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Dal petrolio alle energie rinnovabili a Sbilanciamoci!

sbilanciamoci«Solo cambiando aree di investimento non passeremo dalla dipendenza del petrolio a quella di tecnologie per la produzione di energie rinnovabili e questa può essere una via per combattere la crisi» secondo Roberto Romano di Sbilanciamoci!

Gli indicatori economici nazionali hanno senso solo se sono inseriti nel panorama europeo  e in Italia la crisi, vista con questi parametri, si rivela essere più grande e sfuggente.

Dal 1995 al 2008 infatti il Pil italiano è diminuito del 12 per cento e non si è riusciti ad agganciare il trend europeo.

«Si dice che la ragione sia un investimento insufficiente delle imprese – ha spiegato Roberto Romano di Sbilanciamoci! – , ma questo non è vero: gli investimenti sono stati cospicui, ma non si sono tradotti in crescita e occupazione e questo è dovuto al fatto che mentre la specializzazione europea ha privilegiato la produzione di beni strumentali ad alta tecnologia, l’Italia è rimasta ancorata ai beni di consumo».

E la produzione di beni strumentali porta con sé buon lavoro e high tech come conseguenza di investimento in ricerca e con maggiore reddito da lavoro, che in questo caso è ad alta specializzazione.

Una produzione basata sui beni di consumo, come quella dell’Italia (e fra i beni di consumo ci sono anche i mobili, il tessile e le automobili…) risente maggiormente i contraccolpi della crisi, periodo in cui la domanda non può che contrarsi.

«In Italia ogni incentivo per la protezione ambientale si traduce in “lavoro buono” fuori dall’Italia – ha continua Romano – a causa del nostro tessuto produttivo vecchio e inadeguato che non riesce ad agganciare il cambiamento. Nel prossimo futuro la domanda per le tecnologie ambientali potrà arrivare fino al 15 – 20 per cento del Pil e l’Italia in questo campo non ha nessuna competenza perché nessuna competenza ha accumulato nel pregresso.»

Se non produciamo tecnologie per energie alternative queste ci costeranno di più.

«La via per uscire dalla crisi non può che essere quindi quella di investire in energie rinnovabili – ha concluso Romano – dal momento che la domanda è già nel sistema, ma l’offerta viene solo dall’estero. Se non ci pensiamo subito passeremo dalla dipendenza dal petrolio a quella di tecnologie per la produzione di energie rinnovabili».

Un nuovo stato sociale per l’economista Fumagalli

sbilanciamoci«Due concezioni di welfare si confrontano – così Andrea Fumagalli  dell’Università di Pavia al Forum Sbilanciamoci! – quella demoliberale dello stato sociale minimo, con anche il contributo del singolo, alla Blair, che ha sostituito quella universalistica introdotta alla fine della Seconda guerra mondiale».

Per lo studioso, i partiti della sinistra sono rimasti al palo sull’analisi della crisi senza capacità propositiva, salvo il tentativo di gestione dell’immediato. Ricordando le politiche keinesiane degli anni ’30 del secolo scorso per uscire dalla Grande crisi ha poi sottolineato la mancanza di dibattito e analisi sulle scelte da attuare per uscire da quella attuale.

Di qui Fumagalli ha mosso verso la proposta di un welfare differente, che intervenga sulla distribuzione diretta del reddito e non su una redistribuzione a posteriori dello stesso, con uno spirito universalistico come con l’introduzione di un reddito minimo per tutti di mille euro al mese.

Paolo Beni interviene a Sbilanciamoci!

sbilanciamoci«Gli effetti della crisi si esplicano in un contesto di squilibri economici e sociali fra le varie parti d’Italia – ha detto il presidente nazionale Arci Paolo Beni intervenendo al Forum di Sbilanciamoci!– inasprendo in situazioni già precarie lo scollamento sociale con un vero e proprio imbarbarimento culturale».

Per Beni è urgente contenere gli effetti della crisi finanziando lo stato sociale usando la leva fiscale: «è fondamentale investire in diritti e reti sociali e creare un welfare strumento di partecipazione» per dare una prospettiva alla società italiana dal momento che «le persone hanno bisogno di un’altra visione di idea di società».

Mercoledì 9 settembre Libera stampa

Ai cittadini democratici di Como, ai mezzi di informazione comaschi. Sabato 19 settembre la società italiana è invitata dalla Federazione Nazionale della Stampa a mobilitarsi a difesa di principi e valori irrinunciabili, primo tra tutti la libertà di informazione. Anche Como deve manifestare!

A quanti hanno a cuore tale pilastro della democrazia, richiamato dalla Costituzione repubblicana (art. 21) e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, è data l’occasione di testimoniare il proprio sdegno di fronte agli ultimi avvenimenti.
Gli attacchi di questi giorni, infatti, alla stampa nazionale e internazionale e le azioni giudiziarie intraprese dal presidente del Consiglio costituiscono una concreta minaccia alla libera manifestazione delle opinioni e al diritto/dovere dei media di porre domande e di cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee.
La reazione della pubblica opinione, apparsa tiepida e inadeguata ormai da troppo tempo, deve sapersi organizzare in una grande mobilitazione civile.
La posta in gioco è molto alta.
La storia insegna quanto sia caro il prezzo pagato dalle comunità cui sono stati limitati la libera circolazione delle idee e il dissenso.
Per dar vita nella nostra città ad un momento di costruttivo confronto su questi temi e per fissare i termini della mobilitazione del 19, siete tutti invitati mercoledì 9 settembre, alle ore 20,30, nella sala Noseda della Camera del lavoro di Como in via Italia Libera 23.

È in corso la raccolta di adesioni alla manifestazione del 19 settembre. Chiunque, a titolo personale o in rappresentanza di un’associazione, di un gruppo o altro, intenda partecipare contatti Alessandro Tarpini, Bruno Saladino, Marcello Molteni o ecoinformazioni.

Info: Bruno Saladino 338.6004019.

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

L’orizzonte della sinistra lariana

Duecentocinquanta presenze complessive al forum Nel cuore della sinistra organizzato dall’Associazione per la sinistra alla Cascina Massée il 10, 11 e 12 luglio.
Le salamelle, come nella tradizione delle feste, ci sono state. Ma, contrariamente all’oleografia di tante stanche rappresentazioni nostalgiche di sé offerte dalla sinistra lariana negli ultimi anni, esse non sono state il clou, piuttosto il contorno di una tre giorni che è sembrata più simile ad un forum sociale nello stile del movimento altermondialista che ad una rituale festa di partito. E d’altra parte già in apertura Giuseppe Calzati aveva chiarito che l’Associazione per la sinistra non è un partito, non diventerà un partito, ma vuole creare le condizioni perché un partito della sinistra unita e plurale esista.
La tre giorni si è concentrata con relazioni e partecipati dibattiti nel definire l’orizzonte in cui tale costruzione potrebbe essere possibile, il contesto ideale e delle idee politiche che possono costituire, superata la fase delle oligarchie contrapposte di partitini autocentranti, i territori nei quali la storia, il presente ed il futuro della sinistra potrà avere un senso. Significativo è che agli interventi brevissimi (una vera innovazione) a nome degli organizzatori di Calzati e Nicoletta Pirotta, introdotti dal saluto di Luigino Nessi, sia seguita la relazione di Thierno Gaye sul tema dei diritti dei migranti visti come diritti di tutti o di nessuno.
A chiudere la prima serata, in piena correlazione con gli interventi, è stato il gruppo teatrale Ibuka amizero con il toccante spettacolo Sogni clandestini, dedicato alle tragedie delle migrazioni.
Al mattino di sabato i lavori si sono concentrati sul tema della precarietà del lavoro e la crisi economica con una tavola rotonda introdotta da Ivan Lembo e coordinata da Danilo Lillia dell’Arci a cui hanno partecipato Osvaldo Squassina e Cristina Tajani. Nel pomeriggio il forum ha presentato il dibattito Semi di giustizia nel quale l’intervento di Lisa Clark e quelli di Stefano Frisoli, Luca Rassu, Marco Servettini e Giuseppe Leoni, coordinati da Massimo Patrignani, hanno permesso di intravedere la possibilità che le nicchie di resistenza presenti in vari settori della società diventino attori consapevoli della trasformazione politica necessaria e urgente per contrastare l’economia dominante, l’ingiustizia planetaria e la crisi biofisica del pianeta.
Dopo le salamelle di ordinanza, la serata si è conclusa con l’intervento musicale delle Sorelle Manetta.
Nell’ultima giornata, domenica 12 luglio, si è trattato di Democrazia e Costituzione con una intervista video a Gustavo Zagrebelski a cui sono seguite le relazioni di Licia Badesi e Grazia Villa coordinate da Gianfranco Giudice.
Poi tutti a pranzo insieme all’Unione circoli cooperativi di Albate dove la sinistra c’è dal 1901 un esempio per chi fa politica ora.
L’intero forum della sinistra comasca può essere seguito sul sito http://www.altracomo.it.
cuoresinistraDuecentocinquanta presenze complessive al forum Nel cuore della sinistra organizzato dall’Associazione per la sinistra alla Cascina Massée il 10, 11 e 12 luglio.
Le salamelle, come nella tradizione delle feste, ci sono state. Ma, contrariamente all’oleografia di tante stanche rappresentazioni nostalgiche di sé offerte dalla sinistra lariana negli ultimi anni, esse non sono state il clou, piuttosto il contorno di una tre giorni che è sembrata più simile ad un forum sociale nello stile del movimento altermondialista che ad una rituale festa di partito. E d’altra parte già in apertura Giuseppe Calzati aveva chiarito che l’Associazione per la sinistra non è un partito, non diventerà un partito, ma vuole creare le condizioni perché un partito della sinistra unita e plurale esista.
La tre giorni si è concentrata con relazioni e partecipati dibattiti nel definire l’orizzonte in cui tale costruzione potrebbe essere possibile, il contesto ideale e delle idee politiche che possono costituire, superata la fase delle oligarchie contrapposte di partitini autocentranti, i territori nei quali la storia, il presente ed il futuro della sinistra potrà avere un senso. Significativo è che agli interventi brevissimi (una vera innovazione) a nome degli organizzatori di Calzati e Nicoletta Pirotta, introdotti dal saluto di Luigino Nessi, sia seguita la relazione di Thierno Gaye sul tema dei diritti dei migranti visti come diritti di tutti o di nessuno.
A chiudere la prima serata, in piena correlazione con gli interventi, è stato il gruppo teatrale Ibuka amizero con il toccante spettacolo Sogni clandestini, dedicato alle tragedie delle migrazioni.
Al mattino di sabato i lavori si sono concentrati sul tema della precarietà del lavoro e la crisi economica con una tavola rotonda introdotta da Ivan Lembo e coordinata da Danilo Lillia dell’Arci a cui hanno partecipato Osvaldo Squassina e Cristina Tajani. Nel pomeriggio il forum ha presentato il dibattito Semi di giustizia nel quale l’intervento di Lisa Clark e quelli di Stefano Frisoli, Luca Rassu, Marco Servettini e Giuseppe Leoni, coordinati da Massimo Patrignani, hanno permesso di intravedere la possibilità che le nicchie di resistenza presenti in vari settori della società diventino attori consapevoli della trasformazione politica necessaria e urgente per contrastare l’economia dominante, l’ingiustizia planetaria e la crisi biofisica del pianeta.
Dopo le salamelle di ordinanza, la serata si è conclusa con l’intervento musicale delle Sorelle Manetta.
Nell’ultima giornata, domenica 12 luglio, si è trattato di Democrazia e Costituzione con una intervista video a Gustavo Zagrebelski a cui sono seguite le relazioni di Licia Badesi e Grazia Villa coordinate da Gianfranco Giudice.
Poi tutti a pranzo insieme all’Unione circoli cooperativi di Albate dove la sinistra c’è dal 1901 un esempio per chi fa politica ora.
L’intero forum della sinistra comasca può essere seguito sul sito http://www.altracomo.it.

I Consiglio comunali di Como del 7 e 8 aprile 2009

Nei consigli comunali di lunedì 6 e martedì  e 7 aprile si è aperta la discussione sul Bilancio comunale. Ma gatti denuncia: «A pagina 48 del Bilancio è scritto di attuare un maggiore coordinamento fra polizia locale e altre forze dell’ordine per evitare nei parchi pubblici assembramenti di extracomunitari». 

 

Polemiche sulla chiusura festiva per il 25 aprile ed il Primo maggio. Pasquale Buono, Fi: «In quale città turistica nei giorni festivi si trova tutto chiuso? Non è un bel biglietto da visita». «Per le due festività c’è un regolamento regionale – ha ribadito Donato Supino, Prc – se si vuole fare qualcosa di più deve essere una cosa condivisa».

Un minuto di silenzio, chiesto dalla consigliera Silvia Magni, Pd, è stato osservato per le vittime del terremoto in Abruzzo.

L’occasione del Bilancio comunale permette di dare voce sulla politica economica e sociale cittadina a tutti i consiglieri, «se non ora quando noi peones della politica possiamo far sentire la nostra voce» ha chiaramente dichiarato Bruno Saladino, Pd. Infatti le domande di chiarimento e la discussione, che prevede 30 minuti di intervento per consigliere, danno modo soprattutto agli esponenti delle minoranze di esprimere il proprio parere sugli indirizzi del governo cittadino.

I membri della maggioranza, salvo la Lega, sono stati per il momento restii a esprimersi, anche a favore, della deliberazione di Bilancio. Alcune riunioni prima dei consigli hanno visto dibattiti accesi fra i consiglieri che sostengono la Giunta Bruni che non si sono presentati in massa per la discussione del documento principale dell’amministrazione comunale tanto che il 7 aprile ad una verifica del numero legale richiesta da Mario Lucini, Pd, si sono trovai in aula, compreso l’esponente del Pd, solo in 22.

Una querelle sulla consegna di alcuni documenti, aperta dalle minoranze, è sorta nel copro delle due serate ed è stata chiarita solo nella seconda con la disponibilità alla consegna quanto prima.

Dalle opposizioni è stato rilevato come il bilancio sia legato alla vendita delle Ticosa «le risorse non ci sono» ha detto Vittorio Mottola, Pd.

«Si potrebbero rinegoziare i mutui» ha proposto Mario Molteni, Per Como, a cui ha risposto Domenico Serrentino, Fi, «verrebbero cambiati solo con la vendita della Ticosa e quindi verso la fine dell’anno non permettendo di avere introiti per finanziare opere».

Tutto è quindi legato all’area dell’ex Tintoria comense che non dovrebbe essere venduta questo autunno. Soldi, se arrivano, «di cui potremmo disporre solo negli ultimi tre mesi dell’anno» ha sottolineato Lucini. Infatti sono previste alienazioni come quella dell’asilo di via San Bernardino «proprio quando verrà fatto un nuovo insediamento all’ex Consorzio, dove andranno allora i bambini dei futuri residenti?» si è chiesto Lucini.

Una situazione aggravata dal fatto, per Dario Valli di Area 2010, che «stiamo prevedendo solo opere manutentive e riparative, senza un progetto più grande».

In attesa di una svolta, Supino ha parlato anche di lavori socialmente utili per superare la crisi. Il consigliere comunista si è detto pronto ad accantonare le molte riserve sul bilancio «se ci fosse un aiuto sostanziale alle famiglie».

Sulla futura erogazione dei contributi anticrisi ha chiesto chiarimenti Franco Fragolino, Pd, «sarà come il bonus regionale attribuito solo, per gli stranieri, a chi è in possesso della carta di soggiorno e non il permesso di soggiorno, per cui è in corso un ricorso al Tar».

Sui buoni scuola stanziati dal Consiglio comunale e eliminati dal bilancio, i fondi da loro destinati sono stati inglobati nei 500mila euro anticrisi, è ritornata Roberta Marzorati, Per Como, «Come possiamo dire alla gente che il Consiglio comunale non è sovrano?». Sulla riforma Gelmini poi la consigliera ha aggiunto «diminuendo il tempo scuola, tranne in via Fiume, il periodo pomeridiano verrà sostituito con il doposcuola a pagamento un aggravio per le famiglie».

Di opere annunciate già dal bilancio dell’anno scorso, e non fatte, hanno parlato sia Magni che Lucini, per la ristrutturazione del centro civico di Albate.

Il Politeama è stato citato da Emanuele Lionetti, Lega, che ha anche auspicato la depurazione e la balneabilizzazione del primo acino del lago.

Critiche al piano di alienazione del patrimonio immobiliare comunale sono giunte da Bruno Magatti, Paco, contrario alla vendita delle proprietà residuali di condominio «contro la ghettizzazione dell’edilizia residenziale pubblica». Il consigliere ha infatti sostenuto «una ridistribuizione all’interno di strutture di maggiore qualità e diversa composizione sociale».

«Evitiamo almeno cadute di tono – ha poi aggiunto – quando per la sicurezza a pagina 48 del bilancio è scritto di attuare un maggiore coordinamento fra polizia locale e altre forze dell’ordine per evitare nei parchi pubblici assembramenti di extracomunitari. Cosa si farà per le badanti moldave che si trovano nei giardinetti lungo le mura?»

La discussione non è ancora finita d è stata rimandata a giovedì 16 aprile agli atti resterà una frase di Saladino «Per che cosa verrà ricordato il sindaco Bruni, primo sindaco del nuovo secolo?». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Tettamanti: “In Provincia Forza Italia sta col mattone”

Forza Italia rimane da sola a Villa Saporiti mentre opposizioni e il resto della maggioranza abbandonano l’aula.

Si è fatta accesa la discussione su un ordine del giorno proposto dal partito azzurro sullo stato di attuazione dei Piano generale del territorio da parte dei Comuni.
La discussione e le liti sono nate da un passaggio del documento che sottolineava la grave situazione economica e la crisi del settore edilizio. Un passaggio che ai più faceva pensare ad un velato tentativo di incentivo verso la cementificazione del territorio.
«Forza Italia si è dimostrata come la componente della maggioranza più sensibile al mattone – ha dichiarato Renato Tettamanti, Prc – tanto da identificare la crisi solo con quella del settore edilizio».
Contrarietà sorta anche dal tentativo di convocare una conferenza dei sindaci prima ancora di aprire una discussione nell’assemblea e commissioni competenti.

Il Consiglio comunale di Como del 13 marzo 2009

cernezzi1Sostegno alle famiglie in difficoltà. Il Consiglio comunale di giovedì 13 marzo approva all’unanimità una mozione presentata dalla lista per Como. Astenuto il sindaco.

«Siamo in ritardo od in linea con i tempi per la stesura del nuovo appalto sulla raccolta dei rifiuti?» ha chiesto all’assessore Peverelli Vittorio Motola, Pd, in previsione della scadenza di quello vecchio il 30 aprile, nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 12 marzo.
Subito dopo Alessandro Rapinese, Area 210, ha sottolineato l’applicazione parziale delle opere per ‘esecuzione di Agenda 21, il programma delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile, a cui Palazzo Cernezzi ha aderito.
Luigi Bottone, Udc, ha invece ricordato che gli ausiliari del traffico no possono fare multe in zone che non siano quelle delle “strisce blu” ed ha chiesto che nel prossimo bilancio si trovino i fondi necessari per una riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso.
La seduta è così iniziata con la discussione di una mozione anticrisi, di sostegno alle famiglie in difficoltà, proposta dal gruppo Per Como.
Roberta Marzorati, Per Como, ha presentato la proposta: «l’immediata revisione delle tariffe a carico dei cittadini per i servizi a pagamento strettamente correlati al reddito Isee fin dal sorgere dello stato di precarietà». Non più quindi domande per asili e mense con una certificazione riferita agli anni precedenti ma un cambiamento di fascia appena interviene una situazione di difficoltà.
La maggioranza, per bocca del capogruppo di Fi, ha proposto di rinviare tutto ad un futuro consiglio per poter arrivare ad un documento congiunto, o di discuterne durante il prossimo Consiglio comunale aperto sulla crisi del 3 aprile.
«È una mascalzonata istituzionale» ha affermato a gran voce Mario Lucini «questo Consiglio è stato convocato appositamente per affrontare questo argomento», la proposta è stata così recisamente respinta dai proponenti che hanno ricordato che era già iscritta da dicembre e non aveva senso rimandarla ulteriormente.
Dopo consultazioni la maggioranza ha quindi deciso di affrontare l’argomento e proporre degli emendamenti. Delle modifiche accolte quasi completamente dalle minoranze, tranne uno non accolto. Le stesse minoranze hanno subemendato la propria proposta senza incontrare il favore ella maggioranza.
All’unanimità il testo è stato quindi approvato con la sola astensione del sindaco. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Moni Ovadia lunedì 16 marzo al Sociale

Lunedì 16 marzo alle 21 al Teatro Socile di Como Moni Ovadia presenterà Rabinovich e Popov, uno spettacolo per la Pace. L’esibizione comasca di uno dei più attivi paladini dell’antirazzismo è frutto dell’adesione dell’artista al progetto dell’associazione Silvano Saladino impegnata al mantenimento del Posto di primo soccorso e centro sanitario di Emergency di Darband in Afganistan. È stato presenta alla stampa venerdì 14 marzo l’iniziativa dell’associazione Silvano Saladino che ha invitato Moni Ovadia a Como al Teatro Sociale lunedì 16 marzo alle 21 che animerà Rabinovich e Popov, uno spettacolo per la Pace. Bruno Saladino, Fabio, figlio di Silvano Saladino, e un rappresentante di Emergency hanno illustrato alla stampa l’attività svolta dal posto di Primo soccorso di Emergency di Darband in Afganistan. Il centro sanitario edificato interamente grazie all’impegno dell’associazione Silvano Saladino onlus ha svolto nel 2008 quasi 7000 visite ambulatoriali rivolte per il 31 per cento a bambini e per il 32 per cento a donne. La struttura consta di quattro stanze principali, corridoio centrale e servizi igienici è attiva grazie al lavoro di quattro infermieri e due addetti all’amministrazione. La scelta di Moni Ovadia, che offre del tutto gratuitamente la sua collaborazione, per lo spettacolo di lunedì 16 marzo (biglietti 25 euro, ridotto 15) è perfettamente inserita nello spirito dell’associazione che è impegnata, attuando la volontà di Silvano Saladino, la cooperazione internazionale in una delle parti più difficili del pianeta. Anche lo scrittore, attore e musicista Ovadia infatti è costantemente attivo come Emergency contro la guerra e l’ingiustizia globale impegnandosi nel nostro paese in un’essenziale battaglia culturale e politica contro razzismo, xenofobia, sottoculture delle destre violente e guerrafondaie. Oltre all’attività di sostegno all’operato di Emergency in Afghanistan, l’associazione ha intenzione di creare una borsa di studio per avvocati praticanti che abbiano dato tesi sul diritto del lavoro, il campo in cui operava Silvano Saladino. Per informazioni tel. 031.268002.

Cristiani di base su Laicità e sacro

Le Comunità cristiane di base, attive anche nel territorio lariano, nel documento che riportiamo integralmente prendono posizione sul  “caso Eluana”.

« Non conosce limiti il violento accanimento etico contro la libera scelta di Eluana, testimoniata con grande senso di responsabilità civica e con limpida trasparenza dal padre di lei. Il decreto urgente del governo in aperta sfida al parere contrario espresso dal Capo dello Stato apre un grave conflitto istituzionale, mentre l’intromissione delle gerarchie ecclesiastiche che approvano la scelta del governo ed esprimono un giudizio negativo verso la mancata firma del Presidente della Repubblica porta al rischio di una crisi fra la Santa Sede e lo Stato Italiano. Quei cattolici che considerano la democrazia la migliore delle forme di governo possibile non possono restare in silenzio di fronte a questo pericolo concreto di una degenerazione del sistema democratico nel nostro Paese e di uno slittamento della Chiesa verso il fondamentalismo più radicale e distruttivo. Ci sono voluti quattrocento anni perché un papa, Wojtyla, riconoscesse che Galileo fu “sincero credente più perspicace dei suoi avversari teologi (cardinali e papi) in campo etico”. Si dovrà aspettare altrettanto perché sia riconosciuto come animato da spirito evangelico il grande illuminato amore per la vita insito nella scelta di Eluana e di suo padre e perché sia scoperta la miopia fondamentalista dei loro avversari?»

Le Comunità cristiane di base italiane

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza