Affinità (molte) e divergenze (poche) fra i compagni Andreani e Zerocalcare

zerocalcare-como«Ma chi c’è stasera in Feltrinelli, il Davide?»

In realtà, tutta la gente in libreria (c’è chi dice duecento e chi quattrocento: la cifra, però, non cambia la sostanza) non era lì per vedere il cantautore comasco Davide Van De Sfroos ma per ascoltare la musica e le parole di Filippo Andreani e Michele Rech Zerocalcare che, a dirla tutta, con il celebre musico “laghé” c’entrano poco o nulla. Uno, ex figlio del movimento punk comasco – fu cantante dei potage con il nome di David Action e poi frontman dei De Sfroos, gruppo che assomigliava per certi versi ai Pogues – ha poi deciso di abbracciare altri tipi di sonorità e compagni di viaggio. Gli altri due, invece, sono rimasti per così dire fedeli a una linea fatta di concerti nei centri sociali, fanzine, e ideali politici.
Nelle opere di Michele e Filippo sono presenti in maniera assidua le città di appartenenza: Como per Andreani, «un campanilismo di sciarpa di cui vado molto orgoglioso», tanto che nel suo ultimo album “La prima volta “ (sembra un ossimoro, ma così è) compaiono canzoni per Borgonovo, celebre numero nove del Calcio Como e Gigi Meroni, la farfalla che prima di essere granata fu lariana. Zerocalcare invece ama Roma, per la precisione il quartiere Rebibbia: «Se sto più di tre giorni lontano mi riempio di bolle». Cosa che, puntualmente, è successa a Kobane, quando ha realizzato per Internazionale un reportage a fumetti. «In quel momento – spiega Rech- mi sembrava però d’ essere al centro del mondo». Da tempo, la città curda si oppone all’Isis e la resistenza, in qualche modo, ricorda quella partigiana. Non è un caso, infatti, la chiusura del fumetto con citazione di Oltretorrente, canzone degli Atarassia Gröp, ex gruppo di Andreani
Le numerose persone, in gran parte under 35, hanno ascoltato attentamente, senza quasi fiatare, il dialogo fra i due ragazzi moderato dal giornalista di Wired Philip Di Salvo.
I due artisti hanno espresso in maniera chiara lo sviluppo delle loro carriere mettendole anche a confronto con battute e pensieri differenti su molti argomenti come i social network. Dai centri sociali al fumetto per “Zero” e dalla strada ai concerti per Filippo, il quale ha persino suonato alcuni inediti da cui son partite interessanti discussioni farcite di emozioni, come il ricordo di Valerio Verbano, ragazzo romano ucciso dai Nar il 23 giugno 1980. Non sono mancati i simpatici spot pubblicitari per la presentazione ufficiale dell’album allo spazio Gloria domenica 22 febbraio.
Affinità e divergenze fra i due: se n’è discusso tanto durante la serata. Sicuramente, sono accomunati da uno spirito, ben sintetizzato da un verso dell’ultimo brano suonato da Andreani e dedicato a un Zerocalcare visibilmente emozionato: «Nati noi non fummo per esistere ma dati al mondo per resistere con nuovi nomi al volto». Per sempre banditi. [Lorenzo Lembo e Andrea Quadroni, ecoinformazioni] [Foto la Feltrinelli]

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