Anno: 2020

8 febbraio/ Paolo Cevoli al Teatro Sociale

Sabato 8 febbraio alle 20.30 Paolo Cevoli porterà al Teatro Sociale di Como La Bibbia con la regia di Daniele Sala.

La Bibbia è il Libro dei Libri, il Best Seller dei best sellers, da tutti conosciuto anche se forse non da tutti letto. Paolo Cevoli vuole rileggere quelle storie come una grande rappresentazione teatrale dove Dio è il “capocomico” che si vuole rappresentare e far conoscere sul palcoscenico dell’universo. Dio è il “Primo Attore” che convoca come interpreti i grandi personaggi della Bibbia.
E forse anche ognuno di noi è protagonista e attore e può scoprire anche l’ironia e la comicità di quella Grande Storia. Cevoli è un giocoliere della parola, un comico con il gusto della provocazione e un linguaggio appuntito. In questo spettacolo-monologo presenta alcuni grandi personaggi dell’Antico Testamento mettendo in evidenza le loro fragilità e incoerenze, perché in fondo le Scritture affrontano temi di grande attualità, dalle migrazioni al rapporto tra padri e figli.

Info e biglietti qui.

8 febbraio/ Parità in pillole alla sala Lissi

Sabato 8 febbraio alle 17 la sala A. Lissi di via Ennodio 10 a Como (Rebbio) ospiterà la presentazione del libro di Irene Facheris Parità in pillole [2020, ed. Rizzoli].

L’inizitiva promossa dall’Associzione Alfonso Lissi vedrà protagonista l’autrice che spiegherà “imparare a combattere le piccole e grandi discriminazione quotidiane”.

Al termine sarà offerto un aperitivo. Ingresso libero

9 febbraio/ Brunch benefico

Gli Amici del Sant’Anna con Angelo Orsenigo, consigliere regionale lombardo del Pd, invitano tutti e tutte domenica 9 febbraio alle 11,30 a un brunch benefico a sostegno della Pediatria dell’Ospedale Sant’Anna. L’iniziativa si svolgerà da Attivamente a Como in via Pastrengo 15 (ex pastificio Castelli).

7 febbraio/ Articoli 10 e 11 della Costituzione

Venerdì 7 febbraio 2020, alle 16.30, nell’aula magna del Dipartimento di Diritto Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria, a Como in via Sant’Abbondio 12, si tiene l’incontro Guerra, libertà, diritti – Gli articoli 10 e 11 della Costituzione italiana, organizzato da Anpi – Comitato provinciale di Como e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” nell’ambito del Mese della Pace 2020.

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Diritti contadini

Sabato 1 febbraio, nella sede di  Asylum a Como si è svolta la conferenza sulla Dichiarazione dei diritti dei contadini e delle persone che lavorano nelle aree rurali, approvata dall’Onu nel novembre 2018. Sono intervenuti Fabrizio Garbarino, presidente dell’associazione Rurale italiana, Claudio Solito, presidente della cooperativa La viranda e Manuela Serrentino dell’Associazione Terra Viva, moderatrice. Già on line su canale di ecoinformazioni i video di Mara Cacciatori e di Artur Barghesaghi di tutti gli interventi dell’iniziativa.  

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6 febbraio/ In Pace con la Terra

Nell’ambito delle iniziative di Como futuribile giovedì 6 febbraio alle 15,30, Claudio Fontana animerà il primo dei tre incontri del ciclo In Pace con la Terra, all’Università popolare presso Associazione Carducci via Cavallotti 7 Como. Ingresso libero.

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1 e 2 febbraio/ Erba/ Fiera Elettronica a Lariofiere

Sabato 1 e domenica 2 Lariofiere apre i battenti a Erba la tredicesima edizione del Salone dell’Elettronica. Coinvolti i settori dell’elettronica, elettrotecnica, informatica, automazione con una vasta esposizione di prodotti, componenti ed accessori. L’appuntamento della fiera offre la possibilità anche di acquistare prodotti usati e rigenerati con un evidente vantaggio ambientale.

30 gennaio/ I miracoli del Monte di gesso

In occasione del Mese della Pace 2020, il Coordinamento comasco per la Pace e il Centro di servizio per il volontariato dell’Insubria invitano il 30 gennaio alle 21 al Gloria dell’Arci Xanadù alla proiezione de I miracoli del  Monte di Gesso, film-documentario di Dario Tognocchi prodotto I Girasoli e dalla Cgil Como. Interverranno: Lorenzo Tondo, The Guardian, don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, Calogero Santoro, presidente de I Girasoli, Mohammed Sissoko, protagonista del film documentario, Nonò Salomone, cantastorie, Matteo Mandressi, Cgil Como. Modera l’incontro  Andrea Quadroni, La provincia

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29 gennaio/ Agenda 2030 strumento di Pace

Mercoledì 29 gennaio alle 18 in Pinacoteca di Via Diaz 84 a Como per il mese della Pace Cgil, Cisl, Uil, Acli e Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Como invitano all’incontro Agenda 2030 strumento di Pace. La sostenibilità ambientale, economica, sociale si costruisce nel territorio. è previsto un interessante incontro che ha come tema lo sviluppo sostenibile visto dal territorio.

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Un concerto documentario per Chet Baker

Un Cinema-Teatro di Chiasso colmo fino al limite ha accolto lo spettacolo Tempo di Chet, dedicato alla musica e alla vita del grande trombettista Chet Baker: uno spettacolo a metà fra concerto e teatro.

Lo si potrebbe forse definire docu-concert, se il neologismo non fosse un po’ troppo audace… Il palcoscenico è infatti diviso in due piani (anche scenograficamente): davanti si svolge l’azione teatrale che attraverso una serie di rapidi quadri ripercorre la vicenda umana di Chet Baker, e dietro – rialzato al di sopra dell’ideale bancone da bar – si tiene un vero e proprio concerto con Paolo Fresu (tromba e flicorno), Dino Rubino (pianoforte) e Marco Bardoscia (contrabbasso). I due piani restano fisicamente separati (una sola volta un attore “invade” il palco musicale), ma sono perfettamente complementari nel raccontare la figura del protagonista.

Chet Baker incarna, in un certo senso, uno degli archetipi del jazz: quello del grande musicista che si è fatto da sé (al di fuori di studi regolari) e che da sé si è distrutto (a causa, principalmente, dell’abuso di droghe). In realtà – come sempre – la storia è più complessa e nella vicenda biografica di Chet si agitano molti altri temi, molte altre criticità. E il testo di Leo Muscato (che è anche regista) e Laura Perini le porta – con misura – in evidenza: le dinamiche razziali tra bianchi e neri (nel caso del jazz all’apparenza rovesciate, poiché tradizionalmente è musica “black”), quelle di classe (che si intuiscono nell’origine popolare-rurale di Chet, che veniva dall’Oklahoma), quelle dei comportamenti (tra omologazione e “devianza”).

Tutto questo è raccontato – come in un documentario, appunto – da alcune testimonianze rese da persone che hanno “incontrato” Chet Baker in diversi momenti della sua vita, e da pochi flash back sui primi momenti della sua vita e della sua carriera. Ma soprattutto è raccontato dalla musica che si snoda quasi senza soluzione di continuità per tutto lo spettacolo: non colonna sonora ma vero e proprio concerto che assume il ruolo di coprotagonista della rappresentazione. Nella sequenza dei brani si alternano alcuni standard cari alle performance di Chet con altri appositamente scritti da Paolo Fresu, e il mix è talmente ben orchestrato che non è facile (almeno per i non-addetti-ai-lavori) distinguere i secondi dai primi (a parte alcuni classici risaputi, si intende: come ‘Round Midnight, peraltro esplicitamente citato).

Bravissimi i tre musicisti: non solo Paolo Fresu ma anche Dino Rubino e Marco Bardoscia. Molto efficaci gli attori che, a parte Alessandro Averone – cui spetta il ruolo di Chet Baker -, sono costretti a un vero e proprio tour de force nell’interpretare tanti diversi testimoni. Sostenuto il ritmo ed evocative le scene.

Se un rilievo può essere mosso è quello relativo alla “rimozione” di quel pezzo di vita di Chet Baker che va dal nucleo centrale raccontato nello spettacolo, negli anni Cinquanta, fino alla morte, ovvero il probabile suicidio ad Amsterdam, pure evocato nel finale, che però è datato ben trent’anni dopo, nel 1988. Forse non tutto il pubblico si rende conto sono passati trent’anni e che in quel lasso di tempo Chet è comunque riuscito ad esprimere – nonostante tutte le difficoltà – grande musica (quella versione lunga di My Funny Valentine citata proprio all’inizio dello spettacolo sarebbe in effetti quella del suo ultimo concerto, poco prima della morte). Ma è poca cosa, a confronto con la magica inserzione finale della sola voce di Chet Baker che canta Blue room.

Un ottimo modo di raccontare un musicista, senza celebrazione, ma con molta intensità.

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