Incontro Pd antiparatie venerdì 16 ottobre

murosoloPiù di cento persone hanno partecipato alla serata di presentazione del Progetto paratie e delle sue varianti organizzata dal Partito democratico all’Auditorium don Guanella a Como venerdì 16 ottobre.

Moderatore dell’incontro è stato il segretario cittadino Stefano Legnani che, ricordando la nascita dell’opera già con la Giunta Meda, ha subito dato la parola a Mario Lucini, consigliere comunale e presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Cernezzi, che con l’apporto delle tavole dell’opera.
Il consigliere ha cominciato spiegando il progetto originale prima di affrontare la famosa variante che ha determinato l’edificazione dell’ormai famoso muro.
Piazza Cavour è a 198,57 metri su livello del mare e le paratie sono progettate per difendere fino a 200,30 (nel ’76 il lago è arrivato a 199,90, nell’87 a 200, nel ’93 a 200,01 e nel ’08 a 198,97, solo per citare alcune esondazioni).
Partendo da est a S. Agostino sparirà l’alaggio delle barche all’interno del molo, per lasciare spazio ad una scalinata su terreno di riporto dalla difficile pendenza per cui sorgono dubbi di stabilità. Sull’attuale passeggiata da poco più a nord dell’ingresso sul molo a sud, dopo una barriera fissa in metallo alta 65 cm per 12 m di lunghezza, saranno poste ogni 3 metri delle colonne, bitte, alte 75 cm, tra cui, in caso di necessità, verranno alzate manualmente delle paratoie alte 70 cm.
Proseguendo, attorno al bar posto dinanzi alla stazione delle Ferrovie Nord, l’attuale ringhiera si trasformerà in un muro di 1 metro e in lungo Lario Trieste, davanti ai filari di alberi, si comincerà con un muretto di 30-40 cm con cespugli che raggiungerà, davanti al Terminus i 120-140 cm dall’attuale sede stradale, interrotto da paratoie a ventola.
«Un dato curioso è che tutte le sezioni allegate al progetto – ha spiegato Lucini – sono state fatte in prossimità delle paratoie, salvo l’ultima sulla variante, non ne sono state approntate con i muri di sbarramento».
Per piazza Cavour il primo progetto prevedeva una scalinata centrale con ai lati due moli della navigazione protesi nel lago a salvaguardia dalle inondazioni tra questi due “speroni”, a 7 metri dalla riva, dovevano salire dal lago delle paratoie scorrevoli. Attorno ai due moli, rialzati rispetto alla strada dei muretti che raggiungeranno alla testa i fatidici 200,30 ovvero 1,60 m dal piano della strada. Barriere fisse erano previste davanti alla piazza per esondazioni di portata minore, tenendo sempre presente un rialzo del piano di calpestio di 12-13 cm.
«Qui non si capisce – ha spiegato Lucini – a quale quota saranno le difese dato che su alcune tavole è segnata la quota di 199,60 e su altre 199,30».
La pendenza sulla passeggiata verso il lago sarà del 2-3 per cento.
Ma il progetto originale ha subito una modifica di cui non v’è traccia in deliberazioni ufficiali, «mi rifiuto di credere che la Giunta non ne sappia nulla» ha recisamente affermato Lucini, tranne che per un passaggio all’Amministrazione provinciale per un parere che ha portato alla modificazione principalmente di alcune fioriere.
Le principali modifiche sono intercorse su piazza Cavour, dove è stato eliminato il Mose comasco a favore di una serie di paratoie mobili sul marciapiede del lungolago, e nel’ultimo tratto di lungo Trento, quello incriminato per la costruzione del muro.
Da una prima ipotesi che prevedeva il susseguirsi dal punto più basso di una paratoia di 18 m, 30 m di muro (la cui testa doveva essere ad 1,30 m sul livello della strada), e una doppia alternanza di 6 m di paratoie con altri 30 m di muro (nell’ultima parte un murettino di 20 cm), si è passati a 10 m di paratoia, 30 m di muro (la cui testa sarà quindi più alta essendo più vicina al lato più basso), 10 di paratoia e 66 di muro. Inoltre la pendenza non sarà più distribuita su tutta la larghezza della passeggiata bensì nella parte con i filari di alberi, raggiungendo quasi il 5 per cento, mentre la parte senza sarà in piano.
Dal dibattito è emersa la preoccupazione dei cittadini per quanto riguarda la falda e le mancata protezione di altri luoghi della città dove esce il lago come la zona dell’hangar.
La falda defluisce normalmente verso il lago ma troverà lo sbarramento delle palancole. Per questo è stata prevista una trincea per permettere all’acqua di defluire ai lati e di essere pompata altrove.
Proposte diverse si sono accavallate per vedere come uscire dalla situazione di impasse creata dal Comune denunciando anche il mancato fermo dei lavori che proseguono incessantemente. [MIchele Donegana, ecoinformazioni]

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