Ambiente

Paco e Territorio sui rifiuti

Un film disperato che illustra la morte della terra in Campania, ma anche proposte e speranze nella serata organizzata da Territorio precario e Paco mercoledì 9 luglio nella piazzetta Martinelli.

Più di cento persone hanno partecipato alla serata organizzata da Paco e da Territorio precario per parlare di rifiuti e vedere il film documentario Biutiful Cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero che mostra il disastro ambientale campano degli ultimi anni.
Guido Ortolani di Territorio precario presentando la serata ha illustrato la situazione di crisi paradossale con «la presenza della camorra e di ampi settori del mondo imprenditoriale» che aumentano lo sfacelo, «l’esercito posto a difesa di luoghi ritenuti strategici, le discariche» e un settore quello degli inceneritori «remunerativo solo grazie agli incentivi Cip 6».
L’esponente di Tp ha poi ricordato i problemi determinati dal termovalorizzatore di Brescia, spesso preso a modello: «Dalle analisi nei terreni circostanti c’è una grande concentrazione di diossine, tanto che una delle aziende agricole vicine, quella dell’Istituto tecnico agrario ha dovuto chiudere».
Bruno Magatti, consigliere comunale di Paco, ha esposto la proposta di delibera di indirizzo per un miglioramento del servizio per il futuro bando per l’assegnazione della gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Una idea nata dopo un’indagine svolta sul campo presentata da Paolo Sinigaglia. L’esponente di Paco ha denunciato che «dai sacchi viola, in cui vengono gettati carta, latte e plastica, viene separata manualmente solo la plastica, mentre il resto diventa Cdr (combustibile da rifiuti)».
Il movimento della rondine propone di creare altre piazzole per la raccolta dei rifiuti, il passaggio dalla tassa alla tariffa sui rifiuti, passando dai metri quadri delle case ai chili prodotti, un sistema di sconti per chi li va a depositare i rifiuti direttamente in discarica, un ribasso più generalizzato per tutta la città se vengono raggiunte migliori percentuali di riciclaggio e maggiori in informazioni ai cittadini. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Nessuna nuova cava nel comasco

Ad eccezione delle ipotesi mozzatesi nel documento di indirizzo elaborato dalla Commissione ambiente provinciale. La delibera sarà approvata mercoledì prossimo dalla Commissione per poi affrontare il suo lungo iter.

Non è ancora stata approvata dalla Commissione ambiente la delibera d’indirizzo sul Piano Cave, ma la prima bozza del documento è stata resa pubblica ieri per volontà del presidente di commissione Giancarlo Galli.
Una prima nota riguarda il metodo utilizzato dalla Commissione per redigere il documento: a differenza della proposta dell’assessore all’ecologia Francesco Cattaneo, che spingeva per un rapido svolgimento dell’iter sotto la minaccia del commissariamento regionale, i componenti della Commissione hanno scelto di procedere per consultazioni preventive, raccogliendo i pareri delle associazioni di categoria e dei sindaci interessati.
Proprio su indicazione di questi ultimi si è preferito escludere le ipotesi di apertura di nuove cave, ventilata nei mesi passati sulla stampa. Niente ruspe quindi a Cermenate, Asso e Fino Mornasco, per citare tre dei molti siti precedentemente individuati. Dovrebbe invece prendere corpo l’ipotesi di apertura di una cava a Mozzate, per cui il sindaco ha espresso parere favorevole, nonostante il protocollo firmato alcuni anni fa tra l’amministrazione mozzatese e quella provinciale che impediva grossi interventi nel Comune della bassa già afflitto dalla più grande discarica comasca e dal passaggio della Pedemontana. Dalla realizzazione della nuova bretella stradale saranno ricavati 2 milioni di metri cubi di materiali su 15 milioni previsti, i rimanenti saranno recuperati principalmente dallo sfruttamento, fino ad esaurimento, delle cave esistenti.
Quindi perché il documento non è stato approvato? Risponde Giancarlo Galli: «Il rinvio dell’approvazione definitiva deriva dalla necessità di un’ulteriore verifica per i siti di Cucciago e Locate Varesino. In ogni caso l’iter dovrebbe concludersi mercoledì prossimo dopo aver sentito gli amministratori locali».
«Per la discarica di Locate il sindaco ha detto “ni” – spiega Renato Tettamanti (Prc) – Avendo scelto un metodo di lavoro basato sul consenso delle amministrazioni locali, dobbiamo capire le intenzioni del primo cittadino locatese».
Ben diversa la situazione per la cava di Cucciago, per cui l’amministrazione locale ha più volte deliberato la chiusura. L’impianto è attivo da ormai 30 anni e la commissione ritiene irrealizzabile l’ipotesi di ampliamento per aumentare di 2-3 milioni di metri cubi l’escavazione, almeno finché non venga realizzata la variante alla provinciale 27.
L’amministrazione di Cucciago ha proposto un tetto massimo di 400 mila metri cubi, ma Paola Sala (Fi), consigliere provinciale eletta a Cantù, e con lei il gruppo di Forza Italia, non hanno votato la proposta a causa delle implicazioni viabilistiche e ambientali che incidono direttamente sulla città del pizzo. Si attende quindi una nuova consultazione dei comuni del canturino per una proposta definitiva.
L’obiettivo dichiarato è di portare il documento di indirizzo in Consiglio provinciale entro fine luglio. Ricevuto il via libera consiliare, gli uffici provinciali redigeranno la Vas, strumento molto importante dato il forte impatto ambientale caratteristico del Piano. Se tutto dovesse procedere secondo i progetti, il Piano cave verrebbe sottoposto all’esame del Consiglio entro fine anno. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Serata sul trattamento dei rifiuti a Como organizzata da Paco venerdì 30 maggio a Lora

Per gli organizzatori gran parte del sacco viola finisce nell’inceneritore, una presa in giro per le persone che si impegnano nella raccolta differenziata.

Nella sera di venerdì 30 maggio Ermanno Pizzotti e Bruno Magatti hanno presentato al pubblico, composto da una decina di interessati, le slide che Paco ha realizzato sulla tematica del trattamento dei rifiuti a Como e provincia (consultabili sul sito www.paco.co.it). Il consigliere comunale di Como ha poi illustrato la proposta di delibera firmata da altri 16 consiglieri che mira a migliorare l’appalto sui rifiuti, che non ha subito cambiamenti dal 1994 ed è carente e dispendioso. Paolo Sinigaglia ha delineato le responsabilità attribuite a Acsm ambiente per la raccolta e Econord per lo smaltimento. Attraverso le due visite fatte da Bruno Magatti allo stabilimento della Guzza di Como, ad Acsm ambiente e alla sede di Econord, si è concluso che la quasi totalità del sacco viola va nell’inceneritore come combustibile da rifiuti, a parte le bottiglie e i contenitori di plastica per i detersivi e il vetro dalle campane verdi. Inoltre per gli organizzatori della serata la piattaforma ecologica di Como, che raccoglie i rifiuti ingombranti, è dislocata in una posizione scomoda e tenuta in pessime condizioni.
La legge è chiara: l’inceneritore deve essere l’ultima scelta in mancanza di vari passaggi di riciclo. Lecco e Varese riciclano molto più di Como (53,9% e 44,1% nel 2006), con metodi di raccolta diversi.
L’appalto, di quasi 25 milioni di euro, una cifra non indifferente, è sostanzialmente scadente e non offre, neppure per la pulizia delle strade, un servizio adeguato. Basta pensare che nel 2005 sono state sospese la pulizia di 66 su 120 strade senza una giustificazione all’amministrazione comunale (una richiesta di delucidazioni in tal senso di Bruno Magatti è tutt’ora inascoltata). Il servizio invece è stato già pagato.
Con gli attuali problemi ambientali sarebbe necessario spingere il riciclo al massimo, minimizzando l’incenerimento, che porta a danni seri alla salute degli abitanti.
Per questo motivo, con la proposta di delibera, Paco vuole modificare le linee guida dell’appalto in scadenza il 30 maggio 2009 per mutarne le caratteristiche: eliminazione del sacco viola, istituzione di diverse raccolte differenziate, raccolta porta a porta, realizzazione di nuove piazzole ecologiche e rinnovo di quella esistente, costruzione di un impianto di compostaggio per mantenere il termovalorizzatore come ultima istanza.
I vantaggi sarebbero economici, poiché il costo del servizio per abitante scenderebbe di molto, ambientali, diminuendo la continua estrazione di materie prime e l’emissione di inquinanti.
Sinigaglia si è poi lamentato del fatto che si fa molto poco per informare i cittadini sul corretto smaltimento e ancora meno sulle effettive misure di raccolta messe in pratica dal Comune. Con una corretta campagna d’informazione attuata in molti altri Comuni – ha continuato l’esponente di Paco – le persone si sentirebbero più incentivate a differenziare. Se l’appalto verrà modificato si potrà fare un salto in avanti nella civiltà e nella sostenibilità ambientale. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

La Holcim di Merone su Altreconomia

Altreconomia dedica un servizio agli Inceneritori mascherati da cementifici con limiti di emissioni più permissivi rispetto ai termovalorizzatori tradizionali parlando della Holcim di Merone da sempre accusata dagli ambientalisti di inquinare il territorio.

In Italia sono presenti una novantina di cementifici che, per produrre 47 milioni di tonnellate di cemento, bruciano pet-coke, uno scarto della raffinazione del petrolio, combustibili derivati da rifiuti (cdr), pneumatici e rifiuti solidi urbani.
Sul numero di maggio di Altraeconomia è possibile leggere il servizio Gli inceneritori nascosti – Scoprire cosa bruciano i cementifici, che parla anche dell’impianto di Merone.
La rivista si può trovare nelle botteghe equosolidali del comasco: Garabombo in via Milano 263 a Como,Il Ponte in via Carcano 10 a Cantù, Mondo Equo in piazza San Cristoforo 1 a Guanzate, Shongoti in via Mazzini 57 a Erba.

Il metodo biologico contro quello tradizionale

Mercoledì 8 maggio Roberto Cavallerano di BioAgricert ha descritto il metodo di produzione e le certificazioni di un prodotto più sicuro e nutritivo di quello prodotto industrialmente.

Una ventina le persone riunite alle scuole di via Burgo per assistere all’incontro organizzato dall’Isola che c’è nell’ambito del percorso Vivi sostenibile a Maslianico.
Il relatore ha definito in breve i contenuti del regolamento Cee che definisce le normative dell’agricoltura biologica.
In seguito Roberto Cavallerano ha chiarito come spesso si sbagli chiamando biologico un prodotto, mentre invece biologico è il metodo di coltivazione, metodo senza ausilio di pesticidi chimici che garantiscono quindi l’assenza di residui dannosi per la salute. Il certificatore deve fare numerose visite durante l’arco di tutto l’anno per rendersi conto se veramente vengono rispettate le norme di coltivazione facendo attente analisi chimiche del terreno.
Per quanto riguarda l’allevamento per parlare di biologico bisogna garantire un’alimentazione al cento per cento costituita da mangimi biologici, senza Ogm e con almeno il 60 per cento di foraggio fresco. Inoltre bisogna che gli animali vivano all’aperto e abbiano la possibilità di muoversi mentre i trattamenti veterinari con farmaci devono essere limitati e possono essere usati solo prodotti accettati dalla normativa.
Il metodo biologico infine si distingue da quello convenzionale perché intende mantenere, nutrire e dare vita ai trenta centimetri di terra che devono essere tutelati per dare futuro all’agricoltura e tramite essa alle future generazioni. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

 

Paco denuncia i paradossi della raccolta differenziata a Como

La quasi totalità dei sacchi viola che vengono raccolti va ad alimentare i forni dell’inceneritore. Proposta una delibera di indirizzo per affrontare il problema.

Una ventina i partecipanti, martedì 30 aprile alle 21 alla cascina Massèe di Albate, all’incontro su Rifiuti, pulizia e appalto integrato a Como organizzato da Paco (Progetto per amministrare Como). I portavoce della lista della rondine hanno esposto la ricerca sullo stato dei rifiuti a Como da loro effettuata negli ultimi mesi, frutto anche di tre visite agli impianti di raccolta e smaltimento. È stata anche presentato la delibera di indirizzo che verrà proposta al Consigli comunale.
Bruno Magatti ha aperto l’incontro sottolineando che il tema dei rifiuti è diventato rilevante e va affrontato seriamente. Ad oggi è la sfida più difficile che il mondo occidentale deve affrontare: l’obiettivo Discariche zero che la Comunità europea si è posta entro il 2020 appartiene ad un futuro per nulla lontano e la riduzione della produzione di rifiuti all’origine è ancora, per lo meno in Italia, sostanzialmente inattuata. Il consigliere di Paco ha poi criticato il sistema comasco di raccolta differenziata. I sacchi viola che vengono raccolti diventano quasi per la loro interezza combustibile derivato da rifiuto (cdr) e vanno ad alimentare i forni degli inceneritori. La situazione a Como è molto critica e la lista della rondine propone una delibera di indirizzo. Paco vorrebbe attivare un dibattito trasversale tra tutte le componenti interessate: cittadini, amministrazione e imprese gestrici del ciclo raccolta – smaltimento. Un dialogo serio e rigoroso che porti in un anno alla scelta di una direzione da prendere più vantaggiosa dal punto di vista ambientale ed economico. La proposta di delibera verrà proposta con la sola firma di Bruno Magatti, anche se servirebbero quelle di sette consiglieri. «Vedremo» ha terminato il consigliere «chi e come vorrà accompagnarci in questo anno, la proposta vuole essere aperta a tutte le forze politiche».
Paolo Sinigaglia, portavoce del movimento, ha spiegato i punti cardine dell’indagine (consultabile sul sito di Paco www.paco.co.it) effettuata dalla quale si deduce che la quasi totalità del sacchi viola e la totalità dei sacchi neri finiscono bruciati. L’esponente del Progetto per amministrare Como ha poi descritto alcune differenti realtà italiane di raccolta-smaltimento che potrebbero essere prese a modello per possibili cambiamenti da apportare gestione rifiuti di Como.
Alla serata era presente l’assessore comunale all’Ecologia e all’ambiente Diego Peverelli (Lega Nord) che ha esordito dicendo che «si dovrebbe riuscire a scendere sulla terra e che molte delle parole dette durante la serata erano frutto della fantasia». Ha poi continuato elogiando i comaschi, cittadini rispettosi delle regole e ha dichiarato che la raccolta differenziata va di anno in anno sempre meglio grazie soprattutto agli sforzi degli abitanti.
Una parte del pubblico, dichiaratasi “presa per i fondelli”, ha duramente chiesto all’assessore come si sarebbe mosso nelle prossime 24 ore, alla luce delle notizie sulla racconta differenziata. Secondo alcuni dei presenti si dovrebbe togliere l’appalto all’Acsm o dare per lo meno delle multe alla società. Altri hanno chiesto come dovranno comportarsi nei prossimi giorni col sacco viola, se continuare a farlo oppure no. La risposta dell’assessore Diego Peverelli è stata che ognuno ha il diritto di pensarla come vuole e che quindi accetta le critiche, ma che purtroppo per intraprendere una qualsiasi azione si dovrà aspettare un anno e ha concluso ricordando che «i problemi non si risolvono con la bacchetta magica». [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

Apre il primo maggio e si protrae fino al quattro, a Lariofiere di Erba, Agrinatura 2008

Settima edizione di Agrinatura, dal primo al quattro maggio, al centro Lariofiere di Erba. Per il vicepresidente della Provincia di Como, Francesco Cattaneo, questa esposizione è un evento fondamentale perché permette l’equilibrio delle attività agricole e della conservazione ambientale, anche attraverso laboratori didattici per i più piccoli. Entusiasta dell’iniziativa anche l’assessore ai grandi eventi, Dario Bianchi, che ha espresso la volontà del coinvolgimento della provincia di Lecco nelle prossime edizioni della fiera. All’evento saranno presenti: protezione civile, polizia locale, produttori locali. La fiera sarà un’occasione per mettere in rilievo l’agricoltura locale, non solo dal punto di vista produttivo, ma anche per la manutenzione e tutela del paesaggio e delle colture. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

BiciAmo, in bicicletta per le vie di Como

Cinquanta persone si sono date appuntamento a Porta Torre per percorrere poi in bicicletta le vie di Como sabato 15 marzo per BiciAmo, una pedalata a sostegno dell’uso urbano della bicicletta.

Dopo la raccolta di quasi duemila firme per richiedere lo studio di un Piano della mobilità ciclabile all’amministrazione comunale, i comaschi amanti della bicicletta si sono ritrovati a Porta torre sabato 15 marzo alle 15 per una nuova pedalata di BiciAmo, il progetto dell’associazione La città possibile di Como per la promozione dell’uso della bicicletta in città.
Erano circa cinquanta, biciclette al seguito e campanacci in mano, pronti a percorrere i dieci chilometri del tragitto lungo le principali vie della città, per testimoniare concretamente la scelta di molti cittadini del mezzo di trasporto più ecologico e invitare gli stupiti passanti ad unirsi al festoso gruppo.

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