immigrazione

Dove bisogna stare/ Storie di (stra)ordinaria accoglienza

Nella serata di giovedì 28 febbraio allo Spazio Gloria di Como è stato proiettato il documentario Dove bisogna stare [Daniele Gaglianone, Stefano Collizzolli, ZaLab, cooprodotto da Medici senza frontiere, un’ora e quaranta]. A seguire un breve commento del film con Stefano Collizzolli, regista, Georgia Borderi, una delle protagoniste della pellicola e Manuela Serrentino (Csf). In un’epoca che ha messo l’Italia al centro della scena europea come crocevia migratorio, quattro donne si sono ritrovate di fronte una realtà cruda e ingiusta, e hanno deciso di tentare di migliorarla: il film ne narra la storia.

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24 febbraio/ Scuola popolare di Cittadinanza di Rebbio

Dopo gli incontri “sperimentali” dell’anno passato, riprende la Scuola popolare di Cittadinanza di Rebbio: un progetto di grande rilevanza tanto per il territorio quanto per la crescita comune di nativi e migranti.

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A Milano continua la lotta/ No CPR, mai più lager

Sabato 16 febbraio le strade di Milano si sono di nuovo riempite di gente, dopo l’1 dicembre 2018, per il secondo atto della lotta contro l’apertura del cpr di via Corelli voluto dal governo in ottemperanza al decreto Minniti, che prevede l’istituzione di un centro detentivo per persone migranti in ogni regione italiana.

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16 febbraio, Milano: No ai CPR, no alla “legge Salvini”

Il 16 febbraio saremo in piazza di nuovo a Milano, con un corteo che partirà alle ore 14.30 da piazzale Piola, per continuare a costruire insieme l’opposizione dal basso all’apertura dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), a partire da quello di via Corelli a Milano, e alle politiche razziste e repressive che hanno trovato la loro massima espressione oggi nel DL Salvini.

● Sarà un corteo che intende snodarsi per le vie e il quartiere che abbiamo già attraversato il 1° dicembre, un’altra tappa di un percorso di allargamento che vuole parlare alla città, fatto di azioni che coinvolgano i territori e che tramutino in fatti e pressione sulle istituzioni i punti di rivendicazione contenuti nell’appello elaborato, condiviso e pubblicato dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.

● Vogliamo porre l’attenzione sulla molteplicità dei risvolti che il DL avrà sulle vite di tutte e tutti (che richiede ferme prese di posizione e provvedimenti concreti alle amministrazioni territoriali, modifiche legislative e inversioni di rotta al governo centrale, e sovvertimenti delle politiche migratorie alla UE), e non solo su temi strettamente di immigrazione.

● Una data che impone peraltro di non relegare l’intervento della Rete, anche per il prosieguo, al solo tema del CPR, e tanto meno solo a quello di Milano, inducendo ad avere invece orizzonti più ampi e sfidanti. E ciò avrà riflesso anche sull’iniziativa del 16 febbraio, che non avrà come meta via Corelli.

● Durante l’assemblea generale del 19 gennaio abbiamo siglato un patto di unità e responsabilità collettiva: decine e decine di realtà sono arrivate da tutta Italia per rilanciare con vigore la necessità di una strategia di lungo termine in cui convergano le energie e le intelligenze che si sono già espresse e quelle che si stanno attivando, anche in altri ambiti, apparentemente distanti. Dalla discussione è scaturita una ferma volontà di interporsi con proposte, voci, azioni legali e non solo, con una mobilitazione diffusa e continua, una resistenza civile su più livelli e in più ambiti, che si intersechino con le tante altre in giro per l’Italia.

● Non c’è più spazio per le ambiguità. E’ tempo di scegliere da che parte stare, e noi abbiamo scelto: stiamo dalla parte dei diritti, delle persone migranti e non solo.

Qui il testo dell’appello e il link alle richieste alle istituzioni, tema e obiettivo delle nostre future iniziative e di quelle di chi vorrà aggiungersi o anche solo prenderne spunto per attivarsi nel proprio contesto e territorio.

Qui di seguito l’evento Facebook, che vi preghiamo di condividere in queste ore, e dove entro sabato mattina troverete anche il percorso del corteo.

https://www.facebook.com/events/489478914792201/
Intanto la Rete cresce con nuove adesioni da ogni parte d’Italia, che trovate costantemente aggiornate al solito link dell’Appello che le riporta in calce

https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/verso-una-resistenza-civile-quotidiana-e-diffusa-a-difesa-dei-diritti-di-persone/408302743074571/

Per chi non avesse ancora aderito e volesse iscriversi alla mailing-list della rete NO CPR, può farlo inviando un’email a noaicpr@gmail.com

PARTENZA DA COMO

A Como ci si trova alle 10.30 al Monumento della Resistenza per preparare cartelloni e striscioni da portare in manifestazione. Dopodiché si mangerà insieme e alle 13.13 si prenderà il treno dalla stazione San Giovanni.

https://www.facebook.com/events/601669850257172/

MAGLIETTE

È possibile acquistare delle magliette per sostenere la rete NO CPR (foto in allegato) rivolgendosi a Fabrizio 3319034925

baggifabrizio@gmail.com

No Cpr: a Milano il 16 febbraio, a Como il 10 febbraio

«In preparazione del 16 febbraio, quando in tutta Italia si manifesterà la totale opposizione di grande parte della cittadinanza alla (ri)apertura dei Cpr per migranti e all’applicazione della legge “Salvini” sulla sicurezza, abbiamo organizzato un presidio con volantinaggio in piazza San Fedele dalle 11 alle 12 di domenica 10 febbraio in piazza San Fedele a Como.

Il presidio si inserisce nella serie di iniziative che la rete NO CPR propone da qualche mese, e ha lo scopo non solo di invitare sempre più persone al corteo di Milano, ma anche di ampliare ulteriormente la presa di coscienza sul peggioramento delle condizioni di vita, le gravissime distorsioni alla democrazia e al diritto stesso introdotte dalla legge “Salvini”. È quindi importante che in piazza sia presente un numero consistente di persone, anche in considerazione delle continue provocazioni fasciste e razziste cui assistiamo – anche in città – da molti mesi». [Como senza frontiere]

XXVIII Marcia di Csf: sono persone, non numeri

Si è svolta a piazza San Fedele il 10 febbraio la ventottesima Marcia per i nuovi desaparecidos, organizzata dalla rete Como senza frontiere. L’iniziativa è stata dedicata in particolare alla preparazione della manifestazione a Milano del 16 febbraio contro i Cpr.

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Garantiamo l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo


Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e Tam tam di Pace: «Che cosa significa togliere dall’anagrafe i richiedenti asilo? In una parola: renderli invisibili. Facciamo qualche esempio: niente più cure mediche, niente più scuola per i minori, niente più possibilità di lavoro, niente più percorsi di accoglienza e integrazione. In pochi secondi si cancellano i diritti fondamentali, aumentando il rischio di marginalità e producendo, per un incredibile paradosso, illegalità invece di sicurezza.

Da questa analisi nasce l’appello partito da Modena e firmato da Arci, Cgil, Anpi, Coodinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace con il quale si invitano i sindaci ad un’azione di disobbedienza civile nel rispetto delle leggi: continuare ad iscrivere i richiedenti asilo nelle anagrafi nonostante il permesso di soggiorno rilasciato non sia più ritenuto, in base alla legge 132/2018, un titolo valido. A trovare la soluzione legale sono stati i giuristi del CDC di Modena, che hanno individuato – sulla base della giurisprudenza costituzionale e del D. Lgs. 286/1998 – un’interpretazione delle norme dell’ordinamento che consentirebbe, se applicata da parte dei sindaci, di procedere all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo ‘aggirando’ così il Decreto Sicurezza.

Oltre ai diritti negati ai richiedenti asilo – quindi intere famiglie che si ritroverebbero senza assistenza sanitaria, bambini e ragazzi lasciati a casa da scuola e fuori da contesti associativi fondamentali per l’integrazione, adulti senza più possibilità di lavorare – la mancata iscrizione all’anagrafe impedisce ai Comuni di sapere chi è presente sul proprio territorio, facendo scomparire le persone dal sistema di ‘controllo’ e quindi intaccando la capacità di gestire le necessità del territorio, tra le quali la sicurezza e la sua percezione da parte dei cittadini.

Che cosa faranno i richiedenti asilo una volta ‘usciti’ dal sistema di servizi e opportunità?

Diventeranno irregolari, andandosi ad aggiungere così al numero di quelli che lo sono già per altri motivi, con limitatissime possibilità reali di rimpatri. In questo modo, aumentando il senso di insicurezza, l’illegalità e la marginalità, non si fa altro che creare quell’emergenza di cui si parla tanto ma che, numeri e dati alla mano, oggi non c’è. Questo è solo un piccolo pezzo delle conseguenze dell’applicazione del cosiddetto Decreto Sicurezza, ora definitivamente convertito in legge (L. 132/2018), che si sta traducendo in morti in mare, divieto di sbarco a persone tratte in salvo dalle navi delle ONG, trasferimenti coatti e senza ragione di donne, uomini e bambini i cui percorsi di integrazione sono spezzati. Quella lanciata da Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace è un’iniziativa concreta che vuole contrastare una deriva umana e democratica con l’invito ai sindaci ad accogliere questa interpretazione e disporre, in presenza delle condizioni evidenziate nel documento, l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, garantendo così i loro diritti fondamentali, senza alcuna disapplicazione della legge». [Arci nazionale

Landriscina e la bufala ghiacciata

C’è un comunicato del sindaco! Finalmente, il governo della città prende coraggio e si assume la sua responsabilità per essere al servizio della popolazione comasca. Che bello, lo ha fatto davvero. Ci ha messo la firma e la faccia, ha deciso. Forse ha inciso sulla sua scelta, per certi versi impopolare, l’esperienza del 118. Forse è stata determinante la volontà di riscattare se stesso, umiliato dalla necessità di assecondare irresponsabili politicanti sempre dalla parte opposta delle persone.

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Dal 28 gennaio “Ci passa la fame”/ Como senza frontiere/ Contro la barbarie egoista

Como senza frontiere ha sempre avuto tra le proprie finalità quella di trasmettere a livello locale mobilitazioni di portata più ampia che fossero in sintonia con la promozione dei diritti umani, la fratellanza e la solidarietà.

Questo obiettivo si fa sempre più attuale con il moltiplicarsi delle iniziative volte a contrastare la barbarie egoista e spietata che monta ovunque nel mondo. Pertanto, la rete condivide e sostiene le ragioni della mobilitazione “Non siamo pesci” promossa da vari esponenti del panorama culturale italiano per il 28 gennaio. Rilanciamo inoltre l’appello “Ci passa la fame” e diamo a quanti sul territorio volessero sostenerlo la possibilità di donare dal 28 gennaio fino a lunedì 4 febbraio latte, olio o pelati presso la parrocchia di Rebbio in via Lissi 11 a Como,  realtà ormai da anni protagonista dell’accoglienza di chiunque si trovi in difficoltà.  Nei locali della parrocchia saranno altresì raccolti the e biscotti per sostenere l’attività di vicinanza agli individui più fragili della nostra società resa possibile dall’associazione Como Accoglie. [Como senza frontiere]

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