Politica

A Como domenica 8 novembre contro Bruni e la sua giunta

bruppo personeManifestazione contro Bruni e la sua giunta domenica 8 novembre dalle 10 alle 13,30 in piazza Cavour. L’assemblea di martedì 3 novembre indetta dai promotori di “Giù la giunta” ha deciso di fare propria modificandola l’iniziativa del Pd già in corso di organizzazione. La presenza in piazza  nelle intenzioni degli organizzatori sarà aperta a tutte le persone che condividono la necessità di cambiare il governo della città e non avrà caratterizzazioni di partito, né simboli di associazioni o movimenti.

I dettagli nelle nostre prossime edizioni.

Presidio sabato 31 ottobre alle 15 in via Leoni a Como

«In Italia ci sono i campi di concentramento, non possiamo più tacere!», questo l’incipit del manifesto di mobilitazione per il presidio al parchetto di via Leoni a Como sabato 31 ottobre dalle 15 organizzato dal Gruppo politico territoriale (gptcomo@live.it) contro i Centri d’identificazione ed espulsione e per protestare contro le condanne, per danneggiamento, incendio e resistenza, ai detenuti del Centro di via Corelli a Milano che in agosto, dopo uno sciopero della fame e della sete per protestare contro le condizione della loro detenzione, sono stati riportati forzatamente all’ordine.

Comitato “Giù la Giunta” di Como

bruppo personeE’ in corso la raccolta di adesioni ad un comitato spontaneo contro la Giunta Bruni a cui hanno già aderito numerosi esponenti della società civile comasca. Molto probabilmente martedì prossimo si terrà un incontro pubblico di presentazione alla Circoscrizione 6 in via Achille Grandi 21 a Como.

La proposta di “Giù la giunta” vuole essere trasversale ed unitaria al di là delle differenze di partito e punta ad ottenere un sostegno fattivo delle varie organizzazioni, politiche e non, cittadine. Tutto senza perdere la caratteristica di movimento dei singoli cittadini indignati da un’amministrazione inefficiente per cui il muro è solo la punta di un iceberg di una mala amministrazione. In attese delle risposte dei gruppi dell’opposizione a Palazzo Cernezzi, è sicura l’adesione del consigliere Alessandro Rapinese.
Molto probabilmente martedì prossimo si terrà un incontro pubblico di presentazione alla Circoscrizione 6 in via Achille Grandi 21 a Como.
Il testo della lettera che invita alla mobilitazione le forze politiche comasche.
«Un nascente comitato di cittadini indignati dalla prepotenza, dall’arroganza e dall’incapacità dimostrate dalla Giunta che amministra questa città vi chiedono di raccogliere tutto lo scontento che la città così chiaramente esprime organizzando al più presto e con tutte le risorse a vostra disposizione una grossa manifestazione che abbia come chiaro ed esplicito obiettivo la richiesta della fine immediata di questa amministrazione. […]
Vorremmo che fosse veramente la più grande manifestazione (almeno dalle 500 persone in su); proponiamo, ad esempio, di circondare il Comune con una catena umana; teniamo a sottolineare che intendiamo la manifestazione come una iniziativa trasversale rispetto alle forze politiche ed unitaria; vorremmo dimostrare gli interessi che ci uniscono, in particolare l’interesse verso la ns. città».
Per aderire ed avere informazioni contattare giulagiunta@gmail.com.
«Un nascente comitato di cittadini indignati dalla prepotenza, dall’arroganza e dall’incapacità dimostrate dalla giunta che amministra questa città vi chiedono di raccogliere tutto lo scontento che la città così chiaramente esprime organizzando al più presto e con tutte le risorse a vostra disposizione una grossa manifestazione che abbia come chiaro ed esplicito obiettivo la richiesta della fine immediata di questa amministrazione. […]
Vorremmo che fosse  veramente la più grande manifestazione (almeno dalle 500 persone in su); proponiamo, ad esempio, di circondare il comune con una catena umana; teniamo a sottolineare che intendiamo la manifestazione come una iniziativa trasversale rispetto alle forze politiche ed unitaria; vorremmo dimostrare gli interessi che ci uniscono, in particolare l’interesse verso la ns. città.
Ci è arrivata la proposta di un incontro per martedì sera presso la sede della circoscrizione 6; può essere una buona occasione, se siete interessati, per confrontarci e definire le modalità dell’iniziativa».
[seguono una trentina di firme]

Alle primarie del Pd 14399 elettori

pdSuccesso pieno per le primarie del Pd. I risultati definitivi: 14.399 votanti, 7884 per Bersani (55,27 %), 4186 per Franceschini (29%), 2244 per Marino (13,73 %). Analogo il rapporto tra le tre mozioni anche per la segreteria regionale. Martina 55,46 %, Fiano 28,16 %, Angiolini (16,38 %).

Comprensibile la soddisfazione di Luca Corvi segretario provinciale del Pd comasco che nel comunicare l’ottima e imprevista affluenza alle “primarie” del suo partito ha segnalato come la disponibilità di tanti militanti ha permesso al “popolo del pd” di esprimere il nuovo segretario. Per Corvi, e ciò è stato confermato dai rappresentanti di tutte e tre le mozioni, da oggi il partito supera ogni divisione interna e lavora unito col segretario Bersani. Dai toni usati sia dalla deputata comasca Chiara Braga (mozione Franceschini) che dal parlamentare regionale Luca Gaffuri (mozione Bersani) che da Cristian Di Fiore (mozione Franceschini) sembra che almeno a Como non si aprano rese dei conti o faide interne e che neppure siano ipotizzabili uscite clamorose tra gli sconfitti. Al contrario i vincitori come Valter Gatti confermano l’intenzione di valorizzare le idee di tutte le anime del partito e gli sconfitti Davide Megaton (mozione Marino) e Christian De Fiore affermano che se così hanno deciso gli elettori Bersani è il migliore segretario possibile.
L’analisi del voto rivela comunque un risultato inferiore alle aspettative per la proposta di Franceschini e un notevole exploit di Marino che è addirittura secondo in alcuni comuni: Albavilla, Cernobbio, Lurago D’Erba, Veniano.
I risultati assegnano nell’Assemblea nazionale 4 seggi alla mozione Bersani, 2 alla mozione Franceschini, 1 alla mozione Marino.
Oltre che il rande numero di votanti sia in città che in provincia sono da segnalare1625 firme raccolte nei seggi delle primarie sull’esposto alla Corte dei conti relativo alle somme pubbliche dilapidate con la fallimentare gestione politica del cantiere delle paratie.

Elisabetta Patelli presidente

image001Elisabetta Patelli è la nuova presidente dei verdi lombardi. L’assemblea ha eletto presidente la candidata della lista “I verdi lombardi con Bonelli per una nuova costituente”. Insieme ad Elisabetta Patelli entrano nell’esecutivio lombardo Andrea Gaiardelli, Michele Crapuzzo, Andrea Ladina, Fabio Corgiolu e Walter Girardi.

Il Consiglio comunale di Como di martedì 20 ottobre 2009

cernezziMentre la Lega protesta per il tendone “moschea” che sarebbe “abusivo” da due giorni, il Consiglio comunale discute degli abusi edilizi della maggioranza. Viola non salva Caradonna. Anche buona parte della maggioranza trova, coperta dal segreto dell’urna, il coraggio di mandarlo (forse) a casa con una mozione di sfiducia che passa con 26 favorevoli, 12 bianche e solo 3 contrari. Bruni invece gode della fiducia compatta della sua maggioranza, i bollenti spiriti rivoluzionari dei lumbard e di alcuni consiglieri si rivelano assai flebili con la timida l’astensione della Lega e di Bottone.

Penultima puntata per l’affaire paratie martedì 20 ottobre a Palazzo Cernezzi ancora in diretta tv e senza pubblico dal vivo, poco più di venti in Sala stemmi. Nelle preliminari Mario Molteni, Per Como, ha chiesto ancora la sistemazione della segnaletica orizzontale a Monte Olimpino esponendo un cartello con il numero dei gironi della sua prima segnalazione, trenta, e mostrando un rullo da imbianchino: «basta che ci diate l’autorizzazione, e un vigile per dirigere il traffico, e ci sono già le persone disponibili a dipingere le strisce pedonali».
Di «mancanza di rispetto delle leggi e regole che vigono qui da noi» ha parlato Guido Martinelli, Lega, riferendosi al mancato smantellamento del tendone, eretto in Valmulini per le preghiere durante la festività del ramadan, che sarebbe dovuto avvenire entro il 15 ottobre.
Alessandro Rapinese, Area 2010, avvicinandosi la scadenza dei termini della secretazione della lettera di Multi al Comune, ha annunciato che ne chiederà subito una copia «questa notte fanno 30 giorni non può essere mantenuta ancora segreta», ma deve essere insorto un equivoco di date dato che per altri il provvedimento impiegherà ancora qualche giorno a spirare.
Dopo un paio di domande di Marco Butti, Pdl, l’ingegnere Viola ha risposto alle domande postegli anche nella serata precedente.
«Io non ho detto nulla a Caradonna» ha ribadito sciorinando poi una serie di dati tecnici. «I tigli non morranno – ha assicurato – verranno sommersi in parte ma saranno protetti con un colletto di circa 30 centimetri». Sulle ipotesi di regolamentazione delle tracimazioni del lago tramite il livello del lago ha poi affermato «non credo che il Consorzio dell’Adda possa aiutare granché il Comune di Como – specificando – qualche volta ci ha aiutato senza farlo sapere ai suoi utenti, ma a aprile il lago lo deve riempire».
Per quanto riguarda il paesaggio «il lago si vedrà, ma non lo si vedrà come si vedeva prima» ha precisato. «È cambiato completamente il concetto di quella passeggiata» ammettendo «ci saranno alcuni piccoli tratti in cui il lago non si vede». Riassumendo per due terzi non si «vedrà bene» il lago che sarà visibile solo per un terzo, ma per l’ingegnere «già adesso quell’enorme bar verde con i tavolini e le fioriere impedisce di vedere il lago».
Viola ha quindi dovuto ammettere che sì la passeggiata sarà rialzata di 50-60 cm, invertendo l’attuale pendenza dalla strada al lago.
Sui rendering definiti dalle opposizioni capziosi: «non è che sono facili a fare» e, dopo che Luca Gaffuri, Pd, ha ricordato come li avesse utilizzati per presentare il progetto alla televisione locale, ha ribattuto «non credo che ci fosse alcun motivo falsificatore nel farli così».
Viola ha poi attaccato i consiglieri «il progetto era nel Piano delle opere potevate andare a vederlo!».
Per quanto riguarda i costi 12-13 mila euro per riportare il muro al progetto originale, cioè più basso di un 5 cm, il Comune in una lettera, a firma del Responsabile del procedimento ingegnere Antonio Ferro, alla Provincia ha confermato che «è previsto che a lavori di getto completato, la parte eccedente rispetto alla quota costante di 1,00 metro del manufatto, debba essere rastremata per mantenere l’altezza del manufatto costante, al fine di seguire il profilo in pendenza del terreno», e 1,5 milioni per riprogettare e pensare una soluzione senza muri sopra la passeggiata.
In futuro poi saranno previste delle verifiche sugli scarichi fognari, anche in conseguenza della scoperta che nelle tubature delle acque chiare rotte per errore alla fine di via Cairoli c’erano invece liquami neri.
Una spiegazione che ha scontentato anche diversi consiglieri della maggioranza. Giampiero Ajani, Lega, si è spinto a chiedere che nella Conferenza dei servizi che deciderà dell’abbattimento del muro siano presenti alcuni consiglieri come auditori.
Due le mozioni da votare, una di maggioranza e una di minoranza, più un emendamento, alla seconda, proposto da Bruno Magatti, Paco.
Quest’ultimo presentandolo ha parlato di «quote false, falsificate, falsificabili» criticando la quota di diesa scelta dal progetto, asserendo che questa possa essere modificata dati anche i lavori di migliorie idrauliche intercorsi dopo la legge Valtellina. Con i soli voti delle opposizioni e l’astensione della maggioranza l’emendamento è stato approvato.
Per la proposta delle minoranze che chiedeva la censura del sindaco e le dimissioni di Caradonna, dopo il parere del segretario generale Fabiano sulle modalità di votazione, che andavano contro la prassi consolidata del Consiglio comunale di votare con modalità segreta la sfiducia di un assessore, il Consiglio si è espresso su quale modalità adottare. Un voto per ordine sparso che ha portato ad un pareggio 16 a 16 fra favorevoli e contrari, 9 astenuti, senza che sia stata raggiunta la quota necessaria di 21 consiglieri; perciò si è andati al voto con le modalità consuete.
Marco Butti, Pdl, ha chiesto di votare la mozione per punti, così una prima parte in cui si chiedeva la rimozione del muro e il rispetto integrale del paesaggio, con voto palese, è stata approvata col sostegno delle minoranze, della Lega, di alcuni altri esponenti della maggioranza. Tutti compatti, sempre a voto palese, nella difesa del sindaco. Voto contrario della maggioranza tutta salvo le astensioni della Lega e del consigliere Bottone.
Dopo la decisone di proseguire la seduta ad oltranza oltre la mezzanotte, la censura, l’invito alle dimissioni e l’invito a revocare l’incarico di Fulvio Caradonna sono invece passati, grazie forse allo scrutinio segreto, con 26 voti favorevoli, 12 bianche e solo 3 contrari. Rapinese aveva preparato una t-shirt con scritto Game Over. Superato l’ennesimo intoppo procedurale e di interpretazione regolamentare il Consiglio ha affrontato la mozione di maggioranza, che parlava di tutela del paesaggio, di riqualificazione e sistemazione dei scarichi verso il lungolago, e di impegnare il sindaco a relazionare al Consiglio regolarmente sullo stato dei lavori e dei progetti. Magatti ha chiesto la votazione per punti, alcuni sono passati all’unanimità, e la mozione è quindi stata approvata, con l’astensione delle minoranze ed il voto contrario di Rapinese e Donato Supino, Prc. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di martedì 20 ottobre 2009

cernezziÈ proseguita nel Consiglio di lunedì 19 ottobre, ancora in diretta televisiva, la discussione sulle paratie. Diminuito sensibilmente il pubblico, oltre ai quindici in sala in Sala stemmi c’erano poco più di una ventina di persone.

«A Como è una costante che un progetto venga modificato in corso d’opera – così, nelle preliminari Marcello Iantorno, Pd – il posteggio di via Dante varierà in altezza e nella facciata. Sono inaccettabili le modifiche dell’impresa».
La prima a prendere la parola nella ripresa del dibattito è stata la consigliera Silvia Magni, Pd, che ha attaccato frontalmente la maggioranza «a cui credo manchino capacità di autocritica e ascolto» e ha poi aggiunto «non ho sentito nessuno chiedere scusa, è il minimo che il sindaco avesse da fare».
Pasquale Buono, Pdl, dopo aver cercato di minimizzare l’argomento «a Como non esistono più altri problemi», ha chiesto di sentire i tecnici in anticipo, rispetto all’assemblea prevista per lunedì prossimo, appoggiato su questo anche da Francesco Pettignano del suo stesso partito, lanciando bordate contro Caradonna, «nei cui confronti sono sempre stato critico sin da quando sono stato eletto capogruppo di Forza Italia». Dopo aver affermato di essersi fidato del sindaco e dei tecnici nel 2003, quando ha votato di non discutere del progetto in aula, a poi concluso «o si sbloccano i problemi della città o andiamo a casa».
Altri attacchi alla Giunta sono arrivati poi anche da Emanuele Lionetti, Lega, «abbiamo trovato il sistema per chiudere a città turistica!» che ha poi lanciato un ultimatum al sindaco dato «lo sprezzo nei confronti del Consiglio comunale», dopo le affermazioni del sindaca che in caso di sfiducia a Caradonna lo avrebbe comunque mantenuto in Giunta così come fatto per gli altri assessori che l’assemblea aveva chiesto di allontanare, «ci deve essere un sussulto, uno scatto di vergogna, entro il 15 di novembre. Se no apporrò la sedicesima firma per discutere della sfiducia al sindaco».
Sospesa la seduta per 20 minuti il presidente Pastore coadiuvato dalla riunione dei capigruppo ha quindi deciso di anticipare l’incontro con i tecnici e chiesto di esporre lo stato dei lavori all’ingegner Viola.
Il direttore dei lavori e ideatore della variante al primo lotto ha perciò spiegato la necessità delle modifiche stanti diverse deficienze del progetto iniziale: dalle scale che non sarebbero potute stare in piedi alla mancanza dell’impiantistica per i due edifici della Navigazione. Ha ribadito il cambiamento della seduta che sarebbe partita da 0 cm nel lato ovest per arrivare a 1 m in quello est in un unico muretto della stessa altezza per motivi estetici e riaffermato la giustezza rispetto al progetto originario delle altezze salvo ammettere «al posto che a 199,35 arriva a 199,42, in realtà è più alto di 7 cm, chiedo scusa». Ha poi aggiunto che comunque non era il solo ad aver visto i progetti ma «li hanno guardati in dieci e nessuno se ne è accorto». «Serviranno solo 12-13mila euro per portarlo alla base» ha precisato.
Un errore che ha attribuito poi alla mancanza della perizia sulla variante che, sebbene la stessa sia già stata decisa e fatta fare da lui, è stata finanziata solo recentemente, dato che mancavano i soldi necessari. Infatti l’ingegnere aveva deciso con una determina che l’Iva sull’opera sarebbe stata pagata al 10 per cento, e non al 20, recuperando così 1,2 milioni di euro, ma la ditta ha emesso fatture con l’Iva al 20 e un parere dell’Agenzia delle entrate le darebbe ragione.
Viola ha anche difeso a spada tratta assessore e sindaco: «Caradonna non sapeva come era fatto questo muro – ha dichiarato aggiungendo – l’assessore Caradonna e il sindaco non sapevano del muro».
Dopo aver negato che la passeggiata sarà più alta di 70 cm ironizzando sull’intervento della settimana scorsa del consigliere Giampiero Ajani, Lega, ha poi ammesso indirettamente che la differenza fra quella che sarà la pavimentazione della passeggiata e il punto più basso in piazza Cavour ci saranno 64 cm di dislivello.
Per finire l’ingegnere ha denunciato i pochi guadagni che ha fatto assumendosi l’onere di seguire le paratie «si prende solo lo 0,5 per cento dell’importo della base d’asta», che poi verrebbero divisi con i collaboratori.
La serata si è così conclusa con le domande di chiarimento chieste dai consiglieri, che troveranno risposta questa sera, da «lei tuttologo poteva gestire così 1 milione di euro come se nulla fosse?» di Alessandro Rapinese, Area 2010, a «Ma il progetto era tuto sbagliato?» di Stefano Molinari, Pdl, sino a «Dal marciapiede opposto si vedrà il lago?». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La stampa serve, non serva. Alla Cgil il 21 ottobre alle 21

servenonservaPer la libertà di stampa è sempre più necessaria anche a Como la mobilitazione. Riunione dei firmatari dell’appello per la Libertà di stampa, mercoledì 21 ottobre, alle ore 21, nella Sala Noseda della Camera del Lavoro in via Italia Libera 23 a Como.


Il successo della manifestazione di sabato 3 ottobre – con più di quattrocento persone in piazza a Como e quasi cinquecento firme raccolte a sostegno della libertà di stampa attaccata quotidianamente dal presidente del Consiglio – ha dato speranza ai tanti cittadini e cittadine comasche che intendono ribadire il valore fondante della Costituzione, garanzia per la libertà di tutti.
Per dare seguito alla mobilitazione e continuare insieme un percorso condiviso, i firmatari dell’Appello per la libertà di stampa si incontreranno mercoledì 21 ottobre, alle 21, nella Sala Noseda della Cgil, in via Italia Libera 23 a Como.
I temi sul tappeto relativi al mondo dei media, sia locale sia nazionale, sono molti ed è sempre più necessaria la mobilitazione di tutti coloro che ritengono un valore minacciato la libertà di stampa, anche al fine di garantite tutte le altre libertà costituzionali.
La mobilitazione, nata dalla proposta di pochi cittadini, ha ormai coinvolto una parte significativa della società lariana: oggi esiste la possibilità di dare alla città ulteriori opportunità di azione e di approfondimento sul tema. Perché la stampa serve, non serva.

È importante che i tanti gruppi, sigle e associazioni firmatarie dell’appello del 3 ottobre partecipino all’incontro almeno con un loro rappresentante.

Per aderire a titolo personale o in rappresentanza di un’organizzazione http://www.ecoinformazioni.it, ecoinformazioni@tin.it
Info: 338.6004019

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

Incontro Pd antiparatie venerdì 16 ottobre

murosoloPiù di cento persone hanno partecipato alla serata di presentazione del Progetto paratie e delle sue varianti organizzata dal Partito democratico all’Auditorium don Guanella a Como venerdì 16 ottobre.

Moderatore dell’incontro è stato il segretario cittadino Stefano Legnani che, ricordando la nascita dell’opera già con la Giunta Meda, ha subito dato la parola a Mario Lucini, consigliere comunale e presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Cernezzi, che con l’apporto delle tavole dell’opera.
Il consigliere ha cominciato spiegando il progetto originale prima di affrontare la famosa variante che ha determinato l’edificazione dell’ormai famoso muro.
Piazza Cavour è a 198,57 metri su livello del mare e le paratie sono progettate per difendere fino a 200,30 (nel ’76 il lago è arrivato a 199,90, nell’87 a 200, nel ’93 a 200,01 e nel ’08 a 198,97, solo per citare alcune esondazioni).
Partendo da est a S. Agostino sparirà l’alaggio delle barche all’interno del molo, per lasciare spazio ad una scalinata su terreno di riporto dalla difficile pendenza per cui sorgono dubbi di stabilità. Sull’attuale passeggiata da poco più a nord dell’ingresso sul molo a sud, dopo una barriera fissa in metallo alta 65 cm per 12 m di lunghezza, saranno poste ogni 3 metri delle colonne, bitte, alte 75 cm, tra cui, in caso di necessità, verranno alzate manualmente delle paratoie alte 70 cm.
Proseguendo, attorno al bar posto dinanzi alla stazione delle Ferrovie Nord, l’attuale ringhiera si trasformerà in un muro di 1 metro e in lungo Lario Trieste, davanti ai filari di alberi, si comincerà con un muretto di 30-40 cm con cespugli che raggiungerà, davanti al Terminus i 120-140 cm dall’attuale sede stradale, interrotto da paratoie a ventola.
«Un dato curioso è che tutte le sezioni allegate al progetto – ha spiegato Lucini – sono state fatte in prossimità delle paratoie, salvo l’ultima sulla variante, non ne sono state approntate con i muri di sbarramento».
Per piazza Cavour il primo progetto prevedeva una scalinata centrale con ai lati due moli della navigazione protesi nel lago a salvaguardia dalle inondazioni tra questi due “speroni”, a 7 metri dalla riva, dovevano salire dal lago delle paratoie scorrevoli. Attorno ai due moli, rialzati rispetto alla strada dei muretti che raggiungeranno alla testa i fatidici 200,30 ovvero 1,60 m dal piano della strada. Barriere fisse erano previste davanti alla piazza per esondazioni di portata minore, tenendo sempre presente un rialzo del piano di calpestio di 12-13 cm.
«Qui non si capisce – ha spiegato Lucini – a quale quota saranno le difese dato che su alcune tavole è segnata la quota di 199,60 e su altre 199,30».
La pendenza sulla passeggiata verso il lago sarà del 2-3 per cento.
Ma il progetto originale ha subito una modifica di cui non v’è traccia in deliberazioni ufficiali, «mi rifiuto di credere che la Giunta non ne sappia nulla» ha recisamente affermato Lucini, tranne che per un passaggio all’Amministrazione provinciale per un parere che ha portato alla modificazione principalmente di alcune fioriere.
Le principali modifiche sono intercorse su piazza Cavour, dove è stato eliminato il Mose comasco a favore di una serie di paratoie mobili sul marciapiede del lungolago, e nel’ultimo tratto di lungo Trento, quello incriminato per la costruzione del muro.
Da una prima ipotesi che prevedeva il susseguirsi dal punto più basso di una paratoia di 18 m, 30 m di muro (la cui testa doveva essere ad 1,30 m sul livello della strada), e una doppia alternanza di 6 m di paratoie con altri 30 m di muro (nell’ultima parte un murettino di 20 cm), si è passati a 10 m di paratoia, 30 m di muro (la cui testa sarà quindi più alta essendo più vicina al lato più basso), 10 di paratoia e 66 di muro. Inoltre la pendenza non sarà più distribuita su tutta la larghezza della passeggiata bensì nella parte con i filari di alberi, raggiungendo quasi il 5 per cento, mentre la parte senza sarà in piano.
Dal dibattito è emersa la preoccupazione dei cittadini per quanto riguarda la falda e le mancata protezione di altri luoghi della città dove esce il lago come la zona dell’hangar.
La falda defluisce normalmente verso il lago ma troverà lo sbarramento delle palancole. Per questo è stata prevista una trincea per permettere all’acqua di defluire ai lati e di essere pompata altrove.
Proposte diverse si sono accavallate per vedere come uscire dalla situazione di impasse creata dal Comune denunciando anche il mancato fermo dei lavori che proseguono incessantemente. [MIchele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di mercoledì 14 ottobre 2009

cernezziNotevole nella seduta di mercoledì 14 ottobre la confessione di Stefano Bruni: «Di urbanistica continuo a non capire nulla». Questa la disarmante dichiarazione del sindaco di Como fatta forse – si spera – in modo ironico .

«Vorrei ricordare che è depositata presso la presidenza del Consiglio una mozione di sfiducia al sindaco – ha affermato Mario Molteni, Per Como, nelle preliminari all’assemblea di mercoledì 14 ottobre – per chi sia così liberale da permetterci di discutere così da dare voce non solo alla minoranza ma anche alla città intera». Il consigliere ha poi riproposto il tema delle strisce pedonali cancellate a Monte Olimpino «i cittadini sono disposti a fare loro il lavoro e se dovesse mancare la vernice a raccogliere i sordi necessari per comprarla».
«Cosa si sta andando avanti a fare nel cantiere delle paratie? – ha chiesto Mario Lucini, Pd – la magistratura e gli uffici non hanno bloccato i lavori che spero non pregiudichino le future varianti».
Dopo il sollecito al controllo della variante urbanistica di Borgovico, una richiesta già fatta in aula, ha poi attaccato la Regione Lombardia «è scandaloso che si esprima sul mantenimento del monoblocco del S. Anna [chiedendone l’abbattimento], dopo avere approvato i tre stecconi più alti del monoblocco stesso». «Spero non si sia di nuovo pronti a chinare il capo ai soprusi della Regione che certamente, checché ne dica il sindaco o Formigoni, non ci vuole bene» ha quindi concluso il consigliere.
Vittorio Mototla, Pd, ha denunciato l’assenza di luce in molte strade la sera, particolarmente per Sagnino, chiedendo se è il Comune moroso con l’azienda Il sole o se quest’ultima stia ottemperando o meno al contratto.
Il consigliere democratico ha poi nuovamente chiesto una recinzione per il cippo ai caduti di Ponte Chiasso e condannato la nuova legge sulla limitazione della circolazione delle auto immatricolate come euro 0 definita come «ingiusta e illegittima».
Sul deposito delle firme per la mozione di sfiducia è quindi nata una querelle fra Marcello Iantono, Pd, e il segretario generale del Comune Fabiano, che ha trasmesso una lettera in proposito ai consiglieri, «viene negato l’esercizio delle nostre funzioni e prerogative» ha scandito a gran voce il consigliere.
Sul traffico causato dai lavori di asfaltatura per il Giro di Lombardia è intervenuto Alessandro Rapinese, Area 2010, raccogliendo le scuse del sindaco che si è giustificato con l’impossibilità di effettuare lavori notturni data l’ondata di freddo che ha investito la città.
Insediatasi l’assemblea sono stati affrontati gli emendamenti al Piano casa presentati principalmente dalle opposizioni, solo uno, poi passato, è stato proposto dalla Lega per dare a tutti uno sconto sugli oneri di urbanizzazione.
Le minoranze si sono viste approvare delle modifiche per maggiore chiarezza del testo e la tutela anche delle piccole aree lasciate libere nel progetto iniziale all’interno dell’Oasi del Bassone.
Tutte le altre proposte tendenti ha mettere ulteriori vincoli, o a sottolineare la sicurezza sul lavoro nei cantieri, sono state bocciate.
Minoranze che si sono poi presentate in ordine sparso al voto finale, con diverse posizioni non ricomposte all’interno dei vari gruppi divisi fra astensione e voto contrario, espresso da Rapinese, Molteni, Mottola e Donato Supino, Prc, mentre la delibera è passata con l’approvazione compatta della maggioranza.
Soddisfatto il sindaco Stefano Bruni per la prima volta nelle veci di assessore all’urbanistica, «un settore di cui non sapevo nulla e che ho dovuto studiare e di cui continuo a non capire nulla», ha detto forse in maniera ironica.
Dopo una pausa di sospensione chiesta delle minoranze il Consiglio ha proseguito i lavori, senza aspettare il rientro dei consiglieri usciti che in parte stizziti hanno poi abbandonato la seduta, approvando l’intitolazione come Spazio culturale cavalier Antonio Ratti dell’ex chiesa di S. Francesco. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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