22 maggio/ Io che lavoro per un algoritmo
Lunedì 22 Maggio alle 21 al cinema Astra, in viale Giulio Cesare 3 a Como, Io che lavoro per un algoritmo, storie di lavoro e legalità.Un film in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci. Un’iniziativa organizzata da Cgil di Como, Silp Cgil, Libera rivolto alla cittadinanza e agli studenti di scuola secondaria di secondo grado. (altro…)
«Da pizzeria della ‘ndrangheta a pizzeria della legalità e della cultura. La seconda vita di Wall Street, il locale sequestrato a Lecco nel 1992 al clan Coco Trovato. Dentro alla pizzeria Wall Street fu arrestato il 31 agosto del 1992 Franco Coco Trovato, capo del clan. Wall Street fu anche il primo grosso processo per mafia in Lombardia. Oggi, 25 anni, quel luogo rinasce e si trasforma in spazio culturale. In occasione della giornata in memoria delle vittime innocenti di mafia è stato aperto, una pre-inaugurazione in attesa di quella vera e propria il 31 marzo. Gestiranno la struttura la cooperativa sociale La Fabbrica di Olinda, l’Arci provinciale di Lecco e l’associazione Auser – Filo d’argento, in collaborazione con Libera e con il Comune di Lecco che ha emanato il bando di gara ed è proprietario del locale. Da oggi la pizzeria si chiamerà Fiore. » [fonte Radio Popolare.it]
Il Comitato Soci Coop Como promuove domenica 19 marzo dalle 10.30 al negozio Coop di via Giussani a Como, in occasione della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia lo spettacolo La mafia nel piatto, storie più o meno note di infiltrazioni mafiose nel settore agroalimentare raccontate dal Teatro D’Acqua Dolce. A seguire aperitivo del G(i)usto con i prodotti di Libera Terra.
Il 21 marzo diventa anche per legge la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia. Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci.
«Nella notte tra il 25 e il 26 novembre, a poche ore dal convegno che si è svolto a Modena promosso da Libera dal titolo Come cambiano le mafie idee e nuovi percorsi di contrasto con la partecipazione di Enza Rando , di Luigi Ciotti e dei procuratori Federico Cafiero de Raho e Franca Imbergamo, ignoti si sono introdotti nello studio di Modena dell’ avv Enza Rando, vicepresidente di Libera e che per l’associazione cura le costituzioni di parte civili in numerosi processi di mafia, mettendo a soqquadro la sua stanza senza che alla stessa sia stato sottratto nulla, pur essendo a portata di mano Pc, penne e altri oggetti di valore . Tra gli elementi preoccupanti l’apertura delle ante di armadi in cui sono custoditi i faldoni riguardanti le costituzioni di parte civile nei processi di mafia.Esprimiamo preoccupazione ed inquietudine per il grave episodio contro Enza Rando, abbiamo piena fiducia nell’ operato delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, ma dopo questo atto ci poniamo delle domande , ci chiediamo chi c’è dietro tutto questo? L’atto di venerdì scorso segue il linciaggio mediatico, durato per mesi, nei confronti di Enza Rando, dai manipolatori della verità. Il susseguirsi di tali episodi rappresentano dei gravi segnali che ci preoccupano ma non ci fermano, consapevoli che, lungi dall’intimorirci,ci stimolano ad essere ancora di più cittadini responsabili, decisi a difendere il bene comune da chi lo vuole corrompere, rubare, distruggere.» [fonte
Costruire comunità responsabili: cultura, legalità democratica, diritti, educazione popolare e giustizia sociale. La Carovana Internazionale Antimafia, promossa dall’Arci, si rimette in viaggio. La partenza è prevista il 6 novembre da Roma.
È stato sferrato il 27 ottobre a Inverigo l’ultimo dei “4 colpi alla ‘ndrangheta”, la rassegna dedicata alla presenza delle mafie nei territori a noi vicini. I partecipanti sparpagliati nell’ampio auditorium S. Maria erano oltre cento, uomini e donne, giovani e meno giovani, tutti accomunati dall’interesse testimoniato dal religioso silenzio e dall’abbondanza di interventi nel dibattito finale.
Oltre cento persone hanno partecipato nell’auditorium delle scuole di Carugo il 20 ottobre al terzo incontro del ciclo 4 colpi alla ‘ndrangheta sui beni confiscati alle mafie. 22990 beni confiscati in Italia, soprattutto in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Lazio e Lombardia, quest’ultima con 1706 beni, soprattutto a Milano e provincia, 73 a Como: questi i numeri altissimi che testimoniano le dimensioni del problema che le organizzazioni a delinquere costituiscono nel nostro Paese. 

L’incontro a Lurago d’Erba il 15 settembre con l’ex magistrato di Mani pulite Gherardo Colombo, sostenitore dell’importanza cruciale della pedagogia dell’antimafia. La serata, dal titolo La lotta per la legalità, tra repressione ed educazione, ha aperto la seconda serie di incontri di 4 colpi alla ‘ndrangheta organizzata dal Circolo ambiente Ilaria Alpi con il patrocinio dei comune di Arosio, cargo e Inverigo . La risposta della cittadinanza è stata come al solito per il questo ciclo notevole.
