Anno: 2025

PD/ Estrema destra a Como/ Gesto grave. Como e l’Italia non hanno bisogno di nuova propaganda razzista e suprematista

“A Como abbiamo assistito all’ennesima provocazione dell’estrema destra. Fumogeni e striscioni inneggianti la ‘remigrazione’ sono un gesto grave”. Lo fa sapere la segretaria provinciale del Partito democratico comasco, Carla Gaiani.  

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Denuncia Cgil, Cisl, Uil/ Farneticazioni violente e fasciste, oltraggio alla città/ Remigrazione ipotesi assassina di diritti, legalità persone

Quanto accaduto nella notte al Monumento ai Caduti di Como – con fumogeni e uno striscione inneggiante alla cosiddetta “Remigrazione”, cioè il rimpatrio forzato delle persone straniere – è un fatto grave. Non è goliardia, non è folklore: è propaganda razzista che usa un luogo simbolo della memoria collettiva per diffondere un messaggio di esclusione e di paura.

Il Monumento ai Caduti ricorda chi ha pagato con la vita le guerre, le dittature, le ideologie fondate sulla violenza e sulla discriminazione. Trasformarlo nel fondale di iniziative che richiamano, anche solo sul piano culturale, l’idea che alcune persone “non devono stare qui”, significa offendere quella memoria e i valori antifascisti su cui si regge la nostra Repubblica.

Dietro la parola “Remigrazione” non c’è un dibattito astratto, ma l’idea concreta di spingere fuori dal perimetro della comunità persone che da anni vivono, lavorano, studiano in Italia. È una visione incompatibile con il rispetto della dignità umana, con i diritti fondamentali e con l’articolo 3 della Costituzione, che chiede di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà ed eguaglianza, non di costruirne di nuovi.

Como è una città che conosce bene l’emigrazione e il lavoro oltre confine. Per questo sa che chi si sposta in un altro Paese lo fa quasi sempre per necessità, per cercare un futuro migliore, non per capriccio. Il migrante non è un problema, non è un’emergenza per definizione: il vero problema nasce quando mancano politiche serie di accoglienza, integrazione, casa, scuola, lavoro regolare e sicuro. È l’assenza di scelte responsabili che crea tensioni, non la presenza in sé di persone straniere.

In un Paese attraversato da un pesante “inverno demografico”, con nascite in calo e interi settori produttivi che faticano a trovare personale, ignorare il contributo di chi viene da altri Paesi è semplicemente miope. Le persone migranti possono dare un apporto importante al lavoro, ai servizi, alla tenuta del nostro sistema sociale, se il fenomeno viene governato con regole chiare, diritti rispettati, doveri uguali per tutti. Non si tratta di dipingere una realtà idilliaca, ma di riconoscere che già oggi molti servizi, imprese, famiglie reggerebbero a fatica senza il loro lavoro.

Per Cgil, Cisl e Uil di Como è inaccettabile che si provi a indicare negli stranieri un capro espiatorio dei problemi reali del territorio: precarietà, salari bassi, caro vita, carenza di alloggi, insicurezza sul lavoro. Queste questioni si affrontano con politiche sociali, buona occupazione, contrattazione, investimenti pubblici, non alimentando la retorica del “noi contro loro”.

Per questo chiediamo con chiarezza l’intervento delle autorità. Chiediamo al Comune di Como, al Prefetto e al Questore di vigilare affinché luoghi simbolici come il Monumento ai Caduti non vengano più utilizzati come scenografia per messaggi di odio e di discriminazione, di accertare le responsabilità per quanto avvenuto e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire il ripetersi di episodi analoghi. Difendere quei luoghi significa difendere una storia fatta di sacrifici, di lotta al fascismo, di rifiuto di ogni forma di razzismo.

Como deve scegliere che città vuole essere: una città che si lascia trascinare sul terreno dell’odio e della semplificazione, oppure una comunità che, pur consapevole dei problemi e dei limiti, affronta la complessità con responsabilità, rispetto della Costituzione e attenzione alla coesione sociale.

Il nostro “noi” comprende lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, qualunque sia il loro Paese di nascita. È questa idea di comunità, seria, esigente ma inclusiva, che la Cgil, la Cisl e la Uil di Como intendono difendere». [Cgil, Cisl, Uil Como]

Matteo racconta un’esperienza politica e culinaria straordinaria

Sono Matteo, servizio civilista di Arci Como, e quest’anno, insieme a Mattia Lavezzi, ho avuto l’opportunità di vivere l’esperienza di Strati della Cultura a Piacenza. La definisco volutamente “esperienza” per quel che è realmente stata. A Piacenza, al di là delle conferenze ed attività a cui ho partecipato, ho avuto l’opportunità di vivere momenti, persone e quindi relazioni umane; ho avuto l’opportunità di provare ciò che significa fare gruppo, ma soprattutto fare politica.

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Annullare Leonardo

AssoPacePalestina, A Buon Diritto, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, Un Ponte Per e una cittadina palestinese nelle settimane scorse hanno depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Roma, per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e sue controllate con lo Stato di Israele, relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF.

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12 dicembre/ Sciopero generale/ No alla legge di bilancio contro i diritti per finanziare la guerra

Cgil Como/ Sciopero generale 12 dicembre/ A Como manifestazione al mattino da Porta Torre alle 9,30 a Piazza Verdi. Contro il tagli del welfare per finanziare la scellerata corsa al riarmo, contro il fisco iniquo che tassa i poveri per dare ai ricchi, per il Servzio sanitario pubblico, per la sicurezza sul lavoro, contro al precarietà che politiche industriali adeguate alla drmmatica situazione di crisi sociale in atto.

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