24-25 febbraio/ Sardegna terra di Giganti

Sardegna Terra di GigantiGaetano Ranieri, Geofisica applicata – Università di Cagliari, e Raimondo Zucca, Storia e archeologia del Mediterraneo antico – Università di Sassari, «presenteranno a Como la recente scoperta in Sardegna di nuovi reperti archeologici, individuati e portati alla luce grazie alla collaborazione interdisciplinare dei loro team di ricerca», martedì 24 febbraio alle 18 nel Salone Enrico Musa dell’Associazione Carducci, in viale Cavallotti 7 a Como, e mercoledì 25 febbraio alle 10 all’Aula Magna del Polo territoriale di Como, in via Castelnuovo 7.

 

«I Giganti di Mont’e Prama (in sardo Sos Zigantes de Mont’e Prama) sono sculture nuragiche di altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri scolpite a tutto tondo. Spezzate in numerosi frammenti, sono state trovate casualmente nel marzo del 1974 appunto in località Mont’e Prama, una collinetta che guarda gli stagni di Cabras, nella Sardegna centro‐occidentale – spiega la presentazione –. Sul sito archeologico non ci sono più le palme, che hanno dato il nome al luogo, ma a Mont’e Prama è stata aperta nuovamente l’area già scavata per effettuare ulteriori ricerche, dopo che il team di geofisica applicata guidato del prof. Gaetano Ranieri aveva scandagliato il sottosuolo, palmo a palmo, con le più moderne tecnologie riportando una analisi dettagliata del paesaggio archeologico che ancora si celava sotto terra. Un tesoro che ha pensato a far emergere l’equipe guidata dal Prof. Raimondo Zucca, uno dei primi studiosi ad occuparsi del caso».

«In soli 40 giorni sono arrivati gli impressionanti risultati, come appariva logico non si trattava di una necropoli isolata, ma di un vero e proprio eldorado degli archeologi: in appena 144 metri quadrati di scavo sono stati rinvenuti numerosi blocchi di pietra calcarea, due betili grandiosi, otto tombe, tantissimi modelli di nuraghe, piedi calzati e due giganti praticamente interi – prosegue lo scritto –. A Mont’e Prama si è avviata quella che si può definire la “nuova archeologia”, fatta di incontri quotidiani tra geofisici e archeologi, di discussioni e scavi in diretta e d’interpretazione all’istante. Il connubio tra archeologia e nuove tecnologie verrà così raccontato a Como dalla viva voce dei due protagonisti, con l’ausilio di proiezioni». [md, ecoinformazioni]

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