Bruno Magatti

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 9 novembre 2009

cernezziApprovata la Manhattan comasca, un altro scempio sul territorio «da Muggio non si vedrà più il Baradello!» denuncia Lucini.

Il problema delle multe non registrate e della richiesta, ulteriore, di pagamento da parte del Comune delle stesse già saldate è stato posto dal consigliere di Rifondazione donato Supino: «a 9 mila comaschi, che hanno già pagato è stato chiesto di corrispondere nuovamente i soldi» e il consigliere si è poi chiesto «come mai sono entrati dei soldi nelle casse comunali e non sono stati registrati?».Roberta Marzorati, Per Como, ha invece richiesto la sistemazione definitiva degli scarichi fognari che scendendo da via Rienza scaricano il proprio troppo pieno nel Cosia.
Luigi Bottone, Gruppo misto, ha invece domandato a quanto ammontano i ristorni delle tasse dei frontalieri dati al Comune di Como per opere infrastrutturali e quali siano queste strutture.
Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto nuovamente una recinzione per il cippo ai caduti di Ponte Chiasso.
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha chiesto di trasformare in ordini del giorno diverse interpellanze da lui presentate al sindaco e le cui risposte non l’hanno soddisfatto: dalla nomina di un rappresentante del sindaco in Agenda 21, sempre rimandata, alla consulenza esterna per la redazione del Pgt, alla mancata notifica di una multa al consigliere stesso, fino all’inattività della Commissione biblioteca.
Gianmaria Quagelli, Pdl, ha chiesto di «non fare aspettare due, quattro, sei mesi [così come accade normalmente], se non ha più senso» la discussione di una mozione sui crocefissi nei luoghi pubblici da lui presentata.
Il sindaco ha quindi recisamente dichiarato al consiglio delle dimissioni di Caradonna e della sua sostituzione con Stefano Molinari e della nuova redistribuzione degli incarichi all’interno della Giunta, Ezia Molinari è la nuova vicesindaca.
Decadendo Molinari come consigliere del Pdl avendo accettato la nomina ad assessore il Consiglio ha dovuto votare la proroga con il primo dei non eletti della vecchia lista di An facendo rientrare dopo qualche hanno nell’assemblea Augusto Giannattasio. «Noi siamo quelli che geneticamente devono fare e a volte sbagliano – ha dichiarato il neoconsigliere – ma ora ci rimetteremo in piedi».
L’assemblea ha quindi affrontato la definitiva approvazione del Piano di recupero di via Morazzone, già passata in aula, dopo i trenta giorni di esposizione per la raccolta di eventuali osservazioni. La delibera è passata con i soli voti della maggioranza, contrari Paco, Prc, Vincenzo Sapere, Gruppo misto, Rapinese, Mottola, astenuti Dario Valli, Area 2010, Pd, Per Como.
Si sarebbe dovuto affrontare così la nomina dei revisori dei conti comunali, ma su proposta del capogruppo Pdl Marco Butti, dato che nella maggioranza non è ancora stato trovato un accordo, è stata decisa l’inversione dell’ordine dei lavori passando al Piano di recupero presentato da Gamma 3 per la zona fra Camerlata e Muggiò, scendendo dalla canturina lungo il Fiume Aperto.
Il sindaco ha presentato il progetto che prevede un insediamento di 382 abitanti in 5 condomini di cui 4 di 9 piani alti 32 metri tra il Fiume Aperto e la massicciata delle Ferrovie dello stato. Edifici che pur partendo dal fondovalle saranno alti come i condomini, posti ben più in alto, di via Turati. «In cambio degli standard di urbanizzazione abbiamo ottenuto box e case e monetizzazioni per 561 mila euro» ha poi concluso il primo cittadino.
Dopo una schermaglia verbale fra Rapinese, che ha chiesto se qualcuno degli amministratori aveva qualche interesse nel progetto, e Massimo Serrentno, Pdl, i consiglieri dell’opposizione Bruno Magatti, Paco, e Mottola hanno rilevato la mancanza di servizi in zona e l’assurdo di una pista ciclabile interna al nuovo quartiere. «Devo rilevare una lacuna nell’esposizione del sindaco – ha detto Mario Lucini, Pd – si è dimenticato di dire del voto contrario al Paino del Consiglio di Circoscrizione», infatti il parlamentino di quartiere di Albate, governato dal centrodestra, ha espresso parere negativo. «Da via Turati non si vedrà più il monte Goi e da Muggiò non si vedrà più il Baradello – ha esclamato il consigliere democratico – sarà un disastro oltre che paesaggistico viabilistico» dato che i futuri residenti andranno ad incidere negativamente sulle attuali strade dal calibro ridotto. Lucini ha infine ricordato che il piano era stato bocciato (due astenuti ed un voto contrario tra le file della maggioranza) anche in Commissione urbanistica. Lucini ha spiegato che dal piazzale del S. Anna si vedranno in altezza ancora 6 piani delle 4 torri.
Dopo l’appello di Rapinese ai leghisti «non deludete Montorfano!», presidente leghista della Circoscrizione 1, e di Gianni Imperiali, Pd, «cercate di convincermi che bisogna della bontà di questo progetto!», ed un involuto intervento di Emanuele Lionetti, Lega, la maggioranza ha chiesto una sospensione di un quarto d’ora per confrontarsi.
Erano le 22.37, alle 23.05 Arturo Arcellaschi, Pdl, è uscito infervorato dalla sala riunioni minacciando di andare a casa, alle 23.25 è ripreso il dibattito.
Lucini ha subito stigmatizzato la situazione «il 14 ottobre noi siamo stati 10 minuti in più in riunione e voi avete ripreso la seduta senza aspettarci ora siete stati fuori 40 minuti in più», raccogliendo gli applausi del pubblico in sala. Supino ha aggiunto, rivolto a Pastore, «io una volta solo ho chiesto una sospensiva e lei voleva darmi tre minuti! Alla maggioranza ne dà 40 in più».
Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto quindi un’ulteriore sospensiva, alle 23.35 «di 15-20 minuti» per consultarsi col proprio gruppo.
«Arturo specia un mument!» ha dovuto urlare a Arcellaschi in fuga, alle 23.47, Butti per cercare di fermarlo, gettandosi al suo inseguimento per i corridoi di Palazzo Cernezzi.
Alle 23.52 la seduta è ripresa e il sindaco ha replicato al Consiglio. «Non credo che da Muggiò non si vedrà Camerlata» ha precisato, si tratta di una bonifica di una riqualificazione e riferito ai senza tetto che si rifugiano nell’area «non andranno più a dormire lì non siamo un paese del Terzo mondo».
Con i soli voti favorevoli della maggioranza, l’astensione di Valli, e il parere negativo delle minoranze e della Lega, la seduta è stata prolungata ad oltranza.
Di seguito alle dichiarazioni di voto di Valli e Luca Gaffuri, Pd, contrari al Progetto, quella che è stata definita la Manhattan comasca è stata approvata con i voti del Pdl, unico astenuto Paquale Buono, l’astensione della Lega, ed il voto contrario delle minoranze. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 maggio 2009

 

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 25 maggio. La seduta è stata sciolta prima dell’esaurimento dei punti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale.
«Il sindaco deve chiedere scusa ai cittadini, aveva detto che per Spt era tutto a posto ora chiede le dimissioni del Consiglio di amministrazione» così si è espresso Donato supino, Prc, sulle vicende di Spt Linea durante le preliminari del Consiglio comunale di lunedì 25 maggio.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto lo stato delle pratiche sui condoni a Cardina riportando il tema dell’abusivismo sula collina, uno dei motivi per il rifiuto dell’acquisizione della stessa da parte del Parco della Spina Verde. Il consigliere democratico ha poi attaccato il Notiziario comunale «è ora di finirla che venga utilizzato per entrare nella polemica fra i gruppi consiliari. L’Ufficio stampa comunale non deve prestarsi a simili operazioni!» riferendosi ad un articolo sulla tangenziale comasca.
Il sindaco è poi intervenuto sui referendum comunali con il consueto attacco alla stampa locale a cui è seguita la lettura del comunicato inviato alla stampa che riproponiamo integralmente [in questa edizione, lancio n. 22656]. Pronta la risposta di Bruno Magatti, Paco, fra i promotori del referendum: «Come Comitato non abbiamo chiesto al Comune anticipazioni o accorpamenti, è stato proposto da altri, i riferimenti che fa sono imprecisi e impropri. Nei fatti c’è un penalizzazione del Comitato che fra le due parti è quella offesa».
Giunti fra il pubblico la quarantina di manifestanti contro l’abbattimento del cedro davanti al Teatro sociale che ritrovatisi in piazza Verdi si sono spostati a Palazzo Cernezzi chiedendo, capeggiati dall’ex consigliera Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi comaschi, un incontro con il sindaco o l’assessore competente.
«Deve per forza essere spostato? E se sì dove? Ho fatto un piccolo sondaggio durante un banchetto per le elezioni europee, i cittadini non sono d’accordo all’abbattimento del cedro del Teatro sociale» ha detto Pasquale Buono, Pdl, a cui è seguito Lucini chiedendo l’incontro con i cittadini accorsi.
L’assessore Cardonna allora, alla fine delle preliminari, ha incontrato i manifestanti in Sala stemmi spiegando il progetto, la pedonalizzazione del tratto della piazza di fronte al teatro con il trasferimento dei posteggi a margine della massicciata della ferrovia.
Difficile la convergenza di opinioni con i cittadini presenti che hanno chiesto di non abbattere, e non spostare la pianta dato che questo la danneggerebbe irrimediabilmente. «Lo dico con estrema franchezza, lì la pianta non rimane» ha dichiarato Caradonna, tacciato di essere un assassino da alcuni, che ha aggiunto «quando abbiamo proposto il progetto di riqualificazione alla Soprintendenza, l’architetto Artioli [soprintendente peri Beni architettonici e paesaggistici] ha detto “non voglio verdurame” riferendosi alla piazza».
Nel frattempo il Consiglio ha iniziato la discussione sulla delibera di accordo per lo sviluppo territoriale che coinvolge anche Regione e Provincia. Una serie di progetti, 72, che interverranno sul territorio lariano già discussi in Provincia e in Regione.
«Una delibera blindata che trasforma questo Consiglio in un luogo del consenso alla faccia del potere di indirizzo degli organi elettivi» ha detto Magatti.
Giudizi negativi sono giunti da più parti delle opposizioni in primis da Luca Gaffuri, Pd, «stride lo scarso coinvolgimento del territorio nella stesura del piano, un libro dei sogni poi, per l’86 per cento non finanziato», e Dario Valli, Area 2010, «un’occasione sprecata».
Secca la risposta del capogruppo del Pdl Marco Butti: «Quello di Gaffuri è stato solo un intervento elettorale».
Dopo una pausa sono stati presentati tre ordini del giorno, uno di maggioranza e due di opposizione. La seduta ormai aveva visto numerose defezioni e il numero legale era garantito solo dalla presenza dei consiglieri di minoranza ringraziati per questo dal presidente Pastore dopo l’approvazione del primo ordine del giorno presentato da Butti e approvato dalla maggioranza. Accolto anche il secondo ordine del giorno delle minoranze per salvaguardare la vivibilità dei quartieri interessati dalla tangenziale e per una tutela delle attività interessate dagli espropri dove possibile. Bocciato invece l’ultimo ordine del giorno che prevedeva una serie di interventi d aggiungere al piano, tra cui uno aggiunto con un emendamento proposto da Vittorio Mottola, Pd, per l’ingresso della collina di Cardina nel parco della Spina Verde.Senza nessuna dichiarazione di voto si è passati alla votazione, le minoranze sono scite, tranne Valli, poi astenutosi, e con solo 17 voti a favore della maggioranza non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta e aggiornata in seconda convocazione per giovedì 28 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziLa seduta è stata sciolta prima dell’esaurimento dei punti all’ordine del giorno per mancanza del numero legale.
«Il sindaco deve chiedere scusa ai cittadini, aveva detto che per Spt era tutto a posto ora chiede le dimissioni del Consiglio di amministrazione» così si è espresso Donato supino, Prc, sulle vicende di Spt Linea durante le preliminari del Consiglio comunale di lunedì 25 maggio.
Mario Lucini, Pd, ha chiesto lo stato delle pratiche sui condoni a Cardina riportando il tema dell’abusivismo sula collina, uno dei motivi per il rifiuto dell’acquisizione della stessa da parte del Parco della Spina Verde. Il consigliere democratico ha poi attaccato il Notiziario comunale «è ora di finirla che venga utilizzato per entrare nella polemica fra i gruppi consiliari. L’Ufficio stampa comunale non deve prestarsi a simili operazioni!» riferendosi ad un articolo sulla tangenziale comasca.
Il sindaco è poi intervenuto sui referendum comunali con il consueto attacco alla stampa locale a cui è seguita la lettura del comunicato inviato alla stampa che riproponiamo integralmente. Pronta la risposta di Bruno Magatti, Paco, fra i promotori del referendum: «Come Comitato non abbiamo chiesto al Comune anticipazioni o accorpamenti, è stato proposto da altri, i riferimenti che fa sono imprecisi e impropri. Nei fatti c’è un penalizzazione del Comitato che fra le due parti è quella offesa».
Giunti fra il pubblico la quarantina di manifestanti contro l’abbattimento del cedro davanti al Teatro sociale che ritrovatisi in piazza Verdi si sono spostati a Palazzo Cernezzi chiedendo, capeggiati dall’ex consigliera Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi comaschi, un incontro con il sindaco o l’assessore competente.
«Deve per forza essere spostato? E se sì dove? Ho fatto un piccolo sondaggio durante un banchetto per le elezioni europee, i cittadini non sono d’accordo all’abbattimento del cedro del Teatro sociale» ha detto Pasquale Buono, Pdl, a cui è seguito Lucini chiedendo l’incontro con i cittadini accorsi.
L’assessore Cardonna allora, alla fine delle preliminari, ha incontrato i manifestanti in Sala stemmi spiegando il progetto, la pedonalizzazione del tratto della piazza di fronte al teatro con il trasferimento dei posteggi a margine della massicciata della ferrovia.
Difficile la convergenza di opinioni con i cittadini presenti che hanno chiesto di non abbattere, e non spostare la pianta dato che questo la danneggerebbe irrimediabilmente. «Lo dico con estrema franchezza, lì la pianta non rimane» ha dichiarato Caradonna, tacciato di essere un assassino da alcuni, che ha aggiunto «quando abbiamo proposto il progetto di riqualificazione alla Soprintendenza, l’architetto Artioli [soprintendente peri Beni architettonici e paesaggistici] ha detto “non voglio verdurame” riferendosi alla piazza».
Nel frattempo il Consiglio ha iniziato la discussione sulla delibera di accordo per lo sviluppo territoriale che coinvolge anche Regione e Provincia. Una serie di progetti, 72, che interverranno sul territorio lariano già discussi in Provincia e in Regione.
«Una delibera blindata che trasforma questo Consiglio in un luogo del consenso alla faccia del potere di indirizzo degli organi elettivi» ha detto Magatti.
Giudizi negativi sono giunti da più parti delle opposizioni in primis da Luca Gaffuri, Pd, «stride lo scarso coinvolgimento del territorio nella stesura del piano, un libro dei sogni poi, per l’86 per cento non finanziato», e Dario Valli, Area 2010, «un’occasione sprecata».
Secca la risposta del capogruppo del Pdl Marco Butti: «Quello di Gaffuri è stato solo un intervento elettorale».
Dopo una pausa sono stati presentati tre ordini del giorno, uno di maggioranza e due di opposizione. La seduta ormai aveva visto numerose defezioni e il numero legale era garantito solo dalla presenza dei consiglieri di minoranza ringraziati per questo dal presidente Pastore dopo l’approvazione del primo ordine del giorno presentato da Butti e approvato dalla maggioranza. Accolto anche il secondo ordine del giorno delle minoranze per salvaguardare la vivibilità dei quartieri interessati dalla tangenziale e per una tutela delle attività interessate dagli espropri dove possibile. Bocciato invece l’ultimo ordine del giorno che prevedeva una serie di interventi d aggiungere al piano, tra cui uno aggiunto con un emendamento proposto da Vittorio Mottola, Pd, per l’ingresso della collina di Cardina nel parco della Spina Verde.Senza nessuna dichiarazione di voto si è passati alla votazione, le minoranze sono scite, tranne Valli, poi astenutosi, e con solo 17 voti a favore della maggioranza non si è raggiunto il numero legale e la seduta è stata sciolta e aggiornata in seconda convocazione per giovedì 28 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di martedì 5 maggio 2009

 

Nella seduta del Consiglio comunale di martedì 5 maggio nessuna chiarezza sulla cessione degli autobus della Spt. Marco Butti sceglie Lombardia autonoma perché meno razzista della lega. La maggioranza si approva da sola il bilancio e boccia ogni proposta delle minoranze salvo la scelta decisa all’unanimità del 21 giugno per votare anche per i referendum comaschi.
Nel Consiglio comunale di martedì 5 maggio Donato Supino, Prc, è tornato a chiedere chiarezza sulla cessione di 10 autobus e 12 licenze di Spt Holding anche alla luce di una lettera inviata anche al Comune di Como della ditta Rampinini che ha fatto domande sulla gara fatta. «Un’operazione che non si è svolta in maniera trasparente» ha affermato il consigliere comunista che ha nuovamente chiesto l’istituzione di una commissione, anche perché il valore commerciale di solo alcuni degli autobus sarebbe di 300mila euro, contro i 450mila per tutto il parco macchine e le licenze.
Carlo Ghirri ha invece fatto gli auguri al nuovo raggruppamento del Pdl ed al suo rappresentante Marco Butti ed ha annunciato al sua adesione a Lombardia autonoma, «con gli stessi ideali della Lega in cui ho militato, con meno venature razziste», rimanendo comunque all’interno della maggioranza consiliare.
Una piccola querelle è nata fra l’assessore Peverelli e Bruno Magatti, Paco, sul futuro appalto per la raccolta di rifiuti per una svista nella lettura di alcuni documenti del secondo, di cui si è scusato, e per la totale chiusura del primo ad ogni forma di dialogo, rifiutandosi di accettare anche le scuse.
Iniziato il dibattito, senza discussione, è stato approvato, con i soli voti contrari della minoranza, il bilancio consuntivo 2008.
Si è così affrontata la questione del referendum day, unire in un’unica tornata i due cittadini e quello nazionale per il cambiamento della legge elettorale, il 21 giugno. «Un atto necessario in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando che farà risparmiare cira 250 mila euro alle casse comunali» ha dichiarato il primo firmatario della deliberazione Marcello Iantorno, Pd. D’accordo anche il sindaco «il costo dello svolgimento di un singolo referendum sarebbe di circa 295mila euro, accorpandolo verrebbe a costare 143mila, quasi la metà». All’unanimità quindi è stata approvata dando tempo alla Giunta oggi di poter indire lo stesso nei tempi tecnici previsti con una piccola deroga al regolamento comunale.
Il Consiglio ha così affrontato alcune mozioni che aspettavano di essere affrontate da diverso tempo, una di Ghirri, che il proponente ha subito ritirato, sulle potature periodiche, ed una proposta da Bottone e da Mario Molteni, Per Como, sulla riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso con una serie di interventi alla sistemazione del verde al miglioramento della segnaletica stradale. Una discussione che si è allargata al futuro della zona di confine comasca con i piani di intervento all’ex Albarelli e all’ex Lechler che ha visto inaspettatamente accendersi la serata con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, più Bottone.
Luca Gaffuri, Pd, ha citato l’interporto e la «scelta scellerata» di tagliare i trasporti pubblici fra i quartieri.
Contrario il sindaco, dato che ha definito come «un po’ demagogica» la mozione dato che i diversi interventi richiesti avrebbero potuto rientrare nel bilancio di previsione da poco approvato, ma che ha comunque detto «di tenere in debito conto delle segnalazioni proposte».
Dopo una replica dl primo firmatario Bottone e il tentativo, bocciato, di proporre un emendamento con una votazione per punti tutte e dieci gli interventi proposti sono stati bocciati dalla maggioranza ed è finita la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziNella seduta del Consiglio comunale di martedì 5 maggio nessuna chiarezza sulla cessione degli autobus della Spt. Marco Butti sceglie Lombardia autonoma perché meno razzista della lega. La maggioranza si approva da sola il bilancio e boccia ogni proposta delle minoranze salvo la scelta decisa all’unanimità del 21 giugno per votare anche per i referendum comaschi.
Nel Consiglio comunale di martedì 5 maggio Donato Supino, Prc, è tornato a chiedere chiarezza sulla cessione di 10 autobus e 12 licenze di Spt Holding anche alla luce di una lettera inviata anche al Comune di Como della ditta Rampinini che ha fatto domande sulla gara fatta. «Un’operazione che non si è svolta in maniera trasparente» ha affermato il consigliere comunista che ha nuovamente chiesto l’istituzione di una commissione, anche perché il valore commerciale di solo alcuni degli autobus sarebbe di 300mila euro, contro i 450mila per tutto il parco macchine e le licenze.
Carlo Ghirri ha invece fatto gli auguri al nuovo raggruppamento del Pdl ed al suo rappresentante Marco Butti ed ha annunciato al sua adesione a Lombardia autonoma, «con gli stessi ideali della Lega in cui ho militato, con meno venature razziste», rimanendo comunque all’interno della maggioranza consiliare.
Una piccola querelle è nata fra l’assessore Peverelli e Bruno Magatti, Paco, sul futuro appalto per la raccolta di rifiuti per una svista nella lettura di alcuni documenti del secondo, di cui si è scusato, e per la totale chiusura del primo ad ogni forma di dialogo, rifiutandosi di accettare anche le scuse.
Iniziato il dibattito, senza discussione, è stato approvato, con i soli voti contrari della minoranza, il bilancio consuntivo 2008.
Si è così affrontata la questione del referendum day, unire in un’unica tornata i due cittadini e quello nazionale per il cambiamento della legge elettorale, il 21 giugno. «Un atto necessario in un momento di crisi come quello che stiamo affrontando che farà risparmiare cira 250 mila euro alle casse comunali» ha dichiarato il primo firmatario della deliberazione Marcello Iantorno, Pd. D’accordo anche il sindaco «il costo dello svolgimento di un singolo referendum sarebbe di circa 295mila euro, accorpandolo verrebbe a costare 143mila, quasi la metà». All’unanimità quindi è stata approvata dando tempo alla Giunta oggi di poter indire lo stesso nei tempi tecnici previsti con una piccola deroga al regolamento comunale.
Il Consiglio ha così affrontato alcune mozioni che aspettavano di essere affrontate da diverso tempo, una di Ghirri, che il proponente ha subito ritirato, sulle potature periodiche, ed una proposta da Bottone e da Mario Molteni, Per Como, sulla riqualificazione del quartiere di Ponte Chiasso con una serie di interventi alla sistemazione del verde al miglioramento della segnaletica stradale. Una discussione che si è allargata al futuro della zona di confine comasca con i piani di intervento all’ex Albarelli e all’ex Lechler che ha visto inaspettatamente accendersi la serata con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, più Bottone.
Luca Gaffuri, Pd, ha citato l’interporto e la «scelta scellerata» di tagliare i trasporti pubblici fra i quartieri.
Contrario il sindaco, dato che ha definito come «un po’ demagogica» la mozione dato che i diversi interventi richiesti avrebbero potuto rientrare nel bilancio di previsione da poco approvato, ma che ha comunque detto «di tenere in debito conto delle segnalazioni proposte».
Dopo una replica dl primo firmatario Bottone e il tentativo, bocciato, di proporre un emendamento con una votazione per punti tutte e dieci gli interventi proposti sono stati bocciati dalla maggioranza ed è finita la seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 27 aprile

 

cernezzi2Magatti minaccia di andare dal prefetto per sapere cosa è stato fatto per la raccolta dei rifiuti. Nasce il nuovo gruppo del Pdl. Non accolti tre dei cinque ordini del giorno proposti. Approvato senza discussioni il Bilancio comunale.

 Molti interventi alle preliminari del consiglio comunale di lunedì 27 aprile. Mario Molteni, Per Como, ha chiesto chiarimenti sui lavori in corso all’angolo fra via Deledda e via San Giacomo. «Dopo il monte Goi, Garzola, ora viene attaccata via Mocchetti – ha detto Mario Lucini, Pd, – alle disposizioni esagerate del Piano regolatore, la cultura della furbizia sta accrescendo ulteriormente i danni». Il presidente della commissione urbanistica ha quindi chiesto agli uffici competenti «maggiore attenzione nel rilascio del delle concessioni valutando se sono idonee a sopportare i carichi», una preoccupazione che era già stata al centro di altre preliminari per i nuovi interventi a Cardina. Tornando all’attualità Lucini ha chiesto, «al di là di ogni cultura del sospetto», trasparenza sull’intervento in via Mocchetti e il coinvolgimento dello studio professionale del sindaco così come riportato dal quotidiano La Provincia.

Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato le adozioni di bambini a distanza, per cui si è ativato negli ultimi anni in Comune.

«Un fatto grave e discriminatorio» così Marcello Iantorno, Pd, ha definito la mancata distribuzione del quarto ordine del giorno proposto per il bilancio richiedendone al più presto la diffusione.

Donato supino, Prc, si è lamentato della mancata pulizia della fascia tricolore, da lui utilizzata per celebrare un matrimonio, pronta la reazione del sindaco «richiameremo il dipendente che gliela ha data in quelle condizioni», aprendo così un siparietto con il consigliere di minoranza irritato per la piega presa dall’interpellanza.

«Se non avrò gli atti sarò costretto a rivolgermi al prefetto» ha detto Bruno Magatti, Paco, a proposito della prossima gara per la raccolta dei rifiuti solidi urbani «il 10 febbraio avevo chiesto a che punto era l’iter, non ho avuto sino ad oggi risposta» inoltre «il 27 aprile la Giunta ha dato un indirizzo operativo, chiedo copia dell’atto».

Alessandro Rapinese, Area 2010, è tornato a chiedere chiarimenti sul costo del portavoce del sindaco.

Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di non tagliare i collegamenti tra Sagnino e Ponte Chiasso limitando il percorso della linea 11 solo alla prima frazione proponendo di accorciare i chilometri di percorrenza ripristinando il passaggio in viale Varese davanti al santuario del crocifisso «è stata tolta una opportunità spirituale».

Il Consiglio ha visto poi la presentazione del nuovo gruppo del Pdl fatta dal neocapogruppo Marco Butti, suoi vice saranno Pasquale Buono e Veronica Airoldi, che riunirà gli ex gruppi di Forza Italia, Alleanza nazionale e dei Popolari liberali (che facevano parte del Gruppo misto di maggioranza).

Una nuova formazione, «il partito più grande in Italia e nella nostra città», che ha ricevuto il benvenuto del sindaco Bruni che si è subito dopo scagliato contro La Provincia «in via Moschetti si sta parlando di 250 metri quadri per un edificio che comprende cinque miniappartamenti», un edificio che è ancora allo stato delle fondamenta e per cui i ricorsi sono stati fatti oltre i tempi stabiliti ha aggiunto il primo cittadino che ha fatto intenderesi tratti di una montatura a sfondo politico dato che a fare il ricorso sia stato «l’acvvocato Spallino, la dice lunga…».

Iniziato il dibattito sugli ordini del giorno per il bilancio, cinque erano quelli presentati, il presidente del Consiglio Mario Pastore ha precisato che era da ritenersi correlato solo il primo, citando il significato di correlato dal dizionario Devoto – Oli.

«Come può non essere correlato il terzo? – ha chiesto Lucini – dato che riguarda l’allegato al Bilancio?». «Esprimo il mio più totale dissenso nel merito e nel metodo – ha precisato Iantorno – non si può proibire la possibilità di discussione» articolando poi il perché della propria protesta fra l’insofferenza crescente dei banchi della maggioranza.

Dopo le precisazioni tecniche del vicesegretario generale Emoroso per quanto riguarda il parere espresso dal proprio ufficio sugli ordini del giorno «il Consiglio comunale può anche infischiarsene , scusate l’espressione», la discussione così come deciso dal presidente Pastore si è svolta solo sul primo documento e sul terzo.

Il primo presentato dal primo firmatario Magatti verteva sull’aiuto per la vita indipendente delle persone disabili ed ha trovato, salvo una piccola modifica, accoglienza da parte dell’assessore competente, il vicesindaco Cattaneo, venendo così approvato all’unanimità.

Il terzo ordine del giorno, presentato da Lucini, sul cambiamento delle tariffe del Telesoccorso non è stato accolto ed è stato bocciato.

Aperta la discussione finale sul bilancio con i suoi emendamenti nessuno ha preso la parola, ci ha provato solo Magati, in ritardo sulla chiusura proclamata da Pastore, e quindi non è potuto intervenire.

Il bilancio è stato così approvato con i soli voti della maggioranza, il voto contrario delle opposizioni, e l’astensione di Carlo Ghiri, Gruppo misto.

La discussione si è portata quindi su un’interpellanza di Alessandro Rapinese sulla vendita dell’area ex Ticosa che ha tra l’altro affermato: «nessuno di noi avrebbe stipulato una preliminare di vendita di quel tipo per una nostra proprietà».

Bruni ha quindi elencato i costi sostenuti sinora per la vendita 2-300 mila euro ricordando che, oltre alla vendita stimata sui 15 milioni, ci saranno anche 34-35 milioni di opere pubbliche complementari.

Poi come chiesto dal consigliere Gianmaria Quagelli, Pdl, prima della fine dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Enrico Rosi, abbondino d’oro nel 1996. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como del 20 aprile 2009

cernezzi1Nella seduta bocciati quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni, passa solamente una dichiarazione di principio sulla vita indipendente per i disabili. Gli extracomunitari continueranno a non poter fare “assembramenti” nei parchi cittadini.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 20 aprile Silvia Magni, Pd, ha chiesto la sistemazione della segnaletica orizzontale all’incrocio fra le vie Acquanera e Canturina; «Approvate il bilancio» è stata la risposta fuori microfono dell’assessore Caradonna. «Giovedì scorso ho ricevuto il catalogo della mostra, la lettera del sindaco e sei biglietti omaggio per la mostra di Villa Olmo – ha dichiarato Donato Supino, Prc, – per coerenza non li voglio tenere ma omaggiare il personale che ci ha assistito fino alle 5 del mattino quando c’è stata la discussione sulla mostra». Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto chiarimenti sulla rimozione dei portapubblicità sparsi per la città. «Non c’è ancora l’ordinanza del sindaco per il ritiro» gli ha risposto l’assessore Peverelli. Domenico Serrentino, Fi, ha rinunciato a prendere la parola dato che avrebbe voluto interloquire con l’assessora Sosio, non presente in aula. Il Consiglio ha quindi affrontato i 21 emendamenti prodotti al documento del Bilancio, tutti tranne uno presentati dalle opposizioni. Sostanzialmente assente il dibattito che si è ridotto, salvo un paio di sporadici casi, ad una presentazione del primo firmatario della proposta e ad una risposta del sindaco per il parere di Giunta. L’unico emendamento proposto dai banchi della maggioranza è stato ritirato, «dopo le assicurazioni del sindaco» dal suo primo firmatario Carlo Ghirri, Gruppo misto. I suggerimenti di modifica di Bruno Magatti, Paco, per eliminare dalla Relazione previsionale e programmatica una frase ritenuta «limitante rispetto alla delibera di indirizzo sul ritiro dei rifiuti umidi anche per le utenze private», e per riformulare o togliere la frase contro gli assembramenti di extracomunitari; contrario il sindaco perché saranno operazioni coordinate con le forze di polizia con tutte le garanzie. Bocciata anche la proposta del capogruppo pachista di censire gli alberi monumentali, nata dopo il rischi del taglio delle essenze di Villa Feloi. «Il censimento delle piante pubbliche è già stato fatto» gli ha risposto il sindaco. Fallito pure il tentativo di aprire una discussione sulla cessione, per 99 anni, di un terreno in via Rimoldi sopra l’ex casa dell’Anas che diventerà un posteggio per la stessa. Anche le proposte di Mottola, per la ristrutturazione almeno parziale degli spogliatoi del campo di calcio di via Artaria, dotare di più automezzi e moto la polizia locale, L’esponente del Pd ha poi ritirato un emendamento sulla bonifica dall’amianto del centro civico di Sagnino dopo che il sindaco ha affermato che «entro l’anno interverremo» e «non c’è pericolo al momento per nessuno». Non sono passate nemmeno le proposte di riattivazione delle piscine delle scuole medie di Sagnino e Lora, proposte da Mottola e Mario Molteni, Per Como. Non è stata approvato nemmeno il Parco locale di interesse sovracomunale del Cosia. Mario Lucini, Pd, ha proposto per la seconda volta la proposta di attivare le procedure per istituirlo, così come stanno già facendo i Comuni di Tevernerio, di Albese con Cassano e di Albavilla. Lapidaria la risposta del sindaco «Il parere è contrario rimandando alle motivazioni dell’anno scorso». Un’affermazione che ha fatto sbottare al proponente «mi aspetteri un briciolo di rispetto in più» causando la replica del sindaco «la riproponi ogni anno!». Lucini ha poi proposto di inserire nel Piano previsionale l’intenzione di stilare il Piano reti e servizi per il sottosuolo. Un’opera che sta venendo redatta, seppur con alcune difficoltà, ed «è a buonissimo punto» per l’assessore Caradonna. La Giunta si è espressa comunque in maniera contraria ed il suggerimento è stato bocciato. Così come il posteggio, che ormai da qualche anno dovrebbe essere edificato a Cipiglio, «dobbiamo rifare la valutazione sull’effettiva spesa» ha dichiarato Bruni, interventi per la moderazione del traffico veicolare nei quartieri e la risistemazione del marciapiede vicino al lavatoio di Lora. Bocciata poi la proposta della consigliera Magni per il ridisegno di piazza IV novembre e lo spostamento del monumento ai caduti. Bruni ha assicurato la pulizia della statua, «l’architetto Pappalardo sta già pensando alla ristrutturazione», ma la piazza non è un apriorità. Non è stato poi accettato l’emendamento per la ristrutturazione del centro civico di via Giovane Italia «un intervento che pur essendo necessario, non è tra le priorità» ha spiegato il sindaco, che non si è espresso sulla contrarietà all’acquisizione della ex chiesa di San Lazzaro da parte del Comune. Un intervento che da un paio di anni è indicato come all’interno ad un piano di riqualificazione della zona che però non si è ancora attivato. Non è passata la proposta di risparmiare sulla stampa de Il cittadino, giudicato in maniera molto critica da Lucini «in assenza di contradditorio si magnificano le sorti progressive del Comune di Como», e destinare i soldi risparmiati ad incrementare il fondo anticrisi. «La demagogia regna sovrana in questo emendamento – è stata la risposta di Bruni, che ha aggiunto – difendo questo strumento di comunicazione che può essere migliorato, ma per cui ci siamo impegnati contrattualmente anche con altre istituzioni». Unico dibattito sulla proposta di Roberta Marzorati, Per Como, di istituire dei buoni libro per le famiglie dei ragazzi che iniziano le scuole medie. «Ad esempio a Casnate vengono dati 120 euro a tutti quelli che iniziano le medie e 180 a quelli che vanno in prima superiore» a portato ad esempio la consigliera. Supino ha dichiarato che si sarebbe astenuto per dissociarsi dalle argomentazioni della proponente che aveva citato il fatto che parte dei fondi per le famiglie in difficoltà vadano a famiglie extraconunitari creando risentimento in alcune frange della popolazione italiana. «Verranno promossi e sostenuti i progetti di vita indipendente della persona con disabilità finanziati mediante le risorse rese disponibili dalla legge 162/98» questo è l’unico suggerimento accolto da tutto il Consiglio come modifica alla Relazione revisionale, presentato da Magatti, per cui la Giunta ha lasciato libertà di voto, «in parte è già stato attuato» ha comunque voluto precisare il vicesindaco Cattaneo. La discusione sul bilancio proseguirà lunedì sera prossimo per affrontare quattro ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como del 6 ottobre 2008

Sant’Anna? Se ne riparlerà entro un mese. L’opposizione decide di assecondare la proposta della maggioranza di rinviare la votazione sulla delibera proposta sul futuro dell’area di Camerlata. Magatti spiega proposta di Paco per la prossima gara di appalto per la raccolta dei rifiuti.

Il freddo ottobrino arriva anche nel Consiglio comunale di lunedì 6 ottobre. Nelle preliminari molti consiglieri hanno chiesto una deroga alla legge che indica il 15 del mese come data di inizio della possibilità di accendere il riscaldamento. «Anziani e bambini piccoli la sera e la mattina presto soffrono il freddo», ha dichiarato Gianluca Lombardi, Fi, sostenuto dal compagno di partito Roberto Rallo, e «in alcune strutture scolastiche non sono ancora stati accesi i riscaldamenti» ha aggiunto Vittorio Mottola, Pd.
Pronta la risposta del sindaco Bruni, appena rientrato dalla soleggiata Cuba con una dote di sigari da distribuire ai consiglieri, «non abbiamo pensato ad una deroga perché pensiamo al bilancio delle famiglie. In un condominio verrebbe acceso il riscaldamento, con le conseguenti spese, anche per quelle famiglie che non ne sentono l’esigenza», in ogni modo il primo cittadino comasco si è impegnato a «proporre la delibera in Giunta mercoledì ».
«Si faccia chiarezza sul progetto di metropolitana leggera!» ha chiesto donato Supino, Prc, dopo le affermazioni contrastanti fra la direzione de Le Nord, contraria al progetto, e Regione Lombardia, che si è invece dichiarata favorevole.
Problemi con immobili disastrati sono stati posti da Luigi Bottone, che ha chiesto la messa insicurezza dello stabile bruciato in via Vela a Ponte Chiasso, e Bruno Magatti, Paco, che ha ricordato lo stabile in ristrutturazione di via Anzani da cui alcuni residenti sono stati trasferiti altrove.
La seduta è così potuta incominciare con la discussione sulla delibera di indirizzo proposta dalle opposizioni sulla destinazione dell’area del Sant’Anna a Camerlata.
Dopo la votazione per punti e l’approvazione di due di essi su undici era previsto un ulteriore passaggio con un’ulteriore votazione e l’approvazione dei due punti assieme. Un atto non lineare date le dichiarazioni di voto dei capigruppo della maggioranza che hanno affermato che avrebbero votato contro la proposta delle minoranze scatenando le ire di Mario Lucini, Pd, «qui operiamo nel paranormale, sarebbe lineare fare in un modo se no siamo proprio in un altro mondo». Dalla maggioranza, per bocca di Rallo, è così arrivata la proposta di sospendere la discussione e rinviarla.
Dopo un’accesa discussione per le opposizioni Marcello Iantorno, Pd, ha dichiarato di accettare di rinviare la discussione, ma non oltre trenta giorni.
«Su questo argomento la maggioranza sta cincischiando – ha detto Mario Lucini, in disaccordo col proprio gruppo – cosa si mette in quest’area si deve deciderlo, dobbiamo dirlo, abbiamo paura?» e, rivolto ai banchi della maggioranza, dichiarato: «La città ha bisogno di una risposta adesso! Noi sospendiamo e la variante resterà ferma?», per concludere con un’ulteriore quesito «tiriamo tardi per dire per poi dire che è stato deciso tutto da qualcun’altro?».
Con una votazione in “ordine sparso” è stata approvata la sospensiva.
Il secondo argomento della serata è stata la presentazione della proposta di delibera di Paco per la futura gara di appalto per la raccolta dei rifiuti e la pulizia della città.
Bruno Magatti, in una sala svuotata, solo 12 consiglieri di maggioranza e anche la presenza del pubblico, una decina di persone all’inizio, era diminuita data l’ora, ha riassunto la storia della raccolta differenziata dei rifiuti in città.
Dal 1994 il Comune di Como utilizza i sacchi viola in cui vengono raccolti differenti materiali, che vengono poi aperti dagli operatori e “mondati”. La plastica viene raccolta mentre il resto diventa Combustibile da rifiuti (Cdr) «che viene bruciato anche in cementerie come può essere quella di Merone».
Dati alla mano il consigliere di pPaco ha poi spiegato come la promiscuità dei materiali non aiuta il loro recupero tanto che la carta all’interno di questi sacchi si sporca e non è più riutilizzabile e anche l’alluminio ha delle percentuali di recupero di molto inferiori a quelle di una raccolta separata.
Il sacco nero invece viene bruciato all’inceneritore della Guzza, «nell’unico forno attuale solo il 34 per cento dei rifiuti bruciati sono comaschi gli altri provengono da altre realtà» ha precisato Magatti, ad un costo di circa 105 euro la tonnellata. Quindi – ha proseguito – «è come se mettessimo affianco di ogni sacco nero un euro». A questi incassi vanno aggiunti per Acsm gli introiti derivanti dalla vendita di energia prodotta con la combustione dei rifiuti, che viene, «grazie ad una legge del primo governo Prodi (Cip6)», pagata più del valore sul mercato.
Il consigliere ha fatto alcune proposte per una raccolta più attenta e che coinvolga maggiormente i cittadini intervenendo sul passaggio da tassa a tariffa sui rifiuti.
Le proposte vanno dal tesserino magnetico che consenta di avere sconti sulle tariffe portando materiali già differenziati alla piattaforma ecologica e differenziando maggiormente la raccolta porta a porta. «Ascm ci paga 23,25 euro la tonnellata per la carta e 7 per il vetro» alcuni dei dati forniti.
Magatti ha sottolineato anche l’importanza di una maggiore pulizia delle strade e ha invitato tutti i consiglieri a «condividere e modificare la delibera» per aprire uno «spazio di discussione» che possa mutare l’impostazione attuale della pulizia della città. Giovedì 9 ottobre incomincerà la discussione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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