arte

Vanitas vs Veritas

chia san pietro in atrioSandro Chia lavori su carta, a cura di Salvatore Marsiglione, nell’ex chiesa di S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3 a Como, organizza MAG con il patrocinio e il sostegno del Comune di Como, con il patrocinio di Padiglione Italia Expo Milano 2015, SistemaComo 2015, Canto della Terra, Como Culture Capital 2015, Associazione archivio Luigi Russolo, inaugurazione venerdì 29 maggio alle 18, aperta fino al 28 giugno tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30, martedì, giovedì e sabato fino alle 23.

 

«La mostra concepita appositamente per i magici spazi della ex chiesa di San Pietro in Atrio a Como, si caratterizza per un allestimento esclusivamente con solo opere su carta, due grandi opere con un forte impatto e 30 di dimensioni più ridotte, ma della medesima forza e surreale immaginazione, il tutto ha una linea concettuale unica, dove ogni opera è un tassello di una grande istallazione – spiega il curatore –. Come nella sua personalità, anche nelle sue opere, Sandro Chia non si prende troppo sul serio, anzi con una dose marcata d’ironia, spiega l’uomo e le sue emozioni rivisitando il quotidiano attraverso pittura e filosofia, passato e presente, inserendo parte di se in ogni dipinto. Tutte insieme vogliono gridare al mondo il desiderio di verità sulla pittura con un espresso e dichiarato equilibrio con l’estetica. Il dualismo tra i soggetti classicheggianti e le figure ironiche, tra il colore acceso e la materia che appiattita si espande quasi a sembrare non dipinta».

Per informazioni 328.7521463, e-mail info@marsiglioneartsgallery.com, Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Settimana egizia

isiuretSi apre come ogni anno il sarcofago della mummia della sacerdotessa Isiuret, laboratori per bambini, conferenze e visite guidate al Museo archeologico di Como.

 

«La Settimana egizia è un appuntamento annuale proposto dal Museo archeologico di Como per approfondire la conoscenza dei reperti egizi donati da un collezionista dell’Ottocento, Alfonso Garovaglio – ricorda un comunicato –. La collezione si compone di quasi 1.000 pezzi tra i quali spicca per importanza e per eccezionalità un sarcofago in cartonnage del IX secolo a.C. che conserva ancora al suo interno la mummia di una sacerdotessa del dio Amon, Isiuret. Il sarcofago è costituito da vari strati di tela stuccata e accuratamente dipinta con numerose immagini di divinità accompagnate da iscrizioni che invocano protezione, suddivise in riquadri. Le iscrizioni più lunghe riportano il nome, i titoli e la genealogia completa della defunta. Isiuret, il cui nome significa “Iside la Grande”, era una sacerdotessa del dio Amon di Tebe. In particolare ricopriva tre importanti cariche sacerdotali legate alla triade divina adorata a Tebe: “suonatrice di sistro di Amon”, “cantatrice del coro di Mut” e “balia di Khonsu fanciullo”. Il sarcofago fu tagliato orizzontalmente alla fine del secolo scorso e aperto: al suo interno si trovava la mummia della defunta Isiuret completamente fasciata e legata con un nastro di lino. Nel 1990 venne eseguita una serie di analisi radiologiche sulla mummia della sacerdotessa presso l’ospedale S. Anna di Como, tra cui anche una Tac (la prima effettuata in Italia su una mummia), che ha permesso di conoscere alcuni dati della vita della defunta che altrimenti non ci sarebbero noti».

 

Il programma al Museo archeologico in piazza Medaglie d’oro a Como

Da martedì 26 maggio 2015, Anteprima della Settimana egizia;

Apertura del sarcofago della mummia della sacerdotessa Isiuret, sabato 30 maggio dalle 14.30 alle 15.30;

Divertiamoci con i geroglifici, laboratorio creativo per bambini 7-11 anni, (prenotazione obbligatoria al tel. 031.252550);

Da Martedì 2 giugno a domenica 7 giugno, Settimana egizia;

Martedì 2 giugno dalle 15 alle 16, Officina egizia, laboratorio creativo per bambini 4-6 anni (prenotazione obbligatoria al tel. 031.252550);

Martedì 2 giugno alle 16.30, La collezione egizia senza segreti, visita guidata alla collezione egizia;

Venerdì 5 giugno alle 21, L’altra Isiuret. Il risultato di una ricerca, conferenza di Isabella Nobile e Davide Porta;

Domenica 7 giugno dalle 15 alle 16, Amuleti e segreti, laboratorio creativo per bambini 4-6 anni (prenotazione obbligatoria al tel. 031.252550). [md, ecoinformazioni]

21 maggio/ Una nuova scoperta per il ‘600 lombardo

allegoria1_150_1067658968L’Allegoria della Primavera della Pinacoteca Civica di Como, presentazione del dipinto a cura di Maria Letizia Casati e conferenza con Paolo Vanoli, giovedì 21 maggio alle 18 a Palazzo Volpi, in via Diaz a Como.

 

«La tela, che appartiene alle collezioni civiche di Palazzo Volpi, sarà collocata tra i dipinti esposti nella Quadreria – spiega il Comune di Como –. Un accurato restauro, eseguito dal laboratorio di Luigi Parma a Milano, ne ha restituito l’integrale leggibilità e la possibilità di affrontarne lo studio. Il dipinto costituisce solo una parte del quadro originario. Lungo il bordo superiore si notano infatti le estremità di una figura e di un animale (forse l’aquila di Giove) sorretti da una nuvola. Si può dunque ritenere che la tela sia la porzione inferiore sinistra di una composizione molto più ampia. Il dipinto si impone inoltre, tra la schiera delle opere seicentesche, per il carattere profano del soggetto, interpretato in questo frammento come un’allegoria della primavera. Vi sono infatti rappresentate due figure femminili, una delle quali è la raffigurazione di Flora, e un fanciullo, che si occupano di cogliere e preparare un vaso di fiori in un giardino arricchito da ninfei e da aiuole. La composizione delle figure, che vanno immaginate con le corrispondenti simmetriche a destra, perdute, si presta a inquadrare la veduta del giardino. L’insieme potrebbe costituire un fondale scenografico per le rappresentazioni teatrali di carattere bucolico». [md, ecoinformazioni]

Oltre il giardino/ Bellezza

oltreilgiardino9È uscito in numero 9 di Oltre il giardino, la rivista, nata come supplemento a ecoinformazioni, oggi diretta da Gin Angri e Mauro Fogliaresi con la grafica di Andrea Rosso, che raccoglie scritti e immagini provenienti dal disagio sociale comasco riassumendo il lavoro sul campo dell’omonima associazione. Questa volta si parla di “bellezza”, in forma di poesia, di espressione artistica, di aspirazione ed esperienza quotidiana. Nelle pagine centrali, una riflessione  sugli Ospedali psichiatrici giudiziari (interventi di Antonio Mastroeni e Lorenzo Gobbini) affiancati da un reportage dall’Opg di Castiglione delle Stiviere (Lorena Bellini, foto di Gin Angri). Il giornale è distribuito (a offerta libera) nelle librerie Dominioni e Feltrinelli a Como e nella la sede di Oltre il giardino (all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico nel parco di San Martino) nonché nel corso degli spettacoli di Oltre il giardino project, il gruppo poetico-musicale dell’associazione.

A tavola con la 25ma Miniartextil a Como e a Cernobbio

Si inaugura l’8 maggio la venticinquesima edizione di Miniartextil, quest’anno dedicata – in rapporto all’Expo di Milano – a un “Invito a tavola” evidentemente giocato a metà strada tra cibo e arte, tra gusto e vista.

Con allestimenti a Como nell’ex chiesa di San Francesco-Spazio Ratti, a Cernobbio nella Villa Bernasconi e a Milano nell’atrio dell’auditorium Testori, la ormai storica rassegna comasca intende approfondire la convinzione che “l’arte deve diventare cibo da offrire a una mensa comune”, secondo la bella frase di Maria Lai posta a epigrafe della nuova edizione e che porta a sintesi cibo, ricerca e condivisione. Il tema è sviluppato, come di consueto ma – come sempre – in modi sempre nuovi attraverso i minitessili e le grandi installazioni.

I primi sono quest’anno 54, esposti nel presbiterio dell’ex chiesa francescana con un allestimento che, per quanto ripetuto, non smette di affascinare; vengono da 25 nazioni diverse, omaggio non si sa quanto ricercato alle 25 edizioni ormai accumulate dall’esposizione. Il tema proposto sembra aver sollecitato, più che negli anni scorsi, un’aderenza ai concetti centrali del cibo, della nutrizione, della condivisione, della tavola in senso lato; d’altra parte le opere d’arte “in miniatura” presentano come sempre una tale varietà di approcci e stili che non sarà difficile trovarne qualcuna di proprio gusto.

Le installazioni più grandi, anch’esse di varia provenienza geografica e culturale, alternano sollecitazioni più ambientali ad altre più dirette sulla rappresentazione: al primo genere fanno riferimento Hexagonal Column Field di Kendal Buster e Recall di Beili Liu, mentre Gabriella Crisci, Nietta Condemi De Felice, Carlo Pozzoni con Stefano Franzi rappresentano in modo più “evidente” i contenuti. Anche per questi lavori comunque le proposte sono assai varie e stimolanti e incontreranno di sicuro il favore del pubblico.

A Cernobbio, davanti a Villa Bernasconi, è allestita la grande opera gonfiabile La volpe e l’uva, del giovane artista varesino Stefano Calderara.

Se la formula di Miniartextil è, per il pubblico comasco, nota (o almeno così si spera), la sua validità si dimostra nella capacità di rinnovarsi e modificarsi continuamente, di saper proporre da venticinque edizioni a questa parte un ventaglio di espressioni artistiche sempre nuove che, dentro caratteristiche comuni (l’arte tessile, appunto), sanno veicolare discorsi sempre diversi. Una formula semplice ma non banale, capace di stimolare riflessioni profonde ma anche divertimento. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini dell’allestimento all’ex chiesa di San Francesco

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Autosilart

autosilart s. abbondioMostra all’autosilo di via Auguadri a Como negli spazi pubblicitari rimasti invenduti per i prossimi di 6 mesi che: «Garantirà un avvicendamento di opere, nell’ambito del progetto “gli sComodi”, che tracceranno una mappa ideale per turisti e cittadini, sulle principali attrazioni che la nostra splendida città ha da offrire, siano esse permanenti, come luoghi e monumenti, o temporanee come le varie iniziative promosse in Como per EXPO – spiegano gli organizzatori –. La mostra sarà interattiva perché parte integrante della mostra è il sito internet che fornirà tutte le indicazioni supplementari inerenti alle opere e, di conseguenza, della città». Per informazioni Internet www.gliscomodi.it.

Luxforia. Poesie di luce

Flayer_A5Mostra a Palazzo Natta, in via Natta 14 a Como, inaugurazione giovedì 7 Maggio alle 19, aperta fino al 17 maggio da lunedì a sabato dalle 12 alle 18, realizzata da studenti di Design del Polo Territoriale di Como del Politecnico di Milano. con la collaborazione di Paranoid Events, Ops Italia, FactoryStyle Mag, News-Eventicomo, per il Festival della Luce – Lake Como.

 

«L’esibizione espone progetti di tesi che introducono un nuovo modo di concepire e di fruire la luce – spiega la presentazione –. I dodici progetti selezionati indagano il rapporto tra la luce e l’interazione, passando per temi legati alla sostenibilità e all’innovazione. I prototipi in mostra sono concepiti e realizzati con innovative tecnologie elettroniche, digitali ed interattive. L’evento mira inoltre a creare un’occasione di confronto fra i giovani progettisti ed il loro pubblico, allo scopo di dare origine a riflessioni e dibattiti culturali, riguardo i progetti esposti e l’andamento attuale e futuro del Design made in Italy». [md, ecoinformazioni]

Terre e promesse

terre e promesseMostra di Elisabetta Necchio, a cura di Vittoria Coen, allo Spazio Natta, in via Natta 18 a Como, vernissage sabato 2 maggio alle 17.30, aperta fino al 10 maggio, venerdì, sabato, domenica dalle 16 alle 19 e su prenotazione.

 

«L’evento ha come protagonista la carta come materia/ medium comunicativo, e nasce dall’incontro tra due professionisti, un mastro cartaio, Sandro Tiberi e una pittrice, Elisabetta Necchio che, nella condivisione degli strumenti del proprio lavoro, hanno potuto sperimentare una nuova modalità espressiva artistica – spiega la presentazione –. Questa condivisione sarà uno dei soggetti in mostra anche attraverso l’esperienza di un laboratorio interattivo».

Per informazioni e.necchio@gmail.com. [md, ecoinformazioni]

Josè Molina: L’altra Bellezza

Another day paradiseMostra personale, a cura di Mariella Casile, a San Pietro in Atrio in via Odescalchi a Como, inaugurazione sabato 18 aprile alle 18.30, con il sostegno del Comune di Como, il patrocinip di Instituto Cervantes Italia e Consulado General de España en Milán, in collaborazione con Deodato Arte Contemporanea – Milano, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 20, fino al 10 maggio.

 

L’esposizione: «Presenterà due collezioni inedite dell’artista spagnolo Once were Warriors, Beloved Earth, e una selezione di lavori dedicati alle donne che fanno parte della collezione AnimaDonna».

«I momenti fondamentali della produzione artistica di José Molina sono tutte le sue collezioni, da approfondiUna sola lacrimare con mente sgombra da pregiudizi, per conoscere meglio i suoi pensieri e i suoi sentimenti, sino a scoprire i valori più profondi ed essenziali (…) quello che ci offre non è affatto da ricondursi ai piaceri offerti da quella che un tempo venne definita la pittura per la pittura, cioè la gioia del bel dipingere, ma ad un piacere, vorrei dire piuttosto ad un amore, che come ogni emozione suscitata dalla vera arte non può fermarsi ai moti dei sensi ma trova la sua proiezione nella mente, nell’intelletto – si legge nella presentazione –. La mostra José Molina: l’altra bellezza si pone, quindi, come nuova occasione per scoprire la personalità di José Molina, pittore spagnolo che attualmente risiede sul Lago di Como, attraverso un percorso espositivo che inizia con una delle Collezioni che più lo rappresentano, Los Olvidados, fino ad arrivare alle sue produzioni ultime mantenendo sempre il filo conduttore che caratterizza tutta la sua poetica artistica: l’iperbolica trasfigurazione del quotidiano e del pittoresco».

Per informazioni tel. 02.39521618, e-mail galleria@deodato-arte.it.

Alla Camera di Commercio venti architetture di Renato Conti

Organizzata da Associazione Archivio Cattaneo e della Camera di Commercio di Como, l’esposizione dedicata agli edifici progettati da Renato Conti è aperta nella sde di via Parini 16 fino all’8 maggio prossimo.

Nonostante tutte le rivendicazioni di quattro quarti di nobiltà architettonica (dal romanico al barocco, dal neoclassico al razionalismo) non è consueto vedere nella città di Como delle “vere” mostre di architettura. Si intende: mostre in cui l’architettura non venga rimodulata attraverso la pittura, o la fotografia, o il territorio.

Eppure, entrare nel merito degli edifici costruiti, cioè conoscerne e riconoscerne le qualità architettoniche è un momento essenziale del processo di conoscenza dello spazio di cui si nutre la società, e un modo per (sperabilmente) migliorarlo.

Ecco perché la mostra dedicata a 20 opere dell’architetto Renato Conti è un’occasione da non sottovalutare.

La mostra propone con molta sobrietà (ambienti bianchi, sottili cornici che inquadrano essenziali immagini e testi – come le doppie pagine del volume di accompagnamento -, modellini ritmicamente disposti al piano superiore) quattro temi fondamentali: l’educazione (sette edifici tutti di area comasca dedicati ai primi gradi di istruzione, dall’asilo nido alla scuola elementare), le infrastrutture (di dimensioni assai varie dal ponte del Chilometro della conoscenza a un autosilo per Siena), gli studi e le ricerche (compreso un progetto non realizzato per le porte laterali del Duomo di Como) e gli edifici polifunzionali (dalla Camera di Commercio stessa a edifici di Appiano, Grandate, Caslino al Piano, oltre alla radicale e assai nota riconversione dello stabile di via Pessina proprio di fianco all’ex Casa del fascio).

Nei vari progetti si riconosce un attento studio del contesto, insieme a una profonda riflessione sulle funzionalità di base, ma soprattutto una particolare essenzialità del segno: una “economia” del progetto che forse bisognerebbe indicare come “ecologia” del progetto, nello sforzo di trovare un equilibrio tra gli spazi e le persone, tra l’oggetto e il campo che lo contiene.

Le 20 architetture di Renato Conti possono così costituire le prime tappe di un percorso alla (ri)scoperta dell’architettura contemporanea comasca, che – per fortuna – non si è fermata ai capolavori di più di settant’anni fa. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Renato Conti all’inaugurazione di giovedì 9 aprile.

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Vedute dell’esposizione

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Modellino dell’autosilo di Siena

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