Anno: 2017

1 aprile: chiude l’accoglienza

Dal  primo aprile sono ancora più evidenti le colpe delle istituzioni che non hanno svolto il loro compito per assicurare ai migranti i diritti che umanità e leggi assegnano loro. L’idea sbagliata di immaginare che si possa lasciare le gestione del tema epocale del nostro tempo interamente alla buona volontà di privati e impegnarsi solo per nascondere i migranti alla vista dei turisti per evitare contraccolpi agli incassi di alberghi e ristoranti ha prodotto molti disastri, ha colpito la salute e il futuro di migliaia di persone, ha infangato la dignità civile della città.

Più ancora che gli errori commessi da Prefettura e Comune di Como nella gestione della cosiddetta emergenza migranti, nell’analisi anche solo quantitativa di ciò che è stato fatto spicca la sostanziale inattività della parte pubblica che ha si elargito molti milioni di euro (spesso impropriamente) a soggetti privati diversi, ma non ha costruito nulla. Basti pensare che in questo momento non esistono strutture del Comune di Como che fanno accoglienza e anche il cosiddetto  Campo governativo è in realtà appaltato a due soggetti privati Cri e Caritas che lo gestiscono. Ma se ci si affida al mercato e/o si conta solo sul cuore grande della città senza governare il processo accade e sta accadendo che dall’oggi al domani vengano a mancare più di 60 posti per dare rifugio a persone (persone!!!) che da domani sono in strada. Troppo facile e troppo comodo pensare che ancora una volta l'”istituzione” dell’accoglienza che risolve i problemi sia don Giusto della Valle. Anche i miracoli hanno un limite e l’idea di amministrare la cosa pubblica fiduciosi che poi ci sarà un miracolo non solo è improvvida, ma anche vistosamente irresponsabile e ingiusta. D’altra parte il fatto che pervicacemente Como, città di frontiera non dal luglio 2016, ma da millenni, non voglia prendersi cura del problema dei transitanti e abbia saputo solo nasconderli alla vista con una sinergia perfetta con la Prefettura per toglierli dalla Stazione San Giovanni e metterli in parte in strada e  in parte nel Campo governativo,   tuttora oscurato dal controllo democratico, inaccessibile ai media e privatizzato, pone dubbi anche su come le istituzioni saprebbero gestite altre emergenze della città. Se una sciagura colpisse una parte del territorio e si rendesse necessario accogliere per qualche mese 500 cittadini che non hanno più riparo cosa farebbero Comune e Prefettura? direbbero che gli spazi di proprietà comunale sono inidonei e lascerebbero dormire in strada la popolazione confidando che i ragazzi e le ragazze delle Ronde solidali si assumano anche la gestione di questo problema? Almeno in questo caso si dimostrerebbe che non si tratta di razzismo, ma semplicemente di colpevole grave e persistente inefficienza e incapacità. Ma esiste anche una Bella Como (piccola, ma attiva) che ha saputo  supplire all’inesistenza delle istituzioni e talora ha dovuto persino difendersi da esse, esistono reti e associazioni spontanee che si attivano per salvaguardare la vita dei migranti, il loro progetto di vita e la rispettabilità civile dell’intera comunità comasca. È la città che propone al Comune di utilizzare ad esempio l’ex Drop in per accogliere, è la città che ha realizzato la Mensa di Sant’Eusebio e la sua piccola struttura di accoglienza che oggi chiude, è la città delle straordinarie 8 donne di Refugees welcome che si è accorta (le istituzioni no) che quelli buttati fuori dai Cas esistono, è la città che concorda con Flavio Bogani sulla necessità di uno spazio per accogliere quei migranti che non sono aiutati dalle strutture che hanno regole di ammissione segrete e discriminatorie. È la città che si batte contro il decreto Minniti e il suo ritorno alle legislazioni differenziate per etnia di memoria fascista. È la bella Como. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Non è ammessa. Riflessioni sulla morte come pena

Con l’introduzione di Aniello Rinaldi, si è svolta, il 31 marzo alla Castellini di Como, la riflessione sul tema della pena di morte con la lettura scenica di Non è ammessa.  Riflessioni sulla morte come pena, del magistrato Giuseppe Battarino, una rappresentazione teatrale  interpretata da Virginia Sidoti, Clara Latorraca e Pietro Cerchiello. L’iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione Castellini e del Coordinamento comasco per la Pace. Già on line su canale di ecoinformazioni i video di Dounia Arrafi e Luca Bedetti.

Guarda  sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’incontro alla Castellini di Dounia Arrafi e Luca Bedetti.

1 aprile/ Nicola Fratoianni al primo Congresso di Sinistra italiana di Como

Sabato 1 aprile alle 14.30, al Centro Civico di via Grandi 21 (ex Circoscrizione 6) a Como, Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, aprirà il primo Congresso territoriale di Si. Il partito, fondato a Rimini poche settimane fa, ha raccolto il testimone di Sel e condiviso la scelta di apertura per la costruzione di un progetto più ampio di governo antitetico ai liberismi di destra e del centrosinistra. (altro…)

1 aprile/ La Banca del tempo compie dieci anni

 

Sabato 1 Aprile alle 9;30 nella Sala Stemmi, di Palazzo cernezzi, in via vittorio Emanuele 97 a Como, La Banca del tempo di Como insieme agli amici del Coordinamento regionale delle Banche del tempo, festeggerà i dieci anni di attività.
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Per i diritti dei migranti serve un’informazione seria

L’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti è attivo a Como per dare la corretta informazione e tentare di far riconoscere dalle istituzioni almeno i diritti previsti dalle leggi.  L’azione di informazione è essenziale perché, come sottolinea l’Osservatorio,  è «indispensabile per avviare correttamente la domanda di asilo protezione internazionale». Naturale quindi la critica  a quella spettacolarizzata delle Iene che può risultare controproducente quando banalizza seppur con il fine positivo di denunciare speculazioni . Leggi  il comunicato dell’osservatorio.

[Foto Gin Angri]

Attivismo sociale per l’accoglienza diffusa

Tutte donne, loro dicono casualmente e invitano anche uomini a partecipare, ma forse le esperienze delle otto persone che hanno dato vita al tavolo di Como dell’associazione Refugees welcome sono tipicamente femminili: attivismo sociale fondato sulle relazioni, sulla capacità di tessere fili anche diversi sciogliendo i nodi che inevitabilmente si formano e puntando ad arrivare al risultato con notevoli capacità organizzative e a farlo collettivamente senza quella tendenza a essere “prime donne” che è in realtà tipicamente maschile. (altro…)

A Palazzo Cernezzi il decreto della vergogna

Con una dichiarazione preliminare al Consiglio comunale di Como del 29 marzo Celeste Grossi ha denunciato la gravità delle norme Minniti che hanno avuto la fiducia in Senato: stravolgono il sistema giudiziario italiano creando un canale diverso con meno diritti per i migranti, impongono la criminalizzazione per chi fugge da guerre, violenze e povertà,  aumentano le spese e il migrabusiness e mortificano il ruolo delle forze dell’ordine costrette ad applicare norme inqualificabili e anticostituzionali.

«Fiducia a Minniti 

Nel Mar Mediterraneo si continua a morire. Il sistema di accoglienza è al collasso. L’estate si avvicina  in assenza di una regia sul fenomeno migratorio, un fenomeno strutturale che continuiamo a affrontare con modalità emergenziali.   

In questa situazione caotica il ministro Minniti ha chiesto e ottenuto la fiducia al Senato, ora passerà alla Camera, per l’ultimo voto,  su un Decreto che criminalizza rifugiati e immigrati, con  impatti nefasti sulla vita di migliaia di uomini, donne e bambinie, lungi dal risolvere i problemi, mette ancora più in difficoltà il sistema di accoglienza, aumentando i tempi di attesa e la spesa pubblicaPensare che diminuire le garanzie per i più deboli, con il grado unico di giudizio, l’abolizione del contradditorio nella procedura unica per le espulsioni, sia la soluzione alle difficoltà del nostro paese,  è sbagliato. Mortificla democrazia, limitando per legge i diritti di alcune persone – gli stranieri . Avall implicitamente atteggiamenti xenofobi e razzisti. 

Intanto a Como, i Consiglieri e le Consigliere comunali continuano a non poter entrare nel Campo di via Regina Teodolinda, dove convivono minori non accompagnati, minori accompagnati e adulti, un campo di cui ancora non sappiamo la denominazione formale e, di conseguenza, le normative che ne regolano il funzionamento. La situazione dei minori non accompagnati non affidati al Comune ci preoccupa. E non riusciamo a fugare dubbi e perplessità. Il 27 marzo, in risposta alla richiesta formulata dal presidentdella Commissione III di partecipare a una riunione sulla situazione dei minori non accompagnati, “il Prefetto comunica di aver già provveduto a fornire, con nota dell’01.12.2016“, “opportuni elementi informativi in merito all’individuazione di specifiche soluzioni alla problematica dei minori stranieri non accompagnati. Pertanto, resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, limitatamente a specifiche richieste di aggiornamento dei dati già comunicati“».  [Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel, Sinistra italiana]

30 marzo/ “Discariche” alla Rsi1 sui traffici di sabbia e materiali di demolizione tra Italia e Svizzera

Il 12 marzo 2015 è stata firmata un’Intesa fra Regione Lombardia e Canton Ticino, per facilitare l’esportazione di sabbia e l’importazione in Italia dei materiali edili di demolizione svizzeri. (altro…)

La prossima Como/ La candidata c’è: Rosa Luxemburg

Avevano detto che solo dopo la formazione della lista si sarebbe saputo chi sarà il sindaco/a de La prossima Como. E lo ha ribadito Marco Lorenzini  specificando che è il percorso e la condivisione delle idee che genera il profilo di chi le rappresenterà, non viceversa. Un’occhiata però al sito del percorso delle sinistre politiche e sociali che si presenta alle amministrative a Como svela che in realtà una candidata già c’è. Basta cliccare su “sindaca” nella pagina principale per vederne già nome, cognome e foto. È Rosa Luxemburg, indicata per prossimità evidente alle intenzioni della lista.

Nella presentazione alla stampa del 29 marzo, nella sala degli Stemmi di Palazzo Cernezzi, butade a parte, sono stati presentati da Marco Lorenzini, da Fabrizio Baggi, da Celeste Grossi e Luigi Nessi i cardini del programma:  «Diritti, perché ogni progetto dovrà garantire e promuovere un diritto ai cittadini e ai lavoratori pubblici; Partecipazione, perché di fronte alla diminuzione dell’interesse per la politica e al minor coinvolgimento delle persone, spesso spettatrici più che protagoniste, bisogna rafforzare i presidi di democrazia e il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle cittadine; Redistribuzione, non soltanto come risarcimento ai settori deboli della società, ma come politiche pubbliche inclusive che stimolano la partecipazione e la coesione sociale; Sostenibilità e vivibilità, perché una città bella, sostenibile, con legami sociali vivi e un tessuto partecipativo è vivibile e attrattiva; Innovazione e buon governo, perché la buona politica è quella che non scimmiotta le pratiche aziendali, ma vuole cambiare la macchina pubblica e amministrare i processi, a partire da una visione di cittadinanza e di valorizzazione della sfera pubblica e del primato della politica». Nessuno accenno polemico alla lista di Magatti verso cui è stata ribadita la stima personale, ma anche conferma della distanza di orizzonte politico, puntando a dare rappresentanza alla città che anche l’ultima giunta non ha saputo o voluto ascoltare.  Hanno partecipato all’incontro anche alcuni/ e candidati/ e della lista (Luciana Carnevale, Emanuele Salvadè, Giusy Giupponi, Luigi Nessi, Celeste Grossi, Manuela Serrentino, Alberto Bracchi) e persone prossime al progetto come Maria Teresa Carminati, Severino Proserpio, Mariateresa Lietti. Già on line sul canale di ecoinformazioni  i video degli interventi. Info La prossima Como.

Guarda sul canale di ecoinformazioni altri video degli interventi.

ecoinformazioni 571

Parla di razzismo occidentale il numero 571 del nostro settimanale, con l’editoriale di Andrea Rosso, e dell’Europa che vorremmo, di frontiere che non vogliamo, del pd che si dissolve in città incoronando Traglio candidato sindaco, della lista Civitas di  Magatti e della sinistra che è unita anche a Como con Fratoianni il 1 aprile in città per sostenere La prossima Como e della nuova segreteria di Rifondazione comunista. È un numero  ricco di appuntamenti: da Refugees welcome del 30 marzo, al 31 marzo con l’assemblea della rete Como senza frontiere e con i Comunisti contro Stalin di Bulgarograsso, al 1 aprile con la Banca del tempo. Nella cultura, Arte + musica a Chiasso e naturalmente c’è Cactus, con una selezione di immagini nella sezione Como foto social club e con il video della settimana di Petro Caresana. Sfoglia on line il 571.

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