconsiderato coraggio, potrebbe venire indicata come l’origine, o tra le cause, di questa crisi. Eppure non ho sentito nemmeno un cenno a questo tema per quanto riguarda la vendita dell’ex-orfanotrofio, ex-scuola media: a quale tipo di compratore verrà venduta? Chi oggi può permettersi certe cifre? Perfino i democristiani discutevano se fosse il caso di creare la grande o la piccola proprietà.

Ma in materia aspettiamo fiduciosi l’ennesimo bando. Inutile perdere tempo in discussioni.

9. Sarebbe interessante intavolare una discussione seria sul motivo per cui un Paese come l’Italia non può fare a meno di un lungimirante intervento pubblico e di una solida politica industriale pubblica, pena il disfacimento anche del settore privato dell’economia.

Temo tuttavia che non ne esistano ancora le condizioni. Il tessuto sociale ancora regge, non siamo ancora come la Grecia. L’ex-socialista Iantorno m’accuserebbe d’essere socialista: – “Guarda che in Italia il socialismo l’ha seppellito un grande modernizzatore negli anni ’80!”. Meglio continuare a salvare di soppiatto, in silenzio, quando è il caso o per caso, collettivizzando le perdite ma privatizzando i benefici: come accade con le banche. Per la “crescita” basta rendere tutti precari, a vita, con un Job act. Tra uno spot elettorale e l’altro (del tipo: “se mi votate, avrete l’obolo di 80euro in busta paga, altrimenti… ” ) Renzi ha confermato il piano di privatizzazioni di Letta ed è andato a Londra a cercar compratori: Italia svendesi.

10. A costo di sconvolgimenti economici e sociali enormi e dalle conseguenze imprevedibili, questa vieta ideologia si sta sgretolando, sotto i colpi della dura realtà dei fatti. Ma non si tratta solo di ideologia. Si tratta, purtroppo, di un ben meditato disegno. Si tratta di una classe politica (perché non è una classe dirigente) che come unico compito ha la svendita del Paese e che per realizzare il proprio progetto (ma soprattutto l’altrui: quello di Nazioni ben più avvedute della nostra e queste sì governate da classi dirigenti), ha sempre più bisogno di istituzioni antidemocratiche.

Il “pareggio di bilancio”, a livello centrale come periferico, e la conseguente svendita del patrimonio pubblico (scuola, università, imprese, diritti civili, contratti di lavoro degni, edifici, risorse naturali ecc.), ha bisogno di un quadro normativo appropriato: a cui provvederà, sempre più, un corpo parlamentare sfigurato, secondo i progetti di Renzi. L’assalto dei sindaci-sceriffi al Palazzo d’Inverno.

Ai non pochi “ex”, sopravvissuti alle tante “rottamazioni”, pare essere rimasto un unico retaggio di una grande scuola politica: una certa, congenita refrattarietà alla democrazia.. [Luca Michelini, mailing list democrazia economica]

Studi di settore: invariati i correttivi congiunturali

cna como leccoCna Como e Lecco: «La crisi non lascia l’Italia».

 

«È stato approvato il purtroppo già collaudato percorso di costruzione dei correttivi per la crisi da applicare agli studi di settore per il periodo d’imposta 2013 – spiega un comunicato di Cna Como – Lecco –. Lo strumento è stato adattato alla realtà economica delle imprese che da tempo ormai stanno vivendo un periodo di crisi. Dai dati analizzati persiste la situazione di difficoltà generalizzata con un ulteriore peggioramento rispetto al 2012 e quindi la conseguente necessità di fare agire adeguati correttivi agli studi di settore anche per il 2013».

alberto bergna«La crisi non ci abbandona e i dati parlano chiaro – dichiara Alberto Bergna, direttore Cna Como –. I ricavi 2013 sul 2012 nel settore manifatturiero hanno evidenziato un calo pari al 2,4%. A risentire maggiormente di questa situazione l’edilizia (-9,2%), i pubblici esercizi (-7,1%), meno ma in modo ugualmente pesante i servizi alla persona (-2,7%). Ecco perché servono interventi economici urgenti di incentivo alla crescita. Non siamo ancora fuori dal tunnel».

Un giudizio che: «Emerge dall’analisi dei dati acquisiti da varie fonti istituzionali, dagli osservatori regionali e dalle associazioni di categoria, oltre che dalle dichiarazioni Iva e dalle comunicazioni annuali dei dati Iva relative al 2013».

«Naturalmente gli studi di settore rappresentano una media e quindi è importante la compilazione delle note aggiuntive – termina Bergna – dove il contribuente può indicare i motivi del suo non adeguamento allo studio e di cui il Ministero deve tenere, conto anche nell’elaborazione degli studi».

«Saranno, quindi, riproposti gli stessi correttivi crisi dello scorso anno – conlude la nota di Cna –, ma con effetti mirati sui singoli settori/cluster nei diversi territori per tenere conto della crisi riscontrata nel 2013 rispetto al 2012».

L’analisi completa in Internet www.cnacomo.it. [md, ecoinformazioni]

Per la Regione Como ha potenzialità per Expo

cavalli a comoCavalli a Como ricorda il finanziamento dei distretti commerciali e lo sviluppo del turismo.

 

82 Distretti commerciali per oltre 14 milioni di euro, questo l’investimento ricordato a Como, in conferenza stampa alla Sede territoriale regionale per il cosiddetto road tour mercoledì 19 marzo, dall’assessore regionale lombardo al Commercio, turismo e terziario di Regione Lombardia Alberto Cavalli: «A dimostrazione che Regione Lombardia riconosce alla funzione commerciale un ruolo strategico di coesione sociale».

13 sono quelli finanziati in provincia di Como: Distretto urbano del commercio di Como; Distretto del Lario; Promozione e sviluppo percorso shopping città di Cantù, Alto Lario in festa; Distretto del commercio dell’Alto lago; Distretto diffuso del commercio dell’Unione dei Comuni della Tremezzina; Distretto del Centro lago; Distretto del commercio di Cernobbio, Maslianico e Moltrasio; Il commercio intelvese; Il commercio tra montagna e lago; Una passeggiata in centro… tra le vetrine di Mariano Comense; Valli del Ceresio: commercio e vita; Distretto del commercio di Erba; Distretto tutto un altro Lario – borghi e botteghe fra il Lario e i monti.

Per quanto riguarda poi: «Il territorio di Como, che in termini di flussi turistici registra il maggior numero di presenze dopo Milano e Brescia – ha dichiarato Cavalli –, è uno di quelli che si sono dimostrati più attivi in vista dell’Esposizione universale, depositando il brand SistemaComo2015, che raggruppa le realtà istituzionali, culturali, universitarie e scientifiche della provincia».

E una opportunità di sviluppo può essere il «progetto di eccellenza Montagna e turismo attivo [per cui] è stata individuata una linea di azione, all’interno della quale è previsto uno specifico contributo alla Provincia di Como per il sostegno alla candidatura dell’evento Igtm (International Golf Travel market) 2014 per un finanziamento complessivo di 288mila euro».

«L’Igtm, che avrà luogo a Villa Erba (Cernobbio), dal 27 al 30 ottobre – sottolinea il comunicato –, è un’occasione importante per tutto il comparto turistico lombardo, trattandosi della fiera annuale più importante al mondo dedicata all’industria del turismo golfistico. Riunisce una media di circa 500 tra giornalisti e buyer del settore golfistico internazionale, attraendo altrettanti operatori turistici».

Per Expo 2015 Regione Lombardia ha approntato Lombardia ConCreTa, con un investimento di 100 milioni di euro per: «Il miglioramento qualitativo del sistema di offerta turistica e commerciale, per rispondere alle alte aspettative del grande flusso di visitatori stranieri che arriverà in Lombardia. Destinatarie dell’intervento saranno le imprese lombarde che operano nel settore dell’accoglienza turistica, dei pubblici esercizi (ristoranti e bar) e del commercio alimentare al dettaglio, per la realizzazione di progetti di miglioramento delle strutture, tramite investimenti strutturali in beni materiali e in nuove tecnologie».

Inoltre ha detto Cavalli: «Abbiamo firmato un Protocollo di collaborazione con Piattaforma sistema formativo moda, di cui fa parte la prestigiosa Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como e Milano Unica, salone italiano del tessile, per il progetto denominato Magazzini aperti, che, grazie al coinvolgimento della rete d’eccellenza di imprenditori del Salone, permetterà agli studenti e ai giovani fashion designer, di acquistare a prezzi convenienti i tessuti e i materiali necessari alla realizzazione delle collezioni o degli outfit, per l’attività didattica ordinaria e delle verifiche di fine anno». [md, ecoinformazioni]

Economia/ La posta in gioco per Marco Bersani

jpg_logo10anni_1_scalato235 miliardi di euro, spicciolo più, spicciolo meno. E’ questa la cifra attualmente a disposizione della Cassa Depositi e Prestiti, una potenziale fonte di risorse divenuta però simbolo delle storture di un sistema. Si può riassumere così  Quale è la posta in gioco? , l’incontro organizzato da Attac Lomazzo, in collaborazione con L’isola che c’è e il Nodo di Como Alba, presso il salone Bertolio nella serata di mercoledì 19 marzo.

Un incontro che ha avuto come ospite  Marco Bersani, studioso ed esponente nazionale dell’associazione, che partendo proprio dalla Cdp ha svolto un’attenta analisi della situazione del nostro Paese, tra crisi e proposte per uscirne.

Per Bersani la catastrofe economica in atto ha precisi natali, e precisi mandanti:  «si deve parlare- ha riferito Bersani – di una vera e propria impasse da sovrapproduzione, dove l’enorme quantità di denaro originata dalla finanza trionfante ha avuto due soli sbocchi, bolle speculative o continua privatizzazione, anche di libertà e diritti, creando così enormi storture poi esplose nelle stesso momento»  . Il risultato, a partire dall’anno di disgrazia 2008, è stata così una crisi totale, finanziaria, economica e sociale, in cui certi soggetti hanno cercato di aumentare a dismisura il proprio potere d’interdizione. «Banche, poteri forti, multinazionali- ha continuato lo scrittore- il loro obiettivo è l’abbattimento di ogni ostacolo al profitto, che siano i contratti nazionali di lavoro, il welfare o lo stesso bene pubblico. Una prova di ciò può essere la discussione per la creazione di un area di libero scambio tra Usa e Ue, condotta in gran segreto all’opinione pubblica italiana ed europea»  .

In un contesto del genere, l’Italia assume quasi un ruolo esemplare, un Paese che ha conosciuto negli ultimi periodi una deregolamentazione liberista selvaggia, senza ricavarne alcun reale beneficio. Bersani a tal proposito ha snocciolato qualche cifra: « la percentuale di banche controllate dallo Stato, nel nostro Paese, è pari a zero, contro il 30% della Francia e il 40% della Germania. Banche che detengono una parte consistente di quei 7mila miliardi di euro che costituiscono la ricchezza privata degli italiani».

Oltre a ciò, l’Italia è rimasta anche vittima di una vera e propria “strategia della tensione”, atta a criminalizzare il debito, inteso come spesa necessaria per il funzionamento di uno Stato, e ad usare l’austerity come arma per il controllo. «Default, spread, crisi del debito- ha insistito Bersani – sono tutti modi di creare emergenze ad hoc, per far passare riforme e leggi socialmente devastanti, rendendole agli occhi dell’opinione pubblica necessarie alla sua stessa sopravvivenza. Nessuno sa che dal 1861 il nostro stato ha affrontato circa quattro ristrutturazioni del proprio debito, quattro “fallimenti”, senza quasi risentirne»  .

La Cassa Depositi e Prestiti ha così assunto un valore simbolico, da ente pubblico a Spa agli ordini solo del proprio consiglio d’amministrazione, contro ogni interesse pubblico. «Prima del 2003, anno della sua privatizzazione, la Cassa poteva finanziare gli enti locali a tassi agevolati per opere di ogni tipo, mentre oggi si comporta come una normale banca, stritolando gli stessi comuni e trattenendo enormi quantità di ricchezza»  . Risorse che, secondo Bersani, potrebbero essere usate per sbloccare la crescita, creare lavoro, ridare respiro ai cittadini: «la Cdp dovrebbe tornare alla sua funzione originaria, mentre a livello europeo i nostri governanti dovrebbero gettare la maschera. Se vogliamo sopravvivere, non possiamo pagare il debito a queste condizioni»   Tutto questo, insieme ad una rinnovata attenzione per il bene comune ed a una classe dirigente finalmente attenta ai bisogni dei cittadini, potrebbe fornire gli strumenti adeguati al superamento della crisi e dei limiti del sistema neoliberista, ha concluso poi Bersani.

Appuntamento quindi  giovedì 20 marzo per il secondo appuntamento settimanale di Attac, con la presentazione alla Cna di Ufficio di collocamento, una proposta per ricominciare a vivere, con ospite Paolo Errani. [Luca Frosini, ecoiformazioni]

18 marzo/ Attac%/ Marco Bersani: 235 miliardi in gioco

attacincontriAttac di Lomazzo invita martedì 18 marzo alle 20,45 nella Sala Anselmo Bertolio in via Lissi,6 a Como-Rebbio all’incontro con Marco Bersani Quale è la posta in gioco? 235 miliardi di euro, organizzato in collaborazione con L’isola che c’è e il Nodo di Como Alba. Sono questi i soldi che potrebbero servire per uscire dalla crisi. La nostra idea di risocializzazione della CdP prevede un grande investimento popolare e collettivo per migliorare nettamente il livello qualitativo del Servizio pubblico. Il nuovo “Pubblico” e il nuovo “Sociale” dovranno essere funzionanti, efficienti, attenti, puntuali, disponibili e organizzati in modo da superare nettamente tutte quelle riserve legate alla percezione di efficacia degli attuali servizi pubblici.

In programma che un altro appuntamento, Ufficio di collocamento, una proposta per ricominciare a vivere con Paolo Ermani,  giovedì 20 marzo alle 20,45  nella Sala riunionidella Cna in viale Innocenzo XI, 70 a Como.

È ormai necessario scollocarsi dall’attuale sistema che non fornisce più alcuna garanzia ed è allo sbando totale. Sconvolgimenti climatici, devastazione ambientale, crisi del lavoro, crisi economica e sociale sono alcuni dei tanti segnali di una situazione che va cambiata dalle fondamenta. L’Ufficio di Scollocamento dà indicazioni concrete, idee e coraggio per uscire dalla crisi e migliorare la qualità della vita.

21 marzo/ Due gradi e mezzo di separazione

DueGradiEMezzoCome il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia), l’autrice, Domitilla Ferrari, dialoga con Philip Di Salvo, ricercatore e collaboratore di Wired, venerdì 21 marzo alle 18 alla Libreria Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17. Per informazioni 
tel. 031.278109, e-mail Como@lafetrinelli.it.

beCOMe patrocinato da Padiglione Italia-Expo 2015

beComeIntrozzi: «Il messaggio di beCOMe è chiaro e forte nella direzione di un nuovo modello di produzione e di consumo e invita tutti a pensare allo sviluppo in modo nuovo: proprio come Il Vivaio di Padiglione Italia».

 

«Si concretizza la collaborazione tra Expo 2015 e beCOMe – annuncia Palazzo Cernezzi –. Padiglione Italia, ovvero lo spazio in cui il nostro paese si presenterà al mondo intero dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, ha riconosciuto il valore dei contenuti proposti dal progetto comasco e ha voluto patrocinare l’appuntamento».

Il progetto beCOMe, che si svolgerà dal 30 maggio al 1 giugno, si propone di «promuovere un più equo ordine economico e sociale, puntare ad un nuovo modello di sviluppo legato alla dimensione etica e filosofica dell’uomo», con una «riflessione su nuovi stili di vita, da proporre ai giovani e a chi ha voglia di futuro». Sarà articolato «in tre momenti distinti ma complementari tra loro: il momento della riflessione, con i contributi di prestigiosi relatori che costituiranno la cornice teorica del percorso; il momento dell’esemplificazione, attraverso l’ascolto delle buone prassi; il momento dell’animazione e dell’esposizione, per coinvolgere più direttamente il pubblico».

«Il target sarà costituito dalle imprese – precisa una nota –, che vengono invitate a riflettere sul senso del cambiamento in atto; dai giovani, ai quali viene proposto un futuro possibile, sollecitandoli ad esserne protagonisti; dalle famiglie e dalla gente comune, che avranno un’occasione per ritrovarsi e riconoscersi attorno ad una nuova proposta di comunità».

«Tema di Padiglione Italia sarà il Vivaio, uno spazio di crescita, sviluppo, formazione – spiega Palazzo Cernezzi –. Gli elementi cardine del progetto sono la trasparenza, l’energia, l’acqua, la natura e la tecnologia e beCOMe, con la sua apertura verso una nuova prosperità, quindi verso il futuro e lo sviluppo sostenibile, ben si concilia con queste tematiche che sono rivolte soprattutto ai giovani».

«Siamo molto soddisfatti dell’ottenimento del patrocinio di Padiglione Italia – dichiara l’assessora alle Politiche economiche e del lavoro e alle Attività produttive e cooperazione del Comune di Como Gisella Introzzi –. Il messaggio di beCOMe è chiaro e forte nella direzione di un nuovo modello di produzione e di consumo e invita tutti a pensare allo sviluppo in modo nuovo: proprio come Il Vivaio di Padiglione Italia. Fin da subito la sintonia tra le due iniziative è stata palese ed oggi si è concretizzata con la comunicazione formale da parte del settore che cura i contenuti della vetrina italiana». [md, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza