Scuola

Contributi per l’edilizia scolastica

scuola1Ceruti propone di chiedere un contributo della Banca europea degli investimenti.

Il rappresentante del Movimento 5 stelle a Palazzo Cernezzi con una interrogazione al sindaco e alla Giunta Lucini chiede di sapere se il Comune sia a conoscenza della possibilità di chiedere i contributi della Banca europea degli investimenti, il perché non sia ancora stata fatta richiesta e «se si intenda nel futuro avvalersi di questo canale di finanziamento a costo zero per il Comune».

Per Luca Ceruti «nel territorio comunale si necessita di finanziamenti per la sistemazione di edifici scolastici non più idonei ad ospitare in ambienti consoni i cittadini del domani». E, aggiunge e ricorda, «rientra tra i compiti e gli obiettivi del Comune individuare e proporre alla Regione Lombardia entro il 31 ottobre 2015 progetti di finanziamento con mutui agevolati dalla Banca europea degli investimenti con

oneri ed ammortamenti a carico dello Stato» (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

Video/ La mala scuola di Renzi contro la scuola dell’uguaglianza

malascuolaA guardare il salone Bertolio con una ventina di presenze all’incontro La mala scuola di Renzi e Giannini ci si può chiedere dove siano finiti i più di 700 firmatari della proposta di Referendum contro la “Buona scuola” di Renzi. Schizofrenia politica, settarismo delle sinistre abituate a frequentare solo le occasioni da loro stesse organizzate o difficoltà di comunicazione hanno reso meno efficace di quanto l’autorevolezza dei relatori avrebbe permesso la serata organizzata dal Prc con personalità quali Bruno Moretto, tra i padri della Lip (legge di iniziativa popolare sulla suola della Repubblica), Giovanna Capelli responsabile nazionale dell’area formazione e ricerca del Prc, Rosaria Maietta segretaria della Flc-Cgil di Como e Alice Rossi coordinatrice provinciale dell’Uds di Como.  Nel pubblico pochissimi insegnanti, il coordinatore provinciale di Sel, esponenti del Prc e un nutrito gruppo di giovani. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’incontro di martedì 29 settembre.

 

29 settembre/ Fermiamo la malascuola Di Renzi e Giannini

prcLa Federazione provinciale del Prc e le/i Giovani comuniste/i di Como invitano, martedì 29 settembre alle 21 al Salone Bertolio in via Lissi 6 a Como-Rebbio,  all’assemblea pubblica di approfondimento ed analisi della legge La buona scuola. Interverranno Giovanna Capelli, segreteria nazionale Prc, responsabile area Formazione, Università e Ricerca, Bruno Moretto, Coordinamento nazionae Lip, Rosaria Maietta, segretaria generale Flc-Cgil Como, Alice Rossi, coordinatrice provinciale Uds Como.

Buona scuola/ Ce n’est qu’un début

buonascuolapdPer qualcuno suonerà come una minaccia, ma altri la prenderanno come una buona notizia. All’incontro La scuola cambia il discorso della parlamentare pd Simona Malpezzi, componente della Commissione Cultura, è stato fortemente centrato sulla promessa che la “buona scuola” di Renzi sia solo l’inizio del percorso del governo, frenato nella sua spinta innovatrice dalla trattativa sindacale e dall’incomprensione, determinata dai media, dei lavoratori della scuola. (altro…)

21 settembre/ La scuola che cambia

pdIl Pd invita all’incontro la Scuola che cambia con Simona Malpezzi, deputata Pd e componente della Commissione Cultura, Chiara Braga, deputata Pd e componente della Segreteria nazionale del partito, Antonio Silva, già dirigente scolastico ed Eleonora Galli, insegnante e membro del Forum scuola della Federazione provinciale del Pd. Appuntamento lunedì 21 settembre, alle 18 nella sala conferenze della Cna  a Como in viale Innocenzo XI, 70.

Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale

uninsubriaUna nuova laurea magistrale all’Università dell’Insubria a Como.

«Nel mese di settembre partirà a Como il nuovo corso di laurea magistrale in Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, attivato a partire dall’anno accademico 2015/2016 presso il Dipartimento di diritto, economia e culture dell’Università degli studi dell’Insubria – spiega un comunicato dell’Università varesina e comasca –. Il nuovo corso è stato fortemente voluto dagli studenti del Dipartimento e preventivamente molto apprezzato nei suoi obiettivi formativi dall’imprenditoria locale. Si tratta di un corso magistrale di durata biennale che prevede lo studio a livello avanzato di due lingue straniere (a scelta tra inglese, spagnolo, tedesco e cinese) e si articola in due percorsi differenziati».

«Il primo percorso, Traduzione giuridica ed economica, destinato a formare traduttori specialistici in ambito giuridico ed economico, è strutturato attorno a quattro insegnamenti principali: Diritto commerciale e penale dell’impresa, Fondamenti di traduzione giuridica e metodologia della traduzione dei testi giuridici, Traduzione economica e finanziaria per l’internazionalizzazione d’impresa, Elementi di diritto processuale e traduzione nel processo – si precisa –. A conclusione di questo percorso i laureati potranno lavorare nelle imprese che intendono espandersi sui mercati esteri, oppure come traduttori specialistici presso uffici legali (ad esempio quelli che si occupano di marchi e brevetti), o come specialisti della traduzione nel processo civile e penale. Anche il secondo percorso, Mediazione Linguistica, Culturale e Giuridica si fonda su quattro insegnamenti principali: Alternative dispute resolution, Diritti religiosi e mediazione comunitaria e famigliare, Diritto dei migranti e Giustizia riparativa e mediazione penale».

«Le competenze acquisite potranno essere spese in tutte le professioni che richiedono dimestichezza con problematiche giuridiche ed economiche rilevanti in contesti di conflitto – si assicura –: ad esempio, operando come funzionario in organizzazioni umanitarie, culturali, scientifiche di interesse nazionale e sopranazionale, o come mediatore interculturale, occupandosi dello sviluppo e della gestione di programmi di integrazione e interventi di mediazione nel contesto di enti pubblici e privati. Uno sbocco professionale ulteriore, per questo percorso, è anche quello di interprete di trattativa e di comunità (in ambito medico, giudiziario e più in generale istituzionale, o nelle trattative di affari con soggetti stranieri)».

«Entrambi i percorsi costituiscono la ricaduta didattica di alcune delle linee di ricerca più forti del Dipartimento di diritto, economia e culture, il cui programma scientifico costitutivo fa esplicito riferimento al rapporto tra lingua e diritto e alla mediazione tra culture diverse – termina la nota –. L’insegnamento delle lingue sarà comune per i due percorsi, ma accanto alle lezioni di lingua gli studenti seguiranno laboratori specifici e differenziati a seconda del percorso scelto. Carattere innovativo e laboratoriale avrà anche la didattica degli altri insegnamenti, con un giusto bilanciamento tra conoscenze teoriche e competenze pratiche, che verranno sviluppate affrontando dei casi concreti attraverso delle simulazioni. Gli studenti interessati potranno effettuare un soggiorno di studi all’estero nell’ambito dei numerosi scambi Erasmus attivi presso l’Università dell’Insubria, o potranno conseguire il doppio titolo con il Máster Universitario en Traducción e Interculturalidad dell’Universidad de Sevilla (Spagna), trascorrendo un semestre presso l’ateneo spagnolo». [md, ecoinformazioni]

Presidente non firmi la deforma della scuola pubblica

ecoleL’approvazione il 9 luglio della “deforma” della scuola del governo Renzi, osteggiata fino alla fine da pedagogisti, lavoratori della scuola, studenti, cittadini e cittadine, chiama il Capo dello stato ad una decisione estrema in qualità di garante della Costituzione. La scuola della Repubblica invita Sergio Mattarella a non firmare. Leggi su école il testo della lettera al presidente della Repubblica.

La scuola di Renzi/ Una follia ideologica di autoritari dementi

2NEWS ECOLE 01-1
Mentre sembra essere avviata a conclusione vittoriosa la battaglia del governo Renzi contro il Parlamento per imporre senza discussione il testo della “deforma” della scuola, cresce nelle scuole la rabbia e la più radicale presa di distanza dalle idee autoritarie e devastanti che delineano la “buona” scuola del capo del Pd.  Il commento sul maxi emendamento del governo di Andrea Bagni, vicedirettore della rivista comasca école: «… è una follia ideologica di autoritari dementi». L’oltraggio, la violenza alla cultura, alla scuola e a chi lavora nella formazione è così grave da generare non solo opposizione diffusa, ma anche disgusto e voglia di andarsene.

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Como con Malala fa scuola

comomalalaComo fa scuola, l’importanza ed il valore politico di Malala,  presentata opportunamente ai giovani in una delle tracce della prova di italiano dell’esame di stato, è stata chiaramente affermata a Como dal Comune e dalla società civile uniti il 24 novembre del 2012 per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne intitolata nella nostra città Como con Malala con una grande partecipazione di giovani allieve delle scuole comasche. Riproponiamo di seguito il resoconto della giornata di Matilde Aliffi e i video dell’iniziativa.


Quasi duecento persone molte giovani, non solo donne, hanno partecipato all’iniziativa per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, organizzata dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Como in collaborazione con la consigliera di parità provinciale, con le forze politiche della coalizione che sostiene la giunta Lucini  e il coinvolgimento di vari movimenti femminili. L’azione è partita alle 10.45 in piazza Verdi con la presenza silenziosa delle Donne in nero (Video 1, 2), poi alle 11.15 si è svolto un flash mob al quale hanno partecipato anche molte studentesse, quindi le partecipanti e i partecipanti si sono incamminate mani nelle mani costituendo una lunghissima catena che si è svolta (video) fino a Palazzo Cernezzi dove gli interventi dell’assesora Giulia Pusterla e del sindacoMario Lucini hanno introdotto la lettura di brani significativi contro la violenza delle donne. Moltissimi gli interventi (video 1, 2 , 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15 , 16,21, 22, 23, 24, 25, 26,  ultimo,  testo dell’interventodi Miriana Ronchetti) e grande emozione tra i partecipanti, classi del Teresa Ciceri, consigliere e consiglieri comunali, parlamentari, esponenti delle forze politiche, di associazioni, del movimento femminista, cittadine e cittadini.

Tanti i volti di donne e di uomini che si sono si sono riuniti nel cortile di Palazzo Cernezzi a dire un forte «no» alla violenza contro le donne. Da un palco con tre corpi di donna violati, dalla guerra, dalla violenza e dalla misogenia, dal si è voluto esprimere un fermo rifiuto della violenza sulle donne, ma si è voluto anche rilanciare un messaggio di speranza e di coraggio. Como ha voluto manifestare la sua vicinanza a Malala, scegliendola come simbolo della mobilitazione, e tanti sono stati i riferimenti a lei nel corso degli interventi.

Significativa è stata la scelta del luogo della mobilitazione, che ha scelto Palazzo Cernezzi, sede del Comune di Como per lo svolgimento della manifestazione, chiaro segno di vicinanza da parte delle istituzioni nei confronti di questo tema. L’iniziativa è stata infatti promossa dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Como in collaborazione con la consigliera di parità provinciale, le forze politiche della coalizione che sostiene la giunta Lucini e con il coinvolgimento di movimenti femminili.

«Dobbiamo preparare il nostro futuro. Il futuro può cambiare ed essere migliore, e questo dipende da noi – ha detto Giulia Pusterla assessora alle Pari Opportunità del Comune di Como – parlare di strumenti che riguardano il nostro futuro significa parlare di istruzione, e per questo è chiaro il nostro riferimento a Malala. Oggi in Italia il problema dell’istruzione è superato ma forte è ancora la discriminazione. Chiediamo quindi di pensare a una recupero di un ruolo per le donne nella società e questo lo chiediamo per il nostro Paese».

Molti i partecipanti, tra cui tanti esponenti dell’amministrazione comasca, di diverso colore politico. Anche il sindaco di Como Mario Lucini era presente, ed ha apprezzato il fatto che ci fossero molti uomini all’iniziativa, «segno del fatto che anche gli uomini riconoscono che la nostra società ha bisogno della sensibilità e dell’intelligenza delle donne per fare passi avanti, manifestando così il loro impegno in favore dei diritti delle donne».

«Come ha detto Simone de Beauvoir – ha ricordato Celeste Grossi, attivista delle Donne in nero – donne non si nasce, ma si diventa, ma anche uomini non si nasce e si diventa» Il senso della numerosa presenza maschile alla manifestazione è quindi segno di un «comune cammino per i diritti» che va intrapreso assieme. Como dice no alla violenza contro le donne sostenendo Malala, studentessa quindicenne pakistana, che nonostante la sua giovane età ha lottato in un contesto molto difficile per l’istruzione e il diritto allo studio. Nello Swat infatti, regione al confine con l’Afghanistan, la condizione delle donne è drammatica, l’istruzione femminile è stata vietata, e sono state distrutte centinaia di scuole. «Malala è diventata famosa in tutto il mondo per il suo blog, dal quale urla la situazione delle donne nello Swat» ha detto Celeste Grossi, che ha poi ricordato come i talebani abbiano tentato di ucciderla poco più di un mese fa, sparandole alla testa, per impedirle di pensare, poiché rappresentava un simbolo scomodo. Ha continuato poi leggendo un pezzo di Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, scritto proprio in favore di Malala. Dopo aver condiviso le parole che un Nobel ha speso su di lei, con forza ha annunciato che è in corso una petizione per conferire il Nobel per la Pace a Malala nel 2013.

È seguita poi la lettura dell’articolo tre della Costituzione italiana, articolo che ricorda come la lotta contro la discriminazione delle donne sia uno dei pilastri su cui si regge lo stato italiano, dato che in esso viene sancita la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini e viene rifiutata quindi, tra le altre distinzioni, anche qualsiasi distinzione di sesso.

Molte sono poi state le letture di frammenti scritti da donne, tra cui anche Nobel per la Pace come Aung San Suu Kyi, Leymah Gbowee, Maria Teresa di Calcutta, e di attiviste come Anna Kuliscioff. Frasi che raccontavano il coraggio, la forza di lottare per i propri diritti e per i propri ideali, l’impegno per poter essere sé stesse, la delicatezza e l’amore per la vita, il grande impegno in favore della pace, contro ogni violenza.

Dopo queste letture sono intervenute sul palco le ragazze del Liceo Teresa Ciceri che hanno letto poesie contro la violenza sulle donne e testi che esprimevano il desiderio delle donne di un futuro diverso, nel quale non c’è spazio per la loro discriminazione.

La manifestazione è terminata a mezzogiorno, ricordando che le vittime in Italia di violenze sono ancora troppe, quest’anno quelle uccise sono più di centoquaranta. Andrèe Cesareo, consigliera di maggioranza, ha voluto però concludere con un augurio, rivolto a tutte le donne, di rilanciare un messaggio di speranza e di essere ferme nel pretendere tenendo la testa alta ciò che è loro dovuto.  [Matilde Aliffi, ecoinformazioni] [da ecoinformazioni del 24 novembre 2012]

9 giugno/ Sel contro la scuola di Renzi

sel comoSel organizza martedì 9 giugno a Inverigo alle 20.45 nella sala consiliare, in via Enrico Fermi 1,  un dibattito contro la pessima scuola di Renzi. Nella serata discuteranno del ddl “la buona scuola” e delle proposte alternative della Lip Federico Brugnani (Sel Como), Rosaria Maietta (segretaria provinciale Flc Cgil), Marco Lorenzini (docente e coordinatore  provinciale di Sel Como), Celeste Grossi (direttrice di ecole e Assemblea nazionale Sel). Leggi il comunicato. (altro…)

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