Zona economica speciale sul confine

lombardia_svizzeraMaroni ribadisce l’intenzione di creare la nuova zona speciale e spera poi di estenderla a tutta la Lombardia.

 

«La Zona economica speciale (Zes) per le aree di confine è un esperimento che inizieremo in quelle aree e poi, nel caso funzioni, proveremo ad estendere a tutta la Lombardia – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni intervenendo martedì 11 marzo alla tavola rotonda, La sfida dell’innovazione: la Lombardia nella nuova Europa delle Regioni, organizzata dal Club Ambrosetti –. Io sono contrario alle misure a taglia unica che adotta il Governo, perché le misure che possono servire per la Lombardia non sono le stesse che possono servire per la Calabria o la Sicilia. E lo stesso discorso vale per la nostra Regione, perché ciò che magari funziona per un’area non è detto che funzioni per un’altra anche in Lombardia, perché la Valtellina ha esigenze diverse dalla metropoli di Milano o dalla realtà della ‘bassa’».

«Il mio metodo è quello di fare un esperimento: vediamo se funziona lì, nelle aree di confine e poi potremo estendere questa best practice adattandola ad altre realtà lombarde – ha aggiunto il presidente lombardo –. Adesso stiamo studiando questa misura specifica per le zone di confine perché lì ci sono delle particolarità, come la vicinanza con il Canton Ticino, che in altre realtà della Lombardia, per esempio a Pavia, non ci sono. Lì nelle aree di confine abbiamo già sperimentato la carta sconto benzina che sta funzionando e sta consentendo ai gestori di distributori di carburante di sopravvivere. E adesso vogliamo sperimentare la zona a burocrazia zero e, se funzionerà, certamente la estenderemo agli altri territori della Lombardia». [md, ecoinformazioni]

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