Alla Camera di Commercio venti architetture di Renato Conti

Organizzata da Associazione Archivio Cattaneo e della Camera di Commercio di Como, l’esposizione dedicata agli edifici progettati da Renato Conti è aperta nella sde di via Parini 16 fino all’8 maggio prossimo.

Nonostante tutte le rivendicazioni di quattro quarti di nobiltà architettonica (dal romanico al barocco, dal neoclassico al razionalismo) non è consueto vedere nella città di Como delle “vere” mostre di architettura. Si intende: mostre in cui l’architettura non venga rimodulata attraverso la pittura, o la fotografia, o il territorio.

Eppure, entrare nel merito degli edifici costruiti, cioè conoscerne e riconoscerne le qualità architettoniche è un momento essenziale del processo di conoscenza dello spazio di cui si nutre la società, e un modo per (sperabilmente) migliorarlo.

Ecco perché la mostra dedicata a 20 opere dell’architetto Renato Conti è un’occasione da non sottovalutare.

La mostra propone con molta sobrietà (ambienti bianchi, sottili cornici che inquadrano essenziali immagini e testi – come le doppie pagine del volume di accompagnamento -, modellini ritmicamente disposti al piano superiore) quattro temi fondamentali: l’educazione (sette edifici tutti di area comasca dedicati ai primi gradi di istruzione, dall’asilo nido alla scuola elementare), le infrastrutture (di dimensioni assai varie dal ponte del Chilometro della conoscenza a un autosilo per Siena), gli studi e le ricerche (compreso un progetto non realizzato per le porte laterali del Duomo di Como) e gli edifici polifunzionali (dalla Camera di Commercio stessa a edifici di Appiano, Grandate, Caslino al Piano, oltre alla radicale e assai nota riconversione dello stabile di via Pessina proprio di fianco all’ex Casa del fascio).

Nei vari progetti si riconosce un attento studio del contesto, insieme a una profonda riflessione sulle funzionalità di base, ma soprattutto una particolare essenzialità del segno: una “economia” del progetto che forse bisognerebbe indicare come “ecologia” del progetto, nello sforzo di trovare un equilibrio tra gli spazi e le persone, tra l’oggetto e il campo che lo contiene.

Le 20 architetture di Renato Conti possono così costituire le prime tappe di un percorso alla (ri)scoperta dell’architettura contemporanea comasca, che – per fortuna – non si è fermata ai capolavori di più di settant’anni fa. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Renato Conti all’inaugurazione di giovedì 9 aprile.

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Vedute dell’esposizione

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Modellino dell’autosilo di Siena

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