Anno: 2016

Le fotografie di Rodčenko al LAC di Lugano

Il nuovo centro LAC – Lugano Arte Cultura, superata la fase di avviamento con la grande eco dell’inaugurazione, presenta la seconda serie di mostre, mentre è ormai avviata la stagione concertistica e teatrale con nomi di grande risonanza.

Nel grande edificio affacciato sul lago, nell’arco dell’ultimo mese sono state inaugurate tre mostre. Quella che si annuncia di maggiore richiamo è dedicata ad Aleksandr Rodčenko, figura centrale dell’avanguardia sovietica della prima metà del Novecento e grande innovatore del linguaggio fotografico. Alcune immagini da lui prodotte, in effetti, si sono stabilmente insediate nell’immaginario di successive generazioni: il ritratto ravvicinato della madre con gli occhiali, per esempio, o le vedute da sotto in su della scala antincendio. “Costruttivista” dell’immagine per antonomasia, Rodčenko è in realtà molto di più, e il merito della mostra luganese che presenta un’ampia selezione di materiali provenienti dalla Casa della Fotografia di Mosca (con la più vasta raccolta al mondo di immagini dell’autore), è proprio quello di non fermarsi all’ovvio e di presentare le molte sfaccettature di questa variegata personalità, compreso il tormentato rapporto con il potere sovietico, rapidamente passato dagli slanci rivoluzionari alla chiusure dell’era staliniana.

Se le prospettive insistite dal basso verso l’alto (a volte provocatoriamente rovesciate, per sovvertire la logica della visione banale), i tagli diagonali, le inquadrature che “sfondano” i margini del quadro sono il contributo più conosciuto di Rodčenko alla sintassi moderna dell’immagine, ci sono anche delicate e sognanti riprese del teatro e del circo, realistiche documentazioni del duro lavoro (per esempio, nella magistrale serie dedicata alla costruzione dell’imponente canale dal Mar Bianco al Mar Baltico, grande realizzazione del primo piano quinquennale sovietico), ritratti diversificati nell’approccio (da quelli famosissimi di Vladimir Majakovskij e Lilja Brik, a quelli meno noti di altri scrittori e attrici).

Ancora più interessante è la presentazione dell’“uso” delle fotografie da parte di Rodčenko, che fu, oltre che fotografo e pittore, anche grafico. Si capisce così che molte immagini trovano nel loro obiettivo comunicativo finale la loro ragion d’essere, e che il fotografo componeva molto spesso l’inquadratura giù pensando alla “gabbia” dell’impaginazione finale. È abbastanza facile, del resto, mentre si guarda a questi bozzetti d’epoca, capire quanto della grafica attuale, anche di quella digitale, dipenda da questi generosi esperimenti fatti con forbice e colla.

La mostra, allestita al primo piano del LAC con una disposizione radicalmente diversa degli spazi rispetto a quanto già visto, presenta un ventaglio di materiali talmente ampio che chiunque può trovare motivi di interesse e riflessione. Si conclude davanti alla vetrata che esibisce il panorama del Ceresio: qui sono collocate le tre Sculture spaziali, esempio di una diversa ricerca artistica condotta parallelamente a quella fotografica. Certo, non è l’Uomo che cammina di Giacometti della precedente esposizione, ma l’effetto è comunque grandioso.

Ma al LAC, come si diceva, c’è di più. Godibilissima è la mostra di Markus Raetz (allestita al secondo piano), che gioca con i meccanismi della percezione e del linguaggio artistico. Nel continuo passaggio dai giochi ai concetti, le molte opere sono una specie di riassunto di un possibile percorso alla scoperta dell’arte. Di inarrivabile raffinatezza le sculture “ambigue” che invitano alla decodifica del significato in forme che appaiono a prima vista prive di senso.

Da non dimenticare anche l’apertura della prima parte delle collezioni permanenti, ospitate al piano -2. Di grande interesse è non solo la scelta di presentare porzioni delle collezioni attraverso l’elaborazione di percorsi tematici intorno ad alcune “parole” centrali per l’elaborazione artistica (per questa prima tranche: archetipo, natura, ritratto, linguaggio), ma anche quella di focalizzare l’attenzione sulla contemporaneità, ovvero sul valore attuale di queste opere. Incontrare i dipinti di John Constable (uno dei capisaldi della pittura di paesaggio inglese dell’Ottocento) e di Paul Klee (uno dei vertici delle avanguardie storiche del Novecento) accanto alla scultura di Pietro Consagra e alla faotografia di Balthasar Burkhard aggiunge senso a ciascuno di essi. Alcune delle opere più recenti, poi, sono di tale fascino che meritano di sicuro il viaggio (per quel che mi riguarda Tony Cragg e Lucio Fontana su tutti).

Il LAC, quindi, conferma l’ampiezza della sua offerta e ribadisce, nei fatti, la centralità della scelta culturale per la città di Lugano.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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Scale, fotografia di Aleksandr Rodčenko.

 

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L’allestimento della mostra di Rodčenko.

 

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Le Sculture spaziali sospese di Rodčenko.

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L’opera di Markus Raetz esposta nella collezione permamente.

 

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L’opera di Tony Cragg presentata nella collezione permanente al piano -2

28 febbraio/ Leggevamo leggere letture

leggevamo leggere lettureSerate di invito alla lettura di Leggevamo4libri al… bar domenica 28 febbraio alle 21 all’Ultimo caffè in via Giulini 3 a Como, per Vivere con lentezza edizione 2016.

 

«Serata libera e free senza tema particolare – spiegano gli organizzatori –. Le regole le solite: portate un libro, uno scritto, una citazione una poesia che per voi sia particolarmente significante. Leggetelo ad alta voce e condividetelo con gli altri – per i timidi vi forniremo noi una coppia di lettori Max Maipiuragnatele e Pia di FataMorgana».

Per informazioni Internet www.vivereconlentezza.it. [md, ecoinformazioni]

Video/ È il momento della Cittadella della salute

cittadellasaluteCon l’introduzione di Marco Lorenzini e le relazioni di Manuela Serrentino, Antonella Pinto, Vittorio Bosio, Marco Onofri, Bruno Magatti, Lorenzo Spallino, Antonio Muscolino e Marco Ponte si è svolto a Como il 25 febbraio nella sala del Centro civico di Camerlata, affollata di cittadini e cittadine consiglieri e consigliere comunali,  con il Consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri, operatori sanitari e esponenti del Terzo settore e dei sindacati, l’atteso incontro sulla Cittadella della salute. Presto on line l’articolo di Valeria Peverelli.

Gli interventi e il dibattito hanno confermato una sostanziale concordia tra i diversi soggetti e che il vento sembra propizio per la realizzazione del progetto fortemente voluto da un ampio arcobaleno di forze politiche e sociali. Presto on line l’articolo di Valeria Peverelli.

Già on line  sul canale di  ecoinformazioni tutti gli altri video di Valeria Peverelli.

Arci/ Libia: al primo posto la diplomazia, non le armi

armi libia«Quanti passi ci separano dall’entrata in guerra? A giudicare dagli ultimi avvenimenti sembra sempre più chiaro che l’intenzione politica è quella di supportare un’eventuale attacco armato in Libia con truppe italiane. I segnali sono tutti sotto i nostri occhi e costituiscono un grave attacco alle prerogative del Parlamento e una distorsione del dettato costituzionale. E’ noto come forze speciali dell’esercito francese siano già in azione in Libia e come gli Stati Uniti stiano pressando il nostro Governo per un appoggio incondizionato e un supporto armato per un prossimo attacco. Sbagliata quindi la decisione di concedere la base di Sigonella come punto di partenza di spedizioni di droni che, fuori da ogni finzione, sono a tutti gli effetti degli strumenti di attacco. Sbagliata la prospettiva, ormai accarezzata da più parti, di uno smembramento della Libia in tre protettorati occidentali, di cui uno spetterebbe al nostro Paese. Sbagliata l’idea di arrivare alla decisione ineluttabile di utilizzare militari italiani scavalcando di fatto il Parlamento e le sue prerogative costituzionali. L’Arci chiede al Governo di non concedere l’uso di nessuna base sul territorio nazionale per nessuna missione che non sia autorizzata dalle Nazioni Unite. Chiediamo di aprire un’ampia discussione parlamentare sul coinvolgimento dell’Italia nelle prossime campagne neocolonialiste in Libia e, più in generale, in tutta l’area mediterranea e mediorientale. Chiediamo che il Governo italiano operi in maniera responsabile verso l’apertura di una fase di confronto tra le parti coinvolte nella vicenda libica, svolgendo di fatto un ruolo di mediazione attiva che rimetta al primo posto la diplomazia e non le armi.» [Arci Nazionale]

25 febbraio/ Cittadella della salute: Il momento è ora!

s. anna napoleonaIniziativa pubblica per rilanciare il progetto di Cittadella della salute nel comparto ex S.Anna in via Napoleona, giovedì 25 febbraio
alle 17.30 nel Salone dell’ex Circoscrizione 3 in piazza Camerlata a Como. info www.cittadellasalutecomo.org.

Il comunicato che invita all’incontro del 25 febbraio.

Cittadella della salute: il momento è ora.

Giovedì 25 febbraio 2016 alle 17,30 nella sede della ex circoscrizione di Camerlata a Como.

Il futuro dell’area dell’ex Ospedale S. Anna e la riqualificazione del quartiere di Camerlata sono all’ordine del giorno nelle istituzioni e nella programmazione urbanistica della città da molti anni. Pensiamo che l’area possa divenire una struttura sanitaria sul modello della Cittadella della Salute visto come riferimento certo per i cittadini.Perché questo si realizzi è necessario garantire: la continuità assistenziale sette giorni su sette e per le 24 ore, con un punto di accesso in alternativa al pronto soccorso, attualmente utilizzato anche per situazioni di lieve o media gravità che però non trovano risposte adeguate a livello territoriale; sviluppare modalità semplificate di presa in carico dall’ospedale al domicilio e viceversa, evitando il fenomeno dell’abbandono dei soggetti al termine dell’episodio di ricovero; sviluppare programmi di prevenzione per tutto l’arco della vita, basati su conoscenze epidemiologiche; promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni. L’intervento in quest’area, che crediamo vada fatto con un approccio multidisciplinare (competenze diverse) e con un progetto sperimentale (socio-sanitario, urbanistico, ambientale, lavorativo), potrebbe garantire una riqualificazione urbanistica a tutta la zona di Camerlata e punti di accesso attrezzati al parco della Spina Verde.

Il Comitato della Cittadella della salute propone che questa ipotesi di riorganizzazione possa essere posta al confronto e alla discussione degli attuali attori del territorio affinché non si realizzi un modello calato dall’alto ma la proposta di un’idea partecipata e condivisa. Per questo i Rappresentanti del Comitato presenteranno due proposte, una socio sanitaria e l’altra urbanistica,  che verranno discusse giovedì 25 febbraio 2016 alle ore 17.30 nella sede della ex circoscrizione di Camerlata con:Direttore Generale ASST Lariana,  Dott. Marco Onofri, Direttore Socio-sanitario ASST Lariana Dott. Vittorio Bosio, Sindaco Dott. Mario Lucini, Ass. Pianificazione Urbanistica Avv. Lorenzo Spallino, Ass. Politiche Sociali Prof. Bruno Magatti

Il Comitato Cittadella della Salute

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Diritti/ La Corte costituzionale per la moschea di Cantù

di gregorioIl Partito democratico plaude alla decisione della Corte costituzionale che ha cassato la norma contro la libertà di culto delle destre xenofobe e violente al governo con Maroni alla Regione Lombardia. Il Pd sottolinea anche come negli ultimi giorni sia stata svelata la radice clientelare e oppressiva del diritto alla salute  del potere leghista e contemporaneamente il suo aspetto inaccettabilmente illiberale. Resta ora da vedere come il Comune di Cantù si muoverà per attuare il progetto della moschea di via Milano che da oggi è finalmente una concreta possibilità, superate le difficoltà poste dal provvedimento incostituzionale adottato dal governo leghista del Pirellone. Leggi nel seguito la presa di posizione di Filippo Di Gregorio, segretario del Pd di Cantù.  

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