Iperal Albate/ Assemblea e due proposte
All’assemblea del 30 gennaio i e le cittadin3 di Albate hanno risposto dimostrando grande interesse. Gli organizzatori dell’incontro Pd e Avs esprimono posizioni solo in parte comuni. Per il Pd si tratta di modificare il progetto e renderlo corrispondente alle esigenze del territorio, per Avs il nuovo supermercato non s’ha da fare. Nel seguito i comunicati del Pd e di Avs.



Pd/ Nuovo supermercato ad Albate? I cittadini rispondono presente: necessario un tavolo di confronto
«Gli abitanti del quartiere hanno risposto con una massiccia presenza al secondo incontro promosso dal PD di Como insieme ad AVS e PSI. Il progetto – così come è ora – non è funzionale alle esigenze del quartiere. L’interesse legittimo di avere un nuovo supermercato non è barattabile con le conseguenze devastanti sulla viabilità, la mobilità pedonale e ciclabile, la qualità stessa della vita nel quartiere in una zona cosi centrale, dove alcuni interventi mirati sarebbero comunque necessari (e lo sarebbero da tempo!).
Sono state presentate proposte, richieste e un’ipotesi di progetto diverso da quello presentato dalla ditta proponente (Iperal). È necessario aprire un tavolo di confronto tecnico e politico che dev’essere fatto insieme ai residenti e rivolto al Comune e a Iperal. Alcuni cittadini hanno espresso la volontà di organizzarsi in un comitato per far sentire con forza le loro giuste pretese.
Mentre il sindaco nonché assessore scappa ancora una volta dal confronto con la cittadinanza, il Partito Democratico sarà sempre disponibile al confronto, all’approfondimento sempre nell’interesse della cittadinanza, sempre dalla stessa parte, sempre dalla parte delle persone».
[Daniele Valsecchi – Segretario del Pd cittadino, Francesco Finizio – Segretario circolo Pd].
Avs/ Non vale la pena
«Albate il nuovo supermercato Iperal: traffico, degrado della vita del quartiere e scarsi
benefici per i residenti. Il centro di Albate non è il luogo adatto e la soluzione viabilistica
proposta è inaccettabile.
L’insediamento di un nuovo centro di media distribuzione Iperal nel cuore di Albate solleva gravi
preoccupazioni. Le principali criticità riguardano il forte impatto sulla viabilità, l’aumento dell’inquinamento e la perdita dell’identità del quartiere, con scarsi benefici per chi ci vive Un supermercato di troppo in un quartiere già congestionato.
Il nuovo Iperal, collocato in un’area densamente popolata, attirerà un flusso continuo di clienti da aree limitrofe ed anche traffico che per ora è solo di passaggio, aggravando ulteriormente la già precaria situazione viabilistica. Si stima che il supermercato registrerà un’affluenza giornaliera tra 500 e 1.500 clienti, con picchi fino a 5.000 nei periodi festivi. La viabilità locale, già messa a dura prova, subirà un ulteriore sovraccarico, soprattutto sulla via Canturina e via Sant’Antonino, dove è previsto l’ingresso alla struttura. Un traffico non solo di auto, ma anche dei mezzi pesanti e della logistica del supermercato. La soluzione proposta, con una rotatoria in prossimità di un semaforo già esistente, rischia di creare un cul-de-sac, con conseguenti ingorghi e disagi per gli automobilisti e i residenti.
Traffico e sicurezza: un problema sottovalutato.
Oltre alla congestione, l’aumento del traffico veicolare comporterà un maggiore rischio di incidenti stradali, in particolare nei pressi dell’ingresso del supermercato. Le strade del quartiere, a partire dalla via Sant’Antonino, non sono progettate per sostenere un volume così elevato di veicoli, con ripercussioni negative anche sulla qualità della vita degli abitanti.
Un impatto ambientale non compensato.
L’incremento del traffico porterà inevitabilmente a un aumento delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento acustico, con conseguenze dirette sulla qualità dell’aria e sul benessere della popolazione. Il quartiere, soprattutto nei weekend e festivi, rischia di perdere quella tranquillità che oggi caratterizza le sue strade e i suoi spazi verdi.
Il rischio di desertificazione commerciale.
Un altro punto critico è la possibile chiusura dei negozi di vicinato, della Cooperativa e dello stesso mercato all’aperto, messi in difficoltà dalla concorrenza del grande distributore. La progressiva perdita di attività locali comporterebbe una riduzione della varietà commerciale e un impoverimento del tessuto economico di Albate, con un quartiere sempre più dipendente da un’unica grande catena.
[…] né il miglioramento delle aree verdi già esistenti a partire dai giardini prospicienti o altro. Non esiste nella convenzione di progetto un impegno per l’assunzione di personale locale e il parcheggio pubblico, previsto come standard urbanistico, sarà regolamentato da Iperal senza vincoli chiari, penalizzando i residenti. Chi si reca abitualmente a fare spesa in auto potrà forse risparmiare un chilometro di strada rispetto ad oggi (rispetto ai molti supermercati esistenti nel raggio di tre chilometri) e in generale i clienti potranno forse risparmiare qualche euro sulla spesa prodotto e avere più varietà di scelta. Messi sul piatto della bilancia costi e benefici, non ne vale la pena.
Chiediamo un maggiore coinvolgimento della comunità e un ripensamento del progetto Il processo decisionale finora ha visto un coinvolgimento minimo della cittadinanza. È fondamentale promuovere un incontro istituzionale per accogliere le osservazioni dei residenti e delle realtà sociali e politiche locali. Ed è assolutamente necessario un ripensamento delle soluzioni viabilistiche, ambientali e sociali proposte.
Se ad Albate mancano servizi essenziali, la gente va ascoltata e questa esigenza va soddisfatta ma non con un ipermercato su via Sant’Antonino che peggiora irreversibilmente la vita del quartiere.
Nella zona di Albate sicuramente ci sono aree più idonee.
[Elisabetta Patelli per Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Colombo referente Verdi di Albate]

