musica

Esperanza Spalding: di afro in afro

Dopo una promozione in cui l’attenzione sembrava rivolta più all’apparenza fisica che alla sostanza musicale di Esperanza Spalding, il concerto al Teatro Sociale di Como nella serata del 9 novembre 2015 può avere costituito, per una parte almeno del pubblico, una sorpresa.
Che il cambio di immagine fosse qualcosa di più di una nuova pettinatura lo si è capito alle prime note. Anzi: anche prima, pur limitandosi a notare la presenza sul palco di un vistoso basso elettrico in luogo del contrabbasso che la giovane strumentista e cantante statunitense aveva praticato all’inizio della sua carriera.
Il nuovo “progetto”, come ormai si usa dire per le molte incarnazioni delle diverse personalità musicali, di Esperanza Spalding è profondamente diverso dai precedenti. Smesse le atmosfere soffuse e delicate, con riferimenti al jazz latino piuttosto che a quello classico, con arrangiamenti spesso basati su dialoghi col pianoforte o con le sezioni d’archi, l’Esperanza salita sul palco del Sociale è decisamente più elettrica, più energica, più ritmica.
Il “progetto”, lo si capisce facilmente, è piuttosto complesso; evidenti sono i richiami ad altre esperienze musicali: si sentono echi di Laurie Anderson (e quindi di molta avanguardia americana), di Joni Mitchell (e quindi di quel versante della canzone d’autore interessata a un incontro col jazz), ma persino di certo progressive d’annata, e finanche di musica colta occidentale (con qualche citazione dell’atmosfera di Façade di William Walton). Il tutto interpretato da una spiccata personalità e da una sensibilità palesemente “afro”.
Se in questa complessità si può cogliere la continuità con le precedenti prove musicali, le novità risiedono sia nell’atmosfera complessiva, decisamente più elettrica – come si è detto – e a tratti addirittura rock (la presenza della batteria di Justin Tyson è determinante, a tratti addirittura sovrastante, così come quella della chitarra di Matthew Stevens, quasi sempre indirizzata a sonorità distorte), sia nella scelta abbastanza netta a favore della vocalità rispetto allo strumento, che Esperanza Spalding suona con molta parsimonia, tranne che nei due lunghi “duetti” strumentali con Stevens, nei quali è però la chitarra a prevalere.
Resta da dire della cornice dello spettacolo che si intuisce, nonostante le difficoltà legate all’idioma americano abbastanza stretto, indirizzato a una narrazione autobiografica e fantastica al tempo stesso, secondo quanto dichiarato fin dal titolo Emily D+Evolution.
Il teatro, affollato in ogni ordine di posti (con l’unica eccezione di qualche palco vuoto), non sembra troppo sconcertato della radicale evoluzione dell’artista (che in genere veniva associata ad altre giovani leve di un jazz raffinato e morbido), applaude ripetutamente e sottolinea così il successo di una proposta musicale non ovvia che, in buona misura, ribadisce il significativo ruolo del Sociale anche al di fuori della musica “classica”. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Irriverenza e divertimento al Sociale con il Rocky horror show

rocky horror liveDefinito come “la madre di tutti i musical”, The Rocky horror show è uno spettacolo unico nel suo genere, con una fantastica colonna sonora rock che include brani come The time warp e Sweet transvestite, protagonisti irriverenti e bizzarri e una speciale capacità di coinvolgere ed interagire con il pubblico. Così è stato anche nella serata di sabato 7 novembre al Teatro Sociale di Como, dove il pubblico spontaneamente partecipe e in parte abbigliato a tema ha accompagnato le battute degli attori in scena rendendo lo spettacolo ancora più suggestivo.

Il Teatro aveva anche lanciato un concorso per il travestimento più bello; ed è così che una bellissima bimba si è aggiudicata il premio (due biglietti per lo spettacolo delle sorelle Marinetti in programma il 21 novembre) tra una decina di contendenti prima dell’inizio della serata.

The Rocky horror show è stato tradotto in tutte le lingue ed è stato visto in cinque continenti da oltre venti milioni di persone; allo spettacolo è succeduto il film cult movie The Rocky Horror Picture Show con Tim Curry e Susan Sarandon di cui si festeggiano i quarant’anni dall’uscita proprio nel 2015.

La storia racconta l’incredibile e surreale avventura di due fidanzati, Brad Majors e Janet Weiss in viaggio per far visita al loro vecchio insegnante, il dottor Scott. Durante il percorso in macchina, a causa di una gomma bucata, sono costretti a raggiungere a piedi sotto la pioggia un castello nelle vicinanze, il Frankestein place. Il loro arrivo capita in una notte speciale, durante i festeggiamenti della convention annuale dei Transylvani. Bizzarre e singolari creature accolgono alla porta i due fidanzatini, fino all’arrivo dell’eccentrico padrone di casa: Frank’N’ Furter che, rivelando di essere uno scienziato in procinto di realizzare la sua speciale creatura Rocky, li invita a trascorrere la notte al castello come suoi ospiti. Da qui inizia per i due malcapitati la più pazzesca delle avventure.

Grande colonna sonora eseguita dal vivo da una band di cinque elementi con tre coriste e bravi gli attori che hanno concluso lo show invitando il pubblico ad alzarsi e ballare la canzone finale su una stand in ovation di applausi per Lorenzo Fusoni, regista e interprete principale e tutta la sua compagnia. [jl, ecoinformazioni]

Coro e organo per l’Africa

20151107_213246Nella piccola chiesa di san Cassiano, in cima a Breccia, il coro Calycanthus di Treviglio diretto da Franco Forloni e l’organista Fabrizio Vanoncini si sono esibiti il 7 novembre in un concerto a sostegno dell’ospedale di Angal, in Uganda. L’iniziativa si è realizzata grazie alla collaborazione degli artisti con l’Agorà di Albate e con i Medici con l’Africa di Como.

Ha aperto la serata Namuli Nessi , figlia del presidente dell’associazione, che ha spiegato che «Medici con l’Africa è una onlus formata nel 1997 da un gruppo di medici comaschi che hanno lavorato più anni in ospedali dell’Africa Sub Sahariana e che credono nel diritto di tutti all’accesso a prestazioni sanitarie in modo equo e di qualità. Continuiamo a lavorare perché diventi realtà».  Lo scopo dell’associazione è il miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni dei paesi dell’Africa Sub Sahariana, attraverso il mantenimento delle strutture ospedaliere e la formazioni di nuovo personale sanitario.

La serata ha promosso la raccolta fondi per la ricostruzione della sala operatoria dell’ospedale St. Luke di Angal, demolita poiché a rischio di crollo e indispensabile alla struttura, visto il rilevante numero di interventi chirurgici tra cui numerosi tagli cesarei (410 l’anno).

Ha coordinato  Franco Forloni, medico e diplomato in pianoforte al Civico istituto musicale Gaetano Donizetti di Bergamo, direttore e fondatore del coro Calycanthus.

Il maestro Fabrizio Vanoncini, organista diplomato ai conservatori di Bergamo e Brescia, ha aperto con una sonata per organo solo. Poi è stata la volta del  coro che ha eseguito numerosi brani a cappella,  religiosi e non, presentati dal maestro Forloni con grande passione e trasporto coinvolgente. Chiusura, con coro e organo insieme, con la Messa Breve op.7. [V.P., ecoinformazioni]

7 novembre/ Kammermusik alla Casa della Musica

via Collegio dei Dottori 9 a Como.

Protagonista della serata il Trio Accademia, formato da Elisa Scaramozzino, violino, Francisco Ruiz Iglesias, viola, e Nikolay Shugaev, violoncello. in programma musiche di Ludwig Van Beethoven (Trio per violino, viola e violoncello in do minore op. 9 n. 3), Franz Schubert (Trio per violino viola e violoncello in si bemolle D 471) e Jean Sibelius (Trio per violino viola e violoncello in sol minore).

L’ingresso è libero.
Elisa Scaramozzino studia presso il conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria poi presso l’Accademia Nazionale di Musica e Teatro di Vilnius (Lituania); collabora regolarmente con numerose orchestre, tra cui l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’orchestra Giuseppe Verdi del Teatro di Salerno, l’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’orchestra “Gruotzio” della Lituania. Dal nel 2015 è stata scelta da Riccardo Muti per fare parte dell’orchestra “L.Cherubini”.

Francisco Ruiz Iglesias, nato a Malaga, si diploma nel 2012 e lo stesso anno vince la 7a edizione del concorso per solisti indetto dal Conservatorio di Malaga; è stato primo violino e spalla dell’Orquesta Sinfónica Provincial de Málaga, della Joven Orquesta Barroca de Andalucía, e dell’ Ensemble “Elegance”; attualmente studia direzione d’orchestra al Conservatorio Superiore di Malaga e sta conseguendo il Master in viola presso il Conservatorio della Svizzera Italiana.

Nikolay Shugaev, nato a Mosca nel 1988, è il vincitore del premio The International Holland Music Sessions del 2013; inoltre ha vinto numerosi altri concorsi (American Fine Arts Festival, Rome Chamber Music Festival, Concorso Russo per giovani violoncellisti, Valsesia Musica, Concorso Internazionale “Paper de Musica”, Musica da camera a Cracovia, Concorso Internazionale Città di Pinerolo, Concours International de Musique de Lausanne). Attualmente si sta perfezionando al Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano.

29 ottobre, 6, 12 e 26 novembre/ Il colore del suono

coloredelsuonoIl Coordinamento comasco per la Pace, le biblioteche di Fino Mornasco, Cassina Rizzardi e Guanzate, l’associazione Allegria invitano a Il colore del suono, viaggio nel tempo e nei luoghi della musica a cura di Roberto Caselli giornalista di Radio Popolare e critico musicale. (altro…)

6 novembre/ Il blues

6 novembreAppuntamento venerdì 6 novembre
alle 21 alla Chiesetta di S. Giuseppe in piazza Pellico 3 a Cassina Rizzardi per Il colore del suono: Viaggio nel tempo e nei luoghi della Musica a cura di Roberto Caselli, giornalista di Radio Popolare e critico musicale, organizzato dal Coordinamento comasco per la Pace e biblioteche comunali di Fino Mornasco, Cassina Rizzardi e Guanzate, in collaborazione con l’Associazione Alégria di Cassina Rizzardi.

7 novembre/ Omaggio a Speedy Angel

cd speedy angelSabato 7 novembre dalle 18, il teatro San Teodoro di Cantù di piazza Corbetta 7, ospiterà una serata di omaggio e memoria ad Angelo Tagliabue, in arte Speedy Angel. Leader e fondatore dei Potage, la storica punk band lariana, Tagliabue fu cantante, chitarrista, autore, poeta sul palco e nella vita, infaticabile organizzatore di eventi, agitatore dell’assopita scena musicale lariana che, se è risorta, lo deve anche al suo impegno nel corso degli anni. Angelo è prematuramente scomparso l’11 giugno 2010 lasciando un vuoto davvero incolmabile. Verrà presentato il doppio cd Una Höfner rosso mefitico che  comprende ventidue brani riletti da altri musicisti a cui vanno ad aggiungersi due nuove composizioni dedicate ad Angelo dagli Animal Boy e da Filippo Andreani e anche due rifacimenti di pezzi che Speedy Angel amava. Sono due anche i libretti con parolepotage che lo ricordano, foto, testi delle sue canzoni, il tutto racchiuso in un unico cofanetto. Tra i partecipanti alla realizzazione del doppio cd, nuove e consolidate realtà musicali del territorio: Emil, Faz Waltz, The Wavers, The Leeches, Massi Lanciasassi, Andy J. Fender & The Blackrats. Sono della partita anche nomi storici come Gene Guglielmi e La Svolta Psichedelica e band lariane che si sono riunite per l’occasione: Atarassia Gröp, Succo Marcio, Acidi Tonanti e gli stessi Potage. Da sottolineare la presenza di David Action, nei primi anni ottanta voce del gruppo di Angelo, prima di (ri)scoprire il dialetto e trasformarsi in Davide Van De Sfroos. [jl, ecoinformazioni]

31 ottobre/ Shakespeare on the beach a Cantù

Inizia al Teatro San Teodoro di Cantù la nuova stagione musicale dell’Orchestra Sinfonica del Lario, con un appuntamento significativamente intitolato Spettri, non a caso in occasione del giorno di Halloween.

Sabato 31 ottobre, alle ore 21, l’Orchestra Sinfonica del Lario diretta dal maestro Pierangelo Gelmini presenta un programma dedicato alle figure di Macbeth, Falstaff, Amleto con musiche di Beethoven, Salieri, Nicolai, Donizetti, Gade.
Programma
Antonio Salieri (1750-1825)
Sinfonia in re minore “La Tempesta di mare”
Carl Otto Nicolai (1810-1849)
Le allegre comari di Windsor – ouverture
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Macbeth – ouverture
Gaetano Donizetti (1797-1848)
Don Pasquale – sinfonia
Niels Wilhelm Gade (1817-1890)
Hamlet (Andante – Allegro con fuoco – Marcia funebre)
 
Nel teatro e nell’arte, qualche volta, natura e inconscio si specchiano reciprocamente, lasciando emergere così figure che non possiamo che riconoscere come familiari. È il caso della formidabile concentrazione del patrimonio delle debolezze umane rappresentata da Falstaff, l’antieroe sempre sconfitto e sempre fiero, e allo stesso tempo il simbolo della vecchiaia, qui protagonista delle Allegre Comari di Windsor del compositore tedesco Nicolai. Falstaff è stato riferimento anche di numerose derivazioni letterarie e teatrali. Fra queste spicca il personaggio autobiografico di Don Pasquale, messo in musica da Donizetti nel 1843, che si arricchisce delle componenti dell’abbandono e della pazzia, così tristemente vissute dall’autore in prima persona. La natura nutre le immagini dell’inconscio e a sua volta se ne alimenta. Fate, folletti e creature fantastiche terrorizzano l’impenitente Falstaff, mentre i fantasmi dei sensi di colpa e della sete di potere diventano le streghe di Macbeth e lo spettro di Banquo. Beethoven coltivò per tutta la vita, senza mai riuscire a portarlo a termine, il progetto di dedicare a Macbeth un’opera. L’ouverture, ricostruita sugli appunti e sui lavori preparatori, riconduce immediatamente all’immaginario shakespeariano, dove vicende umane e potere dell’inconscio alimentano un mondo espressivo che Beethoven seppe trasformare come nessun altro in arte musicale. A coronare il percorso ecco Amleto, messo in musica dal compositore danese Niels Gade, nel quale una accanto all’altra sfilano musicalmente tutte le esperienze presenti nel dramma: il fantasma del padre, l’incapacità di agire, gli interrogativi sulle ragioni del mondo, il dolore psichico, i dubbi esistenziali, la morte di Ofelia.
Per info clicca qui.

1 novembre/ Il Quartetto Eranos alla Casa della Musica

Prosegue la stagione di Kammermusik, organizzata dalla Casa della Musica, presso la sua sede di via Collegio dei Dottori 9, nell’ambito di Como Live.
Il nuovo concerto è programmato domenica 1° novembre alle ore 20.30 – ingresso libero – con un prgramma dedicato alla formazione più “nobile” nella storia della musica da camera, il quartetto d’archi.
Il concerto comprende due opere di Ludwig van Beethoven eseguite dal Quartetto Eranos.
Quartetto n. 5 in la maggiore, op. 18 n. 5
Allegro
Minuetto
Andante cantabile con variazioni (re maggiore)
Allegro
Quartetto op. 11 n° 95 “Serioso”
Allegro con brio
Allegretto ma non troppo
Allegro assai vivace ma serioso – Più Allegro
Larghetto espressivo – Allegretto agitato – Allegro
Il Quartetto Eranos (Ekaterina Valiulina, violino – Saya Nagasaki, violino – Francesco Tosco, viola – Kerem Brera, violoncello) nasce nel 2014 all’interno del Conservatorio della Svizzera Italiana dall’incontro di quattro giovani musicisti e delle loro esperienze ricevute da realtà artistiche quali il Conservatorio di Mosca, la Toho Gakuen School of Music, la Scuola di Musica di Fiesole, il Conservatorio di Milano. Fondato di recente, il gruppo vanta una formazione musicale di altissimo livello, con insegnanti fra i migliori del panorama musicale internazionale, quali Sergej Krylov, Massimo Quarta, Yuval Gotlibovich e Robert Cohen. Il Quartetto studia attualmente con Stephan Goerner e Bruno Giuranna e ha recentemente vinto una borsa di studio per perfezionarsi con il Fine Arts Quartet. Si è esibito in varie rassegne in Svizzera e Italia.

7 novembre/ Polifonia con l’Africa

medici con l'africaMedici con l’Africa, in collaborazione con l’associazione Agorà di Albate e il coro Calycanthus di Treviglio, invitano, il 7 novembre alle 21 nella Parrocchiale di San Cassiano di Breccia, ad una serata musicale a scopo benefico, . L’iniziativa è a sostegno dell’ospedale di Angal in Uganda e vedrà tra gli ospiti l’organista Fabrizio Vanoncini e il direttore di coro Franco Forloni. Ingresso libero. (altro…)

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