Politica

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 4 marzo 2010: Ca’ d’industria

La seduta di giovedì 4 marzo è stata sospesa per un’ora per sentire le ragioni di un’ottantina di lavoratori della Ca’ d’industria contrari all’esternalizzazione del servizio di preparazione dei pasti.

Mentre si svolgevano le preliminari un’ottantina di lavoratori, con i rappresentanti sindacali confederali, di tutti i diversi servizi della Cà d’industria hanno fatto capolino in consiglio, con cartelli, magliette, casacche bianche e uno striscione con scritto «Giù le mani dalla Cà d’industria».
Emanuele Lionetti, Liberi per Como, ha così chiesto una sospensiva per poter sentire le ragioni dei dipendenti della Fondazione creata dal Comune di Como.
L’ente comasco ha una piena autonomia economica e finanziaria rispetto al Comune ma nel suo Consiglio di amministrazione quest’ultimo esprime 5 dei 7 rappresentanti (gli altri due sono di nomina regionale e provinciale).
Supino e Vincenzo Sapere, Gruppo misto – socialisti, si sono associati alla richiesta posta dal consigliere ex leghista, accolta dalla Giunta che ha permesso una sospensione e invitato tutti a trasferirsi nella vicina Sala stemmi, dove a rappresentare il sindaco ci sarebbero stati l’assessore al patrimonio Cenetiempo e la vicesindaca Ezia Molinari.
«Il presidente Pellegrino aveva promesso in Consiglio comunale un anno fa di non dare n gestione nessuno dei servizi della Fondazione» hanno ricordato i rappresentanti sindacali che hanno denunciato il comportamento scorretto del Consiglio di amministrazione nell’affidamento della preparazione dei pasti ad una ditta esterna «non hanno rispettato i termini di legge, non siamo stati avvisati del bando quando c’è una tempisti precisa».
I lavoratori hanno fatto presente che la ditta che prenderà in gestione la preparazione dei pasti ha avuto un primo approccio informale garantendo i posti di lavoro per due anni, ma forte è la paura di non avere una prospettive oltre quella data e che questo sia un primo passo verso la esternalizzazione anche di altri servizi.
Il confronto fra amministratori e lavoratori è durato per più di un’ora, e sono intervenuti anche i consiglieri di amministrazione della Cà d’industria Romolo Vivarelli e Franco Mercuri, con momenti di forte tensione, anche con l’assessore Cenetiempo che ha giustificato dati i vantaggi economici le esternalizzazioni.
La vicesindaca ha concluso la riunione promettendo un incontro del Consiglio con il cda dell’ente, una richiesta presentata formalmente in serata da Liberi per Como.
L’assemblea di Palazzo Cernezzi ha così affrontato la deliberazione sul recupero dell’area ex Frey, un intervento che convince poco anche fra le file della maggioranza. «Il quartiere di Albate è stato violentato negli ultimi anni – ha dichiarato Stefano Rudilosso, Pdl – con una cementificazione selvaggia».
Molte le critiche sulle altezze, mentre la consigliera Magni ha ciesto lumi sul Pgt e la relazione promessa dal sindaco, ma anche sulla piazza prospettata, «è impossibile definirla piazza» ha dichiarato l’architetto Dario Valli, Area 2010.
La discussione si è protratta sino alla mezzanotte quando sono stati presentati tre emendamenti e un ordine del giorno, che verrano discussi nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di venerdì 4 marzo 2010: le preliminari

Nelle preliminari della seduta di giovedì 4 marzo micropolveri, traffico, segnaletica e rifiuti nelle preliminari.

«L’atteggiamento dell’assessore all’ambiente è di arroganza – ha dichiarato Donato supino, Prc, durante le preliminari al Consiglio comunale di giovedì 4 marzo – non dà il necessario supporto affinché si chiarisca la faccenda dell’appalto dei rifiuti».
Attenzione per i problemi del PM10 anche per le periferie ha chiesto Luigi Bottone, Liberi per Como, dopo il posizionamento della nuova attrezzatura, che dovrebbe abbattere le micro polveri, sul tetto di Palazzo Cernezzi.
Mario Lucini, Pd, ha invece posto all’attenzione del Consiglio l’apertura di un nuovo cantiere in via Cardina, con disagi per i residenti, dato il traffico di mezzi pesanti e i rischi per la stabilità della strada, oltre ad un caso di abusivismo poco distante, in via Cascina Marii, un cantiere già segnalato in cui sarebbero ripresi i lavori. Silvia Magni, Pd, ha chiesto di migliorare e sistemare la segnaletica in piazzale Anna Frank all’ingresso dell’autostrada,
Marcello Iantorno, Pd, ha attaccato la Giunta per la gestione del’appalto per la raccolta dei rifiuti: «Pare che assessori e sindaco vogliano restituire la cauzione lasciata da Econord». Una cifra dell’ordine di 1,7 milioni di euro già incassati dal Comune che per l’avvocato comasco possono in parte rimanere nelle casse dell’amministrazione. Contrariato il sindaco che è intervenuto a margine dell’assemblea: «non sa di cosa sta parlando…». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Consiglio informale, democrazia reale

Dopo il presidio di piazza XX settembre lunedì primo marzo, i numerosi Italiani e gli ancor più numerosi cittadini stranieri si sono recati al vicino Comune di Cantù dove il comitato Primomarzo 2010 aveva invitato il sindaco della città e tutti i consiglieri comunali ad un confronto sui temi dell’integrazione.

Sulle poltrone dei consiglieri comunali sedevano Roberto Bruno, Claudio Bizzozzero Francesco Pavesi, Ivano Pellizzoni, Aldo Stoppani di Lavori in corso e Gigi Tagliabue del  Pd.
Dopo un lungo saluto al pubblico che gremiva la vasta sala consigliare di Cantù (pubblico composto per il 90 per cento da cittadini stranieri) Bizzozzero ha lasciato il microfono a diversi consiglieri del suo gruppo consigliare e a Gigi Tagliabue.
I messaggi di benvenuto di quasi tutti i consiglieri intervenuti miravano a chiedere ai numerosissimi immigrati presenti quali fossero le loro istanze da rivolgere al consiglio comunale: «Siamo qui per ascoltarvi».
Thierno Ghaye, dell’associazione 3 febbraio ha detto tra l’altro: «Se tutti i consiglieri comunali di Cantù fossero come voi potremmo sentirci a posto». Diongue Mbay della stessa associazione, ha aggiunto: «Immaginiamo un prossimo futuro quando qualcuno dei nostri figli siederà davvero su queste poltrone da consigliere comunale di Cantù, per ora limitiamoci ad occupare simbolicamente, per una sera, tutte le poltrone».
Dopo che quasi tutte le 30 poltrone dei consiglieri sono state occupate da cittadini stranieri è intervenuta la senegalese Isilda Virginia Aemando: «Oggi in Francia ed in altri paesi i cittadine stranieri hanno davvero scioperato in gran numero, questo è servito alle nostre organizzazioni a misurare quanto il lavoro straniero può incidere sulle economie di questi  paesi. In Italia oltre all’emergenza della crisi economica c’è un’emergenza ancor più grave che è quella morale, noi lavoratori stranieri non produciamo solo ricchezza economica per l’Italia, ma contribuiamo a salvare il paese da una deriva morale, in cui, in  alcune forze politiche di governo militano dei veri e propri “piromani sociali” che infiammano le braci per fomentare la paura… I miei bisnonni in Africa sono stati gli ultimi schiavi, arrivando in Italia non immaginavo di vedere tanti miei compaesani ritornare schiavi». In altri interventi gli immigrati hanno chiesto ai consiglieri presenti che venga abolito il numero verde di denuncia anonima dei clandestini e di avere “spazi d’intervento in consiglio comunale”. [Enzo Arighi, ecoinformazioni]

No SEL alle elezioni

Sinistra Ecologia e Libertà non ce l’ha fatta. Raccolte solo 1500 firme delle 1750 previste dalle norme elettorali provinciali per il collegio di Como.

La lista Sinistra Ecologia e Libertà non sarà presente nel collegio di Como alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo non avendo raggiunto il quorum previsto di firme per la presentazione.
«Ringraziamo cittadine e cittadini, associazioni, reti e movimenti che ci hanno dato fiducia e aiutato nella raccolta – scrivono i promotori provinciali in un comunicato -. Era un obbiettivo ambizioso per un soggetto politico come il nostro, da poco costituito e che non ha sedi, strutture e poche figure istituzionali da adibire come autenticatori e che, pertanto ha iniziato troppo in ritardo la raccolta delle firme, sicuramente molto dopo che i partiti tradizionali, strutturati storicamente sul territorio avevano quasi terminato l’operazione di raccolta firme».
La lista sarà però presente in 8 su 12 delle maggiori provincie lombarde e a Como si porrà come riferimento «per tutte quelle persone che aspirano ad una sinistra dai forti contenuti ideali, in ambito sociale ed ambientale, di tutela dei beni comuni (l’acqua in primis) e dei diritti dei più indifesi, ma costruttiva e propositiva, che ha dimostrato (vedi Vendola) di poter essere anche forza di governo alternativa al potere imperante delle destre».

Agnoletto presidente

Presentati nella Sala stemmi del Comune di Como i quattro comaschi nella lista della Federazione per la Sinistra. Il candidato presidente Vittorio Agnoletto si è dichiarato ottimista: «Supereremo il 3 per cento!».

I quattro rappresentanti comaschi della lista che sostiene Vittorio Agnoletto alle prossime elezioni regionali saranno lo studente universitario Edoardo Spolidoro, che si è espresso contro la cementificazione del lago e i tagli alla scuola pubblica, Marco Tenconi, segretario provinciale Pdci comasco, «è stato chiuso il Gandhi a Milano e aperte tre nuove scuole private di Cl a Crema, questo è il piano per la scuola formigoniano», Eugenio Morandi, consigliere comunale a Cermenate, che ha ricordato la tragica situazione dei precari, e Lina Annoni, segretaria provinciale di Rifondazione comunista, che ha posto in primo piano il problema della sanità. «L’obiettivo non è più la salute dei cittadini ma l’incasso – ha spiegato a proposito delle tariffe e i rimborsi per le prestazioni – molte persone non proseguono le indagini diagnostiche perché non hanno soldi per pagare i ticket» ha denunciato. Il consigliere comunale comasco Donato Supino ha invece messo in risalto il diverso approccio rispetto al Partito democratico in ambito locale mettendo dei distinguo sia sull’affaire muro «il Pd fa la campagna elettorale sull’abbattimento del muro, per me solo grazie al concorso dei cittadini e alle loro manifestazioni si è riusciti ad ottenere questo risultato, con la sola opposizione in Consiglio comunale non ce la si sarebbe fatta». Altro punto di rottura l’esternalizzazione della mensa della Cà d’industria «il rappresentante del Pd nel cda è a favore noi non siamo d’accordo sul risparmio a discapito della qualità e della tutela dei cittadini». «Il nostro avversario è Formigoni – ha chiarito Vittorio Agnoletto che ha però aggiunto –, in cosa si differenzi da lui Penati non siamo riusciti a capirlo. Il nostro obiettivo è che in Lombardia continui ad esserci una forza di sinistra». Il candidato presidente ha presentato il proprio listino formato da esponenti del mondo culturale lombardo spaziando da Dario Fo a Moni Ovadia, sino a Paolo Rossi e Margherita Hack, oltre a rappresentanti delle lotte operaie e dei movimenti sociali (le loro videointerviste sono sul sito http://www.youtube.com/vittorioagnoletto). Candidature per la nascita di un unico contenitore di tutto quanto si muova a sinistra del Pd. Quattro i punti principali del programma. La difesa della sanità pubblica, della suola pubblica, «il 95 per cento delle risorse investite dalla regione vanno agli studenti delle scuole private con redditi fino a 200 mila euro, si tratta di selezione di classe», una maggiore difesa del lavoro. «Dall’inizio della crisi ci sono stati quasi 200mila posti di lavoro in meno nella nostra Regione – ha affermato Agnoletto – chiediamo garanzie per tutti, anche per i lavoratori a tempo determinato e a progetto, con un salario di cittadinanza che permetta di poter sostenersi durante il passaggio da un lavoro ad un altro». Anche la difesa dei luoghi di lavoro è importante per il candidato presidente della federazione della sinistra oltre che la salvaguardia dell’ambiente. «L’Expo si ridurrà ad una serie di grandi opere su gomma – sottolineato il candidato presidente della Federazione della Sinistra – noi vogliamo trasporti pubblici più efficienti, lo sviluppo delle linee ferroviarie. Qui al contrario mettono l’alta velocità e i treni per Malpensa ma tagliano quelli per i pendolari!». L’impegno è anche per la difesa dei beni comuni come l’acqua e contro il nucleare «non solo in Lombardia ma in tutta Italia». Recuperare quindi la disillusione a sinistra e quelli che non vanno più a votare è la meta prefissata «supereremo lo sbarramento del 3 per cento, la soglia minima, e potremmo avere 2-3 consiglieri in Regione». «Un presidio necessario – dopo gli scandali e gli arresti in Regione – in un momento in cui non ci sono solo delle mele marce, ma un sistema marcio servono delle sentinelle che possano dare l’allarme, una cosa che non succederebbe in un sistema consociativo alla Penati». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

I candidati del Pd alle regionali 2010

Presentati i candidati del Partito democratico comasco alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo: Roberto Allevi, Luca Gaffuri, Vittorio Mottola, Maria Chiara Sibilia.

La campagna elettorale del Partito democratico si svilupperà lungo quattro direttrici, ha spiegato Luca Gaffuri, consigliere uscente e candidato anche alla prossima legislatura in Regione Lombardia, che saranno la mobilità, la sanità e il sociale, l’economia e il lavoro e l’ambiente.
«Siamo il primo partito che presenta i candidati alle regionali – ha voluto sottolineare Gaffuri – come un’unica squadra, vedremo se le altre forze politiche faranno o stesso» ha aggiunto alludendo alle divisioni fra Lega e Pdl e all’interno di quest’ultimo partito «che è quasi una coalizione».
Per il consiglieri regionale uscente la sfida è quella di una «modernizzazione della Lombardia, passando per i trasporti e la infrastrutturazione». Un passaggio già avviato per la viabilità su gomma ma che ora deve svilupparsi in una “cura del ferro” per la nostra regione: «Sia verso Milano che per i collegamenti fra i maggiori centri prealpini per cui è necessaria una Pedemontana del ferro che vada da Bergamo a Varese».
Gaffuri ha parlato anche dello sviluppo turistico della provincia di Como, pensando ad un rilancio di Sistema turistico del lago di Como, «che ha una buona potenzialità nonostante i problemi che ha avuto con la giustizia dovuto alle distorsioni delle risorse regionali». Sulla crisi la Regione pecca per l’esponente del Pd di lentezza: «solo il 25 per cento di quanto è stato stanziato è stato effettivamente erogato». Importante è poi la riqualificazione delle zone montane, «la Lombardia è per il 40 per cento una regione montuosa», un punto condiviso anche da Roberto Allevi, ex sindacalista della Cgil impegnato sulle dinamiche dell’immigrazione.
«Penso che bisogna pensare ad uno sviluppo economico legato anche ai nostri boschi che devono essere messi in sicurezza e fruttare reddito» ha dichiarato spendendosi poi per uno sviluppo della scuola pubblica: «se il Governo taglia risorse ala scuola la Regione dovrebbe intervenire garantendo quanto tolto». Un affondo poi ai buoni scuola voluti da Formigoni: «si tratta di classismo; per ottenere un contributo nel pubblico dalla Regione bisogna avere un reddito Isee di 15 mila euro, per avere mille euro su 7-8mila annui per la retta di una scuola privata si deve avere un reddito di 45 mila euro».
Per fronteggiare la crisi per Allevi si deve «fare un Patto fra Regione, sindacati e imprenditori, dato che l’impresa non è un’attività solo di tipo privato ma è anche un bene comune, per individuare quali settori incentivare».
Maria Chiara Sibilia, ex assesora al bilancio e alla cultura del Comune di Appiano Gentile, ha ricordato l’intervento da lei promosso di ristrutturazione di Villa Rosnati come paradigmatico per un interesse per il territorio comasco: «contro gli ecomostri che stanno rovinando il nostro lago dove possiamo vedere la montagna ferita da brutte costruzioni».
«Vivere in mezzo alla gente per la gente» è invece lo slogan del consigliere comunale di Como Vittorio Mottola, che ha ricordato le sue vecchie campagna per la salvaguardia dell’ambiente in difesa della collina di Cardina a Como e che ha ricordato il problema del dissesto idrogeologico «870 sono i siti a rischio nella nostra provincia. Basti pensare alla recente chiusura della strada da Porlezza alla Svizzera». «Da sempre mi impegno – ha precisato Mottola – per gli Euro 0, quattordici Comuni della nostra provincia fanno parte della zona omogenea e non vi possono circolare le macchine Euro 0, mentre nel resto non ci sono problemi. È un’ingiustizia o valgono gli stessi diritti per tutti oppure no. Le Euro 0 sono più controllate altre macchine e rispettano il bollino blu!». L’ex consigliere provinciale ha quindi sottolineato la mancanza di strutture sportive: «abbiamo a Lipomo una squadra di serie A di ginnastica artistica ma non un palazzetto dello sport».
La squadra del Pd spera di riuscire a guadagnare consensi in quello che è stato definito il Mugello del centrodestra, con un miglioramento rispetto alle ultime elezioni europee, anche grazie al «malgoverno del Pdl», con una campagna tra il tradizionale e le nuove tecnologie. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Movimento 5 Stelle

«Abbiamo diritto di riappropriarci della politica».  Beppe Grillo in città per presentare la lista 5 Stelle Lombardia. Per partecipare alle elezioni regionali del 28-29 marzo i partiti ed i movimenti non presenti in parlamento devono raccogliere 20.000 firme.

Beppe Grillo arriva a Como, in piazza Vittoria, davanti a più di duecentocinquanta persone, dopo essere stato a vedere «quel cazzo di coso sul lago, perché non si sa cosa sia» grazie al quale «voi comaschi avete contribuito a far crescere il Pil del nostro paese».
Il comico genovese sta lanciando la raccolta firme per la candidatura in Lombardia del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali del 28-29 marzo.
Il Movimento (www.lombardia5stelle.org) non è un partito, ma un insieme di cittadini che, stanchi di una classe politica autoreferenziale e distante dai reali problemi delle persone comuni, hanno deciso di muoversi per portare la loro voce e i loro occhi dentro le amministrazioni pubbliche.
«Tutto parte dall’interesse per la propria città – ha spiegato Grillo – e poi dalla necessità di proporre idee che vengano dal basso», non attraverso ideologie legate ai partiti, ma con proposte messe in rete e discusse da esperti dei vari settori.
I  punti di forza del programma elettorale del  Movimento 5 Stelle Lombardia comprendono la difesa dell’acqua pubblica, la connessione internet wi-fi gratuita, l’espansione del verde e il no agli inceneritori.
«Non vogliamo l’inceneritore a Paderno Dugnano – ha chiarito il rappresentante del Movimento 5 Stelle –: in Lombardia la speranza di vita è di tre anni di meno rispetto al resto d’Italia per colpa degli inceneritori».
Altri punti del programma sono la riqualificazione degli edifici contrapposta alla cementificazione, la mobilità pubblica e l’efficienza energetica attraverso fonti rinnovabili. Con l’obiettivo di riproporre l’esperienza delle elezioni amministrative 2009, quando in 30 comuni italiani sono stati eletti cittadini delle liste comunali 5 stelle. Perché se uno entra e mette tutto in rete, entrano tutti e possiamo controllare. C’è un rovesciamento della politica, la trasparenza diventa obbligatoria» ha concluso Grillo.
Sul piccolo palco allestito per l’occasione si sono presentati i tre candidati provinciali Enrico Franzoso, Matteo Branca e Sabrina Sormani ed il candidato presidente Vito Crimi, «giovani, incensurati e non iscritti ad un partito». [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

La legge è uguale per tutti

Il Comitato provinciale di Como Difendiamo la Costituzione  ha sottoscritto l’appello lanciato da Andrea Camilleri e Paolo Flores d’Arcais a 120 personalità del mondo della scienza, della cultura e dello spettacolo perché aderiscano alla manifestazione La legge è uguale per tutti promossa dal popolo viola per sabato 27 febbraio.

Il testo dell’appello, già sottoscritto tra gli altri da Margherita Hack, Antonio Tabucchi e associazione Articolo 21:
«Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese. Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.
Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.
Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.
Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.
Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.
A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.
Perciò torniamo nella piazza, affianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede: Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 8 febbraio 2010

La maggioranza a Palazzo Cernezzi nella seduta del Consiglio di lunedì 8 febbraio ha bocciato tutte le proposte in favore del trasporto ferroviario.

Nelle preliminari al Consiglio comunale Pasquale Buono, Pdl, si è espresso contro i vandalismi che hanno colpito i servizi igienici dei giardinetti di via Italia Libera.
Mario Lucini, Pd, dopo l’inaugurazione del cantiere per la Pedemontana, si è scagliato contro la tangenziale di Como definendola ridicola: «avremo solo una mezza tangenziale di due chilometri e a pedaggio; chi mai la utilizzerà? È una situazione che supera la soglia del ridicolo».
Luigi Bottone, Liberi per Como, ha chiesto di intervenire con una deviazione alla foce della roggia Valeria, a Villa Olmo, da dove periodicamente si hanno versamenti di gasolio nel lago.
Il suo compagno di gruppo Emanuele Lionetti ha invece denunciato la situazione delle strutture utilizzate dalla polizia locale: la tettoia per i mezzi puntellata e lo spogliatoio femminile inagibile.
Sempre per Liberi per Como è intervenuto Carlo Ghirri «il nostro gruppo ritiene di dissociarsi da qualunque decisione presa sulla gara d’appalto per i rifiuti urbani», per la nuova formazione consiliare «non c’è stata una gara ma un rinnovo di contratto, con tra l’altro l’aumento dei costi».
Roberta Marzorati, Per Como, ha annunciato la consegna di una petizione con firme raccolte per denunciare la situazione ambientale in via Milano: «tutti i ragazzi che seguo residenti lì hanno problemi respiratori!».
«Domenica i vialetti del Cimitero maggiore erano impraticabili» ha dichiarato Vincenzo Sapere, Gruppo misto, che ha chiesto la pulizia dalla neve anche nei cimiteri cittadini una volta finita l’emergenza per strade e marciapiedi.
Il consiglio ha quindi ripreso la discussione sui trasporti pubblici, la “cura del ferro”, alla presenza di 20-30 pendolari comaschi.
«Non si respira più!» ha precisato Donato Supino, Prc, che si è detto d’accordo con la proposta esposta dal capogruppo del Pd Luca Gaffuri, e che ha chiesto risorse per attuarla e «cambiare la logica di questo modello di sviluppo». «Bisogna fare scelte chiare! Per questo ho votato contro la Pedemontana, non aprioristicamente ma argomentando a favore del sistema del ferro in città – ha proseguito – e per questo sono contrario alla terza corsia dell’autostrada».
«L’utilizzo del trasporto pubblico è un problema culturale – ha esordito Bruno Magatti, Paco – io li utilizzo frequentemente ed ho visto ben pochi amministratori pubblici utilizzarli». Il consigliere della rondine ha quindi ricordato la proposta, approvata, di una linea circolare che collegasse la stazione di S. Giovanni con zone poco servite, come via Crispi, che però non ha ancora avuto attuazione e il progetto di metrotramvia.
Marco Butti, Pdl, ha lodato gli interventi dell’ex assessore comunale Caradonna e di quello provinciale Tambini verso le Ferrovie Nord per un miglioramento del servizio e ha citato gli interventi di ristrutturazione e miglioramento delle stazioni di Grandate – Breccia e Como Nord Camerlata, prendendo posizione contro la proposta delle minoranze. «Non è che votare contro questa delibera voglia dire essere contro i pendolari» ha sottolineato il capogruppo del Pdl che si è detto fiducioso nella capacità d dialogo dell’Amministrazione provinciale.
Un discorso che ha irritato Vittorio Mottola, Pd, intervenuto di petto contro l’esponente del Pdl, chiedendogli di entrare nel merito della questione con un tono anche sopra le righe, raccogliendo gli applausi del pubblico.
Dopo la proposta di Bottone di votare per punti è nata una querelle sulle modalità di votazione su cui è intervenuto per chiarimento il vicesegretario Emoroso.
«A Brescia sono stati pagati 5 milioni di euro per nuovo materiale rotabile, a Biella è stata fatta una gara per avere un nuovo gestore del trasporto ferroviario» ha replicato Gaffuri rimarcando la possibilità di un intervento pubblico per un miglioramento del servizio ferroviario. «Como si deve pensare come città capoluogo – ha aggiunto il capogruppo del Pd – a Cantù il Consiglio comunale ha votato all’unanimità per il potenziamento della Como – Lecco».
Ai voti il primo punto della delibera, che chiedeva in maniera prioritaria all’assessore regionale ai trasporti e al presidente Formigoni il ripristino di un collegamento internazionale di almeno un treno all’ora sulla linea del S. Gottardo, è stato approvato con i voti favorevoli delle minoranze e di Liberi per Como e l’astensione della maggioranza. Approvata anche la «riqualificazione e ristrutturazione delle stazioni ferroviarie di S. Giovani e Albate Camerlata» e chiedere l’incremento dei collegamenti con le stazioni da parte di Asf.
Bocciati invece da tutta la maggioranza il potenziamento della Como – Lecco, lo stimolo alla nascita della metrotramvia, la sosta agevolata per i pendolari a S. Giovanni (che ha suscitato gli applausi ironici del pubblico al grido di «venite a Milano tutti i giorni con noi!» e «non avete rispetto!») e l’interscambio modale alla Stazione di Camerlata – Albate. Non sono passate poi il trovare soluzioni per la sosta dei veicoli a ridosso del confine per chi utilizza la stazione di Chiasso, riqualificare piazzale S. Gottardo e i vicini giardini, un info-point per i turisti a S. Giovanni e una campagna di informazione per incentivare l’utilizzo dei servizi ferroviari come i treni da Albate a Chiasso (attualmente due all’ora).
Al della delibera nel suo complesso, le sole parti approvate, la maggioranza ha bocciato tutto, mentre il pubblico, con anche il consigliere Sapere, è uscito urlando «vergogna!».
Dopo una sospensiva di dieci minuti chiesta e ottenuta da Iantorno per preparare l’argomento successivo, una proposta delle minoranze sull’Autunno musicale, i lavori non sono più ripresi. Parte della maggioranza ha abbandonato l’aula, nonostante il rientro in aula di Iantorno la seduta non è ripresa celermente e dopo quaranta minuti di stasi l’assemblea è stata aggiornata alla settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 1 febbraio 2010

Bocciata la proposta di un aiuto ulteriore alle persone che offrono di forte disagio sociale. Proposta una Commissione per indirizzare il sindaco sulla sicurezza. I Verdi protestano, tra il pubblico, per l’inerzia sul superamento dei livelli di PM10.

Sicurezza in città al centro delle preliminari del consiglio comunale di lunedì 1 febbraio. Maggiori controlli nelle ore serali ai Portici Plinio ha chiesto Silvia Magni, Pd: «Mi è stato riferito di episodi spiacevoli, con bande di adolescenti che infastidiscono i passanti con cui cercano a volte di attaccare briga, in alcuni casi anche minacciando con coltelli!».
Il capogruppo del nuovo raggruppamento Liberi per Como, Luigi bottone, ha invece presentato la proposta di formazione di una «Commissione speciale per la sicurezza-controllo del territorio-polizia locale», per supportare ed aiutare il sindaco «a prevenire qualsiasi fenomeno di vandalismo», dare indirizzi guida al Consiglio per «reprimere qualsiasi forma di violenza/ reati che potrebbero sorgere nel territorio comasco» e infime «studiare le problematiche di tutti i quartieri (centrali e periferici) al fine di trovare nuove soluzioni alle esigenze dei cittadini».
Dell’appalto per la raccolta dei rifiuti a cui è risultato un solo partecipante, Econord, ha poi parlato Roberta Marzorati, Per Como, «con la clausola della piattaforma ecologica non c’è stata concorrenza…», per questo ha annunciato che l’appalto verrà fatto conoscere alla Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che deciderà poi il da farsi.
«Asesùr, chi la roba l’è mia ciara!» è intervenuto scherzosamente in dialetto Donato Supino, Prc, rivolgendosi ad un infastidito Peverelli (che gli ha chiesto stizzito di parlare in siciliano, mentre alcuni esponenti del Pdl comaschi doc hanno apprezzato la pronuncia del vernacolo locale).
Il consigliere comunista ha anche chiesto una sessione congiunta, fra le commissioni prima e quarta, con la convocazione del presidente di Spt Spa sulla vendita di Spt Linea.
Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di rivedere le modalità per il blocco del traffico nell’area omogenea milanese, comprendente anche Como, in cui «vengono discriminati i possessori di euro 0».
Tra il pubblico una decina di spettatori si sono presentati indossando mascherine per protestare contro l’inerzia del Comune sul superamento, da giorni, delle soglia di PM10 «è assordante il silenzio e l’atteggiamento degli amministratori – ha dichiarato Elisabetta Patelli presidente regionale dei Verdi – Mezza Lombardia ha preso dei provvedimenti qui si fa finta che il problema non esista». «Sappiamo che interventi in emergenza non sono risolutivi – ha aggiunto Patrizia Signorotto del movimento Giù la Giunta – ma devono almeno fare delle scelte».
L’assemblea ha quindi affrontato la proposta di deliberazione di indirizzo di Bruno Magatti, Paco, che proponeva di individuare delle «linee da assumere per risolvere il forte disagio sociale». «Un tema non residuale, ma culturale per la vita di tutta la città» ha sottolineato il consigliere della rondine citando anche alcuni dati: 39 persone per notte di media al centro di Prestino, 102 pasti serviti di media alla sera dall’associazione Incroci, 90 a pranzo dalla S. Vincenzo.
«Si parla di un numero di difficile definizione ma che si aggira sul centinaio di persone in difficoltà», ha precisato.
La proposta è stata quindi quella di individuare tre strutture di dimensioni contenute in città dove permettere di alloggiare, garantendone una corretta manutenzione, dare un sostegno alla formazione delle persone accolte e creare un Osservatorio permanente sull’esclusione sociale con il compito di stilare un rapporto annuale.
Un tema caro anche a Franco Fragolino, Pd, «occorre un monitoraggio continuo dei bisogni reali del territorio», nel 2007 9.529 persone si sono rivolte a enti no profit almeno una volta, che ha presentato un emendamento, passato con i soli voti della minoranza (la maggioranza si è astenuta) per attuare dei progetti di housing sociale e servizi integrati con partnership col terzo settore.
Con un’interpretazione del Regolamento contestata dalla minoranza è intervenuta l’assessora competente, nonché vicesindaca, Ezia Molinari che in un discorso fiume di più di venti minuti ha definito condivisibili i principi della delibera, ma ha espresso un parere contrario essendo gli stessi già attuati da parte dell’Amministrazione.
Ironica la replica di Magatti «facciamo una scommessa, andiamo al Crocefisso a vedere se non c’è nessuno sotto i portici a dormire con questo freddo. Se non c’è nessuno mi dimetto, se no si dimette lei..».
Alle dichiarazioni di voto Marco Butti, Pdl, ha ribadito la contrarietà del proprio partito al deliberato mentre Emanuele Lionetti, per Liberi per Como, ha dichiarato che il proprio gruppo si sarebbe astenuto.
«Abbiamo presentato una delibera al di là di ogni atteggiamento ideologico – è sbottato fragolino – per quale motivazione ideologica votate contro?».
Ai voti solo la minoranza ha sostenuto la proposta, Pdl e Lega hanno votato contro, mentre si sono astenuti Liberi per Como e il consigliere del Pdl Arturo Arcellaschi.
Luca Gaffuri, Pd, ha dunque presentato una delibera per la valorizzazione delle strutture di trasporto su ferro nel territorio comunale e intermodalità.
La “cura del ferro” data anche la diminuzione dei servizi, che «avranno ricadute sul turismo», «da 29 convogli internazionali nel 2008 siamo scesi quest’anno a 14, così Como è più lontana da Milano, dall’Italia, dall’Europa». Gaffuri ha ricordato anche il disagio dato dal passaggio come stazione capolinea da Milano Centrale a Porta Garibaldi con i problemi inerenti per chi deve proseguire per altre città. Anche le Ferrovie Nord non sono esenti da critiche dati tempi di percorrenza peggiorati rispetto al ’39, da 50 minuti a 54-56, per andare da Como al capoluogo lombardo.
L’obiettivo è il ripristino dei servizi rapidi per Milano, la valorizzazione dell’esistente, in particolare della tratta Albate-Camerlata – Chiasso servita da Tilo e servizio regionale, un migliore collegamento con Asf (orari e tariffari). Le sfide per il futuro saranno la metrotramvia e la Como – Lecco, che collega con Cantù.
L’assessore Stefano Molinari si è detto favorevole, come unica soluzione fattibile, all’introduzione di alcune corse in più per Milano dopo le 20 e il mattino, «ma il resto della delibera è in certi punti vecchia e in alcuni irrealizzabile» ha affermato suscitando il malcontento fra il pubblico di una decina di pendolari che ha resistito sino alla mezzanotte in aula.
Iniziata la discussione è quasi subito stata aggiornata alla seduta di lunedì prossimo data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Bocciata la proposta di un aiuto ulteriore alle persone che offrono di forte disagio sociale. Proposta una Commissione per indirizzare il sindaco sulla sicurezza. I Verdi protestano, tra il pubblico, per l’inerzia sul superamento dei livelli di PM10.
Sicurezza in città al centro delle preliminari del consiglio comunale di lunedì 1 febbraio. Maggiori controlli nelle ore serali ai Portici Plinio ha chiesto Silvia Magni, Pd: «Mi è stato riferito di episodi spiacevoli, con bande di adolescenti che infastidiscono i passanti con cui cercano a volte di attaccare briga, in alcuni casi anche minacciando con coltelli!».Il capogruppo del nuovo raggruppamento Liberi per Como, Luigi bottone, ha invece presentato la proposta di formazione di una «Commissione speciale per la sicurezza-controllo del territorio-polizia locale», per supportare ed aiutare il sindaco «a prevenire qualsiasi fenomeno di vandalismo», dare indirizzi guida al Consiglio per «reprimere qualsiasi forma di violenza/ reati che potrebbero sorgere nel territorio comasco» e infime «studiare le problematiche di tutti i quartieri (centrali e periferici) al fine di trovare nuove soluzioni alle esigenze dei cittadini».Dell’appalto per la raccolta dei rifiuti a cui è risultato un solo partecipante, Econord, ha poi parlato Roberta Marzorati, Per Como, «con la clausola della piattaforma ecologica non c’è stata concorrenza…», per questo ha annunciato che l’appalto verrà fatto conoscere alla Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che deciderà poi il da farsi.«Asesùr, chi la roba l’è mia ciara!» è intervenuto scherzosamente in dialetto Donato Supino, Prc, rivolgendosi ad un infastidito Peverelli (che gli ha chiesto stizzito di parlare in siciliano, mentre alcuni esponenti del Pdl comaschi doc hanno apprezzato la pronuncia del vernacolo locale).Il consigliere comunista ha anche chiesto una sessione congiunta, fra le commissioni prima e quarta, con la convocazione del presidente di Spt Spa sulla vendita di Spt Linea.Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di rivedere le modalità per il blocco del traffico nell’area omogenea milanese, comprendente anche Como, in cui «vengono discriminati i possessori di euro 0».Tra il pubblico una decina di spettatori si sono presentati indossando mascherine per protestare contro l’inerzia del Comune sul superamento, da giorni, delle soglia di PM10 «è assordante il silenzio e l’atteggiamento degli amministratori – ha dichiarato Elisabetta Patelli presidente regionale dei Verdi – Mezza Lombardia ha preso dei provvedimenti qui si fa finta che il problema non esista». «Sappiamo che interventi in emergenza non sono risolutivi – ha aggiunto Patrizia Signorotto del movimento Giù la Giunta – ma devono almeno fare delle scelte».L’assemblea ha quindi affrontato la proposta di deliberazione di indirizzo di Bruno Magatti, Paco, che proponeva di individuare delle «linee da assumere per risolvere il forte disagio sociale». «Un tema non residuale, ma culturale per la vita di tutta la città» ha sottolineato il consigliere della rondine citando anche alcuni dati: 39 persone per notte di media al centro di Prestino, 102 pasti serviti di media alla sera dall’associazione Incroci, 90 a pranzo dalla S. Vincenzo.«Si parla di un numero di difficile definizione ma che si aggira sul centinaio di persone in difficoltà», ha precisato.La proposta è stata quindi quella di individuare tre strutture di dimensioni contenute in città dove permettere di alloggiare, garantendone una corretta manutenzione, dare un sostegno alla formazione delle persone accolte e creare un Osservatorio permanente sull’esclusione sociale con il compito di stilare un rapporto annuale.Un tema caro anche a Franco Fragolino, Pd, «occorre un monitoraggio continuo dei bisogni reali del territorio», nel 2007 9.529 persone si sono rivolte a enti no profit almeno una volta, che ha presentato un emendamento, passato con i soli voti della minoranza (la maggioranza si è astenuta) per attuare dei progetti di housing sociale e servizi integrati con partnership col terzo settore.Con un’interpretazione del Regolamento contestata dalla minoranza è intervenuta l’assessora competente, nonché vicesindaca, Ezia Molinari che in un discorso fiume di più di venti minuti ha definito condivisibili i principi della delibera, ma ha espresso un parere contrario essendo gli stessi già attuati da parte dell’Amministrazione.Ironica la replica di Magatti «facciamo una scommessa, andiamo al Crocefisso a vedere se non c’è nessuno sotto i portici a dormire con questo freddo. Se non c’è nessuno mi dimetto, se no si dimette lei..».Alle dichiarazioni di voto Marco Butti, Pdl, ha ribadito la contrarietà del proprio partito al deliberato mentre Emanuele Lionetti, per Liberi per Como, ha dichiarato che il proprio gruppo si sarebbe astenuto.«Abbiamo presentato una delibera al di là di ogni atteggiamento ideologico – è sbottato fragolino – per quale motivazione ideologica votate contro?».Ai voti solo la minoranza ha sostenuto la proposta, Pdl e Lega hanno votato contro, mentre si sono astenuti Liberi per Como e il consigliere del Pdl Arturo Arcellaschi.Luca Gaffuri, Pd, ha dunque presentato una delibera per la valorizzazione delle strutture di trasporto su ferro nel territorio comunale e intermodalità.La “cura del ferro” data anche la diminuzione dei servizi, che «avranno ricadute sul turismo», «da 29 convogli internazionali nel 2008 siamo scesi quest’anno a 14, così Como è più lontana da Milano, dall’Italia, dall’Europa». Gaffuri ha ricordato anche il disagio dato dal passaggio come stazione capolinea da Milano Centrale a Porta Garibaldi con i problemi inerenti per chi deve proseguire per altre città. Anche le Ferrovie Nord non sono esenti da critiche dati tempi di percorrenza peggiorati rispetto al ’39, da 50 minuti a 54-56, per andare da Como al capoluogo lombardo.L’obiettivo è il ripristino dei servizi rapidi per Milano, la valorizzazione dell’esistente, in particolare della tratta Albate-Camerlata – Chiasso servita da Tilo e servizio regionale, un migliore collegamento con Asf (orari e tariffari). Le sfide per il futuro saranno la metrotramvia e la Como – Lecco, che collega con Cantù.L’assessore Stefano Molinari si è detto favorevole, come unica soluzione fattibile, all’introduzione di alcune corse in più per Milano dopo le 20 e il mattino, «ma il resto della delibera è in certi punti vecchia e in alcuni irrealizzabile» ha affermato suscitando il malcontento fra il pubblico di una decina di pendolari che ha resistito sino alla mezzanotte in aula.Iniziata la discussione è quasi subito stata aggiornata alla seduta di lunedì prossimo data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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