Antirazzismo

Due Como, dentro e fuori Palazzo Cernezzi

Mentre si insediava, il 17 luglio, il Consiglio comunale di Como, frutto della “storica” ultima consultazione elettorale che ha visto contemporaneamente l’assenza della maggioranza degli elettori e la vittoria delle destre, un’altra Como si è data appuntamento per la sedicesima Marcia di Como senza frontiere per i diritti umani di tutte, tutti.
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Annullata/ Sedicesima marcia di Csf per i diritti dei migranti

Le inclementi condizioni climatiche determinano l’impossibilità di svolgere la nostra XVI marcia nella serata del 28 giugno. Presto on line sul nostro sito le date delle nuove mobilitazioni per i diritti dei migranti. (altro…)

Terroni uniti a Pontida


Sono più di 3000 i terroni del nord e del sud Italia, antirazzisti e antifascisti, che sabato 22 aprile hanno pacificamente invaso Pontida per gridare il proprio no alle politiche populiste di Salvini e della Lega Nord e ad ogni tipo di discriminazione.

Nella Giornata dell’orgoglio antirazzista, migrante e meridionale, realtà di tutta Italia si sono radunate nel prato di proprietà delle Ferrovie dello Stato per un lungo concerto, durante il quale si sono alternati diversi gruppi e cantanti portatori di un unico messaggio: la vera Italia non è quella leghista, non è quella voluta da Salvini, bensì quella che accetta la diversità e non discrimina in base alla provenienza o alla condizione economica.

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Connessioni controcorrente/ Una giornata di teatro civile / “Nel mio paese”: ribaltare le prospettive per fare chiarezza

DSCN0557Dalle 14.30 di mercoledì pomeriggio, la III Giornata di teatro civile, parte del progetto Connessioni Controcorrente (che vede impegnati Teatrogruppo Popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni con il contributo di Fondazione Cariplo e il patrocinio del comune di Como e della regione Lombardia) al circolo arci Xanadù è proseguita con uno spettacolo a cui hanno assistito alcune classi di scuola secondaria di secondo grado: Nel mio paese, versione integrale del monologo di Gianpietro Liga che è parte della sceneggiatura di Sconfinati destini. (altro…)

Binari di confine

 

giocodellocaEsplicitati i termini della nuova politica di blocco alla frontiera sulla linea ferroviaria per Chiasso: «Gli individui dalle fattezze africane o nord-orientali sprovvisti di documenti saranno prelevati dai vagoni, tradotti negli uffici della polizia di frontiera e sottoposti a interrogatorio e perquisizione integrale». Così un documento firmato Regione Lombardia, Trenord, Rampinini, Tilo e Canton Ticino che precisa: «Le operazioni di rastrellamento prenderanno alcuni minuti, Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la cortese indifferenza».

 

Finalmente delle scuse per i disagi che i pendolari subiscono sulle tratte per la Svizzera. Il consueto gioco di guardie e ladri con inseguimenti vari nei vagoni a ridosso del confine; il pittoresco giocare a nascondino con anche l’utilizzo dei tetti, come sui caratteristici treni indiani; l’esperienza quotidiana di chi prende i treni diretti verso la Confederazione elvetica, sono finalmente esplicitati. I volantini plastificati, appesi con fascette su poltrone e appendini sui treni locali fra Ticino e Lombardia, precisano che i fermati: «Una volta riconsegnati alle autorità italiane, verranno rilasciati a Ponte Chiasso con un decreto di espulsione o caricati sui pullman forniti dalla ditta Rampinini S.r.l. e deportati a Taranto». E come il Gioco dell’oca ci insegna: «Da lì potranno riprendere il viaggio verso nord per ripresentarsi nell’arco di pochi giorni oppure essere sfruttati nelle colture locali».

Niente “buonismo”, alla fine le autorità hanno esplicitato la politica ufficiale nei confronti dei disperati che premono sulla frontiera svizzera. Basta con intellettualismi vengono disvelate le reali condizioni e da ultimo viene riconosciuto l’impiccio che lo stato attuale delle cose crea ai poveri pendolari.

Ma davvero? Fortunatamente no. Si tratta di una provocazione di un gruppo denominato 6 senza frontiere che, copiando la grafica ufficiale e unendo enti pubblici e società private, ha voluto scuotere le coscienze di chi prende i treni fra Milano e la Svizzera, destando dal torpore e dall’indifferenza chi ormai si è assuefatto alla situazione drammatica di chi cerca, rischiando anche la vita e a volte perdendola, di passare il confine sperando in un futuro migliore.

Commemorazione e sinergie contro la frontiera assassina/ I comboniani mettono a disposizione spazi per l’accoglienza ma non vengono usati


Un centinaio di persone hanno voluto dare al giovane maliano ucciso dalla frontiera italo-svizzera almeno il diritto a essere commemorato. Lui fulminato dalla linea ad alta tensione toccata  sul tetto di un convoglio ferroviario si ribellava alla violenza assassina che non permette a centinaia di migliaia di persone di valicare confini aperti alle merci, ma veri e propri muri per gli essere umani a cui vengono negati i documenti necessari a attraversarli. La manifestazione iniziata alle 14,30 a Balerna è arrivata alla Stazione San Giovanni di Como alle 15,15 e dal luogo simbolo (contemporaneamente) dell’incapacità delle istituzioni di affrontare il flusso di migranti e dell’attivismo umanitario di tante e tanti per mettere almeno una pezza all’inadeguatezza di chi avrebbe dovuto occuparsene. (altro…)

Como Comune/ Paco-Sel denuncia violazioni dei diritti dei migranti

manomigranteAl Consiglio comunale di Como del 20 febbraio, Celeste Grossi (Paco-Sel), con una dichiarazione preliminare, ha denunciato le violazioni dei diritti umani in città a danno dei migranti ai quali non si riconosce dignità di persona e diritti pur sanciti anche dalla Costituzione italaiana. Con la preliminare Grossi chiede al sindaco Mario Lucini di   «verificare la situazione e, in assenza di provvedimenti positivi, di impegnarsi perché questa non diventi la risposta delle istituzioni alla necessità di accogliere molte più donne e uomini di quanti trovano posto nel Campo governativo di via Regina Teodolinda». (altro…)

2 febbraio/ Undicesima marcia Csf/ Sono persone non numeri

marcia

Giovedì 2 febbraio dalle 16.30 alle 17.30 la rete Como senza frontiere invita a Como in via Cesare Cantù, davanti al Liceo Volta, per l’undicesima marcia per i Nuovi desaparecidos. Siamo esseri umani non possiamo restare indifferenti a un’Europa che sostiene il proprio benessere con lo sfruttamento del Terzo mondo trasformando il Mediterraneo in una gigantesca fossa comune a cielo aperto, in un cimitero liquido. E se vogliamo restare umani non possiamo che resistere ed esserci, riportando la riflessione politica alle piazze e alla vita reale.

A Csf hanno già aderito: Aifo Como, Anpi Monguzzo, Anpi provinciale Como, Arci Como, Arci-ecoinformazioni, Associazione artistica Teatro Orizzonti inclinati, Associazione Par Tüc,  Associazione Luminanda,  Casa d’Arte asd Unione Sportiva Acli, Cgil Como, Comitato Cantù antifascista, Comitato Como Possibile Margherita Hack, Consulta provinciale degli studenti Como, Cooperativa Garabombo, Coordinamento Arte migrante Como, Coordinamento comasco per la Pace, Coordinamento comasco contro l’omofobia, Donne in nero Como, Emergency Como, Giovani comunisti/e Como, I Bambini di Ornella, Il baule dei suoni, L’altra Europa Como, L’isola che c’è, Libera Como, Missionari comboniani di Como e Venegono, Paco-Sel, Parrocchia di Rebbio,  Prc/ Se provinciale Como, Scuola di italiano di Rebbio, Scuola serale di italiano di Rebbio, Sel provinciale Como, Sprofondo, Unione degli studenti Como, il consigliere comunale Luigi Nessi e la consigliera comunale Celeste Grossi, tante persone.

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