Matteo racconta un’esperienza politica e culinaria straordinaria

Sono Matteo, servizio civilista di Arci Como, e quest’anno, insieme a Mattia Lavezzi, ho avuto l’opportunità di vivere l’esperienza di Strati della Cultura a Piacenza. La definisco volutamente “esperienza” per quel che è realmente stata. A Piacenza, al di là delle conferenze ed attività a cui ho partecipato, ho avuto l’opportunità di vivere momenti, persone e quindi relazioni umane; ho avuto l’opportunità di provare ciò che significa fare gruppo, ma soprattutto fare politica.

Può sembrare poco appropriato, ma per quel che mi riguarda, per quel che ho compreso, anche questo è fare politica, anche trovarsi ad un concerto in un circolo Arci o ad un tavolo tra amic3 e collegh3, anche questo è politica. Questa scoperta è stata uno concetti più ricorrenti durante le giornate piacentine, ossia dell’importanza che ha la cultura nel mondo politico e, reciprocamente, di quanto la politica e le amministrazioni siano di fondamentale importanza per eventi culturali. Ho avuto l’opportunità di conoscere artisti, attivisti, volontari ecc. È stato molto bello conoscere tutte questi protagonisti e realizzare quanto siano interconnessi, gli sforzi infiniti per realizzare determinati progetti e le realtà che li animano e le difficoltà da superarre nel tener viva la propria idea e la libertà di espressione di tutt3.
In particolare mi ricorderò del workshop tenuto nella giornata di venerdì pomeriggio, riguardante la partecipazione giovanile alla vita comunitaria e polita e l’importanza che ha la cultura in ciò. La domanda iniziale ha guidato un po’ tutto il lavoro: «Perché i giovani non partecipano alla vita sociale e politica?». Da ciò sono scaturite e aperte infinite questioni e idee su come sarebbe realmente possibile attrarre i giovani alla partecipazione. L’idea generale, quella più semplice, ma non scontata: è fondamentale lasciare spazio, lasciare la libertà di sbagliare e soprattutto sottolineare quanto l’errore non sia un problema, ma solamente parte del processo di crescita e di attività. Un mondo che reprime i giovani, che giudica e soprattutto che punisce, non potrà mai attrarre le nuove generazioni. Il mondo dovrebbe essere un foglio bianco in cui ognugno possa esprimere sè stesso con le proprie caratteristiche.
A completamento dell’avventura non va dimenticata l’importante esperienza culinaria nei ristoranti piacentini, come giusto che sia l’aspetto eno-gastronomico durante i viaggi è fondamentale, anche dal punto di vista culturale!!! [Matteo Gioia, ecoinformazioni] [Foto Matteo Gioia ecoinformazioni]

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