Jlenia

Arci/Mare nostrum chiude e nel Mediterraneo si continua a morire

arci«Morti di freddo in ventinove, al largo delle coste libiche e a centoquaranta miglia da Lampedusa, da dove sono partiti i soccorsi, perché i mezzi di Triton non possono superare le trenta miglia dalle coste europee. Si apre con questa nuova tragedia il 2015 nel Mediterraneo, una tragedia frutto  non del caso, delle condizioni avverse del mare, del freddo invernale – che pure hanno contribuito a determinarla – ma imputabile in primo luogo alla scelta sciagurata compiuta dal governo di sospendere Mare nostrum, passando da un’azione dedicata  alla ricerca  e al soccorso in mare dei migranti all’operazione Triton, finalizzata solo al controllo e alla sicurezza delle frontiere. Quando, insieme a molte altre organizzazioni sociali, chiedemmo di non interrompere Mare nostrum,  eravamo consapevoli che l’esito non poteva che essere questo, visto che in un mondo sempre più attraversato da guerre e in cui milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà il flusso di profughi non si sarebbe arrestato, ma sarebbe anzi  aumentato. Né l’egoismo cinico dell’Europa, né la furia della natura – come dimostrano anche queste ultime vittime – può infatti fermare la determinazione di chi si mette in viaggio alla disperata ricerca di condizioni migliori di vita. Le parole ipocrite di cordoglio da parte delle istituzioni, italiane ed europee, suscitano ormai solo un moto di indignazione. Queste, come le morti di frontiera degli ultimi anni, si sarebbero potute evitare se ci fosse stata la volontà politica di adottare le misure necessarie, a partire dall’apertura di canali umanitari, o di moltiplicare le operazioni come Mare nostrum, anziché sopprimerle. Ci aspettiamo adesso non lacrime di coccodrillo ma azioni concrete, che dimostrino un cambiamento radicale delle politiche italiane ed europee sull’immigrazione. Altrimenti crescerà la convinzione che queste morti siano sempre più assimilabili a veri e propri omicidi, visto che nulla si fa per evitarle.» [Arci Nazionale]

16 febbraio/ Unindustria Como: seminario su Amministratori d’azienda

unindustria comoUnindustria Como, in collaborazione con Deloitte&Touche, organizza lunedì 16 febbraio alle 16.45 presso la propria sede di via Raimondi 1 a Como, un incontro sulle problematiche legali e fiscali legate alla figura di Amministratore nelle società di capitali. Quella dell’Amministratore è una delle figure più complesse sia da un punto di vista legale che fiscale: molto spesso, infatti, sovrappone ruoli diversi che comportano trattamenti fiscali differenziati ed inquadramenti non omogenei. Una delle questioni più rilevanti è proprio quella che riguarda il trattamento fiscale dell’emolumento dell’amministratore e degli eventuali benefit e la loro possibilità di deduzione da parte della società. La sempre più frequente sovrapposizione del ruolo di Amministratore con quello di dirigente della società comporta poi importanti risvolti giuslavoristici, che non sempre vengono tenuti nella giusta considerazione. L’incontro organizzato da Unindustria Como è finalizzato proprio ad un’analisi pratica di tutti questi aspetti tramite un’ampia casistica esemplificativa. Il programma prevede un primo intervento del dr. Pietro Venerando, partner Tax and Legal, sull’inquadramento legale della figura dell’Amministratore, seguito dalla relazione del dr. Carlo Rolandi, manager Sts sul trattamento fiscale in capo all’Amministratore. L’intervento di chiusura sarà tenuto dal dr. Walter di Rosa e dalla dr.ssa Rosangela Bruno sui costi dell’Amministratore e la relativa deducibilità in capo alla società. Al termine è prevista una sessione di domande e risposte. La partecipazione è libera previa prenotazione al numero 031 234111 oppure via mail a unindustriacomo@unindustriacomo.it

13 febbraio/ Reggae Night al Gloria

reggaenightgloriaVenerdì 13 febbraio dalle 22, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, festeggia Bob Marley con una notte reggae. Ospite speciale della serata Bunna, voce degli Africa Unide, gruppo musicale rocksteady-dub nato a Pinerolo nel 1981 e considerato il primo gruppo del panorama reggae italiano e basso dei Bluebeaters, l’artista è un personaggio da oltre trentanni anni sulla scena reggae, un’autorità nel campo. Suoneranno inoltre dal vivo i Manu e Mama’s Anthem, un progetto reggae roots soul nato dalla collaborazione fra Manu (voce lead) proveniente dalla famiglia musicale dei Rootical Foundation e diversi musicisti della scena reggae (Franziska family,Irie Roof Band, Vibes Point Band, Beska Roots Foundation). Parteciperanno infine anche i comaschi Rising Hope con la loro miscela esplosiva di roots reggae. Ingresso 10 euro riservato ai soci Arci. Info www.spaziogloria.it

Arci/ Basta spazi pubblici ai neofascisti

arcicomoAnche l’Arci di Como, come altre realtà antifasciste della città, è contro la concessione dello spazio pubblico di via Boldoni sabato 7 febbraio all’associazione di estrema destra Militia. «Non basta più solo monitorare. Como, città messaggera di Pace e sede del Monumento alla Resistenza Europea non può tollerare presenze pubbliche neofasciste in città. Militia ha più volte dimostrato di essere in pieno contrasto con i valori costituzionali dell’antifascismo e dell’antirazzismo. L’Arci di Como chiede alle Istituzioni preposte di non concedere ora e nel futuro spazi pubblici a movimenti di estrema destra.» [Arci Como]

Pcdi/ Tagli alle Poste anche a Como: prima il cittadino o il business?

pcdiCon un comunicato stampa il Pcdi comasco, esprime dissenso per i tagli alle Poste.
«È notizia dell’altro giorno l’inizio dei tagli fatti dalla Spa Poste italiane sui suoi uffici e sul suo personale. Questa “razionalizzazione”, per usare un termine caro alla categoria imprenditoriale, colpirà tutto il territorio italiano, ed ovviamente anche quello comasco. Leggendo i quotidiani locali, apprendiamo che verranno chiusi almeno quattro uffici sul nostro territorio e altri diciotto funzioneranno “a singhiozzo”. I fortunati prescelti dalla scure della spending review in salsa postale sono Bulgorello, Tremezzo, Camnago Faloppio e l’ufficio di via Diaz a Como. Per gli altri diciotto sapremo nei prossimi giorni, ma immaginiamo che il guadagno avrà ancora la meglio sulla funzione sociale di un servizio come quello postale. Un pensiero ulteriore va rivolto ai dipendenti di questi uffici che verranno spostati in altri uffici (nei casi migliori) o non saranno riconfermati e quindi perderanno il posto di lavoro. Un’analisi della situazione riproporrebbe l’adagio già suonato un paio di righe fa: non c’è utilità sociale e servizio che tenga davanti alla logica di mercato. E poco interessa se la vecchietta di Bulgorello o di Tremezzo sarà costretta a farsi accompagnare a Cadorago o a Menaggio, la cosa ai dirigenti di Poste Italiane importa poco. Eppure sappiamo che questa azienda, seppur privatizzata già qualche anno fa, è ancora (non sappiamo per quanto, in effetti) al 100% sotto il controllo del Ministero dello Sviluppo Economico, e quindi essendo di proprietà dello Stato dovrebbe almeno poter essere interessata alle sorti dei suoi cittadini. Ma si sa, noi e le nostre categorie novecentesche non capiamo come va il mondo attuale. Ci sentiamo di chiudere con un pensiero dell’intellettuale americano Noam Chomsky: “Questa è la strategia standard per privatizzare, togli i fondi, ti assicuri che le cose non funzionino, la gente si arrabbia e tu consegni al capitale privato”». [Pcdi Como]

7 febbraio/ Con il Fai si visita il Teatro Sociale

NodoLibri_IL_TEATRO_SOCIALE_DI_COMO2Il Fai-delegazione di Como, organizza, nel mese di febbraio, alcune visite guidate in città e fuori città. La prima è in programma sabato 7 febbraio, alle 10, quando si potrà visitare il  “dietro le quinte” del Teatro Sociale di Como accompagnati da Fabio Cani, curatore, insieme ad Alberto Longatti del saggio Il Teatro Sociale di Como 1813-2013 [ed. Nodolibri] realizzato per i duecento anni del teatro. La visita è aperta a tutti e tutte, previa iscrizione sul sito www.faiprenotazioni.it , versando un contributo di 10 euro.

Il Prc comasco solidale con l’Uds di Milano

prcCon un comunicato stampa, il Prc comasco ed i Gc di Como, esprimo solidarietà all’Uds di Milano, dopo il grave attacco sferrato da militanti di estrema destra ai danni di uno studente milanese lo scorso 30 gennaio. Lo studente si era rifiutato di prendere uno dei volantini che i militanti di Lotta studentesca (organizzazione di destra vicina a Forza Nuova) stavano distribuendo fuori dall’Istituto scolastico Da Vinci e per questo è stato bloccato e picchiato ferocemente.

«Il pestaggio di un militante dell’Uds a Milano ad opera di individui appartenenti alla realtà di Lotta Studentesca, costola giovanile dell’organizzazione neofascista Forza Nuova è un atto gravissimo che condanniamo. L’estrema destra ha dimostrato ancora una volta la sua natura violenta al servizio dei poteri forti, selvaggiamente scaricata contro gli studenti che reclamano più diritti e più qualità nella nostra scuola.
Speriamo vivamente che le autorità competenti facciano tutte le indagini del caso, arrivando a far sì che i colpevoli paghino e che i media riportino l’accaduto dandogli il rilievo che merita. Quando non si indaga la violenza quotidiana a cui gli antifascisti sono sottoposti nell’indifferenza generale, il risultato è nostro malgrado l’impunità in cui questi gruppi operano ormai da troppo tempo. Il Partito della Rifondazione Comunista di Como ed i Giovani Comunisti di Como esprimono massima solidarietà alle compagne ed ai compagni dell’Uds e condannano fermamente e senza indugio questo genere di rappresaglie.» [Prc Como e Gc Como]

7 febbraio/ Una storia spezzata

ConfineOrientale2015bisSabato 7 febbraio alle 16, l’Anpi provinciale di Como e l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, con il patrocinio del Comune di Como, promuovono nel salone della Biblioteca comunale in piazzetta V. Lucati a Como l’incontro Una storia spezzata. Il confine orientale tra storia, ideologia, memoria e rimozione. Patecipano: Giorgio Conetti, professore emerito di Diritto Internazionale all’Università dell’Insubria, co-presidente per la parte italiana della commissione degli storici italo-sloveni per lo studio delle relazioni tra i due paesi e Eric Gobetti, ricercatore indipendente, studioso della Seconda guerra mondiale e della Jugoslavia nel novecento. Ingresso libero.

Spesso ridotta ai tragici avvenimenti delle “foibe”, la storia di questi territori è invece un intreccio di vicende che affondano le loro radici nella politica dell’impero austro-ungarico e che trovano snodi fondamentali (e drammatici) nell’occupazione fascista e nazista dei Balcani, poi nella Resistenza e infine nelle politiche della neonata Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, con il conseguente esodo di un grande numero di italiani dalle regioni di confine.

Da anni, Anpi e Istituto di Storia Contemporanea si sono impegnati in un lavoro di ricerca e di approfondimento su tutti gli aspetti di queste vicende, proponendo di volta in volta voci e approcci diversi, per rimuovere dalla conoscenza di quei fatti pesanti ipoteche ideologiche. Quest’anno, per l’incontro Una storia spezzata il confine orientale tra storia, ideologia, memoria e rimozione, organizzato con il patrocinio del Comune di Como, hanno invitato due personalità di rilievo, impegnate su fronti diversi nel lavoro di ricostruzione storica di quei territori: Giorgio Conetti e Eric Gobetti.

Giorgio Conetti è attualmente professore emerito di Diritto internazionale nell’Università dell’Insubria, dopo esser stato, nella stessa, professore ordinario, preside di Facoltà, direttore di dipartimento e rettore vicario. E’ autore di numerose publicazioni  in materia di diritto internazionale pubblico e privato e pure di contributi sulle relazioni tra Italia e Jugoslavia e con gli Stati successori dopo la dissoluzione  della stessa. E’ stato co-presidente per parte italiana  della Commissione  degli storici italo-sloveni, istituita con accordo tra i rispettivi Ministeri degli Esteri,  per lo studio delle relazioni tra i due paesi, che ha adottato all’unanimità il rapporto finale nel 2000.

Eric Gobetti è un ricercatore indipendente, studioso del Seconda guerra mondiale e della Jugoslavia nel Novecento. È autore di tre monografie storiche: Dittatore per caso. Un piccolo duce protetto dall’Italia fascista (L’ancora del Mediterraneo 2001), sul movimento ustascia negli anni Trenta; L’occupazione allegra. Italiani in Jugoslavia 1941-1943 (Carocci 2007), sulla presenza italiana nello Stato indipendente croato durante la seconda guerra mondiale; Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943) (Laterza 2013). Ha inoltre curato il volume 1943-1945 La lunga Liberazione (Franco Angeli 2007) e pubblicato il diario-reportage Nema problema! Jugoslavie,10 anni di viaggi (Miraggi edizioni 2011). Nel 2013 ha realizzato, come consulente storico per RaiStoria, la trasmissione in tre puntate La Divisione Garibaldi.

6 febbraio/ …Altrimenti ci arrabbiamo! e Sorelle Manetta al Gloria

budeterenceVenerdì 6 febbraio alle 21, a quarantanni dall’uscita nelle sale di …Altrimenti ci arrabbiamo!, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, celebra la coppia d’oro del cinema italiano formata da Bud Spencer e Terence Hill riportando solo per una notte lo storico film sul grande schermo. A seguire, In vino veritas, in whisky vomitas in concerto (Blues primordiale, filastrocche, canti Poco Popolari, cantautorato scassato e demenza insensata ma verace) e Sorelle Manetta dj set in esclusiva al Gloria nel tour che toccherà le provincie di Como, Varese e Monza-Brianza. Ingresso 7 euro riservato ai soci Arci.

L’Arci aderisce alla campagna #IoStoConErri

erriL’Arci aderisce alla campagna #IoStoConErri, convinta che il processo che si apre oggi a Torino contro Erri De Luca, accusato addirittura di “istigazione a delinquere” per le sue dichiarazioni sulla resistenza al proseguimento dei lavori per la linea Tav Torino Lione, dimostri amaramente che il diritto e la libertà di espressione del proprio pensiero non è solamente una questione fra noi e certo fondamentalismo fanatico di ispirazione islamica, ma si pone anche all’interno dei nostri confini. Stabilire un meccanico rapporto tra opinioni espresse e atti considerati illegali riporta alla memoria i teoremi giudiziari che generarono l’ondata di arresti del 7 aprile del 1979. Oltretutto contraddice una recente sentenza che esclude che l’attivismo anti Tav possa essere considerato alla stregua di terrorismo contro lo Stato. Malgrado questo, il movimento NoTav è stato oggetto di pesanti condanne proprio in questi giorni, a dimostrazione di un atteggiamento quantomeno altalenante della Magistratura, con una propensione però alla repressione pura e semplice. Ha quindi ragione Erri De Luca a dire che è pronto a reiterare il presunto reato, se tale verrà considerato. E noi siamo pronti a sostenerlo. Tutte le evidenze, perfino quelle contabili, dimostrano che il movimento della Val di Susa che si oppone alla Tav ha sempre avuto ragione. La tratta di alta velocità Lione Torino è distruttiva dell’ambiente, costosissima e priva di interesse economico visto il mutamento della situazione. Qualunque governo serio avrebbe il dovere di voltare pagina su quel progetto. Così come del resto sta accadendo in altri paesi europei. [Arci Nazionale]

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