The (archi)star electric: Libeskind al centro del lago

Nella presentazione “ufficiale” del progetto di Daniel Libeskind destinato dagli Amici di Como alla rotonda terminale della diga foranea, alla fine appare una “animazione in 3D” che mostra l’opera nel contesto paesaggistico, presa da differenti punti di vista: dall’alto, dal basso, dalla città e dal lago.

Ognuno può così farsi un’idea. Senza dimenticare che in questi rendering del terzo millennio le opere sembrano un po’ tutte uguali, e soprattutto senza dimenticare che un’opera è una cosa ben diversa dalla sua immagine e che anche il suo impatto (concetto che qualcuno – inopinatamente – vorrebbe vietare per legge!) sarà cosa ben diversa dalla sua rappresentazione in video.

Realizzato in fibra di carbonio e verniciato con vernici al fluoro, The life electric costerà, secondo il preventivo approssimativo presentato, poco più di un milione di euro: 150 mila per l’opera in sè, 450 mila per il consolidamento della diga, 450 mila per la promozione e le manifestazioni collaterali. Il resto dovrebbe essere a gratis, visto che l’idea è appunto oggetto di donazione. La ricerca degli sponsor è aperta. L’inaugurazione è ipotizzata per la vigilia di quella di Expo 2015.

Piaccia o non piaccia, la proposta Libeskind-Amici di Como (già fatta propria dal Comune di Como, che – nella parole dell’assessore Lorenzo Spallino – ha già accettato la donazione, ha già condiviso la sua collocazione e ha già avviato l’iter per la sua realizzazione) è, al di là delle sue forme più o meno avveniristiche, un monumento ipertradizionale, un gigantesco e imperscrutabile “brand” posizionato al centro del lago; nulla a che vedere con il dibattito (internazionale, si badi bene, e non provinciale) sulle nuove forme della memoria monumentale, sulle esigenze di consegnare alle collettività elementi che interagiscano con il contesto paesaggistico e umano… Si tratta di un monumento che potrebbe essere lì ma anche altrove, che può essere dedicato ad Alessandro Volta ma anche al generale Custer, se è vero – come ci è parso di capire – che il disegno esce dall’archivio dell’artista-architetto o architetto-artista che dir si voglia senza essere specificatamente pensato per Como e il suo lago. Si tratta – come è stato detto nella presentazione ufficiale – della sua “cifra” stilistica, della sua griffe, della sua firma. Cioè della firma di uno dei progettisti più quotati al mondo. Non è poco… ma basta?…

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La conferenza stampa di presentazione ufficiale all’Hotel Terminus, il 23 settembre 2014.

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Due immagini tratte dall’animazione di rendering dell’opera.

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4 thoughts on “The (archi)star electric: Libeskind al centro del lago

  1. il colosso di Rodi c’e’ gia’: il Monumento ai Caduti di Sant’Elia – Terragni via Prampolini auspice Marinetti ( liberare Nessie e finanziare la ricerca di L-NESS in via Anzani ) bibliografia : Libeskind : Oltre i muri di Attilio Terragni

  2. cifra stilistica riciclabile di marketing subliminale per fast food ecc. ; i rendering falsano la prospettiva; altezza e peso insostenibili

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