Economia

Anteprima BeCOMe/ In campo le donne e l’agricoltura

donne_campoNella mattina di venerdì 23 maggio si è tenuta l’anteprima di BeCOMe, alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati, con il convegno Le radici e il futuro. Sguardi sull’impegno delle donne nell’agricoltura dell’Alta Lombardia, organizzato dall’associazione Donne in campo Lombardia. Sono intervenuti: Gisella Introzzi, assessora alle politiche economiche, attività produttive e lavoro del Comune di Como; Adonis Bettoni, presidente di Cia Alta Lombardia; Chiara Nicolosi, coordinatrice di Donne in campo Lombardia; Bianca Pastori e Sara Roncaglia, ricercatrici dell’Associazione Avoce; Marco Pistocchini e Camilla Crugnola del Parco regionale Campo dei Fiori; Chiara Bassanelli dell’Università della Montagna di Edolo; Michela Zucca, antropologa, e infine Valeria Reggiani, presidente Donne in Campo Lombardia.

L’associazione Donne in campo Lombardia è nata nel 1999 da un gruppo di imprenditrici e di donne attive nel settore agricolo, fa parte della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e partecipa all’Associazione nazionale Donne in Campo. Tra i suoi scopi c’è quello di diffondere i principi di pari opportunità, promuovere l’agricoltura in tutti i suoi aspetti e il ruolo delle donne attive nella stessa. Il tema dell’agricoltura è oggi rilevante, basta guardare ai dati ufficiali, esplicati da Chiara Nicolosi: secondo un sondaggio l’82% degli italiani l’agricoltura è il settore da cui ripartire dalla crisi, e il 50% ha un orto, e non si tratta solo di persone anziane. Nelle università, i corsi di agraria vedono un incremento nelle iscrizioni del 43%.

L’assessora Introzzi ha ricordato lo scopo dell’iniziativa di BeCOMe a Como «BeCOMe si inserisce a sostegno del percorso verso Expo 2015 a Milano con lo scopo di riflettere più consapevolmente sulle buone qualità che lo sviluppo deve seguire; la crisi ha cambiato totalmente il contesto economico – continua – quindi bisogna ragionare sullo sviluppo del benessere non solo a livello economico quantitativo ma anche a livello di valori per la società, come le relazioni umane e l’ambiente». Si è espressa anche a proposito dell’agricoltura: « È un settore che negli anni di forte sviluppo è andato riducendosi, ciononostante gli si sta dando progressivamente maggiore attenzione, senza contare che giova sul nostro benessere diretto nel senso di sostentamento alimentare con prodotti di qualità. Noi come Comune di Como – spiega – abbiamo realizzato un progetto per riqualificare una parte del Mercato coperto, quindi c’è sicuramente uno spazio e un interesse che vogliamo esaltare all’interno di BeCOMe».

Con Adonis Bettoni si è riflettuto sull’importanza della presenza dell’uomo sul territorio, che ne previene il degrado e l’abbandono: «L’uomo deve intervenire sulla natura quando ostacola l’efficienza nel lavoro, ma non si tratta di uno scontro tra uomo e natura, ma di una cooperazione; poi siccome è la collettività che gode dei propri territori dovrebbe essere compito della stessa contribuire a salvaguardarne l’ambiente – e poi ancora – la bellezza dei territori c’è perché è grazie a qualcuno che è da generazioni o da tempo recente che lo ha conservato così come vediamo». Per esempio per ottenere un vasto prato verde con l’erba tagliata in montagna ci vogliono anni, perché molto spesso un territorio abbandonato è invaso dai rovi, o dalle piante e dagli alberi, da zone paludose. Insomma, l’intervento dell’uomo permette ai luoghi abbandonati a loro stessi di tornare a vivere, e questa rivitalizzazione lo porta a essere definito “bello” dalla collettività.

Un elemento fondamentale per far sì che le persone permangano in un dato territorio, e così salvaguardarlo ed evitare il suo degrado, è l’opportunità di reddito. Bettoni sprona il pubblico:«Bisogna fare rete tra le aziende, fate cooperative, associazioni, perché questo metodo migliora la capacità economica e di offerta dell’azienda». Poi si esprime a proposito del kilometro zero: «Ci dobbiamo scordare la dicitura kilometro zero, perché non esiste. Qualsiasi prodotto deve fare un certo percorso lungo o corto che sia per arrivare al consumatore, e un’azienda cresce quando i propri prodotti escono dal Paese». Inizialmente si vende vicino all’azienda e pian piano si va nelle città limitrofe, poi fuori regione e così via. «Per crescere ci vuole il commercio – afferma con convinzione Bettoni – quindi ci vogliono i kilometri».

Bianca Pastori e Sara Roncaglia, per il loro progetto Etnografia e storia del lavoro dell’impresa e del territorio, supportato dalla Camera di Commercio di Como, hanno raccolto delle biografie video di contadini e contadine e di aziende agricole della provincia di Como per far emergere le motivazioni che hanno portato queste persone tornare nel mondo agricolo, o scegliere di entrarvi dopo aver vissuto esperienze lavorative totalmente diverse. Ciascuna proiezione video aveva un tema che lo distingueva dagli altri. Il primo tema riguarda la scelta, nel senso di scegliere di aprire da zero un’azienda agricola, in cui si coinvolge anche la propria famiglia, che gioca quindi un ruolo di sostegno nella scelta e di aiuto a portarla avanti; la famiglia diventa poi anche un bagaglio di conoscenze da trasmettere alle generazioni future che prenderanno le redini dell’azienda. Il secondo tema è quello della conservazione, ovvero salvaguardare e curare un territorio che era dei genitori o dei nonni. Un altro tema che riguarda le attività agricole è il prodotto e il Mercato: in alcuni casi chi avvia un’attività ha dietro una formazione accademica agricola, in altri casi invece no, quindi occorre un’autoformazione con l’aiuto di libri, corsi, ecc. In azienda si sperimentano nuovi metodi di produzione e malizie, per esempio quello di produrre il latte di capra durante tutti i mesi dell’anno, oppure quello di produrre formaggi freschi che possano essere convertiti in stagionati per ovviare all’invenduto; prevedere una vendita diretta al consumatore, in modo da ammortizzare i prezzi, e così via. L’ultimo video ha mostrato l’effetto positivo che un’attività agricola genera sulle persone che sono desiderose di avviare attività similari, come piantare un uliveto, degli animali per produrre latte, e di conseguenza sulla salvaguardia dei territori a essa limitrofi.

«Questo è il primo passo di quello che vediamo un lungo e importante progetto – afferma Sara Roncaglia – quello di far raccontare alle persone del loro lavoro nel settore agricolo, di far raccontare i successi ma anche quelle realtà che nonostante l’impegno, non riescono a permanere sul Mercato». Non si è trattato solo di condurre delle interviste, ma è una ricerca scientifica. (I video sono visibili sul sito dell’Associazione AVoce).

Marco Pistocchini e Camilla Crugnola hanno esposto il progetto Agricoltura contadina di piccola e media scala tra agronomia classica, nuove forme d’impresa e nuove ipotesi di mercato, che tra gli obiettivi ha quello di documentare la qualità dei prodotti per creare nuovi mercati di vendita diretta, fornire elementi per permettere alle persone di entrare nel mondo agricolo. La proiezione di due video ha fatto riflettere sui temi del cambiamento delle tecniche di lavoro tra generazioni, che non sempre sono migliori rispetto alle tradizionali, soprattutto se guardate “dalla lente” delle persone più anziane, e l’impatto negativo sui terreni; del “salto di qualità” nell’attività che i genitori sperano per i figli, sulla multifunzionalità a cui un’attività deve sempre puntare per fare successo, quindi dedicarsi non solo alla produzione del latte, ma anche dei formaggi, del legname, della ristorazione. (I video sono visibili sul sito www.naturauomonatura.it). Camilla Crugnola si è espressa sull’importanza della vendita diretta produttore-consumatore come un «rapporto capace di cura reciproca» e dell’agricoltura biologica come «L’educazione a nuovi stili di vita, al rinnovamento dei sistemi alimentari, perché si produce cibo buono, pulito e di qualità, è quindi giusto restituire centralità all’agricoltura contadina».

Chiara Bassanelli ha spiegato il progetto condotto dall’Università della Montagna di Edolo, che analizza gli aspetti salutistici e qualitativi delle produzioni agroalimentari tradizionali del territorio montano, come la patata blu, il mais rosso da polenta, lo zafferano che sono adatti esclusivamente all’ambito montano, e ne garantiscono quindi un valore aggiunto rispetto ad altri prodotti, sono più competitivi a livello commerciale. Il progetto quindi mira a recuperare la specificità delle aree montane, la sua biodiversità colturale, per favorire così uno sviluppo durevole di queste aree.  «La montagna non può puntare sulla quantità, ma sulla qualità dei prodotti, data la morfologia del territorio rispetto alla pianura; il prodotto tipico non è contrario all’innovazione, ma deve tenere le radici nel territorio per salvaguardarne l’identità».

Michela Zucca ha fatto invece riflettere sull’importanza economica e culturale del sistema di lavoro “turnario”, tipico delle aree montane italiane, come in Valfurva (SO) e in Trentino Alto Adige, dato il suo mestiere di far risollevare le piccole aziende. Il sistema turnario consiste nell’ inserire nell’attività un “contadino di sostituzione” che gira le diverse aziende assicurando le ferie ai loro lavoratori fissi. In montagna, per secoli, questo metodo aveva garantito la sopravvivenze degli abitanti del posto. C’è chi lo ha sempre fatto come mestiere, e chi ha ricominciato a farlo. Oggi per esempio le latterie turnarie consentono alle piccole aziende montane che non possono essere in regola con le norme igienico-sanitarie (a causa dell’altitudine in cui si trovano, in alpeggio e oltre) di caseificare. Basti pensare che dei 64 formaggi tradizionali lombardi, 53 sono di origine montana, quindi secondo Michela Zucca questo sistema dovrebbe essere rinforzato e ampliato ad altre zone. Nessuna di queste aziende ha lo scopo di raggiungere la grande produzione, ma il mercato di riferimento è per prima cosa l’autoconsumo, poi per gli abitanti del posto, e da ultimo per i turisti.

In chiusura al convegno è stato offerto un rinfresco all’esterno dell’auditorium. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

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Adonis Bettoni e Gisella Introzzi

 

 

 

Chiara Nicolosi, coordinatrice Donne in campo
Chiara Nicolosi, coordinatrice Donne in campo

 

 

 

 

 

Anteprima beCOMe/ Agricoltura e Expo/ Donne e giovani

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Le due proposte di venerdì 23 maggio anteprima di beCOme si sono svolte con una presenza di pubblico modesto (meno di cinquanta persone)  ma hanno toccato argomenti decisivi con spunti e informazioni di particolare interesse. Presto on line  di Clara Chiavoloni e già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

 

Guarda tutti gli altri video sul canale di ecoinformazioni.

Turismo/ No brand

lagodicomoGuido Capizzi, ricercatore economico e giornalista, interviene nel dibattito sui brand localistici, animato anche a Como, per dire che è una sciocchezza spiegando perché. Le ragioni di Capizzi nel seguito del post. 

«Nel mondo è in avanzato corso il passaggio dalla civiltà “industriale” alla civiltà “digitale”. Il settore turistico sta subendo notevoli cambiamenti dalla digitalizzazione e socializzazione in rete. La facilità di accesso universale al “prodotto turistico” mette in discussione l’organizzazione dei soggetti coinvolti: territori, imprese ricettive, organizzazione di viaggi e prenotazioni alberghiere. Oggi – e ancora di più nel futuro prossimo – si è passati da consumatori “passivi” – legati a tour operator, grandi e piccoli alberghi, operazioni di branding e marchi di città e territori – ad abilita tori di sé stessi attivi e indipendenti. Slegati anche dai brand. Una recente ricerca di Havas conferma che alla maggioranza delle persone nel mondo non interesserebbe nulla se il 73% dei brand più noti al mondo sparisse anche improvvisamente. C’è di più, sempre come risultato della ricerca di Havas: il turista del presente – e del futuro prossimo – vorrebbe sperimentare località turistiche senza storia e radici, purché l’offerta sia agile e la meta facile da raggiungere. Ecco una delle ragioni che dovrebbe far riflettere chi ritiene di puntare sforzi – magari collettivi, di idee e finanziari – su marchi e brand del territorio. Pensare al brand per la città di Como è esercizio inutile, non soltanto perché – al massimo – anche il capoluogo dovrebbe insistere eventualmente sul già consolidato brand “lago di Como”, già con valore indotto in declino. Se guardiamo oltreconfine, con lo sguardo a una nazione “competitor” per l’Italia, ovvero alla Francia: esistono brand consolidati (a esempio i Castelli della Loira, la Costa Azzurra) che non sono affiancati da brand localistici (località sedi dei castelli sulla Loira, città della Costa Azzurra). Un esempio di destinazioni declinate sulle esigenze del turista filtrate dalla rete Internet è Liverpool: non esiste il brand Liverpool, piuttosto esiste la destinazione “Beatles” che molti turisti d’ogni età scelgono, cercando in tempo reale – prima di intraprendere il viaggio e poi in loco – i luoghi, i locali, i negozi e gli alberghi che soddisfano il loro viaggio. Anche il marketing di nicchia dovrebbe sollecitare gli attori coinvolti sul territorio all’offerta di servizi per chi, a esempio, vuole fare il turista del golf, per chi sceglie comparti come il camminare, il pedalare, la “green hospitality”, i “kinder hotels”, oppure per i mercati turistici tradizionali (come Paesi europei) e in crescita – non si tratta soltanto di cinesi o russi – come quello dei musulmani provenienti da vari Paesi orientali». [Guido Capizzi]

Video/ Vittorio Rinaldi/ Un altro mondo è possibile

rinaldiSecondo incontro il 13 maggio per la sesta edizione di Un altro mondo è possibile organizzata dalla Cooperativa Shongoti e da Trapeiros di Emmaus a Erba con  Vittorio Rinaldi per parlare del commercio equo e solidale. Tutti on line sul canale di ecoinformazioni i video  di Valentina Rosso degli interventi.

Europee/ Pd/ Brando Benifei a Como

gdBrando Benifei, il più giovane candidato del Pd nell’imminente tornata europea, è stato ospite, all’Ultimo Caffè di Como, di un incontro elettorale organizzato dal circolo cittadino dei Giovani Democratici. Il rendez vous, tenutosi nella serata di giovedì 8 maggio, ha visto presenti anche i  segretari locali del Partito Democratico: quello dei Gd Como Tommaso Legnani, coordinatore dei vari interventi, il cittadino Stefano Fanetti e Savina Marelli, responsabile provinciale.

Nato in Italia, cresciuto con l’Europa. Lo slogan scelto da Bonifei può ritenersi un efficace riassunto dell’approccio del giovane candidato sul tema centrale di questa tornata elettorale: l’Europa, nelle sue varie accezioni.

«Da sempre sento come vicina l’idea di un’ Europa federale,- ha esordito subito Bonifei- non per nulla il mio modello è Altiero Spinelli». Europa come ideale che ci ha dato tanto, «come 70 anni di pace e libertà», ma che negli ultimi anni è finito vittima di due grandi difetti, uno politico e l’altro strutturale: «non possiamo non far notare come l’Ue sia stata dominata negli ultimi anni dalla Destra, responsabile di politiche fallimentari nell’economia e nel contrasto alla crisi» . la stessa Destra che ha inoltre limitato anche il potenziale impatto di leggi ambiziose nel campo del lavoro, «come la Garanzia Giovani Europea, approvata dalla Commissione Barroso troppo tardi e con un testo troppo edulcorato rispetto al lavoro dei gruppi giovanili del Pse, a cui ho preso parte nella promozione della riforma».

Limite politico quindi, accompagnato, come si diceva in precedenza, da un altrettanto grave limite “di progettazione” comunitaria: «l’Europa- ha continuato Bonifei- soffre di una vera e propria insufficienza istituzionale. I meccanismi comunitari sono in molti casi incomprensibili ai suoi stessi cittadini, troppo lontani dalle loro esigenze». Il risultato è così un continente in preda ad una crisi gravissima, messo in discussione nelle sue linee fondative. La soluzione? Una precisa scelta di campo, quella di un Unione Europea che vada a Sinistra. «Dico no- ha continuato l’esponente democratico- alla Grande Coalizione con i Popolari, ma sì ad un Parlamento a maggioranza socialista. Solo così possiamo far ripartire il processo comunitario».

Un processo, quest’ultimo, che non può sottovalutare lo “stato di salute” delle parti nazionali che lo compongono, tra cui ovviamente il nostro Paese. La proposta di Bonifei prevede una rinnovata attenzione alle modalità di rappresentanza e sovranità degli Stati membri, con un occhio riguardo, in Italia, alle istanze degli enti locali, a lungo frequentati dall’attivista del Pd: «l’obiettivo è il superamento del trattato di Maastricht, frutto di un’altra epoca e di altre esigenze. Adesso si è trasformato in un cappio, la sua riforma è diventata un esigenza imprescindibile». Una battaglia molto importante, giudicata da Bonifei come l’ambito principale su cui intervenire nei prossimi anni: « Proseguire sulla strada del risanamento è importante, ma non a totale discapito della crescita e del rilancio economico. Questa è la strada principale anche per recuperare sovranità».

Sovranità quindi, ma anche convergenza, nel senso di procedere ad una vera Unione, dal punto di vista di leggi e apporto al progetto comune, superando così le resistenze del « Sud ed anche dei ricchi Paesi nordici, che vedono Bruxelles spesso come un pericolo per i loro sistemi economici e di welfare». E su questi punti che si concentrerà l’impegno di Bonifei, se eletto, tenendo ferme in ogni caso le ragioni della sua candidatura, nata «non da sponsor politici, ma dalla precisa volontà dei giovani del mio Partito, senza obbedire ad alcuna logica correntizia».

C’è ancora molto da fare, ha concluso poi Bonifei rispondendo alle varie domande dalla platea: lavoro, immigrazione, diritti e democrazia, con «una nuova dittatura che si affaccia nel centro dellEuropa, quella di Orban, membro del Ppe, in Ungheria», sono solo alcuni dei temi all’ordine del giorno, intrappolati però in Italia in una «campagna elettorale sfiancante, molto difficile da decifrare. Si parla troppo di aria fritta, con molti concorrenti politici è impossibile discutere o ragionare, vedo poche idee e confuse».

Appuntamento quindi al 25 maggio, per un voto «che avrà una valenza storica e decisiva», e che vedrà il Pd schierato in una mobilitazione finale per il weekend del 16 e 17 maggio, con banchetti in tutti i Comuni, come ricordato dai dirigenti presenti in sala. [Luca Frosini, Ecoinformazioni, foto dalla pagina facebook dei Giovani Democratici Como]

L’altra Europa/ Intervista a Loredana Lipperini

lippGiornalista, scrittrice, blogger e ora candidata nella circoscrizione Nord-Ovest con l’Altra Europa con Tsipras, Loredana Lipperini ha voluto concederci, ai margini dell’ aperitivo elettorale di martedì 29 alla Drogheria di Como, una breve intervista sull’avventura politica in corso, tra prospettive nazionali e continentali, diritti da difendere e progetti per un’altra Europa.

Quali possono essere, ad ormai 20 giorni dalle elezioni, le prospettive del progetto L’Altra Europa? Quale il suo spazio nel panorama politico attuale?

«Posto che la comunicazione della nostra presenza è stata praticamente inesistente, intendo da parte dei grandi media, cosa che spero possa cambiare avvicinandoci al 25 maggio, trovo che le prospettive della lista siano molto positive, per un semplice motivo: l’Altra Europa è l’unico progetto credibile presentato in questa campagna elettorale. Non lo dico solo da candidata, ma oggettivamente siamo gli unici che parlano di Europa non solo per le sue forme istituzionali, ma anche per il ruolo che deve avere nei confronti dei suoi cittadini. Le proposte di una nuova carta costituzionale, della revisione dei trattati continentali, del lancio di un social compact al posto del suo famigerato corrispettivo “fiscale” vanno appunto in questa direzione. Il nostro obiettivo è restituire dignità alle persone» ;

Domanda classica: perché un politico greco? Che valore può avere la candidatura di Tsipras in un Paese come il nostro?

«Alexis Tsipras viene da quella nazione che ha vissuto per prima, e nel modo più duro possibile, l’attuale crisi, paragonabile nei suoi effetti solo a quella del ’29. Tra l’altro su questo è interessante citare una serie di dichiarazioni di Ioannis Barouphatis, economista greco, che richiama le reazioni dei suoi colleghi ellenici all’inizio del crollo. L’esperto riporta l’incredulità dei maggiori luminari del settore, il loro stupore nel vedere come la lezione del ’29, studiata a scuola come un caso esemplare, non abbia significato nulla, e che finanza senza regole, austerity e politiche restrittive abbiano continuato ad essere presenti e dominanti nel panorama economico. Ecco, adesso sono loro, gli economisti intendo, i primi ad alzare la voce affinchè tutto questo cambi, e che un certo modo di fare venga definitivamente accantonato. D’altronde non abbiamo tante alternative, nessuno sarà immune alle conseguenze. La stessa Germania, che ha assistito al deragliamento di Grecia, Spagna, Portogallo ed Italia, non si illuda di essere al sicuro. Ora tocca alla Francia, e dopo ? »

Nessuno è al sicuro, quindi.

«Nessuno è al sicuro fino a quando una certa politica continuerà ad esistere. La politica dell’austerità, dell’economia slegata dalla realtà, che ragiona autisticamente su un concetto di finanza che si è dimostrato fallimentare. Dobbiamo tornare ad avere un progetto, una visione di un economia che non sia slegata non solo dai diritti delle persone, dai loro problemi reali, ma anche dalla cultura, dalla scuola, dall’eguaglianza di genere, dal welfare e dai servizi irrinunciabili. Da tutto quello che ci rende esseri umani, in poche parole».

Quale può essere il ruolo dell’Europa, in tutto questo? Cosa può contare davvero Bruxelles?

«Dovrebbe avere un ruolo centrale, decisivo. E’ qui che possiamo costruire la nostra alternativa: non più un Europa divisa su due piani, prima i conti a posto e poi forse tutto il resto, ma un Europa che vincoli i Paesi membri a crescere, ad adottare quelle buone pratiche che altrove hanno dato buoni frutti, nelle politiche sociali e nella difesa della dignità degli uomini e delle donne. E’ questa la mia idea di Bruxelles»;

Un ultima curiosità: che Paese hai trovato, nei vari giri elettorali? Ci sono segnali di un inversione di tendenza?

«Ho trovato un Italia che ha voglia di sperare, un Italia giustamente arrabbiata, svilita e triste, ma che vuole ricominciare ad usare una parola che ci è stata negata per molto tempo: futuro»[ Luca Frosini, ecoinformazioni]

Incubatore d’impresa

i vincitori del bando 2013I vincitori dell’edizione 2013 che potranno accedere a ComoNExT.

 

«Sono stati presentati mercoledì 30 aprile presso il Parco scientifico tecnologico ComoNeXT i vincitori dell’edizione 2013 del Bando Incubatore d’impresapromosso dalla Camera di commercio di Como e rivolto ad aspiranti imprenditori e start up – annuncia un comunicato –. Cinque le proposte selezionate dalla Commissione di valutazione, composta da rappresentanti della Camera di commercio di Como, di ComoNExT, di ComoVenture/TTVenture e altri esperti (docenti universitari e imprenditori): FLUXEDO, applicazione per smartphone orientata al social task management; WeKeN, azienda di consulenza ingegneristica industriale che offre competenze in ambito di Ricerca e Sviluppo e Qualità; EMOTIONAL VIEW, che progetta prodotti e servizi connessi allo sviluppo e all’uso di Droni per riprese aeree; SILK BIOMATERIALS, progetto che punta a sviluppare dispositivi medici nano e micro-strutturati in seta per la rigenerazione in vivo di organi e tessuti; e LINAR, start up che realizzerà un impianto pilota Syngas containerizzabile in un comparto artigianale/industriale che potrà generare energia elettrica e calore» (i profili delle aziende vincitrici).

Nel frattempo è aperto il bando per l’edizione 2014 a cui si può presentare domanda entro il 13 maggio. [md, ecoinformazioni]

Cna Como contro alcuni emendamenti al Dl lavoro

cna-como-leccoBenati: «Lo spirito del decreto era quello di stimolare le assunzioni, disincentivi come questi rischiano, invece, di far fare un passo indietro».

 

«Auspichiamo che prevalga il buon senso e vengano superati alcuni degli emendamenti introdotti in Commissione lavoro – dichiara Enrico Benati, presidente Cna Como –. Le norme che prevedono la trasformazione in contratti a tempo indeterminato per i contratti a termine che superano il 20% della forza lavoro assunta a tempo indeterminato saranno causa di nuovi contenziosi, così come quelle sul diritto di precedenza. Lo spirito del decreto era quello di stimolare le assunzioni, disincentivi come questi rischiano, invece, di far fare un passo indietro. Senza certezze, infatti, e con lo spettro di pesanti sanzioni, non verrebbe sicuramente centrato l’obiettivo di favorire un rilancio quanto più celere dell’occupazione». [md, ecoinformazioni]

Rete di imprese fra Lombardia e Canton Ticino


lombardia ticinoLa proposta di Gaffuri che chiede a Regione Lombardia di: «Attivarsi per rendere velocemente realizzabile e agevolare il progetto di reti di imprese e di interscambio».

 

«La Commissione speciale rapporti tra la Lombardia e la Confederazione elvetica ha audito oggi, giovedì 17 aprile 2014, la Camera di commercio italiana per la Svizzera in merito ai provvedimenti del Gran consiglio del Canton Ticino riguardo la libera circolazione dei lavoratori frontalieri e ai rapporti economici tra imprese a cavallo dei confini – precisa una nota del Partito democratico lombardo –. Erano presenti il presidente Vincenzo Di Pierri, il segretario generale Fabrizio Macrì e il consulente Giovanni Moretti».

«Gli interventi che abbiamo ascoltato sono stati davvero interessanti perché ci hanno dato una prospettiva nuova da cui guardare la questione – dichiara il consigliere regionale comasco Pd Luca Gaffuri –. La Camera di commercio e i suoi consulenti ci hanno parlato della grande necessità della Svizzera di tenere i rapporti con l’Italia da un punto di vista economico, anche perché quello elvetico è il quarto mercato di destinazione al mondo per le esportazioni italiane. Ma poiché il Canton Ticino pare aver quasi esaurito gli spazi per nuove attività, il suggerimento che ci è venuto da chi vive quella realtà è di fare rete di imprese, attivare collaborazioni, creare interscambi. Questo è vero, ci è stato detto, soprattutto per il settore meccanico, ma gli esempi portati erano riferiti anche ai produttori di componentistica idraulica e all’alta tecnologia. E non da ultimo il settore medicale».

«Attivare collaborazioni tra imprese di settore al di là e al di sopra dei confini potrebbe far superare la situazione critica e penalizzante verso lavoratori e aziende italiane, a causa delle scelte della politica ticinese, e d’altra parte potrebbe rispondere a quella esigenza di reciprocità che viene dallo stesso Cantone di lingua italiana, le cui imprese sarebbero interessate a lavorare in Italia, ma si scontrano con la nostra burocrazia – prosegue il consigliere democratico –. E d’altra parte, potremmo sostenerci a vicenda nell’allargamento dei mercati. Solo uniti si può andare oltre il Gottardo ed essere competitivi». [md, ecoinforazioni]

23 aprile/ Flash mob letterario

locandina flash mob-1«Facciamo girare la cultura a doppia velocità» annuncia Confcommercio Como per l’evento veicolato da Facebook; 10 euro di buono per l’acquisto di libri in palio per i primi 10.

 

«Cultura in crisi, cultura come veicolo e motore di crescita – esordisce un comunicato stampa –. È questo lo spirito che anima la nuova iniziativa di Confcommercio Como, che in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, che si svolgerà il 23 aprile, darà il via al Flash mob letterario di Confcommercio Como, coinvolgendo tutti gli appassionati di letteratura e promuovendo le librerie associate della provincia di Como, che al pari di tutti gli esercenti, risentono del calo dei consumi e quindi necessitano di progetti che invoglino i consumatori ad acquistare libri e investire in cultura».

«Il Flash mob letterario di Confcommercio Como, coinvolgerà sia le librerie di Como che quelle del territorio provinciale e intende promuovere la categoria e spingere i consumatori a entrare una volta di più in libreria e ad acquistare un libro – prosegue la nota –. Tutti coloro che il 23 aprile acquisteranno un testo nelle librerie aderenti, collegandosi alla pagina di Facebook di Confcommercio Como dove sarà creato l’evento Flash mob, avranno la possibilità di vincere un contributo di 10 euro per l’acquisto di altri libri. I clienti non dovranno far altro che acquistare un romanzo, racconti, saggi, libri per bambini o qualsiasi altro testo e pubblicare sulla pagina Facebook dell’evento, la copertina del libro e lo scontrino attestante l’acquisto. Saranno premiate le prime dieci persone che avranno pubblicate le foto su Facebook, farà fede l’ordine temporale di pubblicazione sul social network, che in tal modo contribuirà a diffondere e dare visibilità ai titoli scelti dai partecipanti. I clienti delle librerie potranno iniziare ad aderire all’evento sin dal 16 febbraio, cliccando “partecipa” all’evento Facebook».

Per twittare Confcommercio suggerisce di utilizzare l’hastag #flashmobletterariocomo.

«Con il Flash mob letterario vogliamo coinvolgere tutte le generazioni, in particolare i giovani e gli appassionati di lettura – dichiara Graziano Monetti, direttore Confcommercio Como –. Un’idea che intende promuovere la categoria, incrementare la vendita dei libri e la diffusione della cultura letteraria. Sarà come far girare la letteratura a doppia velocità». «Ci auguriamo che i comaschi colgano al volo questa occasione – aggiunge Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio Como –, partecipando numerosi e dimostrando che anche a Como l’interesse per la cultura è vivo e sentito» (regolamento e librerie aderenti). [md, ecoinformazioni]

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