antimafia

2 luglio/ In festa con Libera con partita

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Sabato 2 luglio dalle 17,30, l’area feste del comune di Maslianico ospiterà In festa con Libera – la forza di denunciare, ascoltare e cantare contro le Mafie. La serata è organizzata dal Coordinamento provinciale di Libera di Como, dal presidio Gianluca Congliusta e Lollò Cartisano di Cantù, con il sostegno dell’associazione Lambienteinvita di Maslianico.
La serata prenderà il via alle 17,30 con La forza di denunciare, dibattito con Martina Mazzeo, coautrice con Nando Dalla Chiesa del libro La scelta Libera. Giovani nel movimento antimafia [ed. Gruppo Abele, 2014,  288pp. 16 euro], l’imprenditore comasco Vincenzo Francomano e i giornalisti della Rsi Marco Tagliabue e Maria Roselli. Alle 21 proiezione della partita di calcio Italia-Germania. Seguirà lo spettacolo teatrale Amore non ne avremo, a cura del gruppo Teatro Popolare. Dalle 19 cucina con prodotti delle cooperative di Libera Terra. Per tutta la serata sarà attivo un servizio bar. Info como@libera.it

Scarica e diffondi la versione definitiva della locandina.

Campi antimafia/ Aperte le iscrizioni per Lecco

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Sono aperte le iscrizioni per il campo antimafia di quest’estate organizzato da Arci Lecco; ATtivaTORI di cittadinanza, al Cfpp di via Montessori dal 22 al 31 luglio, vedrà per questa quinta edizione ancora il teatro come filo conduttore delle iniziative. Le attività classiche saranno infatti affiancate da un laboratorio teatrale per  approfondire  le problematiche inerenti la legalità, l’antimafia e la giustizia sociale e da incontri di formazione con associazioni, giornalisti, istituzioni e forze di polizia.

Il campo antimafia, organizzato da  Arci Lecco, Libera, Cgil e Spi, con la collaborazione di  Auser, della cooperativa Alma Faber e dal Consorzio Consolida, si inserisce nel nutrito elenco dei campi di volontariato che l’Arci organizza in tutta Italia nell’ambito dell’antimafia sociale e dell’educazione alla legalità democratica.

Per iscrizioni e informazioni: legalitademocratica@arcilecco.it  e campidellalegalita@arci.it

30 maggio/ Don Luigi Merola: «Nessun bambino nasce delinquente»

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Terzo impegno comasco per il prete anticamorra dopo San Fermo e la Feltrinelli di Como, lunedì 30 maggio all’Oratorio di Lomazzo in via Milano 24 alle 20,30 il CcP invita all’incontro Riflessioni ad alta voce di un prete scomodo con don Luigi Merola.
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19 maggio/ Tre colpi alla ‘ndrangheta a Erba con Gennari

stop_ndrangheta_loc_erba_2016Cambio di sede per il terzo appuntamento della rassegna Tre colpi alla ‘ndrangheta: l’incontro Le mafie al nord di giovedì 19 maggio sarà all’auditorium del Liceo Galilei di Erba, in via Volontari della Libertà 18, sempre alle 21.

Protagonista della serata sarà il giudice Giuseppe Gennari, uno dei maggiori esperti di lotta alla criminalità organizzata nel Nord Italia, avendo svolto le funzioni di Gip nelle principali inchieste di ‘ndrangheta condotte a Milano, ed è anche autore del libro Le fondamenta della città – come il Nord Italia ha aperto le porte alla ‘ndrangheta. Modererà Dario Falcini, giornalista di Radio Popolare, che collabora anche con Il Fatto Quotidiano.

La rassegna Tre colpi alla ‘ndrangheta  è organizzata dal Circolo Ambiente Ilaria Alpi in collaborazione con le Biblioteche comunali di Erba, Eupilio e Ponte Lambro, e grazie al patrocinio dei rispettivi Comuni; l’incontro di giovedì 19 ha visto la collaborazione anche dello sportello Spaziogiovani di Erba.

Con Mario Portanova contro la ‘ndrangheta

pontelambromafieIl Circolo ambiente Ilaria Alpi continua a colpire le mafie e raccoglie centinaia di persone a ogni incontro del ciclo Tre colpi alla ‘nadrangheta. Anche a Ponte Lambro, come già successo a Eupilio, sala gremita per il’iniziativa organizzata con la collaborazione delle biblioteche comunali di Erba, Eupilio e Ponte Lambro. 

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Mercoledì 11 maggio a Ponte Lambro nella Sala consigliare in via Roma 23 l’incontro La ‘ndrangheta in Lombardia e il caso Perego Strade, con il giornalista e scrittore Mario Portaova intervistato da Duccio Facchini di Qui Lecco libera e Altraeconomia e Roberto Fumagalli.Presto on line su Altra Como i video dell’iniziativa.

3, 11 e 19 maggio/ Tre colpi alla ‘ndrangheta

stop_ndrangheta_loc_erba_2016Il Circolo ambiente Ilaria Alpi invita all’iniziativa antimafie organizzata con la collaborazione delle biblioteche comunali di Erba, Polte Lambro e Eupilio Tre colpi alla ‘ndrangheta. Tre incontri per conoscere la presenza delle mafie tra l’Erbese e il Triangolo Lariano si apre martedì 3 maggio a Eupilio nella Sala consigliare in via strambio alle 21 con l’incontro La storia della ‘ndrangheta tra l’Erbese e il Triangolo Lariano, a cura di Qui Lecco Libera. (altro…)

VIdeo/ Eupilio: duecento colpi alla ‘ndrangheta

stop_ndrangheta_loc_erba_2016Dopo il benvenuto di Lorenza Bertacchi assessora alla Cultura del Comune di Eupilio, l’introduzione di Roberto Fumagalli del Circolo ambiente Ilaria Alpi, nella sala del Municipio di Eupilio, gremita da circa 200 persone, si è svolto, martedì 3 maggio, con l’intervento di Duccio Facchini e di Corrado Conti  di Qui Lecco libera il primo appuntamento di Tre colpi alla ‘ndrangheta. Guarda il video di Altra Como.

19 aprile/ Progetto Icaro: conferenza nazionale a Milano

logo-icaro--150x150Politiche, Metodologie, strumenti per la gestione delle aziende confiscate. Dall’impresa mafiosa all’impresa legale. Martedì 19 aprile dalle 8.45 alla sala Pirelli del palazzo della Regione Lombarida in via F. Filzi 22 a Milano, la conferenza nazionale promossa dal progetto Icaro. Instruments to remove Confiscated Asset Recovery’s Obstacles.

Programma:

8.45 registrazione partecipanti

Il progetto Icaro

9.00 presentazione a cura di Luigi Lusenti coordinatore del progetto

9.15 Le aziende confiscate: dove e come investe la criminalità organizzata
prof. Stefania Pellegrini

9.45 Dagli studi di caso al modello di gestione
prof. Nando dalla Chiesa

Le politiche di Regione Lombardia sulle aziende confiscate

10.15 Roberto Maroni presidente della Regione Lombardia (da confermare)

10.45 Coffee Break

Tavola rotonda: dai capitali mafiosi all’impresa legale

Coordina
Gian Antonio Girelli – Presidente commissione Antimafia Regione Lombardia

Partecipano
Rosy Bindi – presidente commissione parlamentare Antimafia
Maria Vittoria De Simone – direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo
Umberto Postiglione – direttore generale ANBSC
Susanna Camusso – segretaria generale Cgil

13.50 conclusioni a cura del progetto Icaro – Vincenzo Moriello

14.00 Buffet

Sul sito www.icaro-confiscatedassetrecovery.eu e sulla pagina facebook icaroconfiscatedassetrecovery, è disponibile è la scheda per la partecipazione.

Porta a porta con la mafia/ L’intervista fa schifo

posta a portaEro molto combattuto e incerto su cosa pensare dell’intervista di Salvo Riina da Vespa. Perché a Corleone ci sono stato due volte e ho conosciuto chi lì ci vive, combatte e resiste, mentre a fianco ha cosa nostra. Perché ci sono ragioni per intervistarlo in tv e sui giornali e altre per non farlo. Perché parlare prima che tutto fosse successo aveva relativamente senso. Ho preferito quindi iniziare a leggere i commenti e le interviste di chi ne sa più di me o è coinvolto personalmente in questa vicenda: Salvatore Borsellino, Claudio Fava, Attilio Bolzoni, Giulio Cavalli, Manfredi Borsellino, Carlo Lucarelli, Marco Travaglio, Nando dalla Chiesa, Alfonso Sabella e poi naturalmente don Luigi Ciotti. Tutti aiutano a vedere i tanti punti di vista sulla vicenda e ragionare senza essere istintivi e frettolosi.

Ho anche guardato (a fatica) l’intervista: fa pena e schifo sentire parlare quella persona di valori, rispetto, normalità, dignità, finta ingenuità, quando la sua storia familiare è fatta di morte, omicidi, latitanza, vendetta, omertà. Di mafia, semplicemente. “Perché dovrei dire che mio padre ha sbagliato?”, dice. Perché dovrebbe essere il punto di partenza, se vuoi essere anche solo ascoltato da qualcuno.

L’intervista andava fatta, ne sono convinto. Non da Vespa, purtroppo. Stefano Tosetti [leggi l’articolo], per me questa scelta non è stata “normalizzazione”, siamo andati anche un po’ oltre, fino al ribaltamento della verità, con il racconto di uno stragista (condannato a 18 ergastoli) non in quanto tale, ma come padre premuroso, esemplare, onorabile e per di più estraneo a qualsiasi responsabilità a lui addebitata. In sintesi, è stato un bello schifo. Per me, che ho letto e conosco qualcosa di mafia e mentalità mafiose e mi è toccato vederle su Rai1 senza che venissero realmente mostrate a chi non le riesce a comprendere. Un bello schifo per il giornalismo italiano, che già di per sé non brilla purtroppo per eccellenza. Un bel godimento per i mafiosi, che hanno visto e ascoltato uno di loro parlare con tutti, raccontando quello che voleva e infangando la memoria e il dolore dei giusti.
Ringrazio però una volta ancora, in contrasto a quanto visto, la forza straordinaria e la grande dignità (questa sì, reale) dei familiari delle vittime innocenti delle mafie, dei testimoni di giustizia e di tutti quei giornalisti giornalisti che hanno perso o rischiano la vita, ma anche il proprio lavoro e i propri affetti, per raccontarci ogni giorno chi sono e cosa fanno i mafiosi in questo paese. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

(Poi ieri sera, per concludere, la farsa nella farsa; come giustamente ha scritto Mario Portanova, “Avevano promesso una puntata riparatoria, invece a Porta a porta c’è Alfano”)

– Travaglio http://www.dagospia.com/…/travaglio-gramellini-si-schierano…
– dalla Chiesa http://www.famigliacristiana.it/…/nando-dalla-chiesa-non-fa…
– Ciotti http://www.ansa.it/…/don-ciotti-salvo-riina-usa-codice-mafi…
– S. Borsellino http://www.ilfattoquotidiano.it/…/riina-jr-a-porta…/2616316/

Finta deontologia giornalistica a favore di mafia

posta a portaLa lotta alle mafie la si fa con gesti e scelte quotidiane. In Italia il primo quotidiano del paese e la prima rete televisiva del servizio pubblico hanno fatto una scelta ben precisa: quella di normalizzare una famiglia di mafiosi, la figura del vecchio padre attraverso le parole intime e commosse del figlio, Giuseppe Salvatore Riina (peraltro reduce da 8 anni di condanna). (altro…)

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