Diritti contadini

Sabato 1 febbraio, nella sede di  Asylum a Como si è svolta la conferenza sulla Dichiarazione dei diritti dei contadini e delle persone che lavorano nelle aree rurali, approvata dall’Onu nel novembre 2018. Sono intervenuti Fabrizio Garbarino, presidente dell’associazione Rurale italiana, Claudio Solito, presidente della cooperativa La viranda e Manuela Serrentino dell’Associazione Terra Viva, moderatrice. Già on line su canale di ecoinformazioni i video di Mara Cacciatori e di Artur Barghesaghi di tutti gli interventi dell’iniziativa.  

Garbarino ha spiegato il lungo percorso che ha portato alla conquista di questa dichiarazione. Già nel 2000 il sindacato indonesiano, membro della Via campesina, organizza le prime riunioni per avere uno strumento internazionale che protegga il mondo rurale.

Dopo dieci anni di lotte che hanno coinvolto circa 200 milioni di contadini e di piccole unità produttive agricole di tutto il mondo, il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu, presenta una Dichiarazione che protegge il mondo rurale, ma solo nel novembre 2018 questa viene definitivamente approvata. Tra i paesi dell’Unione Europea solo il Portogallo ha votato a favore, mentre tutti gli altri stati si sono astenuti. Questa Dichiarazione, che ora dovrà essere recepita dalle leggi di ogni stato nazionale, è di estrema importanza perché, per la prima volta, si riconosce che il contadino è colui che si occupa di agricoltura tradizionale su piccola scala e che garantisce la sicurezza alimentare in tutti i paesi del mondo, con sistemi agro-ecologici sostenibili. Inoltre si afferma che la popolazione rurale ha il diritto di conservare, utilizzare, interscambiare e vendere semi e di salvaguardare il sapere relativo ad essi. Chiaramente questo percorso è stato ed è ancora fortemente osteggiato dalle grandi imprese agricole, dai latifondisti e dalle imprese che controllano quasi tutto il mercato dei semi. Non dimentichiamo che, nel mondo, molti attivisti ambientalisti sono stati uccisi o arrestati. Nel corso del dibattito sono intervenuti esponenti della Cooperativa la Runa, della Cooperativa Miledù, della Rete L’Isola che c’è, della Cooperativa Corto Circuito e dell’associazione Asylum, co-organizzatori dell’evento. Il percorso sarà ancora lungo, ma momenti di sensibilizzazione e discussione sono fondamentali per creare “un patto” tra consumatori e produttori, che vada a sostenere un modello agro-ecologico e solidale, che si oppone al degrado del suolo, allo spopolamento e alla espropriazione delle terre. [Manuela Serrentino, ecoinformazioni]

Già on line su canale di ecoinformazioni i video di Mara Cacciatori e di Artur Borghesani di tutti gli interventi dell’iniziativa.

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