Economia

Una interrogazione alla Camera sui ristorni

frontalieri«No a forme di pressione che fomentino sentimenti di avversione nei confronti dei lavoratori frontalieri» dicono i deputati comaschi Braga e Guerra.

 

L’interrogazione presentata alla Camera, prima firmataria Maria Chiara Gadda, sottoscritta dai deputati democratici comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra, chiede ai ministri degli Esteri e dell’Economia: «Quali forme di tutela il Governo intende attuare per salvaguardare il quadro normativo che disciplina l’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, con particolare riguardo alla questione dei ristorni».

Una richiesta di chiarimento: «A seguito dell’approvazione quasi unanime, lo scorso 29 gennaio 2014, da parte del Gran consiglio dell’iniziativa cantonale in materia di imposizione fiscale con la quale il Canton Ticino chiede all’Assemblea federale svizzera l’abrogazione unilaterale dell’accordo fiscale sui frontalieri in vigore dal 1974».

Roma ha: «Approvato un decreto legge che prevede la cosiddetta voluntary disclosure, una richiesta spontanea del contribuente che permetterà di regolarizzare i capitali non dichiarati all’estero per i quali dunque non sarà più previsto l’anonimato, le imposte dovute verranno pagate per intero attraverso un meccanismo di riduzioni diversificate delle sanzioni, mentre sono previste importanti attenuazioni del carico penale».

«Il provvedimento appena varato dal Governo ha come obiettivo quello di garantire una nuova base giuridica di partenza per arrivare ad un accordo fiscale tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica – precisa la nota dove i deputati comaschi sottolineano come – L’iniziativa ticinese è stata lanciata proprio come forma di pressione nei confronti del Governo elvetico in occasione delle trattative su un nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei capitali esportati illecitamente».

«A questo si accompagna il referendum elvetico del prossimo 9 febbraio promosso dal partito conservatore dell’Udc, sintetizzato nello slogan “Basta con l’immigrazione di massa”, per limitare appunto l’accesso ai lavoratori stranieri in territorio svizzero, che soprattutto in Ticino rischia di peggiorare la situazione, accrescendo le ostilità in un clima già abbastanza teso – concludono Braga e Guerra –. La speranza è che, come purtroppo già avvenuto negli anni passati, non si fomentino sentimenti di avversione inutili soprattutto in un periodo di forte crisi come quello attuale, agendo sulle paure dei cittadini e dei lavoratori, e soprattutto non si utilizzino i frontalieri come strumenti di scambio o peggio di ritorsione sui quali far pesare gli esiti di importanti negoziazioni e accordi futuri» (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

Como/ Politiche ambientali e sociali straordinarie per affrontare la crisi

maniNella fase in corso di preparazione delle linee del Bilancio del prossimo anno che tanti si augurano non siano semplicemente la riproposizione di quelli precedenti, vincolata dalla necessità di ridurre le spese, arriva lo studio di Luca Michelini,  professore di Storia del pensiero economico (Dipartimento di Scienze politiche, Università di Pisa), con il tentativo di esaminare con serietà un aspetto essenziale dell’azione politica, le politiche ambientali e sociali del Comune di Como. Il documento, pubblicato sul sito di Michelini, che proponiamo anche ai nostri lettori, può costituire uno strumento utile per avviare un dibattito nel merito delle questioni, indispensabile per evitare che la politica locale si pieghi a diventare ordinaria amministrazione. Leggi il testo nel seguito del post.

«Mancando a Como una pubblica opinione strutturata e, soprattutto, vicina ma indipendente (non dunque “cinghia di trasmissione” del potere, ma potere autonomo) al centro-sinistra che governa la città, è difficile per il cittadino, indipendentemente dal proprio orientamento politico, farsi un’idea di come realmente funzioni la macchina comunale.

In altri termini, spesso le analisi e le polemiche (anche quelle alimentate dal sottoscritto) prescindono da un importante dato di fatto: che la politica cittadina è anche una istituzione (il Comune) che deve essere considerata come una macchina vera e propria; una macchina, dunque, che può muoversi, compiere delle scelte, ma che ha strumenti e limiti ben precisi, che circoscrivono, quindi, i percorsi che possono essere intrapresi.

Per avere un quadro delle possibilità e dei limiti della macchina comunale sarebbe necessaria, anche se non sufficiente, un’analisi dettagliata del bilancio. Non è sufficiente per questo motivo: non credo sia politicamente scorretto affermare che lunghi anni di egemonia del centro-destra potrebbero aver modellato la macchina amministrativa in senso eccessivamente politico, distorcendone notevolmente le funzioni. Si tratta insomma di valutare il tipo di rapporto che si è instaurato tra il sindaco Lucini e i suoi assessori da un lato, e la macchina amministrativa-dirigenziale dall’altro.

In questa occasione, tuttavia, mi limito a alcune osservazioni, funzionali al tema oggetto d’attenzione. L’auspicio è che sia il Comune stesso e le forze politiche ad offrire al cittadino un quadro chiaro della situazione. Per entrambi (istituzioni e forze politiche), non si tratta di “fare della comunicazione”, quanto, invece, di “fare della informazione”, per altro assecondando gli indirizzi previsti dalla legge.

Naturalmente, più i cittadini prendono coscienza dei limiti dell’azione delle istituzioni, più possono escogitare strumenti nuovi per superare questi stessi limiti, per rispondere alle sfide della storia. Il processo di gestazione di questi strumenti dovrebbe essere il seguente: analisi, dibattito culturale, dibattito interno ai partiti e tra partiti, dibattito nel consiglio comunale, scelte e azioni di governo, amministrazione, controllo dei risultati. Mai come oggi, per esempio, di tempi tutt’altro che “normali”, sarebbe importante far conoscere i limiti d’azione della politica in quanto istituzione comunale, per concepire e realizzare “politiche straordinarie” per affrontare la gravissima crisi economica e sociale che percuote anche la nostra provincia». Leggi il seguito nel sito di Luca Michelini.

Patto per la nautica

barcaavelaRiconfermato, aggiornato e ampliato l’accordo del 2011. Melazzini a Como: «Fondamentale fare rete».

«Gli obiettivi principali del sono: aiutare le imprese a raggiungere un sistema produttivo avanzato, flessibile e tecnologicamente all’avanguardia, attraverso la costruzione di reti tra le imprese stesse; incentivare lo sviluppo di sinergie di progettazione, produzione, ricerca, innovazione e internazionalizzazione tra le imprese della nautica e quelle degli altri settori, con il supporto delle istituzioni universitarie e degli enti di ricerca presenti sul territorio; potenziare il ruolo della nautica a sostegno del turismo lariano, anche in considerazione delle opportunità offerte da Expo 2015 Patto – spiega una nota di Regione Lombardia –. Con la firma del Patto Regione Lombardia, in particolare, si impegna a: promuovere strumenti di sostegno allo sviluppo della filiera nautica lariana; riconoscere le parti come interlocutori privilegiati per la realizzazione di iniziative pilota e interventi di sviluppo del sistema produttivo nautica lombarda; accompagnare e sostenere i percorsi autorizzativi degli interventi strutturali e infrastrutturali».

«Como e Lecco sono territori ideali per diventare palestra di interventi innovativi come la sperimentazione di zone a burocrazia zero e gli accordi di competitività – ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive, ricerca e innovazione di Regione Lombardia Mario Melazzini a Como mercoledì 29 gennaio alla firma del Patto per lo sviluppo della nautica lariana aggiornato e ampliato –. Si tratta di azioni che potremo attuare con l’approvazione della nuova legge su “libertà d’impresa e competitività”, prevista nel prossimo mese di febbraio, che contiene molti elementi di semplificazione per le imprese e le istituzioni. Vorremmo che i nostri imprenditori rimangano sul nostro territorio e con la nuova legge potremo avere gli strumenti per invogliarli a restare e a non andare oltre confine». [md, ecoinformazioni]

Como verso Expo 2015

shop in comoIl Distretto urbano del commercio di Como si attiva con il Registro delle imprese e una App gratuita sviluppata insieme con il Politecnico.

«Sono ripresi i lavori del Distretto urbano del commercio (Duc) sul database delle attività commerciali della città: il punto di partenza è il Registro delle imprese fornito dalla Camera di commercio (partner istituzionale del Duc insieme al Comune e a Confcommercio Como) e l’obiettivo è di arricchirlo con i dati qualitativi utili alla promozione del Distretto urbano del commercio in previsione di Expo 2015 – annuncia Palazzo Cernezzi –. L’iniziativa, cofinanziata da Regione Lombardia, nasce dalla collaborazione tra gli enti pubblici e vede la collaborazione attiva delle principali associazioni di categoria dei commercianti e degli artigiani: gli incaricati del Settore Suap/Attività produttive del Comune – coordinati dal manager del Duc – avranno il compito di raccogliere le nuove informazioni direttamente dagli esercenti tramite contatto telefonico o personale. Le informazioni raccolte verranno prima di tutto confrontate con quelle fornite da Camera di Commercio: le eventuali discrepanze verranno immediatamente segnalate agli interessati invitandoli a regolarizzare la propria posizione per poter partecipare alla seconda fase del progetto».

«Il Registro delle imprese costituisce infatti la fonte primaria di certificazione dei dati costitutivi delle aziende e svolge in questo senso una funzione analoga a quella delle anagrafi comunali per i cittadini – prosegue la nota –: l’operazione del Duc aggiungerà quindi contenuti al documento senza in alcun modo sostituire o sovrapporsi al testo originale. Insegna, categoria merceologia dettagliata, profili social, brand e prodotti tipici proposti da ciascun punto vendita sono solo alcune delle informazioni che verranno messe a disposizione del pubblico attraverso il sito del Duc www.shopincomo.com e tramite una App gratuita (per Android, Windows Phone e IPhone) sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Tra le altre funzioni, la App permetterà agli utenti (residenti, visitatori e turisti) di individuare in maniera istantanea il prodotto che stanno cercando e li guiderà verso i punti vendita di loro interesse geo-localizzando gli accessi. Non resteranno esclusi gli stranieri: fin da subito una parte dei contenuti sarà fornita in italiano e in inglese. La App rappresenta una vera e propria vetrina virtuale della città e la sua attivazione è prevista per l’inizio dell’estate così da avere quasi un anno per testare lo strumento prima del grande appuntamento di Expo 2015».

«Questa rappresenta solo la prima di una serie di iniziative di cui alcune vedranno la luce già prima della stagione turistica – dichiarata l’assessora alle Attività produttive e commercio del Comune di Como Gisella Introzzi –. Ci auguriamo di incontrare fin da subito l’entusiasmo e la collaborazione dei commercianti e degli esercenti che invito fin da ora a rivolgersi direttamente agli incaricati del Duc per ogni informazione o domanda in merito all’operazione». [md – ecoinformazioni]

Il Gran consiglio del Ticino interviene sull’accordo italo-svizzero

canton ticinoI capigruppo di Plr, Lega, Ppd, Ps, Verdi e Udc inviano una lettera aperta al Consiglio federale sulle trattative economiche fra Confederazione e Repubblica un accordo: «Incomprensibile che non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«I rapporti tra Italia e Svizzera negli ultimi anni sono stati quantomeno travagliati – esordisce la lettera –. Le tre amnistie fiscali, l’adozione di Black List e le continue pressioni di vario genere sulla Svizzera hanno causato delle conseguenze sul piano economico, in particolare per il Cantone Ticino».

«Riteniamo che l’Accordo sui frontalieri sia obsoleto a livello generale per la Svizzera e dannoso, a livello particolare, per il Cantone Ticino – dichiarano gli esponenti politici ticinesi dopo aver ripercorso la storia dei rapporti fra Italia e Svizzera –. Obsoleto in quanto, da quando la Svizzera ha sottoscritto con l’Ue il Trattato sulla libera circolazione delle persone, i cittadini europei che rientrano al proprio domicilio almeno una volta alla settimana possono così esercitare in Svizzera, di fatto liberamente, le attività lavorative che desiderano. Il concetto di frontaliere è diventato una nozione storica e non si comprende quindi per quale ragione debba essere ancora incluso in accordi internazionali».

«Dannoso – proseguono – siccome ci vediamo costretti a riversare una quota rilevante, il 38,8 per cento, delle imposte alla fonte, pari nel 2013 a 60 milioni di franchi e di quasi 1,2 miliardi dal 1974. Secondariamente, il trattamento fiscale privilegiato dei lavoratori frontalieri – che già sono favoriti da un costo della vita inferiore e da altri vantaggi quali, ad esempio, il mancato cumulo dei redditi nel caso dei coniugi – pone una pressione notevole sul mercato del lavoro cantonale generando fenomeni di dumping salariale e di sostituzione della manodopera residente con manodopera frontaliera. In passato il Ticino ha sopportato da solo le conseguenze negative di questo accordo in virtù della tranquillità che garantiva su altri fronti, come ad esempio nel settore bancario. Oggi, considerata la politica intrapresa a livello nazionale e internazionale, questo genere di contropartita non è più presente e quindi mantenere questo accordo non sarebbe comprensibile e non farebbe altro che impoverire il Ticino in favore dell’Italia».

«Il nostro Cantone non può e non deve pagare praticamente da solo il prezzo di un accordo internazionale del tutto inutile» aggiungono.

Di qui l’annuncio di una risoluzione: «In cui si chiede che il Consiglio federale denunci unilateralmente [entro il 30 giugno 2014] l’accordo sui frontalieri del 1974 e rinegozi la convenzione generale per evitare la doppia imposizione del reddito e della sostanza del 1979, in maniera che gli accordi non penalizzino il Cantone Ticino e i suoi abitanti» (la lettera). [md – ecoinformazioni]

Cambiare il capitalismo

cambiare il capitalismoAlla ricerca di una nuova prosperità, incontro con Mauro Magatti, mercoledì 29 gennaio alle 21 nel Salone di Confcooperative in via Martino Anzi 8 a Como, organizzato da Ares.

«La crisi attuale è un’occasione per rinnovare il capitalismo sul piano culturale e strutturale – si legge nella presentazione –. Quattro diverse prospettive per superare il modello economico dell’iperconsumismo e per ridefinire il ruolo dell’uomo nel rapporto con gli altri e nella realizzazione di sé». [md – ecoinformazioni]

Indignazione crescente

livio-pepinoCirca cinquanta persone hanno assistito alla presentazione comasca di Grammatica dell’indignazione [Edizioni gruppo Abele, 2013, 288 pagg, 16 euro], il saggio di Livio Pepino, direttore della rivista Questione giustizia, ex magistrato e presidente di Magistratura democratica  curato insieme a Marco Revelli. Organizzata dal Nodo cittadino di Alba nel salone dell’ex circoscrizione 7, la serata ha visto il saggista, affiancato al tavolo dei relatori da Massimo Lozzi e Fausta Bicchierai, spaziare a 360 gradi sulla situazione nazionale, partendo proprio dall’anomalia richiamata nell’introduzione del libro, quella  di un indignazione crescente ma incapace di avere un peso istituzionale. «Per capire quanto questa è basta viaggiare su un bus o su tram, frequentare un mercato, parlare con le persone per strada- ha argomentato Pepino – eppure non riesce ad incidere minimamente, cadendo spesso preda di movimenti populisti incapaci di sostenersi per le proprie contraddizioni interne, soprattutto di contenuti».

Per l’ex magistrato il riferimento è ovviamente la recente protesta dei forconi, sgonfiatasi con rapidità proprio per il suo dare spazio alle richieste e alle pulsioni più diverse, nonostante «abbia bloccato la città in cui abito, Torino, per diversi giorni». Il risultato è stata così la definitiva affermazione di un pensiero dominante, basato su un modello di società ed economia «insostenibile e deleterio, interessato a criminalizzare il dissenso per rendersi inattaccabile». Un pensiero che ormai accomuna entrambi gli schieramenti politici, tanto da rendere le larghe intese un approdo naturale del nostro sistema istituzionale: «se confrontiamo i programmi e le dichiarazioni – ha continuato Pepino – di esponenti del centrodestra e del centrosinistra, le differenze sono nulle. Per questo il governo Letta non è affatto una stranezza dettata dall’emergenza, ma qualcosa di perfettamente normale».

La Sinistra, intesa nel suo senso più ampio, ha quindi grandi responsabilità nella deriva in atto: <negli ultimi dieci anni tanti di noi sono rimasti prigionieri di vere e proprie illusioni-ha insistito l’esperto- dalla convinzione che esistesse ancora un grande partito di sinistra nel nostro Paese a quella nel ruolo salvivico della magistratura, senza riuscire a costruire un’alternativa efficace. Inoltre si è quasi abbandonato il problema della rappresentanza istituzionale, rincorrendo una presenza sociale spesso inconsistente>.

Un orizzonte fosco in cui non mancano però motivi di speranza, individuati nei «movimenti di protesta in Val Susa, nella reazione della popolazione lampedusana alle continue tragedie, nei sempre più estesi fenomeni di resistenza civile». Stuzzicato anche dagli interventi del pubblico,  Pepino ha concluso individuando in questi fenomeni i segni di una possibile riscossa: «la sfida è dare così una strutturazione solida ed efficace a queste realtà, spingerle a fare rete. L’obiettivo del libro è appunto quello di fornire una vera e propria cassetta degli attrezzi, una grammatica comune ad un movimento che si spera sempre più ampio». [Luca Frosini, ecoinformazioni]

SilkReloaded/ tradizione, glamour, ecosostenibilità

silkRiaccendere l’attenzione sulla produzione serica lariana, questo uno dei principali obiettivi dell’evento multimediale interattivo SilkReloaded, visitabile fino al 6 gennaio 2014 nella ex chiesa di San Pietro in Atrio  in via Odescalchi 3 a Como. Gli ideatori e promotori dell’evento, la Fondazione setificio e l’Associazione ex allievi del setificio di Como, hanno deciso di raccontare la storia e la trasformazione della produzione tessile comasca,non solo tramite l’esposizione di materiali ma anche attraverso un percorso innovativo fatto di proiezioni di immagini accompagnate da effetti grafici, sonori e luminosi.   (altro…)

Alle radici/ Artigiani di futuro

artgiani di futuroSi è concluso nel tardo pomeriggio di lunedì 9 dicembre, nella sede della Bcc di Cantù, con la sessione  Artigiani di futuro, il convegno Alle radici del Coordinamento comasco per la Pace e del Comune di Cantù. Gia on line  sul canale di ecoinformazioni tutti i video  degli interventi di Giovanni Moretti, Claudio Bizzozero, padre Luigi Ceppi e Jorge Viana. 

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