È on line il sito del gruppo Gay – lesbica Como (Glc)

È nato un nuovo spazio laico nel web comasco; il gruppo gay e lesbico di Como ha inaugurato il suo sito www.comogaylesbica.it, e-mail info@comogaylesbica.it. «Vorremmo e stiamo cercando di creare – spiegano i promotori – un “luogo” per chi, come noi, è stanco di dover vivere la propria condizione nell’anonimato e costretto, per incontrare e conoscere altri gay e lesbiche, a ripiegare su un’altra città». L’obiettivo del gruppo è quello di «essere presenti per difendere visibilmente i nostri diritti. Vogliamo dare la possibilità di incontro, di riflessione e svago a chi è come noi. Siamo consapevoli che, nel nostro territorio provinciale, per qualcuno è ancora forte il rischio della solitudine e dell’isolamento e vorremo essere utili per far sì che le cose cambino». Il nuovo spazio on line è uno strumento, «in questo momento storico dove troppo spesso da più parti si levano voci contro la nostra dignità e lo Stato non accetta ancora di riconoscerci elementari diritti», attraverso il quale gli organizzatori possano «essere voce che si fa sentire e si fa vedere».
«Finalmente – ha preso la parola Maria Rita Livio (Pd) illustrando la mozione all’ordine del giorno – il consiglio prende in considerazione l’argomento Garibaldina bis (il tracciato nell’immagine), dando una risposta anche ai comitati – presenti con una cinquantina di attivisti – che da due sedute ci fanno visita inutilmente. Presentando questa mozione chiediamo all’amministrazione un ripensamento su una grande opera che trova contrari tutti i sindaci e i cittadini del territorio. La prima richiesta degli abitanti dell’Olgiatese è infatti il completamento della variante alla Briantea, strada che assorbe la maggior quota del traffico tra Como e Varese, anche perché la più vicina alle attività industriali. Come se non bastasse la linea rossa che individua il tracciato della nuova strada corre parallela alla ferrovia Grandate-Malnate, mandando in fumo il progetto di pista ciclabile adiacente ai binari, che a Villa Guardia è già quasi realtà».
Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, ha ricordato «il contributo di Giusto Perretta (nella foto) alla difesa della memoria perché non vada dispersa con il volgere delle stagioni». «Una figura – ha proseguito il coordinatore Legacoop di Como – che ha sempre richiamato l’antifascismo come cemento delle fondamenta della democrazia, un punto obbligato per il futuro del paese e delle nuove generazioni». Dopo il commosso intervento del figlio Daniele che ne ha ricordato la figura in ambito privato, da più parti è venuta la proposta di istituire una borsa di studio per i giovani ricercatori così come sottolineato da Renzo Pigni «a 60 anni dalla Costituzione repubblicana, in ricordo della Resistenza, di Giusto, in continuità con il suo lavoro» e di intitolargli, insieme al padre l’Istituto.
In Italia sono presenti una novantina di cementifici che, per produrre 47 milioni di tonnellate di cemento, bruciano pet-coke, uno scarto della raffinazione del petrolio, combustibili derivati da rifiuti (cdr), pneumatici e rifiuti solidi urbani.
Inizio un po’ in sordina, alle 14 di sabato 24 maggio, per la Street parade di Como, la gente arriva alla spicciolata e si ripara dall’acqua sotto i rami dell’ippocastano. Intanto nel piazzale fervono i preparativi, si sistemano i camion e si provano gli impianti. Sono ben quindici i carri che “spareranno” musica fino a mezzanotte, dieci quelli comaschi, gli altri arrivano da fuori, uno addirittura da Napoli. Il numero di capannelli di persone sotto gli ombrelli o avvolte negli impermeabili cresce, ma aumenta anche l’intensità della pioggia. Alle 15.30 il tempo va migliorando e alle 16, sotto un cielo bianco fumo, la colonna di automezzi si mette in marcia verso il centro città e i Giardini a lago. Il numero di persone a questo punto è cresciuto molto, per una giornata iniziata almeno climaticamente con il piede sbagliato. Sono circa un migliaio i giovani che si muovono per le vie di Como, chi a passo cadenzato chi invece vorticoso seguendo la musica dei carri. Alcuni si accompagnano muovendo nell’aria gli strumenti di giocoleria, altri ancora camminano su e giù lungo il muro di suono chiacchierando o sorseggiando birra. La maggioranza dei partecipanti ha vent’anni. La popolazione di Como assiste un po’ in disparte: poche le persone alle finestre, quelle che incrociano il loro cammino con quello della festa itinerante tagliano dritto. Ma qualcuno si ferma ad ascoltare ed osservare. Certamente oggi qualcosa in città si è mossa, dei giovani si sono riappropriati di uno spazio pubblico che ci spetta di diritto. Qualcuno se la prenderà con l’eccessivo rumore, altri col degrado che vedranno in questa manifestazione, altri urleranno un categorico «Andate a lavorare!», molti protesteranno per l’inevitabile blocco del traffico. Ma per i giovani il capoluogo lariano ha una discreta necessità di essere scosso e movimentato per non morire ogni sera alle 18. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]
Lidia Martin della rete Territorio precario, organizzatore della presentazione, ha introdotto la serata, spiegando la tempistica dell’iniziativa che «è in cantiere da un po’ di tempo, ma è giusto proporla oggi: un momento in cui la situazione vede una forte propaganda politica e mediatica a favore dell’insicurezza».
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (
