storia

Guaritrici, levatrici, medichesse

PremioCire2015bBando promosso da Cire e Comune di Cernobbio per ricerche storiche da presentare entro il 15 settembre aperto a tutti dai 15 anni di età.

 

«Fino al 15 settembre tutti gli interessati, a partire dai 15 anni di età, possono partecipare al premio per la ricerca originale Guaritrici, levatrici, medichesse promosso da Cire (Centro insubrico ricerche etnostoriche) con il patrocinio di Comune di Cernobbio – città del libro – spiega un comunicato –. Il bando, lanciato lo scorso 2 dicembre, prevede un premio finale pari a 1.000 euro per la migliore ricerca inedita, sia questa realizzata in testo scritto (massimo 10 cartelle), come prodotto digitale multimediale (filmato da videocamera o smartphone di massimo otto minuti), come graphic novel o foto-racconto (sempre con le dimensioni massime di dieci cartelle), basata su fatti storici documentabili che abbia per protagoniste le donne e i saperi femminili legati alla cura e alla medicina popolare, all’uso delle piante, alla formulazione di decotti, pozioni, pomate a base di erbe curative».

«Guaritrici, levatrici, medichesse vuole essere il filo conduttore di un viaggio nell’affascinante mondo delle guaritrici, al confine tra tradizione popolare e magia – si spiega –. Come già sottolineato, infatti, il bando richiede di produrre una ricerca inedita basata su fatti storici documentabili, che abbia per protagoniste le donne e i saperi femminili legati alla cura e alla medicina popolare, all’uso delle piante, alla formulazione di decotti, pozioni, pomate a base di erbe curative. La proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi avverrà durante una manifestazione pubblica che si terrà nel mese di novembre nella suggestiva Villa Bernasconi a Cernobbio». [md, ecoinformazioni]

28 marzo/ Adolfo Vacchi nella Resistenza

logo_anpi_011Sabato 28 marzo alle 9 presso la sala del consiglio comunale di Veniano, la sezione Anpi di Seprio, il comune di Veniano, l’Istituto di storia contemporanea Perretta e l’Anpi provinciale di Como organizzano in occasione del settantesimo anniversario della Resistenza, un seminario sul ruolo di Adolfo Vacchi (ucciso a Camerlata – Co il 5 settembre 1944) nella Resistenza italiana. Interverranno: Graziano Terzaghi, sindaco di Veniano; Giuseppe De Luca, presidente Anpi di Seprio; Fabio Cani, vice presidente Istituto Perretta. Ingresso libero.

Viaggio per la Memoria

viaggiomemoria19marzo2È partito giovedì 19 marzo da Milano – prima tappa Cracovia –  il Viaggio per la Memoria che ripercorre in treno il viaggio della deportazione nazista e prevede la visita a campi di concentramento e laboratori di approfondimento e confronto sull’esperienza della visita. Il Viaggio è un’iniziativa dei sindacati Cgil e Cisl  con l’alto patronato del presidente della Repubblica alla quale stanno partecipando anche le e gli studenti delle classi seconde di Arte e musica del Liceo Terragni di Olgiate Comasco, accompagnati dai docenti Laura Roncoroni e Vittorio Liberti. Tutte le informazioni sul sito del progetto.

 

Donne resistenti/ Dalla Cuba post rivoluzionaria all’Italia partigiana

cubaDalla Cuba post rivoluzionaria all’Italia partigiana, passando per il Donbass e la linea del fronte curda. Situazioni e tempi molto diverse tra loro, ma accomunate da un dato importantissimo: il decisivo ruolo delle donne. Si è aperta così Donne resistenti, l’incontro organizzato dal circolo comasco di Italia Cuba presso il salone Bertolio di via Lissi, nella giornata di sabato 7 marzo, e ha ha visto tra i suoi ospiti Maria Giovanna Tamburello ed Inna Mashkarova, esponente del comitato Ucraina antifascista di Milano e del gruppo Global rights of peaceful people. Tra il pubblico anche l’assessore Marcello Iantorno e l’ex deputata Rosalba Benzoni.

Le due relatrici hanno quindi affrontato il tema del ruolo della donna in due momenti storici molto precisi, quali la Cuba negli anni successivi alla rivoluzione castrista e l’attuale est Ucraina. Maria Giovanna in particolare ha tratteggiato l’importanza della presenza femminile nel lungo processo di alfabetizzazione delle campagne caraibiche, una “guerra” dura e non meno pericolosa di quella armata, e che ha visto personalità come Vilma Espin in prima linea. La Espin, moglie di Raul Castro ed a cui è intitolato il gruppo cittadino dell’associazione, è stato a lungo presidente dell’organizzazione Donne di Cuba oltre che una figura importantissima nella rivoluzione del ‘59, in prima linea nel processo che ha portato l’isola ad avere un’altissima percentuale di donne laureate, attive nel campo della sanità e dell’insegnamento, oltre che una presenza oggi maggioritaria nel parlamento di L’Avana.

Molto diverse le coordinate geostoriche dell’intervento della Mashkarova, nativa di Sloviansk, a pochi chilometri da quella Donetsk teatro dei più terribili scontri nell’attuale conflitto ucraino. Inna ha infatti parlato della disastrata situazione della sua terra d’origine, stretta tra l’”operazione antiterrorismo” del nuovo governo di Kiev e condizioni di vita sempre più difficili, verso cui i continui sforzi delle diverse associazioni di aiuto e dei comitati sorti anche nel nostro Paese svolgono un ruolo importante nel portare aiuti, nonostante le crescenti difficoltà date da una situazione internazionale estremamente difficile e non semplice. A riprova delle sue parole l’attivista di origine russa ha mostrato al pubblico una serie d’immagini e video dalle principali città del Donbass, vittime negli ultimi tempi di ingenti bombardamenti da parte delle forze regolari del presidente Poroshenko.

Due testimonianze estremamente vivide, a cui ha fatto seguito un contributo scritto della storica dell’istituto Peretta Patrizia Di Giuseppe, assente dall’incontro per motivi di salute, che ha richiamato il ruolo di partigiane come Carla Capponi e Giuliana Gadola Beltrami. A questo ha fatto seguito la proiezione del documentario “Le donne nella resistenza curda”, sugli sforzi del battaglione denominato YPG nel contrastare nel nord Kurdistan l’avanzata dell’Isis, altra ed incredibile prova della forza dell’”altra metà del cielo” in uno dei contesti attuali più drammatici.

Un incontro sentito quindi, alla vigilia della simbolica data dell’8 marzo, “ricordata” dalle mimose lasciate sul banco delle relatrici. Quest’ultime hanno voluto fare in chiusura un augurio per una festa delle donne di pace, vedendo molti dei contesti che hanno descritto, e che possa far valere il suo messaggio originario, visto le perversioni “pop” che ne  hanno caratterizzato gli ultimi anni. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto Italia Cuba Como]

Cerimonia silenziosa per gli scioperi del 1944

Una cerimonia senza parole, solo con l’omaggio commosso alle lapidi che ricordano le persone, uomini e donne, che dopo aver scioperato il 6 marzo 1944 contro la guerra, il regime fascista e l’occupazione nazista, furono deportati in campi di concentramento in Germania e da lì non tornarono.

Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lastra marmorea che dal 1954 ricorda, al cimitero monumentale di Como, il sacrificio delle maestranze della Tintoria Comense, mentre la tromba intonava il silenzio d’ordinanza, e poi una sosta, altrettanto commossa, di fronte al monumento che ricorda i partigiani e gli antifascisti caduti nella lotta di Liberazione e, tra gli altri, anche gli operai della Castagna.

Il momento, semplice e appunto senza parole, è stato vissuto intensamente, alla presenza di Ines Figini, unica testimone del gruppo di deportate e deportati ancora in grado di raccontare con la vivezza che le è propria quella tragica esperienza, e di molti rappresentanti delle istituzioni (tra cui Bruno Corda, prefetto, Mario Lucini, sindaco di Como, Silvia Magni, vicesindaca, altri assessori e consiglieri comunali, qualche esponente della Provincia), delle associazioni politiche e culturali antifasciste (tra cui Alessandro Tarpini, segretario della Camera del Lavoro di Como,  responsabili di Anpi, Istituto di Storia Contemporanea, Centro Schiavi di Hitler) e delle associazioni d’arma. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della celebrazione.

 

CommemorazioneScioperi1944-06

 

CommemorazioneScioperi1944-05

 

CommemorazioneScioperi1944-04

 

CommemorazioneScioperi1944-03

 

CommemorazioneScioperi1944-02

 

CommemorazioneScioperi1944-01

 

 

 

 

 

 

8 marzo/ Donne davanti alla giustizia del Lombardo-Veneto

badesi_donne_copertina_161836412Presentazione del volume di Licia Badesi (NodoLibri) alle 16.30 di domenica 8 marzo alla Biblioteca comunale di Moltrasio, in piazza San Martino 1. Alle 19 cena conviviale alla Cooperativa moltrasina, in via Raschi (antipasto, piatto unico, dolce, acqua, vino, caffè 20 euro), organizza il Gruppo donne Moltrasio. Per informazioni Internet http://moltrasina.blogspot.it.

7 marzo-11 aprile-2 maggio/ Visite guidate gratuite alla Porta Pretoria di Como

porta pretoria como«Sabato 7 marzo, 11 aprile e 2 maggio sono state organizzate delle visite guidate, gratuite alla Porta Pretoria, con biglietto d’ingresso a pagamento (4 euro; riduzioni per gruppi, ragazzi e anziani), alle 14.30, 15 e 15.30 (max 14 persone a gruppo) – spiega il Comune di Como –. Prenotazione obbligatoria al numero 031.252550».

 

«È sempre possibile effettuare la visita ai resti monumentali della “Porta Pretoria” nei giorni e negli orari di apertura del Museo Archeologico esclusivamente su prenotazione – ricordano da Palazzo Cernezzi –, contattando preventivamente lo 031.252550 da martedì a sabato (h. 10-12 e 15-17). Per visite guidate a scuole e gruppi telefonare allo 031.252554 da martedì a venerdì (h. 10-12)». [md, ecoinformazioni]

7 marzo/ Donne Combattenti

donne_combattentiL’Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba, circolo Vilma Espin di Como, promuove sabato 7 marzo alle 15 presso il salone Bertolio di via Lissi 6 a Como-Rebbio, in occasione della giornata internazionale della donna un incontro sulle Donne Combattenti. Racconti di donne da Cuba all’Ucraina, dalla Resistenza italiana alla lotta delle donne Curde. Interverranno: Maria Giovanna Tamburello per l’associazione Italia Cuba, Inna Moshkarova  del comitato Ucraina antifascista e Patrizia Di Giuseppe dell’istituto di storia contemporane P.A. Perretta. Sarà inoltre proiettato il documentario La Resistenza delle donne Curde e sarà allestita la mostra Ti amo troppo..no al silenzio! Basta violenza sulle donne di Corvo Rosso.  Ingresso libero.

24-25 febbraio/ Sardegna terra di Giganti

Sardegna Terra di GigantiGaetano Ranieri, Geofisica applicata – Università di Cagliari, e Raimondo Zucca, Storia e archeologia del Mediterraneo antico – Università di Sassari, «presenteranno a Como la recente scoperta in Sardegna di nuovi reperti archeologici, individuati e portati alla luce grazie alla collaborazione interdisciplinare dei loro team di ricerca», martedì 24 febbraio alle 18 nel Salone Enrico Musa dell’Associazione Carducci, in viale Cavallotti 7 a Como, e mercoledì 25 febbraio alle 10 all’Aula Magna del Polo territoriale di Como, in via Castelnuovo 7.

 

«I Giganti di Mont’e Prama (in sardo Sos Zigantes de Mont’e Prama) sono sculture nuragiche di altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri scolpite a tutto tondo. Spezzate in numerosi frammenti, sono state trovate casualmente nel marzo del 1974 appunto in località Mont’e Prama, una collinetta che guarda gli stagni di Cabras, nella Sardegna centro‐occidentale – spiega la presentazione –. Sul sito archeologico non ci sono più le palme, che hanno dato il nome al luogo, ma a Mont’e Prama è stata aperta nuovamente l’area già scavata per effettuare ulteriori ricerche, dopo che il team di geofisica applicata guidato del prof. Gaetano Ranieri aveva scandagliato il sottosuolo, palmo a palmo, con le più moderne tecnologie riportando una analisi dettagliata del paesaggio archeologico che ancora si celava sotto terra. Un tesoro che ha pensato a far emergere l’equipe guidata dal Prof. Raimondo Zucca, uno dei primi studiosi ad occuparsi del caso».

«In soli 40 giorni sono arrivati gli impressionanti risultati, come appariva logico non si trattava di una necropoli isolata, ma di un vero e proprio eldorado degli archeologi: in appena 144 metri quadrati di scavo sono stati rinvenuti numerosi blocchi di pietra calcarea, due betili grandiosi, otto tombe, tantissimi modelli di nuraghe, piedi calzati e due giganti praticamente interi – prosegue lo scritto –. A Mont’e Prama si è avviata quella che si può definire la “nuova archeologia”, fatta di incontri quotidiani tra geofisici e archeologi, di discussioni e scavi in diretta e d’interpretazione all’istante. Il connubio tra archeologia e nuove tecnologie verrà così raccontato a Como dalla viva voce dei due protagonisti, con l’ausilio di proiezioni». [md, ecoinformazioni]

Nuovi 5 negozi storici nel Comasco

negozi storici regione lombardiaSono: Ornaghi Market di Cabiate; Bianchi Giovanni Srl di Lipomo; Trattoria Capanna di Lurago dErba; Edicola di Sironi Delia di Mariano Comense; Ristorante Gnocchetto di Solzago.

 

«In un periodo caratterizzato da un ciclo di vita alquanto “breve” degli esercizi commerciali, c’è chi resiste e porta avanti con orgoglio – e spesso con fatica – la propria attività da molti anni, ricevuta in eredità dai genitori o addirittura dai nonni» esordisce un comunicato di Confcommercio Como che ricorda come Regione Lombardia abbia: «Deciso di premiare quelle imprese che si sono distinte per aver superato i 50 anni di attività, dichiarando attraverso l’ultimo decreto, altre 27 storiche attività presenti in tutto il territorio lombardo, cinque delle quali presenti in provincia, e tutte associate a Confcommercio Como».

«La storia dell’Ornaghi Market di Cabiate (1963) ha radici profonde – prosegue la nota ricordando i premiati –. Infatti le prime tracce dell’impresa risalgono intorno al 1880 in provincia di Monza dove il bisnonno Angelo aprì il primo negozio alimentare che divenne tappa dei conducenti dei carretti che si spostavano da Monza a Milano. Il più grande dei cinque figli, nonno Ugo, tornato dal fronte dopo la morte del padre, cominciò a lavorare nel settore e nel 1951 aprì a Cabiate un panificio-salumeria in via Matteotti 51, trasferito poi al numero 39, gestito attualmente dal nipote Ugo Ornaghi, dalla moglie e il figlio giungendo così alla quinta generazione. Bianchi Giovanni Srl di Lipomo (1925) fu fondata originariamente nel 1866 dal bisnonno Giovanni Bianchi – che sorgeva in via Milano 26 – specializzata nelle produzione di scialli e stole. Nel 1966 entra come socio il sig. Giovanni Mason, diventando poi titolare dell’impresa. Dopo alcuni spostamenti, la ditta viene trasferita nella sede attuale di via Oltrecolle a Lipomo, che nel 2010 passa al figlio Riccardo Mason. La Trattoria Capanna di Lurago d’Erba invece, dal 1947 porta in tavola le specialità tipiche della Brianza. Riccardo e Antonio sono gli attuali titolari dell’impresa che portano avanti la storica attività di famiglia. Edicola di Sironi Delia di Mariano Comense (1956) venne aperta dal sig. Sironi che nel 1960 inserì all’attività di cartoleria anche la vendita di giornali e riviste. Nel 1988 i figli Delia e Donatello rilevano l’attività, che da 59 anni viene svolta negli stessi locali. Il Ristorante Gnocchetto di Solzago (1962) fu costruito nel 1910 lungo il tracciato della linea del tram Como-Erba-Lecco. Nei primi anni di attività era una locanda con alloggio e nel 1927 la famiglia Sozzi rilevò la gestione della locanda senza più abbandonarla. Con il passare degli anni e con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, divenne prima alloggio per gli sfollati milanesi e poi ristorante, dove oggi si può assaporare una cucina sempre più curata». [md, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza