Antirazzismo

15 settembre/ Manifestazione dei/delle solidali dell’infopoint

manocomosangiovannifontanaSe fosse possibile mettere a frutto l’energia spesa nella tante manifestazioni svolte negli ultimi giorni per i migranti forse molti di loro potrebbero raggiungere d’impeto l’agognata Germania. Il gruppo di persone che si definisce “I/le solidali dell’infopoint in stazione” che chiama alla lotta il 15 settembre è animato dalle migliori intenzioni: aiutare i migranti in transito rimuovendo gli ostacoli politici che li bloccano a Como. (altro…)

30 agosto/Con l’Arci e Como senza frontiere, Lamerica in piazza Martinelli

lamericaL’Arci provinciale di Como e la rete Como senza frontiere danno appuntamento martedì 30 agosto alle 21 in piazza Martinelli a Como per la proiezione gratuita de Lamerica di Gianni Amelio Piazza Martinelli (Via Bonanomi) a Como.

Due faccendieri italiani, Fiore e Gino, comprano un calzaturificio in Albania. Trovano anche un “uomo di paglia” come socio locale, un vecchio con problemi mentali, Spiro. Quando questi si volatilizza, Gino lo cerca e lo trova, ma l’affare va a monte. Per tornare in Italia, Gino è costretto a imbarcarsi su una nave zeppa di disperati che vengono da noi, illusi di trovare “lamerica”. Italiani cinici corruttori in un paese allo sfascio, un’odissea nell’inferno della miseria e nell’utopia di un vicino paese di bengodi. Amelio descrive con secca incisività e realizza un intenso messaggio di portata civile. Squarci di grande cinema.

Prima del film sono previsti racconti e testimonianze di alcuni dei migranti che hanno trovato rifugio alla Stazione San Giovanni di Como. Sarà proiettato anche il video Bread and roses di Arci ecoinformazioni.

La serata sarà anche occasione per sostenere, con un contributo libero, l’attività della parrocchia di Rebbio di don Giusto Della Valle, luogo d’accoglienza attivo nelle politiche di Pace dal basso.

Quale Como ai comaschi?

Il tardo pomeriggio di venerdì 26 agosto 2016 è stato il momento di un confronto tra due Como: da una parte la Como solidale e colorata che si è messa in gioco per offrire un poco di accoglienza, di solidarietà e di servizi a chi, dopo un viaggio doloroso e accidentato, si è trovato impantanato nell’Europa delle regole, e dall’altra la Como incolore (ma con una netta prevalenza di nero) che rifiuta di capire come gira il mondo e che sotto lo slogan anodino di “Como ai comaschi” occulta gli ultimi rimasugli del neofascismo e del razzismo di Forza Nuova.

Il confronto, per fortuna, è stato a distanza: se i neofascisti hanno inscenato (sotto l’attento controllo delle forze di polizia) il loro presidio sulla strada che di solito i migranti percorrono la sera per raggiungere le mensa di Sant’Eusebio, alle persone di buona volontà è bastato allungare di qualche centinaio di metri il percorso per far giungere i migranti senza problemi alle loro cene. Ci mancherebbe altro: per gente che ha percorso migliaia di chilometri, in mezzo a tormenti di ogni tipo, cosa saranno mai un paio di semafori in più?

Ai dimostranti che agitavano i loro tricolori e che si trinceravano dietro striscioni con le scritte “Como ai comaschi” e “Rimpatrio subito”, consiglieremmo, se mai ne avessero la possibilità, di ristudiarsi un po’ di storia (non sanno che dal medioevo in avanti “l’aria della città” dovrebbe “rendere liberi”?) ma anche di tornare a interrogarsi sul loro amatissimo concetto di “patria”, che a queste persone è stata tolta con la guerra, la violenza, la rapina.

C’è una bella Como e una brutta. Si tengano la loro.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Nelle foto, alcuni momenti del pomeriggio: dalla stazione, a viale Innocenzo, a via Garibaldi.

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Emergenza umanitaria/ Formazione con Save the Children

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Grande l’interesse dimostrato dalla cittadinanza per la giornata di formazione con Save the Children sui diritti dei minori migranti di giovedì 25 agosto in Sala Stemmi organizzata dal Comune di Como. La mattinata dedicata agli aspetti giuridici, con l’obiettivo di rendere più chiari, per volontari e operatori, i diritti di ragazze e ragazzi migranti e le procedure necessarie per ottenere la protezione internazionale e il pomeriggio focalizzato sul tema dell’ascolto; una partecipazione che ribadisce la forza accogliente della bella Como.

La giornata si è aperta con una panoramica sulle identità, le provenienze, le volontà e i flussi migratori dei minori stranieri non accompagnati, è infatti possibile isolare le peculiarità di questi gruppi e analizzarle nell’ottica delle mete finali, delle difficoltà legate alla provenienza e dei rischi che i ragazzi e le ragazze corrono. Eritrei, Egiziani, Subsahariani dal Gambia, dalla Nigeria, dal Mali e dal Senegal, Bengalesi e Albanesi differiscono nelle modalità di arrivo e nelle speranze, avendo culture e provenienze geografiche dissimili. È tipica dei ragazzi eritrei la volontà di raggiungere il Nord Europa, volontà che spesso li porta a cercare di sfuggire all’identificazione, con la conseguenza di non poter usufruire delle strutture e delle pratiche di accoglienza del territorio; mentre la cultura egiziana espone i minori giunti in Italia con l’obiettivo di guadagnare anche per la famiglia all’estero al rischio dello sfruttamento lavorativo.

Più di uno i punti importanti, dalla necessità di un tutore legale a quella della definizione dell’età del giovane in caso di dubbio.

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Ciò che è fondamentale ricordare però, e ricordare al minore migrante non accompagnato, è che il minore ha sempre il diritto di restare in Italia, anche se non è richiedente asilo, e che sarà accolto in comunità specifiche, differenti da quelle destinate agli adulti, se non in famiglie che si rendono disponibili all’affido o all’adozione in un’ottica di accoglienza e integrazione; è inoltre possibile avviare procedure di ricongiungimento familiare in Italia e all’estero, anche se queste variano a seconda dello status giuridico del minore. Esiste inoltre la possibilità di relocation, ovvero di trasferimento regolare da uno Stato all’altro dell’Unione di richiedenti asilo eligibili; il criterio di eligibilità in questo caso è di “chiaro bisogno di protezione internazionale” e ad oggi riguarda le nazionalità Siriana, Eritrea e della Repubblica Centrafricana.

Il materiale della formazione non è stato reso disponibile (saranno preparate da Comune dispense), così come il permesso a filmare l’incontro. Peccato ecoinformazioni avrebbe messo a disposizione on line le registrazioni. Per approfondimenti è possibile consultare il sito dell’Oim, l’organizzazione internazionale per le migrazioni, e il sito di Save the children. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

 

Emergenza umanitaria/ L’Arci: intervenga lo Stato

arcicomoL’Arci di Como chiede l’intervento del governo per l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni. La solidarietà non può essere lasciata sola. La straordinaria dimostrazione di solidarietà dell’associazionismo, dell’attivismo politico dal basso e del volontariato comasco non può essere utilizzato dal governo per sfuggire alle responsabilità della gestione della gravissima crisi umanitaria in corso a Como con l’arrivo di migliaia di profughi in fuga da guerre, violenza e povertà. Ora anche il governo deve fare la sua parte. Como non può essere lasciata sola.

Il Comune ha fino ad ora coordinato gli interventi della Caritas, della Croce rossa, della Parrocchia di Rebbio, della Rete Como senza frontiere e degli innumerevoli altri e altre che generosamente si sono attivati organizzando ogni forma di azione positiva, mettendo a disposizione generi di prima necessità, attivando mense come quella della parrocchia di Sant’Eusebio che fornisce già più di 200 pasti alla sera o proponendo ai migranti occasioni di solidarietà culturale come con l’iniziativa animata da Filippo Andreani e da molti altri artisti con l’Arci e la rete Como senza frontiere alla Stazione San Giovanni il 27 luglio e il concerto di Fatoumata Diawara dell’1 agosto alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio. Persino dalla vicina Svizzera, il cui governo è responsabile della ulteriore chiusura delle frontiere in dispregio persino delle Convenzione di Ginevra, è venuto un essenziale contributo con l’associazione Firdaus che assicura quotidianamente un pasto ai migranti mentre anche da altre regioni italiane si è messa all’opera la rete della solidarietà.

L’Arci ha dato il suo pieno sostegno a tutte queste iniziative e alla più ampia informazione sull’emergenza umanitaria comasca e ora, proprio perché è parte di quel tessuto di società civile che fino ad ora ha evitato il disastro e ha dato della nostra città l’immagine positiva che merita, chiede che il governo finalmente si attivi e che venga affrontata la situazione con i mezzi e le professionalità che la crisi peraltro crescente in numero e necessità, richiede. Con lo stesso spiegamento di professionalità, competenza e umanità con cui il prefetto e il questore di Como hanno assicurato la sicurezza alla Stazione San Giovanni con il necessario impegno di uomini e mezzi e con l’ammirevole capacità di gestione di situazioni certo non facili dimostrato dalle forze dell’ordine ora è necessario che il governo rompa gli indugi e prenda atto della gravità della situazione disponendo l’intervento della Protezione civile nazionale. Infatti solo con un’adeguata assunzione di responsabilità del governo, che determinerà risorse e mezzi sufficienti a gestire la situazione, si potrà evitare che con il susseguirsi di arrivi si verifichino problemi sanitari e sociali e si assicureranno pienamente i diritti delle persone transitanti costrette da leggi europee sbagliate a soggiornare in bivacchi attorno alla stazione in cerca di vie di fuga verso il Nord Europa. Lo sviluppo dell’azione governativa non determinerà naturalmente il disimpegno della società civile lariana lasciandole però compiti più idonei di collaborazione, di supporto e di offerta di opportunità aggiuntive e innovative che realizzino pienamente l’accoglienza. I diritti primari chiediamo vengano assunti doverosamente dallo Stato. [Arci provinciale Como]

 

Torneo di calcio dei popoli/ Romania, El Salvador, Senegal

gòlobopalloneSi è conclusa il 24 luglio sera la sesta edizione del Torneo di calcio dei popoli, organizzato dalla Comunità di Rebbio e dalle associazioni parrocchiali. La finale, davanti ad un nutrito pubblico multicolore, è stata vinta dalla Romania che ha prevalso per 4 a 3 sul El Salvador. Terzo e quarto posto per le due formazioni del Senegal.

Il Torneo, il cui senso è l’amicizia e la conoscenza tra i popoli e le persone, ha visto la partecipazione di 24 squadre ed ha animato il quartiere di Rebbio, per quasi un mese.. Un piccolo campionato del mondo.

Notevole l’impegno di tante persone per gestire questo appuntamento, conclusasi per le gare decisive con gli arbitri del Csi-Como. Alla premiazione, oltre a don Giusto della Valle, presenti i Consiglieri comunali Patrizia Lissi e Luigi Nessi.

 

 

Emergenza umanitaria/Franco Bordo (Si): Le istituzioni devono fare la loro parte

marcobordo celesteA Como per rendersi conto dell’emergenza umanitaria di Como San Giovanni il deputato di Sinistra italiana Franco Bordo ha denunciato la gravità della situazione, ringraziato i volontari e preannunciato un suo intervento sul ministro dell’interno perché agisca sulla Prefettura di Como per ottenere che le istituzioni facciano doverosamente la loro parte.  (altro…)

L’emergenza umanitaria della Stazione a Palazzo Cernezzi

Stazione san giovanniAl Consiglio comunale del 21 luglio la dichiarazione  preliminare di Celeste Grossi (Paco-Sel) ha affrontato il tema dell’emergenza umanitaria in Stazione: «La città di Como non ha responsabilità dirette nelle motivazioni dell’esodo che coinvolge interi popoli, ma non può e non vuole esimersi dal compito di governare la situazione di emergenza umanitaria che si è venuta a creare». leggi nel seguito il testo della dichiarazione. (altro…)

21 luglio/ Emergenza diritti umani/ Franco Bordo a Como San Giovanni

francobordoL’emergenza umanitaria di Como San Giovanni è sempre più un caso nazionale e Sel-Si di Como ha invitato il parlamentare Franco Bordo per verificare la situazione, incontrare i profughi, le associazioni e le persone che si stanno prodigando per risolvere un problema creato da leggi ingiuste e folli. L’incontro si svolgerà alla stazione Como San Giovanni giovedì 21 luglio alle 21,30. Oltre a Franco Bordo di Sinistra Italiana saranno presenti i consiglieri comunali di Como di Paco-Sel Luigi Nessi e Celeste Grossi e la medica Manuela Serrentino del Forum salute di Si e il portavoce provinciale del partito Marco Lorenzini. Sono stati invitati anche rappresentanti delle forze politiche.

Sfamati dalla solidarietà Svizzera/ Firdaus: reggiamo ancora per una settimana

firdaus sangiovanniA dare il pranzo lunedì 19 luglio ai profughi che hanno trovato rifugio alla stazione di Como ha provveduto la solidarietà svizzera. Intervista a Lisa Bosia Mirra, deputata socialista ticinese e esponente di Firdaus [Paradiso in arabo], l’associazione che da giorni assicura un pasto al giorno ai circa 100 accampati nel parco antistante la stazione, che denuncia l’inadeguatezza della situazione e i pericoli sanitari dovuti alla mancanza di servizi e di docce. L’organizzazione, estremamente efficiente, fornisce pasti della tradizione eritrea preparati da volontarie dello stesso paese. Sorprendete oltre che la disponibilità e la capacità di creare un rapporto positivo con i profughi anche l’economicità del servizio che costa ogni giorno meno di duecento franchi e assicura una parte essenziale dell’accoglienza umanitaria.  Guarda la galleria delle foto.

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