Inasprito il divieto di accattonaggio a Como
Con la prima ordinanza sulla sicurezza, Bruni, affermando di volere tutelare i minori, identifica nella repressione dell’accattonaggio la via giusta per risolvere i drammi determinati anche a Como dall’aumento della povertà. Si inasprisce il clima securitario e si prevedono multe e confische per i malcapitati.
A breve entrerà in vigore un’ordinanza comunale, concordata con la Prefettura, che inasprisce il divieto di accattonaggio nel capoluogo lariano. Si tratta, come spiega Palazzo Cernezzi in una nota, di una misura volta a «contrastare un fenomeno che ha subito un vero e proprio incremento negli ultimi tempi, nel numero di coloro che richiedono denaro anche in forma petulante e modesta [sic], avvalendosi soprattutto di minori o simulando malformazioni o menomazioni».
Una possibilità garantita da «l’articolo 54 del testo unico degli enti locali che di fatto, grazie al Decreto sicurezza emanato dal Governo, aumenta i poteri del sindaco in questi ambiti».
Dura la posizione del sindaco: «L’utilizzo di minori con finalità di accattonaggio è un fenomeno assolutamente odioso che è nostra intenzione combattere in tutti i modi. Non è, infatti, un caso che la prima Ordinanza in materia di sicurezza abbia lo scopo di tutelare i minori», interessato soprattutto alla «dignità ed al decoro urbano che ci viene costantemente segnalato dai cittadini e sul quale ora si può intervenire anche con il pieno appoggio delle altre forze dell’ordine».
Nono solo multe per chi viene trovato a mendicare, dai 25 ai 500 euro, ma anche la confisca amministrativa del denaro provento della violazione.
Il Comune guarda comunque al futuro ed «a questa ordinanza seguirà presto un provvedimento che vuole prendere in esame il fenomeno del bivacco in alcune aree di pregio storico della città. Nello specifico, appuntato sull’agenda del sindaco, c’è il caso eclatante della sosta pressoché permanente sotto il Broletto da parte di un gruppo di sbandati che crea problemi di decoro e di deturpamento di uno dei luoghi più turistici di Como».
Dopo il blocco totale dei trasporti di lunedì 8 settembre continua il braccio di ferro fra Asf autolinee e lavoratori per la ridefinizione dei turni, il pagamento degli strattino si sono fermati nei vari depositi organizzando assemblee permanenti sulla situazione della sicurezza e la manutenzione dei bus e hanno iniziato a discutere anche degli ultimi diktat dell’azienda per quanto riguarda i turni e gli straordinari. Raggiunti dai colleghi dei turni successivi si sono poi raccolti in un’unica assemblea a Lazzago.
Ancora difficoltà per le associazioni di immigrati comasche, al presidio per il ritiro del pacchetto sicurezza del ministro Maroni, indetto dall’Unione associazioni immigrati di Como sabato 12 luglio in piazza Vittoria a Como, si sono trovati in meno di cento, per lo più italiani, per contrastare la norma che prevede la schedatura dei rom, per la regolarizzazione di tutti gli immigrati che già vivono in Italia, per rimuovere gli ostacoli burocratici che rendono precaria la vita degli immigrati (ricongiungimenti familiari, tempi di rinnovo, ecc.) e per la libera circolazione di tutti. Significativa l’assenza delle comunità asiatiche e latinoamericane. Tra i presenti comunque grande la determinazione a non interrompere la mobilitazione per i diritti di tutte e tutti. Raccolte 70 impronte per l’iniziativa dell’Arci Siamo tutte e tutti rom.
Mercoledì 9 luglio sono state eletti i rappresentanti del Coordinamento comasco per la Pace. Sono stati riconfermati il presidente Emilio Botta e la vicepresidente Celeste Grossi, cambia invece il direttore. Per propri impegni personali Claudio Bizzozero lascia mantenendo la direzione della Scuola diritti umani. «Claudio aveva già espresso le proprie difficoltà – ha affermato il presidente dell’organizzazione pacifista comasca – ma abbiamo aspettato il naturale rinnovo delle cariche per formalizzare il tutto. Claudio ha avuto un ruolo fondamentale per la nascita e la crescita del sodalizio e siamo dispiaciuti dalla sua rinuncia, ma contenti che abbia voluto continuare a fare parte della nostra organizzazione assumendosi un altro incarico». Il Consiglio di amministrazione ha chiesto a Mauro Oricchio di gestire la fase transitoria fino alla nomina formale del nuovo direttore (con tutta probabilità lo stesso Oricchio) che avverrà a settembre.
«Siamo tutte e tutti Rom.
«Per la sicurezza e la tutela degli italiani, oltre che per la rimozione delle paure: la sbandierata ordinanza varata dal Ministro Maroni sulla rilevazione delle impronte ai minori rom, in realtà sembra andare esattamente nella direzione contraria.
Sabato 28 giugno nella graziosa piazza della frazione di Puginate di Bregnano una dozzina di bancarelle di produttori (tutta la gamma degli alimentari freschi) e bancarelle di artigianato della zona hanno animato la mattinata facendo conoscere i loro prodotti e distribuendo quanto ordinato dai gruppi d’acquisto solidale.
«Bambini che dichiarano di essere zingari, con il supporto e l’approvazione dei loro genitori, è la provocazione, un po’ ironica, un po’ preoccupata, che le Acli e la Caritas di Como propongono a tutta la comunità lariana dopo le dichiarazioni del Ministro dell’Interno sull’opportunità di identificare (e così a suo dire di tutelare) i bambini appartenenti a un’etnia e solo a quella.
