arte

I Dauni sono fra noi

GERARDO-GERARDI-I-DAUNIMostra di Gerardo Gerardi a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3 a Como, aperta da martedì a venerdì dale 10 alle 12.30 e dale 15 alle 19.30,
sabato e domenica dale 10 alle 12.30 e dale 14 alle 19.30, fino al 1 giugno.

 

«Le opere di Gerardi sono indissolubilmente legate alle tradizioni e alla cultura del popolo Dauno – afferma la presentazione –, alle steli custodite nel Museo nazionale di Manfredonia, ai paesaggi del Gargano che, nelle pitture polimateriche e nelle sculture dell’artista di Foggia, si trasformano in segni, simboli e colori astratti». Per informazioni Internet www.gerardogerardi.it. [md, ecoinformazioni]

16 maggio/ Fotografia a Moltrasio – 2

Prosegue il ciclo di incontri sulla fotografia, organizzato dall’Associazione Pro Moltrasio, con la cura di Cesare Colombo e il patrocinio del Comune di Moltrasio.

Venerdì 16 maggio, alle 21, al salone dell’Hotel Imperiale, a ridosso del lungolago di Moltrasio, prenderà la parola Ruggero Pini, collezionista e studioso di storia della fotografia. Al centro dell’attenzione saranno quindi le immagini storiche, dedicate a quello che tradizionalmente e anche recentemente viene definito “il lago più bello del mondo”.

La conferenza fa seguito all’incontro di esordio, in cui Grazia Lissi, fotografa comasca, molto apprezzata anche a livello internazionale per i suoi ritratti, ha percorso una rapida sintesi della sua avventura professionale, mostrando e raccontando alcuni dei suoi scatti più noti e importanti, dai ritratti di Luigi Nono e Pierre Boulez a quelli di Gianna Nannini e Vasco Rossi, mettendo anche in evidenza l’intreccio, a volte non facilmente percepibile, tra condizioni di ripresa, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista umano, e risultati fotografici. Molto significative sono poi state le note a margine della ricerca dedicata al mondo del monachesimo italiano, convogliata in un libro e in una mostra (ancora visitabile alla chiesetta di S. Agata a Moltrasio fino a domenica 19 maggio).

Dopo l’incontro del 16 maggio, il ciclo proseguira con Guido e Daniela Giudici (23 maggio)e Marco Antonetto (30 maggio); riprenderà poi a settembre. [FC, ecoinformazioni]

L’arte classica sulle tracce di Plinio il Vecchio

Nella grande enciclopedia del sapere antico, compilata da Plinio il Vecchio e intitolata Naturalis historia, sono sparse anche innumerevoli notizie riguardanti l’arte; oggi, grazie ai più recenti recuperi di opere classiche (dai “bronzi di Riace” al “satiro danzante” di Mazara del Vallo), è possibile confermare le informazioni dell’autore comasco.

Moreno

Paolo Moreno, insigne storico dell’arte antica, già docente all’Università di Bari e poi a quella romana della Sapienza, in una conferenza di sterminata dottrina ma anche e soprattutto di grande fascino, ha guidato il pubblico giovedì 8 maggio nella Grand’Aula del Liceo Volta in un percorso alla scoperta di alcune opere notissime, che lungi dall’essere circondate dalle nebbie dei secoli possono essere con sicurezza attribuite ad autori precisi, dei quali è possibile tracciare anche le relazioni reciproche, proprio grazie alle informazioni della Naturalis historia (e di altre testimonianze antiche).

I due bronzi di Riace hanno oggi ciascuno un proprio nome e un proprio autore: nella statua dell’ “anziano” il professor Moreno ha riconosciuto Anfiarao, opera di Alcamene e in quella del “giovane” Tideo, opera di Agelada. Di entrambi gli autori Plinio fornisce sufficienti indicazioni per contribuire a una ricostruzione dei loro ruoli e delle loro relazioni reciproche, e soprattutto del loro magistero che conduce ai nomi più noti della plastica greca, da Policleto a Mirone.

Anche il Satiro danzante (ma sarebbe più proprio chiamarlo Sileno) ha un autore illustre: si tratta infatti di un originale bronzeo di Prassitele, e anche di quest’opera si trova traccia in Plinio.

Con molte esemplificazioni, di queste opere Paolo Moreno ha ricostruito non solo la “biografia” ma anche la genealogia, seguendone lo sviluppo iconografico, tra originali e copie di epoca romana.

La conferenza, seguita da un pubblico attento e numeroso, è stata organizzata dalla Fondation Carlo Leone et Mariena Montandon, che ha tenuto a raccogliere non solo il patrocinio del Comune di Como, ma anche la collaborazione di molte associazione che si occupano di arte e antichità, comprese anche quelle ticinesi.

Ecoinformazioni ha ripreso l’intera conferenza. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Le introduzioni di Bruno Saladino e Massimiliano Mondelli.

La conferenza del professore Paolo Moreno.

Gli interventi finali

 

 

 

 

 

10 maggio/ Poetiche del corpo (azione-immagine-musica-parola)

Locandina poetPerformance multimediale, «una riflessione sull’essere attraverso il dialogo tra il virtuale e il reale, il corpo in azione e in relazione, alla ricerca delle radici del proprio essere», sabato 10 maggio alle 17.30 nell’ex chiesa di S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3 a Como, con Luisa Azzerboni, performance, Paolo Cicale, dialogo filosofico, Giovanni Colombo, immagini, Simone Porro, musica.

Emilio Pucci e Como/ In mostra i colori del boom

Inaugurata a Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti, la mostra Emilio Pucci e Como 1950-1980, dedicata a uno dei più noti stilisti “storici” del made-in-Italy e in particolare alla sua collaborazione con i setaioli comaschi.

Nata dai materiali dell’archivio Ravasi conservati nel Museo Studio del Tessuto della Fondazione, relativi sopratutto agli anni Cinquanta e Sessanta, la ricerca si è ampliata a tutta la produzione di Emilio Pucci realizzata a Como, anche con altri stampatori, fino alle soglie degli anni Ottanta, così da coprire tutto il periodo del boom manifatturiero comasco. Ne è derivata una indagine a tutto campo all’origine della moda griffata italiana, che affonda le sue radici in parte nel mito (secondo la “leggenda” Emilio Pucci debuttò nel mondo della moda prestando un completo da sci di sua ideazione a una turista sulle nevi di Sankt Moritz) ma in parte assai maggiore nella sapienza artigiana delle maestranze comasche (i famosi colori dei foulard di Pucci furono messi a punto grazie agli sforzi dei tintori comaschi).

La mostra (insieme al catalogo) è uno specchio fedele di questa ricerca, che si esprime alla fine in una festa di colori e disegni – dagli assemblaggi di piccole figure quasi naif degli inizi fino ai grandi motivi pop degli anni Settanta -, documenti tutt’altro che inespressivi di una società dei decenni passati, dei suoi eccessi e delle sue ricchezze. Intorno ai molti tessuti (quasi tutti di seta, ovviamente), molti altri documenti (registri degli stampatori, carte prova, riviste, bozzetti vari) e fotografie, presentate attraverso un articolato apparato multimediale.

Costretta nei due locali a pianterreno della villa, la mostra fa di necessità virtù e allestisce una specie di magazzino artigianale e tecnologico a un tempo: ci sono molti video da guardare, ma anche molti cassetti da aprire, manichini con abiti e con camicie, foulard incorniciati ma anche vere e proprie cascate di tessuti con molte varianti di colore, quasi fossero installazioni artistiche… E una “appendice” artistica la mostra la presenta con le elaborazioni di Flavio Favelli (su foulard Pucci, ovviamente), a sancire l’incontro tra le due anime della Fondazione, quella rivolta alla storia del tessuto e quella rivolta all’arte contemporanea.

Curata come di consueto da Margherita Rosina e Francina Chiara, la mostra dedicata a Emilio Pucci è una stimolante occasione per approfondire una stagione fondamentale della recente storia industriale comasca senza rinunciare al divertimento. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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8 maggio/ A brighter Picture. Ipad Sketches and more

Invito Irma KennawayPersonale di Irma Kennaway, in collaborazione con Bip Como/Apple, inaugurazione venerdì 8 maggio alle 18.30 alla Casa Brenna-Tosatto, in via Mattia del Riccio 3 a Lenno, aperta da martedì a domenica dalle 10.30 alle 18.30 fino a domenica 11 maggio.

 

«Irma Kennaway, inglese ma residente a Brunate da 20 anni, ha lavorato come disegnatrice per l’azienda serica Mantero. Oggi si dedica principalmente alla pittura – spiega un comunicato –.Kennaway dipinge con l’ausilio del mini Ipad. Ama catturare scorci di Como o istantanee di negozianti e amici. Irma sarà lieta di mostrarvi alcuni dei suoi lavori e dedicarvi un ritratto che grazie a una stampante Apple potrà subito essere vostro».

La mostra sostiene il progetto Titinnabula…alla scoperta dell’evoluzione della musica giocando tra note e arte…” dedicato ai bambini della Scuola primaria di Lenno – Tremezzina.

Per informazioni tel. 0344 55463, e-mail Info@casabrennatosatto.it, Internet www.casabrennatosatto.it. [md, ecoinformazioni]

SurREALE

surreale donaggioMostra di Franco Donaggio, «uno dei grandi maestri contemporanei italiani che con il mezzo della fotografia, scrive il suo ed il nostro inconscio», a cura di Salvatore Marsiglione, inaugurazione con l’artista e le due modelle fotografate nel nuovo lavoro Gli spazi di Morfeo, la playmate Arianna Espen Grimoldi e la performer Giò Lacedra, giovedì 8 maggio alle 19 alla Mag, in via Vitani 31 a Como, con il patrocinio dell’Associazione archivio Luigi Russolo.

 

«In mostra saranno presenti una selezione dei tre progetti più importanti e riconosciuti del maestro Donaggio, Reflection del 2006, Prima del giorno lavoro realizzato tra il 2007 e il 2009 e il nuovo Gli spazi di Morfeo del 2013 – spiega Salvatore Marsiglione –. La serie Reflection nasce dalla necessità dell’autore di fermarsi a riflettere sulle sue origini, sui doni affettivi ricevuti dei suoi genitori e sulla natura del territorio che lo hanno formato, Chioggia; una terra colma di simbologie che ha plasmato il suo background intenso e variopinto. Le immagini pulite, in un contesto metafisico e ovviamente onirico, sono sostenute da un rigore grafico che ha origine nella rarefazione delle atmosfere».

«Il lavoro di Prima del giorno fu concepito da un intuizione dell’autore, il quale riflette su quel momento che anticipa il giorno, il confronto con l’onirico intriso di segreti, che qui troviamo in forma di simboli, quasi a volerci dire che la vita non è solo quella che vediamo, ma può essere altro… – prosegue la presentazione – Donaggio sviluppa un atmosfera interiore che si dilata e si esprime in uno stato d’animo di totale pace e “fusione”, tipica del momento che prelude la frenesia del giorno. Nelle sue immagini c’è il rapporto tra l’uomo e il paesaggio che lo circonda, dove l’architettura ricreata con strutture gigantesche diventa scenario naturale, dove l’uomo esercita un ruolo primario».

L’ultimo in ordine di tempo è la fortunata serie Gli spazi di Morfeo dove il maestro si è confrontato per la prima volta con il nudo femminile e a posare per lui sono due modelle d’eccezione, la playmate Arianna Espen Grimoldi e la performer Giò Lacedra che parteciperanno all’inaugurazione – conclude la nota –. Ancora una volta Donaggio riesce a sconfinare oltre il reale, mettendo insieme frammenti di vita ed esperienza della realtà in una visione trasposta su una nuova tela tessuta dalla logica, molto vicina al sogno. In questi mondi, la donna vive da protagonista indiscussa, assume l’oneroso ruolo di salvatrice in un mondo consumato dall’oblio dei valori in senso lato, lungo un percorso di faticosa ricostruzione e bellezza, dove contrariamente alla storia di Adamo ed Eva, la stessa donna non offre all’uomo la mela del peccato ma la salvezza…».

Per informazioni tel. 328.7521463, e-mail info@marsiglioneartsgallery.com, Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Emilio Pucci e Como. 1950-1980

tn754_Emilio Pucci_newsInaugurazione della mostra, nelle sale del Museo studio del tessuto alla Fondazione Antonio Ratti in Villa Sucota, in via per Cernobbio 19 a Como, martedì 6 maggio alle 18.30, aperta da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, sabato e domenica dalle 11 alle 18, fino al 31 ottobre.

 

«L’esposizione, a cura di Margherita Rosina e Francina Chiara, analizza e approfondisce i rapporti di Pucci con la città di Como e le sue industrie tessili, una collaborazione iniziata negli anni ‘50 e mai interrotta nei decenni successivi – si legge nella presentazione –. Attraverso un percorso espositivo diviso in sezioni, la rassegna documenta gli esordi e l’affermazione delle creazioni di Pucci, a partire dai primi disegni ispirati dai paesaggi Italiani e dal folklore locale: il mare di Capri, le famose località sciistiche delle Alpi, il Palio di Siena, le tradizioni siciliane le bellezze di Firenze».

untitled_1194156906«L’esposizione intende valorizzare i risultati degli studi svolti sui libri campionario della Ravasi di Como, che fu la prima industria tessile del distretto comasco a collaborare con Pucci dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla metà dei Sessanta – prosegue la nota –. Le pagine dei volumi, che fanno parte delle collezioni del MuST, mettono in luce il contributo dato alle creazioni di Pucci da disegnatori, lucidisti, stampatori e tintori lariani, questi ultimi capaci di mettere a punto nuove tonalità di colore quali il “rosa Emilio” o il “blu Capri”. Completa il percorso una selezione di materiali, realizzati sul territorio comasco che risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ulteriore testimonianza della collaborazione duratura tra Pucci e il distretto tessile lariano».

«In mostra saranno presenti campioni tessili, disegni originali di Pucci, carte-prova, accessori e capi di abbigliamento, a documentare il processo di lavorazione: dall’idea originale agli abiti e ai foulard resi celebri dagli scatti di fotografi, anch’essi in esposizione, che hanno segnato la storia della fotografia di moda – aggiunge lo scritto –. In particolare POLIteca (Design Knowledge Centre) – Dipartimento Design e Archivi Storici – ASBA – Politecnico di Milano ha messo a disposizione le immagini, conservate nel Fondo Haertter, di  proprietà dell’Associazione  Biblioteca Tremelloni, in cui sono custoditi gli scatti della famosa fotografa. Dall’archivio della Fondazione Emilio Pucci di Firenze provengono inoltre numerose immagini di abiti e foulard che permettono di comprendere meglio l’utilizzo dei tessuti esposti».

«All’ingresso della mostra quattro opere di Flavio Favelli, realizzate nel 2009, costituiscono una piccola incursione nell’ambito dell’arte contemporanea. Questi lavori, che fanno parte delle serie Planisfero e Bar Singapore Palermo, partono da alcuni foulard di Emilio Pucci su cui l’artista è intervenuto disegnando con pennarelli colorati. Scelti da Favelli per il loro stile “fuori dal tempo”, le sete di Pucci si trasformano e assumono nuovi significati, costituendo un ponte diretto con la contemporaneità – si conclude –. I materiali in mostra, oltre che dalle raccolte del MuST, provengono dalle collezioni del Museo didattico della Seta di Como, Enrico Quinto e Paolo Tinarelli di Roma, A.N.G.E.L.O. Vintage Archive di Lugo, Masciadri di Bellagio e da altre collezioni private». Il catalogo è edito da NodoLibri.

Per informazioni tel. 031.3384976, Internet www.fondazioneratti.org. [md, ecoinformazioni]

Sguardi sospesi

White-shadow-2007-300x224Mostra di sculture di Valdi Spagnulo, curata da Claudio Cerritelli,al Broletto di Como, in piazza Duomo, inaugurazione sabato 3 maggio alle 18.30, finissage lunedì 2 giugno alle 17.30, aperta da martedì a giovedì dalle 15 alle 19, da venerdì a domenica dalle 11 alle 19.

 

«Questa mostra oscilla tra passato e presente ripercorrendo circa 7 anni di lavoro di Valdi Spagnulo attraverso cicli di opere che trasformano il luogo espositivo in un teatro di percezioni visive e tattili – spiega in una nota Claudio Cerritelli –. L’ambiente è attraversato dagli stati pulsionali dei materiali, concatenazioni di opere bilanciate su opposte qualità, dinamismi plastici modulati nella fermezza del metallo e lievi cromatismi depositati nella trasparenza del plexiglas.
Valdi sviluppa il suo racconto polisensoriale cercando respiri dilatati, percezioni instabili del vuoto, vibrazioni aeree sospinte oltre i limiti del reale, prossime a quella vastità imponderabile cui aspira lo scultore mentre costruisce e trasforma i materiali scelti con ostinata accuratezza».

«Lo spettatore ha il compito di entrare nelle soglie abbagliate dal bianco totale e di ammirare le geometrie disseminate nello spazio, dialogando con metamorfosi di forme reversibili e con schermi di immaginarie galassie, fino a captare i mutevoli riverberi che modificano i confini prestabiliti – prosegue lo scritto –.
Nel percorso espositivo le opere si presentano nella dimensione irripetibile di nuove relazioni, partecipano a un’istallazione totale giocata sulle consonanze dei materiali, in uno scambio continuo tra valori strutturali e percezioni virtuali, processi fisici e mentali tenuti sempre sul filo della leggerezza.
I cicli di ricerca (2007-2014) si collegano spontaneamente tra di loro come una costellazione d’immagini in cui s‘incontrano i caratteri persistenti dell’immaginario di Valdi: simmetrie infrante, torsioni in bilico, sconfinamenti lineari, impronte modulari, e ogni altra tentazione di inglobare architetture interiori e astrazioni spaziali. In questa dimensione polivalente spazio nascono inquiete tensioni mentali, cresce il conflitto tra emozione e razionalità, si avvertono possibilità sensoriali intrinseche alla luce che si rivela e – al tempo stesso – si trasforma in energia mentale proiettata altrove».

«Siamo in presenza di un’aspirazione a esprimere l’esserci della scultura come potenzialità di luoghi reali e virtuali, dimensione fenomenica di forme astratte e concrete, esplorate con passione per cogliere l’essenza dei valori costruttivi inusitati – conclude la presentazione –. Ed è proprio con quest’ansia di invenzioni spaziali che Valdi Spagnulo sta sviluppando la sua avventura creativa, interrogando i materiali e le tecniche, sperimentando le forme più appropriate per esprimere una verità immaginativa fatta non di soluzioni compiute ma di sguardi sospesi sul confine di molteplici sensi». [md, ecoinformazioni]

Mostra di ceramiche

lale-zamanı-detay-268x300Dell’artista turca Zehra Çobanlı allo Spazio Natta, in Via Natta 18 a Como,
 inaugurazione venerdì 2 maggio alle 18, aperta fino al 17 maggio 
da lunedì a domenica dalle 10.30 alle 18.30.

«L’artista lavora con un unico materiale: l’argilla blu – precisa uno scritto –. In mostra saranno visibili ceramiche decorate con diversi motivi: dalla calligrafia ottomana ai tulipani tradizionali oltre a vasi che richiamano figure femminili e altre composizioni. Nello spazio espositivo verrà inoltre proiettato, durante tutto il periodo della mostra, un filmato riguardante le sue opere.

Per informazioni tel. 031.4491943, e-mail omc@omcomc.com. [md, ecoinformazioni]

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