L’utopia dietro l’angolo/ mostra sugli anni Settanta a Como

È aperta fino all’11 settembre, al chiostrino Artificio di piazzolo Terragni, la mostra sugli alternativi anni Settanta a Como, ovvero su tutti quei movimenti (giovanili e non, operai e studenteschi) hanno segnato gli anni seguenti al 1968.
Così descrive il suo lavoro Anna Menci, che testardamente ha costruito questa multiforme testimonianza su quelle esperienze: «Un percorso attraverso documenti, foto, manifesti e testimonianze su alcune tra le più significative esperienze giovanili di quel particolare decennio che è ormai storia. La mostra è “aperta” ai contributi di chi, rovistando tra cantine e soffitte, ritrova frammenti per ricomporre il puzzle dell’epoca».
Tra i numerosi reperti e memorabilia (ci sono anche un paio di striscioni femministi originali) non mancherà l’occasione di ritrovarsi, per chi anche solo saltuariamente ha frequentato quel mondo, ma anche di stupirsi per i tanti avvenimenti ormai dimenticati.
La mostra è visitabile, dalle 16 alle 20, tutti i giorni fino all’11 settembre. [FC, ecoinformazioni]








Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).
smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.
mentre il suo corpo ne porta i segni indelebili.





