Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 347.3674825, ecoinformazionicomo@gmail.com

Salire a bordo di noi stessi

Il 9 marzo 2019 a Fa’ la cosa giusta, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, nello stand dell’Arci che ha ospitato la Mare Ionio di Mediterranea,  Cecilia Strada, filantropa e saggista italiana nonché ex presidente di Emergency, e Alessandro Bergonzoni, scrittore, autore e attore teatrale, hanno raccontato le parole e i fatti del Mediterraneo. Il dialogo intessuto ha avuto l’obiettivo di presentare la Campagna di Mediterranea, alla quale Arci ha donato il proprio 5×1000: la nave Mar Ionio di Mediterranea ripartirà il 13 marzo, per una nuova missione umanitaria.

Cecilia Strada, autoproclamatasi per l’occasione “feticista delle parole”,  ha invitato il pubblico di Fa’ la cosa giusta a pensare al Mediterraneo tramite un gioco estremamente serio. Quali sono le parole che parlano del Mediterraneo e dei fatti inenarrabili (e spesso ine-narrati) che si susseguono di giorno in giorno tra le sue acque? Cecilia Strada le ha raccontate in forma di acrostico e per ogni lettera della parola Mediterranea – parola amata, odiata, accolta, rifiutata, partecipata, denunciata-  ha fatto sgorgare un fiume, anzi, un mare di altre parole.

Un mare che ci si deve infrangere addosso, anche se non siamo noi stessi in mezzo a quelle acque. Sono parole, è vero, o meglio, sono pensieri che si fanno parole e racconto, ma che partono da un’esperienza diretta: dagli occhi di chi ha visto e dalle orecchie di chi ha sentito. Sono parole perchè molti di noi non possono avere altro, ma da queste parole c’è la speranza che nascano ulteriori speranze, idee, propositi e  che questi si facciano poi gesti. Al centro di tutto c’è il Mediterraneo, o meglio c’è Mediterranea, che è più di un’associazione umanitaria operante nel Mediterraneo, ma è, appunto, tutte le parole che Cecilia Strada ha raccontato sabato.

Una riflessione teorica e meta fattuale la sua, che si fa però invito a usare le parole e i pensieri per comprendere anche ciò che ci sembra perlopiù incomprensibile, nella speranza che lo sforzo possa avere un significato e un ritorno concreti. Un invito ai giovani, soprattutto, (ma non solo): essere nati dalla parte giusta del mare non è un merito,  è “una botta di culo”, ha ironizzato Cecilia Strada, invece stare dalla parte giusta è tutt’altro.  E’ difficile stare dalla parte giusta, o meglio, è difficile scegliere di stare dalla parte giusta, perchè i fattori sono tanti: entrano in gioco l’inconsapevolezza, l’ignoranza, la mancanza di informazione, la paura. La paura soprattutto: quella paura terribile che si fabbrica di continuo, di bocca in bocca, di sentito dire in sentito dire. Non è facile libersasene, ma è possibile. Talvolta basta prendere in mano i dati, i numeri, le storie vere di persone vere. Di nuovo: le parole. “Fateci caso”, suggerisce Cecilia Strada e quest’espressione disinvolta segna a fondo chi ascolta: fateci caso a quello che succede, ai fatti, non solo a quello che vi viene raccontato.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è strada-fa-la-cosa-giusta.jpg

Parlare fa bene, ascoltare di più: ascoltare chi ha visto e vissuto sulla propria pelle queste storie terribili, ma anche chiedere, approfondire, usare le parole per ricostruire una realtà che ci sembra lontanissima e che invece è più vicina che mai ed è una realtà vera. Possiamo continuare a negarlo o a fingere, ma è una realtà vera.

Inserendosi nel dialogo, Alessandro Bergonzoni, si è chiesto e ha chiesto a Cecilia Strada e ai volontari di Mediterranea se sia possibile per noi uomini e donne, noi estranei a queste realtà di sopravvivenza e naufragio, di tortura e fuga, provare a comprendere. Secondo Cecilia Strada è possibile e doveroso: “Provate a pensare alle volte in cui vi è capitato di perdere di vista vostro figlio per tre minuti, in un luogo grande e affollato. Provate a pensare a quello che avete provato e immaginate che i minuti diventino ore e poi anni: non è necessario stare sotto le bombe o in mezzo al mare per capire.”

Alessandro Bergonzoni ha espresso con forza a tal proposito la sua idea: “C’è bisogno di andare oltre l’umano per capire e risolvere.” Certo, è la politica che deve risolvere, ma noi, noi cittadini, lavoratori, padri e madri, figli e fratelli, noi dobbiamo permettere a queste parole e a queste storie di entrarci dentro. Solo quando le accoglieremo dentro di noi potremo provare a capire. “La vita non basta affermarla, bisogna anche capire com’è”, ha affermato Bregonzoni, “perchè i miracoli non esistono, ma i miracoli si fanno”. C’è bisogno appunto – usando le sue parole- di andare oltre l’umano: ognuna di quelle brutture che sono state evocate dall’acrostico di Cecilia Strada è umana. Quel lato oscuro, brutto, auto distruttore della natura umana, certo, ma che fa pur sempre parte di noi. C’è bisogno allora, in questo tempo e in questo contesto storico e sociale, di essere sovra-umani, o almeno di credere di poterlo essere.

Di che cosa ha bisogno dunque un’associazione come Mediterranea, nel concreto? Lo hanno chiesto Cecilia Strada e Alessandro Bregonzoni da parte propria ma anche di noi presenti nel pubblico. C’è bisogno di denaro, certo, ma anche di uomini e donne che si imbarchino, così come di uomini e donne che da casa comprendano quello che si sta facendo. La comprensione è un passo di incalcolabile portata.

Così, ha sottolineato Bregonzoni, anche gli artisti, ruolo che egli riveste peraltro, devono mettersi in gioco. Sono storie, queste, che non è sufficiente denunciare: bisogna creare, usare la propria arte e la propria visibilità per comunicare, emanare, muovere, alitare, trasmettere. Il tema dell’immigrazione non è solo politico e d’altra parte non è solo artistico: è umano. Per comprenderlo è necessario, dice Cecilia Strada, “salire a bordo di noi stessi”. [Martina Toppi, ecoinformazioni]

 

Guarda altri video dell’iniziativa

https://drive.google.com/file/d/17pMkAT2Af5GLLNuq6LUv708jjQiL_GPy/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/1SQFDmIARvooHa1hhKvnp7zZeEXrwnGBI/view?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/1aoRqg0E6rmkecleRKpvzPSRnIo24_GaT/view?usp=sharing

Informazioni su MartinaToppi

Alla ricerca disperata di qualcosa da raccontare, lo trovo sempre nel posto meno sospetto. Aspirante giornalista (se fosse il New York Times non piangerei nemmeno troppo), correntemente provo a scrivere poesie e studio lettere antiche all’UniMi, sogno di scrivere un libro che stia sugli scaffali. Mi trovate anche su @LaCasadellaPoesiadiComo a gestire #LeApidell’Invisibile e su @Ecoinformazioni a raccontare cosa accade per Como o a parlare di scrittura su #Taraxacum. “I chose the road less traveled by/ and that has made all the difference.” R. Frost

Arci ecoinformazioni

Circolo Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@ gmail.com, www.ecoinformazioni.it. Registrazione Tribunale di Como n. 15/95 del 19.07.95. Direzione: Fabio Cani, Jlenia Luraschi, Andrea Rosso, Gianpaolo Rosso (responsabile). Proprietà della testata Associazione ecoinformazioni - Arci. Consiglio direttivo: Fabio Cani (presidente), Gianpaolo Rosso (vicepresidente), Jlenia Luraschi (tesoriera), Michele Donegana, Marisa Bacchin.

COOKIES/ Informativa per i lettori

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei social plugin. Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione anche semplicemente scrollando si presta il consenso all'uso dei cookie. Clicca sull'immagine per leggere l'informativa sui cookies.

Benzoni gioielli Benzonibijoux

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: